Il Trillium grandiflorum è una delle piante da fiore più eleganti che possiamo coltivare in vaso sul balcone. I suoi grandi fiori bianchi, che con il passare dei giorni assumono delicate sfumature rosate, conferiscono al terrazzo un aspetto raffinato e naturale. Il suo nome, Trillium, significa "tre" e fa riferimento alla caratteristica principale di questa pianta, cioè la presenza di tre foglie e di fiori con tre petali.
Il Trillium grandiflorum è originario delle foreste dell'America nord-orientale, dove cresce spontaneamente nei sottoboschi freschi e ricchi di humus, ed è una pianta erbacea perenne rizomatosa appartenente alla famiglia delle Melanthiaceae. Il genere Trillium, detto anche Trillio, comprende circa cinquanta specie ma il grandiflorum è il più indicato per la coltivazione in vaso. È una piantina di piccole dimensioni: ha un fusto eretto, alto circa 20/40 cm, alla cui sommità tre foglie ovali sopra le quali compare un unico fiore.
Si tratta di una pianta decidua: in primavera, tra marzo e aprile, iniziano a spuntare le foglie che permangono fino in estate. Con il caldo, verso luglio o agosto a seconda della zona climatica, tendono a ingiallire progressivamente fino a disseccarsi completamente. In questa fase il rizoma entra in riposo vegetativo e tornerà a germogliare nella prossima primavera.
Le foglie non devono essere rimosse finché rimangono verdi, poiché attraverso la fotosintesi producono l'energia necessaria alla fioritura dell'anno successivo. Solo quando risultano completamente gialle e secche possono essere recise alla base con forbici ben disinfettate.
Il fiore è composto da tre grandi petali bianchi lunghi fino a 8 cm che. I fiori durano per circa 2/3 settimane e inizialmente...
Quello di eliminare le Nottue dalle piante dell’orto è un problema comune a molti orticoltori hobbistici. Si tratta di lepidotteri notturni, quindi farfalle, appartenenti alla grande famiglia dei Nottuidi: da adulte sono innocue, ma allo stadio larvale sono tra i fitofagi più dannosi per le colture orticole.
Con il termine Nottuefacciamo riferimento a migliaia di specie diverse di falene notturne, molte delle quali hanno abitudini alimentari molto specifiche, cioè preferiscono alcune colture. Tra le più note ricordiamo la Nottua del Cavolo (Mamestra brassicae), la Nottua del Pomodoro (Helicoverpa armigera) o la Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon).
La loro diffusione è ampia perché il gruppo è estremamente diversificato e adattabile. Ogni specie può specializzarsi su colture differenti, ma nel complesso queste larve risultano molto polifaghe, cioè capaci di nutrirsi di molte piante ospiti.
Eliminare le Nottue: impariamo a conoscerle
Il ciclo di vita delle Nottue inizia con la deposizione delle uova da parte delle femmine adulte, che le collocano generalmente sul terreno o alla base delle piante. Dopo pochi giorni, variabili in base alla temperatura, emergono le larve. È proprio in questa fase che il danno diventa evidente, perchè le larve sono voraci e iniziano immediatamente a nutrirsi dei tessuti vegetali. Alcune specie recidono le giovani piantine al colletto, altre scavano gallerie nei frutti, come accade frequentemente nel Pomodoro.
Quando la larva sarà cresciuta a sufficienza, torna in terreno per impuparsi e iniziare la trasformazione in lepidotteri adulti. Generalmente dopo 1/3, a seconda della specie...
Coltivare un orto in estate significa approfittare della stagione più impegnativa ma anche più produttiva. L’abbondanza di luce favorisce una crescita rapida di numerose specie orticole, consentendo raccolti particolarmente abbondanti. Ma nei mesi compresi tra giugno e settembre le temperature elevate, l’intensa radiazione solare e la ridotta disponibilità di acqua possono però influenzare negativamente lo sviluppo delle colture. In molte regioni italiane si registrano periodi prolungati di siccità e ondate di calore che mettono a dura prova sia le piante sia il terreno.
Una corretta gestione dell’irrigazione, della fertilità del suolo e della protezione dalle avversità diventa quindi fondamentale per mantenere elevata la produttività dell’orto. Conoscere le esigenze delle diverse colture e programmare accuratamente le attività stagionali permette di ottenere risultati eccellenti anche durante i mesi più torridi.
Orto in estate: semine e trapianti nel mese di luglio
L’estate non è soltanto il periodo dei raccolti: è anche una stagione importante anche per effettuare nuove semine che consentiranno produzioni autunnali e invernali.
Nel mese di luglio si possono seminare numerose orticole a ciclo relativamente breve. Tra queste ricordiamo: le Lattughedataglio, le Cicorie, il Radicchio, la Rucola, la Bietoladacosta, i Finocchi, i Fagiolininani, le Carote, le Barbabietole e il Cavolocinese.
Le elevate temperature accelerano la germinazione, ma è necessario mantenere costantemente umido il terreno. Le semine dovrebbero essere effettuate preferibilmente...
Avere un terrazzo fiorito in estate non è difficile e sono tante le piante tra cui possiamo scegliere. Ecco una selezione di quelle più facili da coltivare e capaci di assicurare un risultato sorprendente!
20 piante per un terrazzo fiorito in estate
Pelargonium zonale Il Geranio zonaleè probabilmente la pianta da terrazzo più coltivata in Italia grazie alla sua robustezza e alla lunghissima fioritura da maggio fino a ottobre inoltrato. Produce grandi infiorescenze a ombrella nei colori rosso, rosa, bianco, arancio e salmone. È una pianta erbacea perenne di origine sudafricana che viene spesso coltivata come annuale nelle zone più fredde. Tollera molto bene il caldo estivo e periodi di moderata siccità. Per svilupparsi al meglio scegliamo un vaso profondo almeno 20/25 cm e largo 25/30 cm. Predilige una posizione in pieno sole, dove produce il maggior numero di fiori.
Petunia Le Petuniesono tra le piante annuali estive più apprezzate per la loro spettacolare abbondanza di fiori. Fioriscono ininterrottamente da maggio a ottobre producendo corolle a forma di tromba disponibili praticamente in ogni colore. Si tratta di una pianta erbacea a portamento cespuglioso o ricadente, ideale per cassette e balconiere. Richiede annaffiature regolari e una buona concimazione durante l'estate. Per una crescita ottimale è consigliabile un vaso profondo circa 20 cm e largo almeno 25/30 cm. Ama il sole diretto e fiorisce meno abbondantemente in zone ombreggiate.
Gli arbusti con fioritura estiva sono una grande risorsa per ottenere colori, profumi ed elementi ornamentali nei nostri giardini anche nei mesi più caldi. Scegliere le specie giuste permette di ottenere fioriture spettacolari da giugno fino a settembre o addirittura in autunno inoltrato, adattandosi alle diverse condizioni climatiche italiane, dalle Alpi alle coste meridionali.
Ecco 10 specie che fanno al caso nostro!
10 arbusti con fioritura estiva
Buddleja davidii Nota come Albero delle farfalle, la Buddleja davidiiè un arbusto deciduo dal portamento espanso della famiglia delle Scrophulariaceae. Può raggiungere i 4 metri d’altezza e produce lunghi rami arcuati e foglie lanceolate di colore verde-grigiastro. È amata per le grandi pannocchie di fiori profumati che attirano api e farfalle e può essere utilizzata sia esemplare singolo sia per la creazione di siepi informali. In autunno, tra novembre e dicembre, perde completamente le foglie, che torneranno nella primavera successiva. Fiorisce da giugno fino a settembre e nelle zone più miti del centro/sud può continuare a produrre fiori fino a ottobre. Tollera il caldo estivo oltre i 40°C, purché il terreno sia mantenuto umido, e resiste al gelo fino a -20 °C.
Hibiscus syriacus L’Hibiscus syriacusappartiene alla famiglia delle Malvaceaeed è un arbusto deciduo che in giardino può raggiungere i 4 metri d’altezza. Le piante adulte e consolidate sono molto...
Il Solanummuricatum, comunemente chiamato Pepino o MelonePera, è una pianta ancora poco diffusa negli orti italiani ma capace di regalare frutti dal sapore originale, che ricorda una combinazione tra Melone e Pera. Oltre a essere una specie insolita e produttiva, ha anche un valore ornamentale grazie ai suoi fiori decorativi e ai frutti gialli con screziature viola.
Il Pepino è un arbusto da frutto originario delle regioni andine del sud America e le popolazioni precolombiane lo coltivavano già molti secoli prima dell’arrivo degli europei, fin dai tempi degli Inca.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa del Pomodoro e del Peperone ed è altrettanto facile da coltivare. La pianta raggiunge un’altezza e larghezza di circa 100/120 cm ed è dotata da foglie di colore verde chiaro, leggermente aromatiche. I fiori sbocciano da maggio a luglio e sono simili a quelli della Patata, con petali bianchi o violacei con striature porpora. I fiori si trasformano in seguito in frutti che raccoglieremo tra agosto e ottobre. I frutti sono bacche ovali o tondeggianti del peso variabile tra 100/500 grammi, con buccia gialla o crema decorata da striature viola. La polpa è succosa, dolce e profumata.
Dove coltivare il Solanum muricatum
Il Pepino ama i climi miti e prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Temperature troppo calde, oltre i 40°C, possono però stimolare il disseccamento delle foglie e la perdita dei frutti, specialmente se non associate ad abbondanti irrigazioni.
Non tollera il freddo e sotto i 10°C la crescita rallenta sensibilmente: sotto i 5°C tende a perdere la parte aerea e muore a 0°C.
I Crisomelidi defogliatori rappresentano uno dei gruppi di insetti fitofagi più dannosi per gli orti, i giardini e i frutteti. Sia gli insetti adulti sia le larve si nutrono dei tessuti vegetali, provocando erosioni fogliari, scheletrizzazioni e, nei casi più gravi, una significativa riduzione della capacità fotosintetica delle piante.
Quando le infestazioni sono numerose, questi coleotteri possono compromettere la crescita delle colture ornamentali e produttive, indebolire giovani piante e ridurre la qualità estetica del giardino. Il danno non è soltanto estetico: una pianta fortemente defogliata diventa più vulnerabile a stress ambientali, malattie fungine e attacchi di altri parassiti.
I Crisomelidi (Chrysomelidae) sono una famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri e comprende migliaia di specie, molte delle quali perfettamente adattate ai climi italiani e presenti sia negli ecosistemi naturali sia negli ambienti coltivati. Sono diffusi un po’ in tutta Italia: dalle regioni alpine fino alle aree costiere mediterranee. Fanno parte della grande famiglia dei Crisomelidi...
La Liquidambar styraciflua, nota come Albero dello Storace, è una delle piante ornamentali più spettacolari che possano coltivare nel nostro giardino. Le sue foglie cambiano colore in ogni stagione e dal verde intenso in autunno virano verso tonalità gialle, arancioni, rosse e violacee.
È originaria dell’America, appartiene alla famiglia delle Hamamelidaceaeed è un albero deciduo che può raggiungere nei nostri giardini un’altezza di circa 20 metri. Il tronco è eretto e la chioma ha una forma piramidale, mentre le foglie sono palmate e divise in 5/7 lobi appuntiti che ricordano quelle degli Aceri. Se strofinate emettono un profumo gradevole.
La corteccia è di colore bruno-rossiccia e col passare degli anni tende a creare fessure profonde.
In primavera, tra marzo e maggio, insieme alle nuove foglie produce delle infiorescenze gialle che in seguito si trasformano in frutti spinosi tondeggianti, che contengono i semi alati e permangono sulla pianta anche durante l'inverno.
Il meglio di sé lo offre in autunno, con la colorazione cangiante delle foglie prima della caduta, tra ottobre e dicembre a seconda del clima.
Sono tante le varietà che possiamo seminare e trapiantare in un orto a giugno, poichè rappresenta uno dei periodi più importanti per chi coltiva ortaggi per un uso domestico. Le temperature ormai stabili, le giornate lunghe e l’elevata disponibilità di luce favoriscono una crescita rapida delle piante e permettono di effettuare numerose semine e trapianti direttamente all’aperto. In gran parte dell’Italia il rischio di gelate è ormai completamente scongiurato e il terreno ha raggiunto temperature ideali per molte specie orticole.
Creare un orto domestico offre numerosi vantaggi: permette di produrre ortaggi freschi e genuini, consente di risparmiare sulla spesa e rappresenta un’attività rilassante e gratificante. Vediamo cosa possiamo seminare e trapiantare in questo mese!
Cosa seminare a giugno in un orto
Giugno è un mese particolarmente favorevole per le semine dirette. Molte specie germinano rapidamente grazie al terreno caldo e alle temperature elevate.
Basilico Temperature: la temperatura minima consigliata è di 15°C. Profondità e distanze: le piante devono essere...