Il Solanummuricatum, comunemente chiamato Pepino o MelonePera, è una pianta ancora poco diffusa negli orti italiani ma capace di regalare frutti dal sapore originale, che ricorda una combinazione tra Melone e Pera. Oltre a essere una specie insolita e produttiva, ha anche un valore ornamentale grazie ai suoi fiori decorativi e ai frutti gialli con screziature viola.
Il Pepino è un arbusto da frutto originario delle regioni andine del sud America e le popolazioni precolombiane lo coltivavano già molti secoli prima dell’arrivo degli europei, fin dai tempi degli Inca.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa del Pomodoro e del Peperone ed è altrettanto facile da coltivare. La pianta raggiunge un’altezza e larghezza di circa 100/120 cm ed è dotata da foglie di colore verde chiaro, leggermente aromatiche. I fiori sbocciano da maggio a luglio e sono simili a quelli della Patata, con petali bianchi o violacei con striature porpora. I fiori si trasformano in seguito in frutti che raccoglieremo tra agosto e ottobre. I frutti sono bacche ovali o tondeggianti del peso variabile tra 100/500 grammi, con buccia gialla o crema decorata da striature viola. La polpa è succosa, dolce e profumata.
Dove coltivare il Solanum muricatum
Il Pepino ama i climi miti e prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Temperature troppo calde, oltre i 40°C, possono però stimolare il disseccamento delle foglie e la perdita dei frutti, specialmente se non associate ad abbondanti irrigazioni.
Non tollera il freddo e sotto i 10°C la crescita rallenta sensibilmente: sotto i 5°C tende a perdere la parte aerea e muore a 0°C.
I Crisomelidi defogliatori rappresentano uno dei gruppi di insetti fitofagi più dannosi per gli orti, i giardini e i frutteti. Sia gli insetti adulti sia le larve si nutrono dei tessuti vegetali, provocando erosioni fogliari, scheletrizzazioni e, nei casi più gravi, una significativa riduzione della capacità fotosintetica delle piante.
Quando le infestazioni sono numerose, questi coleotteri possono compromettere la crescita delle colture ornamentali e produttive, indebolire giovani piante e ridurre la qualità estetica del giardino. Il danno non è soltanto estetico: una pianta fortemente defogliata diventa più vulnerabile a stress ambientali, malattie fungine e attacchi di altri parassiti.
I Crisomelidi (Chrysomelidae) sono una famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri e comprende migliaia di specie, molte delle quali perfettamente adattate ai climi italiani e presenti sia negli ecosistemi naturali sia negli ambienti coltivati. Sono diffusi un po’ in tutta Italia: dalle regioni alpine fino alle aree costiere mediterranee. Fanno parte della grande famiglia dei Crisomelidi...
La Liquidambar styraciflua, nota come Albero dello Storace, è una delle piante ornamentali più spettacolari che possano coltivare nel nostro giardino. Le sue foglie cambiano colore in ogni stagione e dal verde intenso in autunno virano verso tonalità gialle, arancioni, rosse e violacee.
È originaria dell’America, appartiene alla famiglia delle Hamamelidaceaeed è un albero deciduo che può raggiungere nei nostri giardini un’altezza di circa 20 metri. Il tronco è eretto e la chioma ha una forma piramidale, mentre le foglie sono palmate e divise in 5/7 lobi appuntiti che ricordano quelle degli Aceri. Se strofinate emettono un profumo gradevole.
La corteccia è di colore bruno-rossiccia e col passare degli anni tende a creare fessure profonde.
In primavera, tra marzo e maggio, insieme alle nuove foglie produce delle infiorescenze gialle che in seguito si trasformano in frutti spinosi tondeggianti, che contengono i semi alati e permangono sulla pianta anche durante l'inverno.
Il meglio di sé lo offre in autunno, con la colorazione cangiante delle foglie prima della caduta, tra ottobre e dicembre a seconda del clima.
Sono tante le varietà che possiamo seminare e trapiantare in un orto a giugno, poichè rappresenta uno dei periodi più importanti per chi coltiva ortaggi per un uso domestico. Le temperature ormai stabili, le giornate lunghe e l’elevata disponibilità di luce favoriscono una crescita rapida delle piante e permettono di effettuare numerose semine e trapianti direttamente all’aperto. In gran parte dell’Italia il rischio di gelate è ormai completamente scongiurato e il terreno ha raggiunto temperature ideali per molte specie orticole.
Creare un orto domestico offre numerosi vantaggi: permette di produrre ortaggi freschi e genuini, consente di risparmiare sulla spesa e rappresenta un’attività rilassante e gratificante. Vediamo cosa possiamo seminare e trapiantare in questo mese!
Cosa seminare a giugno in un orto
Giugno è un mese particolarmente favorevole per le semine dirette. Molte specie germinano rapidamente grazie al terreno caldo e alle temperature elevate.
Basilico Temperature: la temperatura minima consigliata è di 15°C. Profondità e distanze: le piante devono essere...
La Aquilegia canadensis con i suoi fiori penduli con petali gialli e rossi, è una delle piante più eleganti e originali per decorare i nostri terrazzi e balconi.
L’Aquilegia canadensis è una specie originaria del Canada e appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Le Aquilegie sono un genere di piante erbacee perenni e comprende più di 130 specie differenti e numerosi ibridi, tutte amate per le belle fioriture. Nei centri giardinaggio possiamo facilmente trovare esemplari della Aquilegia coeruleacon fiori bianchi e azzurri, della Aquilegia flabellatadi piccola taglia (15/30 cm) ma molto resistente al freddo, della Aquilegia vulgaris con fiori viola e porpora, della Aquilegia alpina con fiori blu e viola e della bellissima Aquilegia chrysantha con petali giallo oro e particolarmente resistente al caldo estivo. Va detto che esistono anche numerosi ibridi con forme e colori differenti.
L’Aquilegia canadensis crea invece cespi compatti, alti circa 50/70 cm da cui spuntano i lunghi steli che portano i fiori penduli, caratterizzati da lunghi speroni nettariferi che attirano gli impollinatori. La fioritura avviene generalmente tra aprile e giugno nelle regioni settentrionali e collinari, mentre nelle zone più miti dell'Italia centrale e meridionale inizia già a marzo. Se le condizioni climatiche rimangono fresche, alcuni esemplari possono continuare a produrre fiori fino a luglio.
Con l’arrivo dell’autunno, generalmente tra ottobre e novembre, la parte aerea tenda a ingiallire e a seccare e la pianta entra in riposo vegetativo. La radice sopravvive e tornerà a germogliare la primavera successiva...