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Luglio 10, 2026
Un buon motivo per coltivare un Aeschynanthus lobbianus in appartamento è la bella cascata di foglie verdi lucide e i suoi fiori dai colori brillanti. È una pianta ricadente ed è perfetta per i vasi sospesi, le mensole e i portavasi rialzati.
L’Aeschynanthus lobbianus, noto anche come Eschinanto, appartiene alla famiglia delle Gesneriaceae e il genere Aeschynanthus comprende oltre 80 specie originarie delle foreste tropicali dell'Asia sud-orientale. È una pianta erbacea perenne sempreverde con portamento ricadente ed caratterizzata da lunghi fusti flessibili che possono superare facilmente il metro di lunghezza. Le foglie sono carnose, coriacee, lucide e di colore verde brillante intenso. I fiori sono tubulari, di colore rosso brillante con sfumature gialle o arancioni ed emergono da un calice scuro quasi nero o bruno-violaceo, creando un contrasto molto ornamentale.
Nelle nostre abitazioni la fioritura si manifesta tra maggio a settembre, con il massimo della produzione floreale tra giugno e agosto.
Dove coltivare un Aeschynanthus lobbianus
È una pianta tropicale e la temperatura ideale di coltivazione è compresa tra i 18°C e i 28°C, condizioni molto simili a quelle presenti nelle foreste tropicali di origine. Non ama il freddo sotto i 15°C, quindi le nostre case sono l’habitat ideale per questa pianta. Sopporta bene il caldo fino a 35°C, se ben irrigata per evitare disseccamenti dei tessuti.
L'Aeschynanthus necessita di molta luce diffusa ma non ama il sole diretto. Il luogo ideale è dietro una finestra schermata da una tenda leggera.
La mancanza di luce causa internodi allungati, vegetazione rada e fioriture molto scarse. Al contrario il sole diretto può provocare ustioni fogliari...
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Luglio 07, 2026
La Primula vialii è una delle specie più insolite del genere Primula grazie alle sue infiorescenze cilindriche caratterizzate da boccioli rossi che si aprono progressivamente in piccoli fiori di colore lilla. Un’altra caratteristica che la fa apprezzare è la preferenza per posizioni ombreggiate, di solito non gradite dalle altre piante da fiore. Un’altra differenza che la contraddistingue dalle classiche Primule è la fioritura estiva.
La Primula vialii è una pianta erbacea perenne composta da una rosetta di foglie basali di colore verde brillante, da cui emergono gli steli fiorali. Gli steli possono raggiungere un’altezza di circa 30/50 cm e alla loro sommità cresce l’infiorescenza cilindrica, lunga fino a 10/15 cm, costituita da tantissimi piccoli fiori che si aprono progressivamente dal basso verso l'alto. Inizialmente i boccioli sono di colore rosso intenso mentre i fiori assumono toni lilla-violacei, creando uno spettacolare effetto bicolore. La Primula vialii fiorisce generalmente da giugno fino ad agosto, con leggere variazioni a secondo delle temperature. Nelle zone montane fresche la fioritura può protrarsi anche fino ad agosto.
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Luglio 03, 2026
La gestione di un orto a luglio merita qualche attenzione poiché rappresenta uno dei mesi più intensi dell'anno. Le giornate sono lunghe, l'irraggiamento solare raggiunge valori elevati e le temperature, soprattutto nelle ore centrali della giornata, possono superare facilmente i 35°C in molte aree del nostro Paese. In queste condizioni le piante orticole crescono rapidamente, maturano i frutti e consumano grandi quantità di acqua e nutrienti, ma contemporaneamente aumentano anche lo stress termico, la traspirazione e il rischio di squilibri fisiologici.
Dal punto di vista agronomico, luglio è il mese in cui convivono raccolte abbondanti, nuove semine destinate all'autunno e numerosi interventi di manutenzione. Dovremo monitorare quotidianamente lo stato delle colture per poter intervenire tempestivamente sia contro le erbe infestanti sia contro le malattie fungine e i parassiti. La pressione esercitata da insetti e patogeni cambia rispetto alla primavera: alcune malattie fungine diminuiscono grazie al clima secco, mentre altre possono svilupparsi rapidamente dopo temporali estivi o irrigazioni non corrette. Parallelamente aumentano numerosi insetti fitofagi, che trovano nelle alte temperature le condizioni ideali per moltiplicarsi.
La problematica più evidente è rappresentata dalla siccità. Le elevate temperature aumentano notevolmente l'evapotraspirazione e rendono indispensabili irrigazioni frequenti e ben programmate. Lo stress termico può compromettere l'allegagione di Pomodori, Peperoni e Melanzane. Quando le temperature superano stabilmente i 35°C, il polline perde vitalità e molti fiori abortiscono. Anche le scottature solari costituiscono un problema frequente. Frutti improvvisamente esposti al sole diretto possono sviluppare ampie aree necrotiche biancastre che compromettono la qualità commerciale.
Le erbe...
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Giugno 30, 2026
Il Trillium grandiflorum è una delle piante da fiore più eleganti che possiamo coltivare in vaso sul balcone. I suoi grandi fiori bianchi, che con il passare dei giorni assumono delicate sfumature rosate, conferiscono al terrazzo un aspetto raffinato e naturale. Il suo nome, Trillium, significa "tre" e fa riferimento alla caratteristica principale di questa pianta, cioè la presenza di tre foglie e di fiori con tre petali.
Il Trillium grandiflorum è originario delle foreste dell'America nord-orientale, dove cresce spontaneamente nei sottoboschi freschi e ricchi di humus, ed è una pianta erbacea perenne rizomatosa appartenente alla famiglia delle Melanthiaceae. Il genere Trillium, detto anche Trillio, comprende circa cinquanta specie ma il grandiflorum è il più indicato per la coltivazione in vaso. È una piantina di piccole dimensioni: ha un fusto eretto, alto circa 20/40 cm, alla cui sommità tre foglie ovali sopra le quali compare un unico fiore.
Si tratta di una pianta decidua: in primavera, tra marzo e aprile, iniziano a spuntare le foglie che permangono fino in estate. Con il caldo, verso luglio o agosto a seconda della zona climatica, tendono a ingiallire progressivamente fino a disseccarsi completamente. In questa fase il rizoma entra in riposo vegetativo e tornerà a germogliare nella prossima primavera.
Le foglie non devono essere rimosse finché rimangono verdi, poiché attraverso la fotosintesi producono l'energia necessaria alla fioritura dell'anno successivo. Solo quando risultano completamente gialle e secche possono essere recise alla base con forbici ben disinfettate.
Il fiore è composto da tre grandi petali bianchi lunghi fino a 8 cm che. I fiori durano per circa 2/3 settimane e inizialmente...
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Giugno 26, 2026
Quello di eliminare le Nottue dalle piante dell’orto è un problema comune a molti orticoltori hobbistici. Si tratta di lepidotteri notturni, quindi farfalle, appartenenti alla grande famiglia dei Nottuidi: da adulte sono innocue, ma allo stadio larvale sono tra i fitofagi più dannosi per le colture orticole.
Con il termine Nottue facciamo riferimento a migliaia di specie diverse di falene notturne, molte delle quali hanno abitudini alimentari molto specifiche, cioè preferiscono alcune colture. Tra le più note ricordiamo la Nottua del Cavolo (Mamestra brassicae), la Nottua del Pomodoro (Helicoverpa armigera) o la Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon).
La loro diffusione è ampia perché il gruppo è estremamente diversificato e adattabile. Ogni specie può specializzarsi su colture differenti, ma nel complesso queste larve risultano molto polifaghe, cioè capaci di nutrirsi di molte piante ospiti.
Eliminare le Nottue: impariamo a conoscerle
Il ciclo di vita delle Nottue inizia con la deposizione delle uova da parte delle femmine adulte, che le collocano generalmente sul terreno o alla base delle piante. Dopo pochi giorni, variabili in base alla temperatura, emergono le larve. È proprio in questa fase che il danno diventa evidente, perchè le larve sono voraci e iniziano immediatamente a nutrirsi dei tessuti vegetali. Alcune specie recidono le giovani piantine al colletto, altre scavano gallerie nei frutti, come accade frequentemente nel Pomodoro.
Quando la larva sarà cresciuta a sufficienza, torna in terreno per impuparsi e iniziare la trasformazione in lepidotteri adulti. Generalmente dopo 1/3, a seconda della specie...
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Giugno 22, 2026
Coltivare un orto in estate significa approfittare della stagione più impegnativa ma anche più produttiva. L’abbondanza di luce favorisce una crescita rapida di numerose specie orticole, consentendo raccolti particolarmente abbondanti. Ma nei mesi compresi tra giugno e settembre le temperature elevate, l’intensa radiazione solare e la ridotta disponibilità di acqua possono però influenzare negativamente lo sviluppo delle colture. In molte regioni italiane si registrano periodi prolungati di siccità e ondate di calore che mettono a dura prova sia le piante sia il terreno.
Una corretta gestione dell’irrigazione, della fertilità del suolo e della protezione dalle avversità diventa quindi fondamentale per mantenere elevata la produttività dell’orto. Conoscere le esigenze delle diverse colture e programmare accuratamente le attività stagionali permette di ottenere risultati eccellenti anche durante i mesi più torridi.
Orto in estate: semine e trapianti nel mese di luglio
L’estate non è soltanto il periodo dei raccolti: è anche una stagione importante anche per effettuare nuove semine che consentiranno produzioni autunnali e invernali.
Nel mese di luglio si possono seminare numerose orticole a ciclo relativamente breve. Tra queste ricordiamo: le Lattughe da taglio, le Cicorie, il Radicchio, la Rucola, la Bietola da costa, i Finocchi, i Fagiolini nani, le Carote, le Barbabietole e il Cavolo cinese.
Le elevate temperature accelerano la germinazione, ma è necessario mantenere costantemente umido il terreno. Le semine dovrebbero essere effettuate preferibilmente...
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Giugno 19, 2026
Avere un terrazzo fiorito in estate non è difficile e sono tante le piante tra cui possiamo scegliere. Ecco una selezione di quelle più facili da coltivare e capaci di assicurare un risultato sorprendente!
20 piante per un terrazzo fiorito in estate
Pelargonium zonale
Il Geranio zonale è probabilmente la pianta da terrazzo più coltivata in Italia grazie alla sua robustezza e alla lunghissima fioritura da maggio fino a ottobre inoltrato. Produce grandi infiorescenze a ombrella nei colori rosso, rosa, bianco, arancio e salmone. È una pianta erbacea perenne di origine sudafricana che viene spesso coltivata come annuale nelle zone più fredde. Tollera molto bene il caldo estivo e periodi di moderata siccità. Per svilupparsi al meglio scegliamo un vaso profondo almeno 20/25 cm e largo 25/30 cm. Predilige una posizione in pieno sole, dove produce il maggior numero di fiori.Petunia
Le Petunie sono tra le piante annuali estive più apprezzate per la loro spettacolare abbondanza di fiori. Fioriscono ininterrottamente da maggio a ottobre producendo corolle a forma di tromba disponibili praticamente in ogni colore. Si tratta di una pianta erbacea a portamento cespuglioso o ricadente, ideale per cassette e balconiere. Richiede annaffiature regolari e una buona concimazione durante l'estate. Per una crescita ottimale è consigliabile un vaso profondo circa 20 cm e largo almeno 25/30 cm. Ama il sole diretto e fiorisce meno abbondantemente in zone ombreggiate.Calibrachoa
Detta Petunia nana... -
Giugno 16, 2026
Gli arbusti con fioritura estiva sono una grande risorsa per ottenere colori, profumi ed elementi ornamentali nei nostri giardini anche nei mesi più caldi. Scegliere le specie giuste permette di ottenere fioriture spettacolari da giugno fino a settembre o addirittura in autunno inoltrato, adattandosi alle diverse condizioni climatiche italiane, dalle Alpi alle coste meridionali.
Ecco 10 specie che fanno al caso nostro!
10 arbusti con fioritura estiva
Buddleja davidii
Nota come Albero delle farfalle, la Buddleja davidii è un arbusto deciduo dal portamento espanso della famiglia delle Scrophulariaceae. Può raggiungere i 4 metri d’altezza e produce lunghi rami arcuati e foglie lanceolate di colore verde-grigiastro. È amata per le grandi pannocchie di fiori profumati che attirano api e farfalle e può essere utilizzata sia esemplare singolo sia per la creazione di siepi informali.
In autunno, tra novembre e dicembre, perde completamente le foglie, che torneranno nella primavera successiva. Fiorisce da giugno fino a settembre e nelle zone più miti del centro/sud può continuare a produrre fiori fino a ottobre.
Tollera il caldo estivo oltre i 40°C, purché il terreno sia mantenuto umido, e resiste al gelo fino a -20 °C.Hibiscus syriacus
L’Hibiscus syriacus appartiene alla famiglia delle Malvaceae ed è un arbusto deciduo che in giardino può raggiungere i 4 metri d’altezza. Le piante adulte e consolidate sono molto... -
Giugno 12, 2026
Il Solanum muricatum, comunemente chiamato Pepino o Melone Pera, è una pianta ancora poco diffusa negli orti italiani ma capace di regalare frutti dal sapore originale, che ricorda una combinazione tra Melone e Pera. Oltre a essere una specie insolita e produttiva, ha anche un valore ornamentale grazie ai suoi fiori decorativi e ai frutti gialli con screziature viola.
Il Pepino è un arbusto da frutto originario delle regioni andine del sud America e le popolazioni precolombiane lo coltivavano già molti secoli prima dell’arrivo degli europei, fin dai tempi degli Inca.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa del Pomodoro e del Peperone ed è altrettanto facile da coltivare. La pianta raggiunge un’altezza e larghezza di circa 100/120 cm ed è dotata da foglie di colore verde chiaro, leggermente aromatiche. I fiori sbocciano da maggio a luglio e sono simili a quelli della Patata, con petali bianchi o violacei con striature porpora. I fiori si trasformano in seguito in frutti che raccoglieremo tra agosto e ottobre. I frutti sono bacche ovali o tondeggianti del peso variabile tra 100/500 grammi, con buccia gialla o crema decorata da striature viola. La polpa è succosa, dolce e profumata.
Dove coltivare il Solanum muricatum
Il Pepino ama i climi miti e prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Temperature troppo calde, oltre i 40°C, possono però stimolare il disseccamento delle foglie e la perdita dei frutti, specialmente se non associate ad abbondanti irrigazioni.
Non tollera il freddo e sotto i 10°C la crescita rallenta sensibilmente: sotto i 5°C tende a perdere la parte aerea e muore a 0°C.
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