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Marzo 17, 2026
Coltivare il Discocactus horstii è un impegno per appassionati poiché non si tratta di una pianta delicata ma offre una fioritura tra le più spettacolari tra i Cactus. Si tratta di una specie rara e caratterizzato da una elegante fioritura notturna.
Il Discocactus horstii è una pianta succulenta perenne appartenente alla famiglia delle Cactaceae. Ha un fusto globoso, solcato da costolature ben definite e con il passare del tempo sviluppa sulla punta la caratteristica struttura lanosa (cefalio apicale) da cui spunteranno i fiori. Le spine sono sottili e meno pungenti rispetto ad altre cactacee. L’attività fotosintetica viene sviluppata dal fusto che rimane attivo tutto l’anno, tranne in inverno quando entra in riposo vegetativo.
La fioritura avviene generalmente nei mesi estivi, da giugno a settembre, e i grandi fiori bianchi si aprono durante la notte e durano solo poche ore. Però emanando un profumo intenso e gradevole.
Dove coltivare il Discocactus horstii
Preferisce i climi miti, tra i 20°C e i 30°C, e odia il freddo sotto i 10°C. Anche il caldo eccessivo...
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Marzo 13, 2026
Vi suggeriamo di coltivare lo Spinacio Fragola se desiderate ospitare nell’orto una pianta fuori dal comune e poco conosciuta in Italia. Il soprannome Spinacio Fragola è dovuto alle foglie che hanno sapore simile agli Spinaci, con cui condividono la stessa famiglia botanica, e ha i frutti che ricordano nel colore le Fragole ma hanno sapore più delicato più simile al Gelso. Ha un bel portamento e raggiunge un’altezza di circa 50 cm: è interessante anche come pianta ornamentale, ma la particolarità che la fa apprezzare maggiormente è la totale commestibilità della pianta.
Lo Spinacio Fragola (Blitum capitatum o Chenopodium capitatum) è originario del nord America e appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae, la stessa degli Spinaci e delle Bietole. È una pianta erbacea annuale e conclude il suo ciclo vegetativo in una sola stagione, alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno al termine della fruttificazione.
Le foglie sono triangolari o romboidali, con margini dentati e hanno una consistenza tenera e carnosa. Compaiono sulla pianta verso aprile e possono essere raccolte durante tutto il ciclo vegetativo della pianta: di solito si colgono nelle prime fasi della crescita, quando sono più tenere e saporite.
Verso giugno la pianta produce tante piccole infiorescenze verdi lungo il fusto dei rami, che maturando assumono l’aspetto di piccoli frutti rossi, che si possono consumare sia crudi sia cotti. La maturazione dei frutti avviene normalmente tra luglio e settembre, a seconda delle condizioni climatiche: con l’arrivo del freddo la pianta tende deperire.
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Marzo 10, 2026
Per dare un tocco originale al nostro giardino possiamo coltivare la Davidia involucrata, conosciuta comunemente come Albero dei Fazzoletti per la sua particolare fioritura. In primavera infatti si riempie di grandi infiorescenze bianche che, oscillando al vento, ricordano tanti fazzoletti appesi ai rami. Una pianta rara, elegante e di grande valore paesaggistico.
La Davidia involucrata è un albero originario della Cina appartenente alla famiglia delle Nyssaceae ed è caratterizzato da un tronco con una corteccia bruna-aranciata e da grandi foglie a forma di cuore, fino a 15 cm, vellutate nella pagina inferiore.
La caratteristica più importante è però la fioritura primaverile. I veri fiori sono piccoli, di colore rosso-violaceo e raccolti in infiorescenze rotonde, ma sono circondati da due grandi brattee bianche, lunghe fino a 20 cm, che hanno la missione di proteggerli e renderli visibili agli impollinatori. Le brattee bianche sono l’elemento distintivo, specialmente quando sono spinte dal vento. I fiori compaiono solo sulle piante adulte: in quelle più giovani la fioritura è scarsa o tardiva mentre nelle piante con oltre 8 anni è abbondante e molto appariscente. I fiori in seguito si trasformano in frutti duri, tondeggianti e ricchi di semi, inizialmente verdi ma virano al bruno fino alla maturazione.
È una pianta decidua e in inverno, verso ottobre e novembre, perde completamente le foglie. Prima di cadere assumono una tonalità giallo-dorata molto ornamentale. Riappaiono in primavera, tra marzo e aprile, con la ripresa dell’attività vegetativa. La fioritura avviene in primavera inoltrata, verso maggio e giugno.
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Marzo 06, 2026
Non esistono solo le Mimose e possiamo regalare altre piante e fiori per la Giornata della Donna! Anziché un piccolo rametto della classica Mimosa, destinato a deperire in pochi giorni e molto costoso, possiamo optare per una pianta che vivrà per molti anni, rinnovando il ricordo nel tempo.
Ecco alcune proposte alternative, scelte tra le piante che fioriscono all’inizio di marzo con fiori di colore giallo!
Fiori per la Giornata della Donna alternativi alle Mimose
Berberis julianae
Il Berberis julianae è un arbusto sempreverde che produce tanti fiori gialli profumati in primavera, che in autunno si trasformeranno in bacche bluastre molto decorative. Sopporta bene il freddo ed è ideale per giardini urbani. Possiamo coltivarlo in giardino o in grandi vasi sul terrazzo.
Crocus chrysanthus
Il Crocus chrysanthus è una varietà di Crocus con fioritura precoce: fiorisce tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. È una piccola pianta bulbosa, caratterizzata da fiori a coppa sui toni del giallo e dell’arancione. Può essere coltivata anche in vaso sul terrazzo.
Eranthis hyemalis
Nota come Aconito invernale è una piccola pianta erbacea perenne, caratterizzata una rosetta basale di foglie da cui spuntano gli steli delicati che portano fiori gialli luminosi. Resiste al gelo e alle basse temperature e fiorisce da gennaio ad aprile. Possiamo coltivarla in giardino o in vaso sul terrazzo: essendo una piantina da sottobosco preferisce zone in mezz’ombra.
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Marzo 03, 2026
Eliminare gli Elateridi tempestivamente è molto importante poiché sono i parassiti terricoli più insidiosi per gli orti e i giovani frutteti. Le loro larve, sottili, dure e di colore giallo-brunastro, scavano nel terreno nutrendosi di radici, tuberi e colletto delle piante, provocando marciumi, deperimento e talvolta la morte delle colture. Il danno è spesso subdolo poiché non è visibile dall’esterno: la pianta deperisce e appassisce improvvisamente e, quando ci accorgiamo della presenza degli Elateridi, il sistema radicale è già compromesso.
Gli Elateridi, comunemente chiamati Ferretti, sono coleotteri appartenenti alla famiglia degli Elateridae e sono diffusi in tutta Italia, dalla pianura Padana fino alle aree collinari e appenniniche. Le specie più dannose includono Agriotes lineatus, Agriotes obscurus e Agriotes sputator, particolarmente presenti nei terreni ricchi di sostanza organica e nei suoli precedentemente occupati da prati stabili.
Sono parassiti polifagi, ciò significa che attaccano numerose specie di colture orticole e frutticole. Nell’orto compiscono in particolare le Patate, le Carote, le Cipolle, le Lattughe, i Pomodori, i Peperoni e i Fagioli, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Nei frutteti danneggiano soprattutto le giovani piantine, in particolare Meli, Peri, Peschi e Kiwi.
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Febbraio 27, 2026
Saper riconoscere ed eliminare la Alternaria in modo tempestivo è molto importante per evitare la sua diffusione e il contagio di altre colture. Provoca infatti maculature fogliari, marciumi e disseccamenti che, se trascurati, possono compromettere interi raccolti e indebolire gravemente le piante ornamentali.
In Italia è presente in tutte le regioni, dal nord al sud, favorita dal clima temperato e dalla frequente alternanza di periodi umidi e caldi. È particolarmente diffusa negli orti familiari, stimolata dal mancato rispetto delle rotazioni colturali e da irrigazioni sul fogliame che creano le condizioni ideali per il suo sviluppo. Nelle aree costiere e nelle pianure umide, così come nelle zone collinari soggette a forti escursioni termiche, la pressione della malattia può essere elevata per gran parte dell’anno vegetativo. Negli ultimi anni l’aumento degli eventi meteorologici estremi, come le piogge improvvise seguite da ondate di calore, ha contribuito a creare le condizioni ideali per infezioni ripetute durante la stagione vegetativa.
Come eliminare la Alternaria: impariamo a riconoscerla
In inverno le spore dell’...
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Febbraio 26, 2026
Il Selenicereus grandiflorus, noto anche come Regina della Notte, è un Cactus apprezzato per la fioritura spettacolare, una delle più affascinanti del regno vegetale. I suoi fiori sono enormi, eleganti, profumati e si aprono soltanto al tramonto: per queste ragioni è una delle piante più amate per la creazione di giardini notturni. L’amore per le tenebre di questa pianta è testimoniato anche nel suo nome: nell’antica Grecia Selene era la personificazione della Luna piena.
Il Selenicereus grandiflorus appartiene alla famiglia delle Cactaceae ed è un cactus epifita, quindi in natura cresce arrampicandosi sugli alberi o tra le rocce, sfruttando le radici aeree per ancorarsi. È originario delle regioni tropicali dell’America centrale e dei Caraibi e in natura i suoi rami possono raggiungere diversi metri di lunghezza.
Il suo tratto distintivo è il fiore: grande fino a 20/30 cm di diametro, di colore bianco candido con segmenti esterni giallo dorati, intensamente profumato e con impollinazione notturna. La fioritura si manifesta tra giugno e settembre, con picchi nei mesi più caldi dell’estate. Ogni fiore si apre al tramonto e rimane in piena bellezza per una sola notte, appassendo alle prime luci dell’alba. Però la pianta può produrre più boccioli nell’arco della stagione, se coltivata in condizioni ottimali di luce e nutrizione.
Spesso viene confuso con l’Epiphyllum oxypetalum, un altro Cactus che fiorisce di notte ma con fiori leggermente diversi.
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Febbraio 24, 2026
Le malattie fungine primaverili rappresentano una insidia per molti proprietari di giardini e orti domestici: la primavera rappresenta infatti un momento cruciale per la salute delle nostre colture.
Dopo il riposo vegetativo invernale, le piante riprendono a crescere vigorosamente, producendo nuovi tessuti teneri e ricchi di acqua, particolarmente suscettibili alle infezioni. Parallelamente le condizioni climatiche tipiche di marzo, aprile e maggio, con temperature miti comprese tra i 12°C e 22°C e frequenti precipitazioni, creano l’ambiente ideale per la germinazione delle spore fungine.
L’umidità relativa elevata favorisce, soprattutto di notte, la formazione di film d’acqua sulle superfici fogliari, elemento indispensabile per l’infezione di molti patogeni. La brina, le nebbie mattutine, la scarsa ventilazione e l’irrigazione per aspersione accentuano ulteriormente il rischio. I funghi fitopatogeni sono microrganismi opportunisti: non attaccano casualmente, ma sfruttano microclimi favorevoli e piante indebolite.
In questo contesto, comprendere la relazione tra clima, fisiologia vegetale e ciclo biologico dei patogeni è il primo passo per impostare una difesa consapevole. La primavera non è soltanto stagione di crescita, ma anche periodo di massima pressione fitosanitaria.
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Febbraio 17, 2026
Se volete stupire i vostri ospiti, vi suggeriamo di coltivare la Sarracenia purpurea tra le piante d’appartamento! Si tratta infatti di una pianta affascinante, che unisce alla curiosità botanica un indubbio valore ornamentale.
È una pianta originaria del Canada e degli Stati Uniti nord-orientali ed è caratterizzata da grandi ascidi color porpora capaci di catturare gli insetti.
La Sarracenia purpurea appartiene alla famiglia delle Sarraceniaceae ed è una delle 11 specie appartenenti al genere Sarracenia. È una pianta erbacea perenne, rizomatosa, priva di fusto legnoso e costituita da grandi foglie (ascidi) a forma di coppa e disposte a rosetta. Come in altre Sarracenie, gli ascidi hanno una specie di “coperchio”, detto opercolo, che nella purpurea è ridotto che non copre completamente l’imboccatura.
È una pianta sempreverde, specie se coltivata in appartamento con temperature stabili e caldo invernale, ma gli ascidi si sviluppano soprattutto in primavera.
Tra aprile e maggio può generare dei fiori, che crescono su uno stelo eretto al di sopra degli ascidi. In questo modo gli insetti impollinatori possono svolgere il proprio compito senza cadere nella “trappola” degli ascidi.
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