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Marzo 03, 2026
Eliminare gli Elateridi tempestivamente è molto importante poiché sono i parassiti terricoli più insidiosi per gli orti e i giovani frutteti. Le loro larve, sottili, dure e di colore giallo-brunastro, scavano nel terreno nutrendosi di radici, tuberi e colletto delle piante, provocando marciumi, deperimento e talvolta la morte delle colture. Il danno è spesso subdolo poiché non è visibile dall’esterno: la pianta deperisce e appassisce improvvisamente e, quando ci accorgiamo della presenza degli Elateridi, il sistema radicale è già compromesso.
Gli Elateridi, comunemente chiamati Ferretti, sono coleotteri appartenenti alla famiglia degli Elateridae e sono diffusi in tutta Italia, dalla pianura Padana fino alle aree collinari e appenniniche. Le specie più dannose includono Agriotes lineatus, Agriotes obscurus e Agriotes sputator, particolarmente presenti nei terreni ricchi di sostanza organica e nei suoli precedentemente occupati da prati stabili.
Sono parassiti polifagi, ciò significa che attaccano numerose specie di colture orticole e frutticole. Nell’orto compiscono in particolare le Patate, le Carote, le Cipolle, le Lattughe, i Pomodori, i Peperoni e i Fagioli, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Nei frutteti danneggiano soprattutto le giovani piantine, in particolare Meli, Peri, Peschi e Kiwi.
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Febbraio 27, 2026
Saper riconoscere ed eliminare la Alternaria in modo tempestivo è molto importante per evitare la sua diffusione e il contagio di altre colture. Provoca infatti maculature fogliari, marciumi e disseccamenti che, se trascurati, possono compromettere interi raccolti e indebolire gravemente le piante ornamentali.
In Italia è presente in tutte le regioni, dal nord al sud, favorita dal clima temperato e dalla frequente alternanza di periodi umidi e caldi. È particolarmente diffusa negli orti familiari, stimolata dal mancato rispetto delle rotazioni colturali e da irrigazioni sul fogliame che creano le condizioni ideali per il suo sviluppo. Nelle aree costiere e nelle pianure umide, così come nelle zone collinari soggette a forti escursioni termiche, la pressione della malattia può essere elevata per gran parte dell’anno vegetativo. Negli ultimi anni l’aumento degli eventi meteorologici estremi, come le piogge improvvise seguite da ondate di calore, ha contribuito a creare le condizioni ideali per infezioni ripetute durante la stagione vegetativa.
Come eliminare la Alternaria: impariamo a riconoscerla
In inverno le spore dell’...
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Febbraio 26, 2026
Il Selenicereus grandiflorus, noto anche come Regina della Notte, è un Cactus apprezzato per la fioritura spettacolare, una delle più affascinanti del regno vegetale. I suoi fiori sono enormi, eleganti, profumati e si aprono soltanto al tramonto: per queste ragioni è una delle piante più amate per la creazione di giardini notturni. L’amore per le tenebre di questa pianta è testimoniato anche nel suo nome: nell’antica Grecia Selene era la personificazione della Luna piena.
Il Selenicereus grandiflorus appartiene alla famiglia delle Cactaceae ed è un cactus epifita, quindi in natura cresce arrampicandosi sugli alberi o tra le rocce, sfruttando le radici aeree per ancorarsi. È originario delle regioni tropicali dell’America centrale e dei Caraibi e in natura i suoi rami possono raggiungere diversi metri di lunghezza.
Il suo tratto distintivo è il fiore: grande fino a 20/30 cm di diametro, di colore bianco candido con segmenti esterni giallo dorati, intensamente profumato e con impollinazione notturna. La fioritura si manifesta tra giugno e settembre, con picchi nei mesi più caldi dell’estate. Ogni fiore si apre al tramonto e rimane in piena bellezza per una sola notte, appassendo alle prime luci dell’alba. Però la pianta può produrre più boccioli nell’arco della stagione, se coltivata in condizioni ottimali di luce e nutrizione.
Spesso viene confuso con l’Epiphyllum oxypetalum, un altro Cactus che fiorisce di notte ma con fiori leggermente diversi.
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Febbraio 24, 2026
Le malattie fungine primaverili rappresentano una insidia per molti proprietari di giardini e orti domestici: la primavera rappresenta infatti un momento cruciale per la salute delle nostre colture.
Dopo il riposo vegetativo invernale, le piante riprendono a crescere vigorosamente, producendo nuovi tessuti teneri e ricchi di acqua, particolarmente suscettibili alle infezioni. Parallelamente le condizioni climatiche tipiche di marzo, aprile e maggio, con temperature miti comprese tra i 12°C e 22°C e frequenti precipitazioni, creano l’ambiente ideale per la germinazione delle spore fungine.
L’umidità relativa elevata favorisce, soprattutto di notte, la formazione di film d’acqua sulle superfici fogliari, elemento indispensabile per l’infezione di molti patogeni. La brina, le nebbie mattutine, la scarsa ventilazione e l’irrigazione per aspersione accentuano ulteriormente il rischio. I funghi fitopatogeni sono microrganismi opportunisti: non attaccano casualmente, ma sfruttano microclimi favorevoli e piante indebolite.
In questo contesto, comprendere la relazione tra clima, fisiologia vegetale e ciclo biologico dei patogeni è il primo passo per impostare una difesa consapevole. La primavera non è soltanto stagione di crescita, ma anche periodo di massima pressione fitosanitaria.
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Febbraio 17, 2026
Se volete stupire i vostri ospiti, vi suggeriamo di coltivare la Sarracenia purpurea tra le piante d’appartamento! Si tratta infatti di una pianta affascinante, che unisce alla curiosità botanica un indubbio valore ornamentale.
È una pianta originaria del Canada e degli Stati Uniti nord-orientali ed è caratterizzata da grandi ascidi color porpora capaci di catturare gli insetti.
La Sarracenia purpurea appartiene alla famiglia delle Sarraceniaceae ed è una delle 11 specie appartenenti al genere Sarracenia. È una pianta erbacea perenne, rizomatosa, priva di fusto legnoso e costituita da grandi foglie (ascidi) a forma di coppa e disposte a rosetta. Come in altre Sarracenie, gli ascidi hanno una specie di “coperchio”, detto opercolo, che nella purpurea è ridotto che non copre completamente l’imboccatura.
È una pianta sempreverde, specie se coltivata in appartamento con temperature stabili e caldo invernale, ma gli ascidi si sviluppano soprattutto in primavera.
Tra aprile e maggio può generare dei fiori, che crescono su uno stelo eretto al di sopra degli ascidi. In questo modo gli insetti impollinatori possono svolgere il proprio compito senza cadere nella “trappola” degli ascidi.
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Febbraio 17, 2026
Coltivare gli Erysimum cheiri in vaso sul terrazzo è una scelta che unisce estetica, profumo e facilità di gestione. Inoltre regala fioriture abbondanti e intensamente profumate alla fine dell’inverno, quando molte piante sono ancora in riposo vegetativo.
Gli Erysimum sono un genere di piante appartenente alla famiglia delle Brassicaceae e comprende numerose specie erbacee annuali, biennali o perenni, diffuse soprattutto nelle regioni mediterranee e temperate. L’Erysimum cheiri, noto anche come Violaciocca gialla, è una pianta erbacea perenne spesso coltivata come pianta ornamentale annuale o biennale. Presenta fusti eretti, leggermente lignificati alla base, che possono raggiungere un’altezza di 50 cm, con foglie lanceolate di colore verde medio. I fiori, riuniti in racemi, spuntano sulla cima della pianta da febbraio a giugno e hanno quattro petali disposti a croce caratterizzati da un profumo intenso e dolce. L’inizio e la durata della fioritura dipendono dalle condizioni climatiche: nelle zone calde e costiere può iniziare già a febbraio e protrarsi fino a giugno, mentre nelle zone più fredde inizia verso marzo.
Nei garden center italiani possiamo trovare diversi ibridi, differenti fra loro per l’intensità cromatica dei fiori: dal giallo oro al bronzo, dal rosso mattone al porpora scuro.
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Febbraio 17, 2026
Possiamo coltivare il Chayote nel nostro orto se desideriamo un ortaggio esotico e fuori dal comune ma anche una pianta molto produttiva e ornamentale. Precisiamo subito che il Chayote (Sicyos edulis) è conosciuto con molti nomignoli, a seconda della regione: come Sechio, Sechium edule o Zucchina spinosa.
È ortaggio originario del Messico e del Guatemala, dove era già coltivato in epoca precolombiana dalle civiltà Maya e Azteche. Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, quindi è un “parente” delle Zucche e dei Cetrioli. È una pianta erbacea perenne ma, come molte piante dell’orto, viene coltivata come annuale ed eliminata dopo il raccolto. Ha un portamento rampicante ed è dotata di fusti che possono superare i 6/8 metri di lunghezza in una sola stagione. I fusti sono dotati di viticci e quindi si “arrampica” da sola su reti, pergolati o tutori.
Il Chayote fiorisce generalmente da luglio a settembre. I fiori femminili, solitari, danno origine ai frutti.
I frutti ricordano il gusto delle zucchine ma hanno una consistenza simile alle patate. La buccia è coperta di piccole spine e dovremo maneggiarli con cura.
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Febbraio 13, 2026
Possiamo coltivare la Phyllodoce caerulea se stiamo cercando una pianta elegante e di grande fascino. Inoltre fiorisce anche in condizioni difficili e in zone parzialmente ombreggiate.
La Phyllodoce caerulea appartiene alla famiglia delle Ericaceae ed è originaria delle regioni montane del nord Europa. È una pianta nana sempreverde, non supera i 25 cm di altezza e ha un portamento tappezzante. Ha rami sottili e lignificati, su cui spuntano le piccole foglie lineari. Il fogliame è di colore verde intenso nelle stagioni calde, mentre tende al rosso quando arriva il freddo.
Da maggio a luglio produce dei fiori campanulati riuniti in grappoli di colore bianco e viola. Esistono però ibridi con fiori rosa o lilla. Le infiorescenze persistono sulla pianta per oltre un mese, in funzione delle condizioni climatiche.
Dove coltivare la Phyllodoce caerulea
Essendo una pianta alpina ama i climi freschi e non tollera il caldo eccessivo. È quindi la pianta giusta per i giardini montani e le regioni del nord Italia. Nel sud Italia è meglio coltivarla in vaso, così da spostarla in un luogo...
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Febbraio 10, 2026
Anziché regalare le solite Rose, perché non puntare su piante a forma di cuore in occasione di San Valentino?
Abbiamo sviluppato una ricerca e vi proponiamo una serie di piante che richiama la forma del cuore, da coltivare facilmente sia in casa sia sul terrazzo!
Piante a forma di cuore
L’ Anthurium andraeanum fiorisce dalla primavera all’estate, ma in casa può produrre infiorescenze anche tutto l’anno. I suoi fiori sono in realtà brattee cerose e lucide, rosse, rosa o bianche, tutte a forma di cuore, che avvolgono lo spadice centrale. Ama ambienti luminosi ma senza sole diretto e un’elevata umidità. È una classica pianta da interno, elegante e longeva. In Sud America è simbolo di ospitalità e prosperità.
Il Caladium bicolor viene coltivato soprattutto per le foglie spettacolari a forma di cuore, colorate di bianco, rosa, rosso e verde. Fiorisce in estate, ma i fiori sono discreti e spesso rimossi...