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Giugno 12, 2026
Il Solanum muricatum, comunemente chiamato Pepino o Melone Pera, è una pianta ancora poco diffusa negli orti italiani ma capace di regalare frutti dal sapore originale, che ricorda una combinazione tra Melone e Pera. Oltre a essere una specie insolita e produttiva, ha anche un valore ornamentale grazie ai suoi fiori decorativi e ai frutti gialli con screziature viola.
Il Pepino è un arbusto da frutto originario delle regioni andine del sud America e le popolazioni precolombiane lo coltivavano già molti secoli prima dell’arrivo degli europei, fin dai tempi degli Inca.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa del Pomodoro e del Peperone ed è altrettanto facile da coltivare. La pianta raggiunge un’altezza e larghezza di circa 100/120 cm ed è dotata da foglie di colore verde chiaro, leggermente aromatiche. I fiori sbocciano da maggio a luglio e sono simili a quelli della Patata, con petali bianchi o violacei con striature porpora. I fiori si trasformano in seguito in frutti che raccoglieremo tra agosto e ottobre. I frutti sono bacche ovali o tondeggianti del peso variabile tra 100/500 grammi, con buccia gialla o crema decorata da striature viola. La polpa è succosa, dolce e profumata.
Dove coltivare il Solanum muricatum
Il Pepino ama i climi miti e prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Temperature troppo calde, oltre i 40°C, possono però stimolare il disseccamento delle foglie e la perdita dei frutti, specialmente se non associate ad abbondanti irrigazioni.
Non tollera il freddo e sotto i 10°C la crescita rallenta sensibilmente: sotto i 5°C tende a perdere la parte aerea e muore a 0°C.
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Giugno 05, 2026
Sono tante le varietà che possiamo seminare e trapiantare in un orto a giugno, poichè rappresenta uno dei periodi più importanti per chi coltiva ortaggi per un uso domestico. Le temperature ormai stabili, le giornate lunghe e l’elevata disponibilità di luce favoriscono una crescita rapida delle piante e permettono di effettuare numerose semine e trapianti direttamente all’aperto. In gran parte dell’Italia il rischio di gelate è ormai completamente scongiurato e il terreno ha raggiunto temperature ideali per molte specie orticole.
Creare un orto domestico offre numerosi vantaggi: permette di produrre ortaggi freschi e genuini, consente di risparmiare sulla spesa e rappresenta un’attività rilassante e gratificante. Vediamo cosa possiamo seminare e trapiantare in questo mese!
Cosa seminare a giugno in un orto
Giugno è un mese particolarmente favorevole per le semine dirette. Molte specie germinano rapidamente grazie al terreno caldo e alle temperature elevate.
Basilico
Temperature: la temperatura minima consigliata è di 15°C.
Profondità e distanze: le piante devono essere... -
Mag 25, 2026
La Cyclanthera pedata, conosciuta anche come Caigua, Caihua, Achocha o Cetriolo andino, è una pianta orticola ancora poco diffusa in Italia ma estremamente interessante per gli appassionati di ortaggi insoliti. Produce frutti curiosi, commestibili e decorativi, ed è una pianta rampicante che cresce rapidamente: accanto ai frutti è anche una soluzione interessante per trasformare pergole e grigliati in “pareti verdi” ornamentali in poco tempo.
È originaria delle regioni montuose del sud America, in particolare di Perù, Bolivia, Ecuador e Colombia. Era già coltivata dalle civiltà precolombiane andine molto prima dell’arrivo degli europei: tracce storiche ci raccontano che gli Inca utilizzavano i suoi frutti giovani nella dieta quotidiana.
Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e nella forma e colore ricorda il “cugino” Cetriolo. È una pianta erbacea rampicante a rapido sviluppo vegetativo e viene coltivata come annuale per ottenere i suoi frutti. È caratterizzata da lunghi fusti rampicanti sottili ma vigorosi, capaci di superare anche i 4 metri di lunghezza durante il pieno sviluppo vegetativo. Le foglie sono grandi, palmate, profondamente lobate e di colore verde brillante. La pianta è dotata di viticci che le consentono di aggrapparsi facilmente a reti e graticci. La germinazione avviene generalmente tra marzo e aprile e la vegetazione rimane rigogliosa per tutta l’estata e gran parte dell’autunno se le temperature lo consentono. Nelle regioni calde del sud le piante resistono fino a dicembre.
I fiori compaiono da giugno a settembre e sono piccoli e di colore bianco-crema o giallo pallido. Come avviene su molte Cucurbitaceae, i fiori maschili...
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Mag 15, 2026
I Tortricidi sono tra i Lepidotteri fitofagi più diffusi e temuti nei giardini, negli orti e nei frutteti italiani. Le loro larve danneggiano foglie, germogli, fiori e frutti creando erosioni e perforazioni. Le foglie si presentano arrotolate unite da fili sericei: per questo vengono chiamate anche “ricamatrici”. In presenza di forti infestazioni possono compromettere la crescita delle piante ornamentali e ridurre drasticamente la qualità dei raccolti di Meli, Peri, Viti e Drupacee.
I Tortricidi appartengono alla famiglia dei Lepidotteri Tortricidae che comprende centinaia di specie diffuse in tutta Europa. In Italia sono presenti praticamente in tutte le regioni, dalle aree alpine fino alle coste mediterranee, con una maggiore incidenza nelle zone a clima mite e umido. Le specie più note nei giardini italiani includono la Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella...
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Mag 07, 2026
La Komatsuna, conosciuta anche come Spinacio giapponese, è una verdura ancora poco diffusa negli orti italiani ma estremamente interessante dal punto di vista nutrizionale. È ricca di Calcio, Potassio, Ferro, Beta-carotene, vitamina C e acido folico; in particolare è ricca di Calcio, circa 3 volte in più degli Spinaci.
Cresce rapidamente, tollera bene il freddo e offre raccolti abbondanti anche in piccoli spazi, risultando ideale sia per gli orti familiari sia la coltivazione in grandi vasi sul terrazzo.
Ha un sapore delicato, simile allo Spinacio e alla Senape dolce, che la rende molto versatile in cucina. Naturalmente è molto presente nella cucina giapponese, ma negli ultimi decenni la Komatsuna si sta affermando anche in Europa e in Italia grazie all’interesse crescente verso la cucina asiatica e gli ortaggi ricchi di nutrienti.
La Komatsuna appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa di Cavoli, Rape, Senape e Rucola, e botanicamente viene classificata come Brassica rapa var. perviridis. Si tratta di una pianta erbacea biennale ma viene coltivata come annuale per l’uso delle sue foglie in cucina. Forma una rosetta composta da foglie verdi lisce o leggermente ondulate, sostenute da piccioli carnosi e teneri. A seconda della varietà, le foglie possono essere più allungate oppure tondeggianti. Il ciclo di coltivare è breve e la crescita è molto rapida: in condizioni favorevoli si può raccogliere già dopo 30-45 giorni dalla semina.
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Aprile 28, 2026
La Clitoria ternatea è una pianta Leguminosa rampicante, simile ai Piselli, ma caratterizzata da un alto valore ornamentale grazie ai grandi fiori colorati che spuntano sulla pianta da giugno fino a settembre. Possono raggiungere i 5 cm di diametro e sono di colore blu profondo con centro bianco e con sfumature gialle. Anche se spesso viene coltivata come pianta ornamentale, possiamo anche usarla in cucina. I baccelli possono essere mangiati crudi o cotti, mentre i fiori vengono utilizzati per colorare i cibi: si usano per preparare un tè dal colore azzurro e per colorare il tipico riso blu indonesiano.
La Clitoria ternatea appartiene alla famiglia delle Fabaceae (cioè le Leguminose) ed è una pianta erbacea perenne proveniente dall’isola indonesiana di Ternate, da cui prende il secondo nome scientifico. Essendo una pianta tropicale, in Italia viene spesso coltivata come pianta annuale poiché non tollera il freddo invernale che provoca il disseccamento della parte aerea. L’alternativa è coltivarla in vaso come ricadente sul terrazzo, per poi spostarla in un luogo protetto e riscaldato alla fine dell’autunno.
Può essere coltivata come rampicante o ricadente ed è caratterizzata da lungi fusti sottili e flessibili che possono raggiungere fino a 3 metri di lunghezza. Le foglie sono di colore verde brillante e contribuiscono all’aspetto decorativo. I fiori sono la caratteristica più distintiva: è abbondante e prolungata, dall’estete fino all’autunno inoltrato, a seconda del clima. In presenza di temperature elevate e buona esposizione solare, può fiorire in modo continuo. Esistono varietà con petali bianchi o viola.
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Aprile 21, 2026
Il Pomodoro Green Zebra è una varietà affascinante e poco diffusa negli orti italiani, ma che ha molti cultori attirati sia dal suo aspetto insolito sia dal sapore aromatico dolce e acidulo.
Nel corso dell’ultimo secolo i ricercatori hanno investito molto nel miglioramento genetico delle piante di Pomodoro e il Green Zebra è un ibrido selezionato fin dagli anni ’50 e presentato ufficialmente nel 1983 dall’orticoltore Tom Wagner. La prima caratteristica visibile è la buccia verde attraversata da striature gialle, simili al mantello di una zebra. Le varianti più recenti, come il Red Zebra, tendono a sostituire il rosso al giallo quando il frutto è maturo. Per sfruttare l’aspetto particolare e le sue proprietà organolettiche il Green Zebra viene spesso usato crudo in cucina, per la preparazione di insalate, carpacci o nelle bruschette. In modo che la buccia risulti ben visibile e contribuisca alla decorazione del piatto.
Il Pomodoro Green Zebra appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è una pianta erbacea annuale con ciclo vegetativo primaverile-estivo. Se sostenuta adeguatamente la pianta può superare i 150 cm in altezza e può quindi essere facilmente coltivata sia nell’orto sia in vaso sul terrazzo.
La fioritura avviene solitamente tra maggio e settembre, a seconda del periodo di semina e delle condizioni climatiche. I fiori sono gialli, tipici delle Solanaceae, e riuniti in grappoli. In condizioni favorevoli, la pianta può continuare a fiorire anche fino a fine estate, garantendo una produzione scalare.
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Aprile 10, 2026
La Cercosporiosi è una delle malattie fungine più insidiose che possano colpire orti e frutteti, capace di compromettere gravemente la produttività delle piante e la qualità dei raccolti. Spesso sottovalutata nelle sue fasi iniziali, si manifesta con sintomi apparentemente modesti che evolvono rapidamente in disseccamenti fogliari diffusi. Se non controllata, può portare a defogliazioni precoci, riduzione della fotosintesi e indebolimento generale delle piante, rendendole più vulnerabili ad altri patogeni e stress ambientali.
Cercosporiosi: come riconoscerla
Il primo segnale è la comparsa di piccole macchie tondeggianti sulle foglie. Inizialmente sono di colore chiaro con bordo più scuro, brunastro o violaceo. Con il progredire dell’infezione, le macchie aumentano di numero e dimensione. I tessuti colpiti vanno incontro a necrosi e il centro della macchia diventa sempre più chiaro e secco. Le foglie colpite assumono un aspetto puntinato diffuso, iniziano a ingiallire e progressivamente si seccano e accartocciano.
Un elemento distintivo della Cercosporiosi rispetto ad altre malattie fungine...
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Aprile 03, 2026
Coltivare la Jicama è una scelta affascinante per chi desidera sperimentare specie orticole poco diffuse ma estremamente interessanti dal punto di vista nutrizionale e agronomico. Questa pianta tropicale offre una radice croccante, dolce e rinfrescante, ideale per arricchire la dieta con un ortaggio esotico.
La Jicama ha origini antiche nell’America centrale e meridionale, in particolare nelle regioni dell’attuale Messico ed era già coltivata dalle civiltà precolombiane, come i Maya e gli Aztechi, che ne apprezzavano la radice succosa come fonte di acqua e nutrienti nelle stagioni secche.
La Pachyrhizus erosus, nota come Jicama, Xicama o patata messicana, appartiene alla famiglia delle Fabaceae (cioè le Leguminose) e, nonostante il soprannome, non ha nulla a che fare con le Patata, che sono della famiglia delle Solanaceae. È quindi una pianta più affine ai Fagioli e ai Piselli, ma la radice appare tondeggiante e ricorda le Rape e le Patate.
Si tratta di una pianta erbacea perenne, ma in Italia viene coltivata come annuale e termina il suo ciclo colturale con la raccolta delle radici. Ha un portamento rampicante e i suoi rami possono superare i 3 metri di lunghezza. Tra luglio e settembre produce dei fiori papilionacei di colore blu-violaceo o bianco che in seguito diventano baccelli, simili ai Fagioli: ma è importante ricordare che solo la radice è commestibile, mentre le parti aeree della pianta sono tossiche. Per stimolare la crescita di radici più grandi e di migliore qualità, di solito i fiori vengono tagliati appena compaiono. Per stessa ragione è utile cimare i germogli apicali...