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Luglio 03, 2026
La gestione di un orto a luglio merita qualche attenzione poiché rappresenta uno dei mesi più intensi dell'anno. Le giornate sono lunghe, l'irraggiamento solare raggiunge valori elevati e le temperature, soprattutto nelle ore centrali della giornata, possono superare facilmente i 35°C in molte aree del nostro Paese. In queste condizioni le piante orticole crescono rapidamente, maturano i frutti e consumano grandi quantità di acqua e nutrienti, ma contemporaneamente aumentano anche lo stress termico, la traspirazione e il rischio di squilibri fisiologici.
Dal punto di vista agronomico, luglio è il mese in cui convivono raccolte abbondanti, nuove semine destinate all'autunno e numerosi interventi di manutenzione. Dovremo monitorare quotidianamente lo stato delle colture per poter intervenire tempestivamente sia contro le erbe infestanti sia contro le malattie fungine e i parassiti. La pressione esercitata da insetti e patogeni cambia rispetto alla primavera: alcune malattie fungine diminuiscono grazie al clima secco, mentre altre possono svilupparsi rapidamente dopo temporali estivi o irrigazioni non corrette. Parallelamente aumentano numerosi insetti fitofagi, che trovano nelle alte temperature le condizioni ideali per moltiplicarsi.
La problematica più evidente è rappresentata dalla siccità. Le elevate temperature aumentano notevolmente l'evapotraspirazione e rendono indispensabili irrigazioni frequenti e ben programmate. Lo stress termico può compromettere l'allegagione di Pomodori, Peperoni e Melanzane. Quando le temperature superano stabilmente i 35°C, il polline perde vitalità e molti fiori abortiscono. Anche le scottature solari costituiscono un problema frequente. Frutti improvvisamente esposti al sole diretto possono sviluppare ampie aree necrotiche biancastre che compromettono la qualità commerciale.
Le erbe...
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Giugno 26, 2026
Quello di eliminare le Nottue dalle piante dell’orto è un problema comune a molti orticoltori hobbistici. Si tratta di lepidotteri notturni, quindi farfalle, appartenenti alla grande famiglia dei Nottuidi: da adulte sono innocue, ma allo stadio larvale sono tra i fitofagi più dannosi per le colture orticole.
Con il termine Nottue facciamo riferimento a migliaia di specie diverse di falene notturne, molte delle quali hanno abitudini alimentari molto specifiche, cioè preferiscono alcune colture. Tra le più note ricordiamo la Nottua del Cavolo (Mamestra brassicae), la Nottua del Pomodoro (Helicoverpa armigera) o la Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon).
La loro diffusione è ampia perché il gruppo è estremamente diversificato e adattabile. Ogni specie può specializzarsi su colture differenti, ma nel complesso queste larve risultano molto polifaghe, cioè capaci di nutrirsi di molte piante ospiti.
Eliminare le Nottue: impariamo a conoscerle
Il ciclo di vita delle Nottue inizia con la deposizione delle uova da parte delle femmine adulte, che le collocano generalmente sul terreno o alla base delle piante. Dopo pochi giorni, variabili in base alla temperatura, emergono le larve. È proprio in questa fase che il danno diventa evidente, perchè le larve sono voraci e iniziano immediatamente a nutrirsi dei tessuti vegetali. Alcune specie recidono le giovani piantine al colletto, altre scavano gallerie nei frutti, come accade frequentemente nel Pomodoro.
Quando la larva sarà cresciuta a sufficienza, torna in terreno per impuparsi e iniziare la trasformazione in lepidotteri adulti. Generalmente dopo 1/3, a seconda della specie...
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Giugno 22, 2026
Coltivare un orto in estate significa approfittare della stagione più impegnativa ma anche più produttiva. L’abbondanza di luce favorisce una crescita rapida di numerose specie orticole, consentendo raccolti particolarmente abbondanti. Ma nei mesi compresi tra giugno e settembre le temperature elevate, l’intensa radiazione solare e la ridotta disponibilità di acqua possono però influenzare negativamente lo sviluppo delle colture. In molte regioni italiane si registrano periodi prolungati di siccità e ondate di calore che mettono a dura prova sia le piante sia il terreno.
Una corretta gestione dell’irrigazione, della fertilità del suolo e della protezione dalle avversità diventa quindi fondamentale per mantenere elevata la produttività dell’orto. Conoscere le esigenze delle diverse colture e programmare accuratamente le attività stagionali permette di ottenere risultati eccellenti anche durante i mesi più torridi.
Orto in estate: semine e trapianti nel mese di luglio
L’estate non è soltanto il periodo dei raccolti: è anche una stagione importante anche per effettuare nuove semine che consentiranno produzioni autunnali e invernali.
Nel mese di luglio si possono seminare numerose orticole a ciclo relativamente breve. Tra queste ricordiamo: le Lattughe da taglio, le Cicorie, il Radicchio, la Rucola, la Bietola da costa, i Finocchi, i Fagiolini nani, le Carote, le Barbabietole e il Cavolo cinese.
Le elevate temperature accelerano la germinazione, ma è necessario mantenere costantemente umido il terreno. Le semine dovrebbero essere effettuate preferibilmente...
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Giugno 12, 2026
Il Solanum muricatum, comunemente chiamato Pepino o Melone Pera, è una pianta ancora poco diffusa negli orti italiani ma capace di regalare frutti dal sapore originale, che ricorda una combinazione tra Melone e Pera. Oltre a essere una specie insolita e produttiva, ha anche un valore ornamentale grazie ai suoi fiori decorativi e ai frutti gialli con screziature viola.
Il Pepino è un arbusto da frutto originario delle regioni andine del sud America e le popolazioni precolombiane lo coltivavano già molti secoli prima dell’arrivo degli europei, fin dai tempi degli Inca.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa del Pomodoro e del Peperone ed è altrettanto facile da coltivare. La pianta raggiunge un’altezza e larghezza di circa 100/120 cm ed è dotata da foglie di colore verde chiaro, leggermente aromatiche. I fiori sbocciano da maggio a luglio e sono simili a quelli della Patata, con petali bianchi o violacei con striature porpora. I fiori si trasformano in seguito in frutti che raccoglieremo tra agosto e ottobre. I frutti sono bacche ovali o tondeggianti del peso variabile tra 100/500 grammi, con buccia gialla o crema decorata da striature viola. La polpa è succosa, dolce e profumata.
Dove coltivare il Solanum muricatum
Il Pepino ama i climi miti e prospera con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Temperature troppo calde, oltre i 40°C, possono però stimolare il disseccamento delle foglie e la perdita dei frutti, specialmente se non associate ad abbondanti irrigazioni.
Non tollera il freddo e sotto i 10°C la crescita rallenta sensibilmente: sotto i 5°C tende a perdere la parte aerea e muore a 0°C.
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Giugno 05, 2026
Sono tante le varietà che possiamo seminare e trapiantare in un orto a giugno, poichè rappresenta uno dei periodi più importanti per chi coltiva ortaggi per un uso domestico. Le temperature ormai stabili, le giornate lunghe e l’elevata disponibilità di luce favoriscono una crescita rapida delle piante e permettono di effettuare numerose semine e trapianti direttamente all’aperto. In gran parte dell’Italia il rischio di gelate è ormai completamente scongiurato e il terreno ha raggiunto temperature ideali per molte specie orticole.
Creare un orto domestico offre numerosi vantaggi: permette di produrre ortaggi freschi e genuini, consente di risparmiare sulla spesa e rappresenta un’attività rilassante e gratificante. Vediamo cosa possiamo seminare e trapiantare in questo mese!
Cosa seminare a giugno in un orto
Giugno è un mese particolarmente favorevole per le semine dirette. Molte specie germinano rapidamente grazie al terreno caldo e alle temperature elevate.
Basilico
Temperature: la temperatura minima consigliata è di 15°C.
Profondità e distanze: le piante devono essere... -
Mag 25, 2026
La Cyclanthera pedata, conosciuta anche come Caigua, Caihua, Achocha o Cetriolo andino, è una pianta orticola ancora poco diffusa in Italia ma estremamente interessante per gli appassionati di ortaggi insoliti. Produce frutti curiosi, commestibili e decorativi, ed è una pianta rampicante che cresce rapidamente: accanto ai frutti è anche una soluzione interessante per trasformare pergole e grigliati in “pareti verdi” ornamentali in poco tempo.
È originaria delle regioni montuose del sud America, in particolare di Perù, Bolivia, Ecuador e Colombia. Era già coltivata dalle civiltà precolombiane andine molto prima dell’arrivo degli europei: tracce storiche ci raccontano che gli Inca utilizzavano i suoi frutti giovani nella dieta quotidiana.
Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e nella forma e colore ricorda il “cugino” Cetriolo. È una pianta erbacea rampicante a rapido sviluppo vegetativo e viene coltivata come annuale per ottenere i suoi frutti. È caratterizzata da lunghi fusti rampicanti sottili ma vigorosi, capaci di superare anche i 4 metri di lunghezza durante il pieno sviluppo vegetativo. Le foglie sono grandi, palmate, profondamente lobate e di colore verde brillante. La pianta è dotata di viticci che le consentono di aggrapparsi facilmente a reti e graticci. La germinazione avviene generalmente tra marzo e aprile e la vegetazione rimane rigogliosa per tutta l’estata e gran parte dell’autunno se le temperature lo consentono. Nelle regioni calde del sud le piante resistono fino a dicembre.
I fiori compaiono da giugno a settembre e sono piccoli e di colore bianco-crema o giallo pallido. Come avviene su molte Cucurbitaceae, i fiori maschili...
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Mag 15, 2026
I Tortricidi sono tra i Lepidotteri fitofagi più diffusi e temuti nei giardini, negli orti e nei frutteti italiani. Le loro larve danneggiano foglie, germogli, fiori e frutti creando erosioni e perforazioni. Le foglie si presentano arrotolate unite da fili sericei: per questo vengono chiamate anche “ricamatrici”. In presenza di forti infestazioni possono compromettere la crescita delle piante ornamentali e ridurre drasticamente la qualità dei raccolti di Meli, Peri, Viti e Drupacee.
I Tortricidi appartengono alla famiglia dei Lepidotteri Tortricidae che comprende centinaia di specie diffuse in tutta Europa. In Italia sono presenti praticamente in tutte le regioni, dalle aree alpine fino alle coste mediterranee, con una maggiore incidenza nelle zone a clima mite e umido. Le specie più note nei giardini italiani includono la Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella...
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Mag 07, 2026
La Komatsuna, conosciuta anche come Spinacio giapponese, è una verdura ancora poco diffusa negli orti italiani ma estremamente interessante dal punto di vista nutrizionale. È ricca di Calcio, Potassio, Ferro, Beta-carotene, vitamina C e acido folico; in particolare è ricca di Calcio, circa 3 volte in più degli Spinaci.
Cresce rapidamente, tollera bene il freddo e offre raccolti abbondanti anche in piccoli spazi, risultando ideale sia per gli orti familiari sia la coltivazione in grandi vasi sul terrazzo.
Ha un sapore delicato, simile allo Spinacio e alla Senape dolce, che la rende molto versatile in cucina. Naturalmente è molto presente nella cucina giapponese, ma negli ultimi decenni la Komatsuna si sta affermando anche in Europa e in Italia grazie all’interesse crescente verso la cucina asiatica e gli ortaggi ricchi di nutrienti.
La Komatsuna appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa di Cavoli, Rape, Senape e Rucola, e botanicamente viene classificata come Brassica rapa var. perviridis. Si tratta di una pianta erbacea biennale ma viene coltivata come annuale per l’uso delle sue foglie in cucina. Forma una rosetta composta da foglie verdi lisce o leggermente ondulate, sostenute da piccioli carnosi e teneri. A seconda della varietà, le foglie possono essere più allungate oppure tondeggianti. Il ciclo di coltivare è breve e la crescita è molto rapida: in condizioni favorevoli si può raccogliere già dopo 30-45 giorni dalla semina.
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Aprile 28, 2026
La Clitoria ternatea è una pianta Leguminosa rampicante, simile ai Piselli, ma caratterizzata da un alto valore ornamentale grazie ai grandi fiori colorati che spuntano sulla pianta da giugno fino a settembre. Possono raggiungere i 5 cm di diametro e sono di colore blu profondo con centro bianco e con sfumature gialle. Anche se spesso viene coltivata come pianta ornamentale, possiamo anche usarla in cucina. I baccelli possono essere mangiati crudi o cotti, mentre i fiori vengono utilizzati per colorare i cibi: si usano per preparare un tè dal colore azzurro e per colorare il tipico riso blu indonesiano.
La Clitoria ternatea appartiene alla famiglia delle Fabaceae (cioè le Leguminose) ed è una pianta erbacea perenne proveniente dall’isola indonesiana di Ternate, da cui prende il secondo nome scientifico. Essendo una pianta tropicale, in Italia viene spesso coltivata come pianta annuale poiché non tollera il freddo invernale che provoca il disseccamento della parte aerea. L’alternativa è coltivarla in vaso come ricadente sul terrazzo, per poi spostarla in un luogo protetto e riscaldato alla fine dell’autunno.
Può essere coltivata come rampicante o ricadente ed è caratterizzata da lungi fusti sottili e flessibili che possono raggiungere fino a 3 metri di lunghezza. Le foglie sono di colore verde brillante e contribuiscono all’aspetto decorativo. I fiori sono la caratteristica più distintiva: è abbondante e prolungata, dall’estete fino all’autunno inoltrato, a seconda del clima. In presenza di temperature elevate e buona esposizione solare, può fiorire in modo continuo. Esistono varietà con petali bianchi o viola.
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