Possiamo coltivare la Jatropha podagrica per il suo aspetto tropicale e i suoi fiori vivaci che non mancheranno di attirare l’attenzione dei nostri amici! Si tratta di una succulenta ed è quindi molto facile da coltivare.

Le Jatropha sono un genere di piante della famiglia delle Euphorbiaceae e comprende più di 150 specie differenti. Alcune vengono coltivare come piante ornamentali d’appartamento, come la Jatropha multifida detta pianta corallo per il colore dei suoi fiori, la Jatropha integerrima o la Jatropha podagrica.

La Jatropha podagrica è originaria dell'America centrale e si è ben presto diffusa in Europa come pianta ornamentale. È caratterizzata da un fusto rigonfio e da grandi foglie verdi che persistono per quasi tutto l’anno sulla pianta. Le foglie possono raggiungere i 30 cm di larghezza e sono più chiare sulla pagina inferiore. In estate, da giugno ad agosto, produce delle strane infiorescenze ramificate con colori brillanti sulle tinte del rosso e arancione.

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Dove coltivare la Jatropha podagrica

Teme il freddo sotto i 15°C e muore sotto i 10°C: i nostri appartamenti sono l’habitat ideale per queste piante.

Scegliamo una posizione luminosa: la scarsa illuminazione provoca una crescita stentata e la mancanza di fiori. In estate schermiamo i raggi solari diretti per evitare ustioni fogliari. In inverno evitiamo la vicinanza con fonti di calore e correnti d’aria fredde.

Come coltivare la Jatropha

Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la Jatropha nel vaso destinato ad accoglierla. È una pianta succulenta, quindi scegliamo un vaso dotato di fori di drenaggio sul fondo per far scolare l’acqua in eccesso. All’atto del trapianto optiamo per un terriccio per piante grasse: contiene inerti che evitano gli eccessi di umidità nel substrato.

Il travaso si effettua ogni 2/3 anni, all’inizio della primavera, con un vaso leggermente più grande del precedente. Approfittiamo per togliere il vecchio terriccio esausto e sostituirlo con uno nuovo e fresco.

L'irrigazione deve essere moderata: irrighiamo con regolarità la pianta ma avendo cura di lasciare asciugare il terriccio superficiale tra un’annaffiatura e l’altra. In estate le irrigazioni saranno più frequenti, in inverno più rare. È una pianta succulenta e ha la capacità di trattenere umidità nel fusto rigonfio e utilizzarla in caso di bisogno. Ha quindi una buona resistenza agli stressi idrici: se però la irrigheremo regolarmente la fioritura sarà più abbondante. Non esageriamo però e togliamo sempre l’acqua in eccesso stagnante nel sottovaso, specialmente in primavera e in autunno, i periodi in cui le malattie fungine sono più presenti.

Una delle maggiori cause di insuccesso è legata proprio ai marciumi radicali causati da un tasso di umidità eccessivo nel substrato di coltivazione. Se abbiamo esagerato con l’acqua, travasiamo la pianta e sostituiamo il vecchio terriccio con un nuovo e asciutto substrato per succulente. Per superare lo stress è utile supportare la ripresa della pianta con un fisio-attivatore vegetale.

Dalla primavera all'autunno diluiamo nell’acqua ogni 15 giorni una dose di concime liquido per piante da fiore. In inverno sospendiamo.