L’uso di Olio di Soia in giardino è una soluzione interessante per risolvere il problema dei parassiti in modo biologico e rispettoso della biodiversità. In particolare nell’orto domestico, dove si coltivano alimenti destinati al consumo familiare, diventa fondamentale limitare o evitare del tutto i fitofarmaci di sintesi, privilegiando soluzioni naturali ed efficaci come l’Olio diSoia.
L’Oliodi Soiaè un corroborante, cioè una sostanza di origine naturale che ha la capacità di migliorare la resistenza delle piante agli stress biotici (cioè causati da parassiti o malattie fungine) e abiotici (causati da errori di coltivazione o fenomeno ambientali, come piogge, periodi siccitosi, ecc.), senza essere classificati come pesticidi. Sono importanti perché rafforzano le difese naturali delle piante e rendono l’ambiente meno favorevole allo sviluppo dei parassiti.
L’Oliodi Soia in particolare è un prodotto di origine vegetale ottenuto dai semi della Glycine max, una leguminosa coltivata su larga scala in tutto il mondo. Nel contesto agricolo e hobbistico si preferisce utilizzare Olio di Soia puro, privo di additivi. I semi vengono prima puliti e decorticati, poi sottoposti a pressione per estrarre l’olio contenuto nei tessuti. Il prodotto finale è un liquido di colore giallo chiaro, ricco di acidi grassi polinsaturi, in particolare acido oleico e linoleico, che determinano una decisa azione di resistenza della pianta verso una grande quantità di stress biotici ed abiotici.
Questi componenti lipidici sono fondamentali per la loro efficacia come corroborante...
La presenza di Dollar spot nel prato è un problema di molti proprietari di giardini ed è bene intervenire tempestivamente poiché può compromettere rapidamente l’estetica e la funzionalità del tappeto erboso. Si manifesta all’inizio con piccole aree secche tondeggianti, simili appunto a una moneta da un dollaro, ma col tempo si ampliano progressivamente. Oltre a danneggiare l’estetica, indeboliscono il prato e favoriscono l’insorgere di altre patologie. Senza un intervento tempestivo e mirato quindi il danno può diventare significativo.
Come riconoscere il Dollar Spot nel prato
Sulle singole foglie possiamo notare una zona bianca o color paglierino delimitata da un margine necrotico marrone o rossiccio. È una caratteristica tipica del Dollar spot e ci permette di distinguerlo da altre malattie fungine come il Pythium e la Rhizoctonia. Nelle prime ore della mattina, in presenza della rugiada, le spore in attività producono una sostanza simile a una ragnatela o a fili di cotone sulle foglie infette.
Il Pomodoro Green Zebra è una varietà affascinante e poco diffusa negli orti italiani, ma che ha molti cultori attirati sia dal suo aspetto insolito sia dal sapore aromatico dolce e acidulo.
Nel corso dell’ultimo secolo i ricercatori hanno investito molto nel miglioramento genetico delle piante di Pomodoro e il GreenZebra è un ibrido selezionato fin dagli anni ’50 e presentato ufficialmente nel 1983 dall’orticoltore Tom Wagner. La prima caratteristica visibile è la buccia verde attraversata da striature gialle, simili al mantello di una zebra. Le varianti più recenti, come il RedZebra, tendono a sostituire il rosso al giallo quando il frutto è maturo. Per sfruttare l’aspetto particolare e le sue proprietà organolettiche il GreenZebra viene spesso usato crudo in cucina, per la preparazione di insalate, carpacci o nelle bruschette. In modo che la buccia risulti ben visibile e contribuisca alla decorazione del piatto.
Il PomodoroGreenZebra appartiene alla famiglia delle Solanaceaeed è una pianta erbacea annuale con ciclo vegetativo primaverile-estivo. Se sostenuta adeguatamente la pianta può superare i 150 cm in altezza e può quindi essere facilmente coltivata sia nell’orto sia in vaso sul terrazzo.
La fioritura avviene solitamente tra maggio e settembre, a seconda del periodo di semina e delle condizioni climatiche. I fiori sono gialli, tipici delle Solanaceae, e riuniti in grappoli. In condizioni favorevoli, la pianta può continuare a fiorire anche fino a fine estate, garantendo una produzione scalare.
La Haworthia cooperi è una bella pianta succulenta caratterizzata da foglie traslucide e carnose che creano giochi di luce unici, rendendola perfetta per ambienti interni luminosi. Appartiene alla famiglia delle Asphodelaceae ed è una pianta erbacea perenne sempreverde che forma rosette di foglie carnose, spesso traslucide all’apice. Le foglie possono essere globose o leggermente appuntite, con colorazioni che variano dal verde chiaro al verde-bluastro, a seconda della varietà (pilifera, variegata, truncata).
Produce anche dei piccoli fiori tubolari di colore bianco da aprile a luglio: pur essendo meno appariscenti e ornamentali rispetto alle foglie, la loro presenza è un segnala di buona salute della pianta.
Haworthia cooperi: temperatura e luminosità ideali
La Haworthiacooperi cresce bene con temperatura comprese tra i 18°C e i 26°C: quindi le nostre case, con temperature stabili per tutto l’anno, sono l’habitat ideale. Tolle bene il caldo fino a circa 35°C, purché l’ambiente sia ventilato e la pianta ben irrigata. Oltre i 40°C può...
La Fritillaria meleagris è una delle bulbose più eleganti grazie ai suoi fiori pendenti a forma di campana con petali a scacchiera: davvero unici nel mondo vegetale.
La Fritillaria meleagris è originaria delle praterie umide e dei prati alluvionali dell’Europa, dove cresce spontaneamente sin dall’antichità. Appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed una delle tante specie appartenenti al genere Fritillaria. È una pianta erbacea perenne, dotata di un bulbo sotterraneo che le permette di superare la stagione fredda. Fiorisce in primavera, da aprile a maggio e in estate entra in riposo vegetativo e le foglie tendono a ingiallire e seccarsi. Per tutto l’inverno il bulbo rimane attivo nel sottosuolo, pronto a germogliare la prossima primavera verso il mese di febbraio o marzo a seconda del clima.
Nei centri giardinaggio possiamo trovare anche un ibrido della Fritillariameleagris, chiamato Alba, con fiori totalmente bianchi.
La Cercosporiosi è una delle malattie fungine più insidiose che possano colpire orti e frutteti, capace di compromettere gravemente la produttività delle piante e la qualità dei raccolti. Spesso sottovalutata nelle sue fasi iniziali, si manifesta con sintomi apparentemente modesti che evolvono rapidamente in disseccamenti fogliari diffusi. Se non controllata, può portare a defogliazioni precoci, riduzione della fotosintesi e indebolimento generale delle piante, rendendole più vulnerabili ad altri patogeni e stress ambientali.
Cercosporiosi: come riconoscerla
Il primo segnale è la comparsa di piccole macchie tondeggianti sulle foglie. Inizialmente sono di colore chiaro con bordo più scuro, brunastro o violaceo. Con il progredire dell’infezione, le macchie aumentano di numero e dimensione. I tessuti colpiti vanno incontro a necrosi e il centro della macchia diventa sempre più chiaro e secco. Le foglie colpite assumono un aspetto puntinato diffuso, iniziano a ingiallire e progressivamente si seccano e accartocciano.
Un elemento distintivo della Cercosporiosi rispetto ad altre malattie fungine...
Possiamo coltivare un Hypericum Hidcote in vaso sul terrazzo se desideriamo una fioritura estiva brillante e prolungata ma facile da coltivare. Si tratta infatti di arbusto molto rustico e capace di adattarsi alle diverse condizioni climatiche italiane, quindi adatto anche agli appassionati alle prime armi.
Si tratta di uno dei tanti Iperici, un genere (gli Hypericum) che comprende più di 400 specie diffuse in tutto il mondo. Nel nostro Blog abbiamo già parlato dell’Hypericum perforatum, un arbusto noto come erba di San Giovanni perché fiorisce intorno al 24 giugno, e dell’Hypericum calycinum che invece è una varietà nana usata come tappezzante in giardino.
L’Hypericum patulum Hidcote, questo è il nome botanico completo, è invece un arbusto ornamentale che crea dei cespugli compatti e tondeggianti, con un’altezza e larghezza a maturità di circa 60/120 cm. Una pianta quindi adatta per essere coltivata sia nelle aiuole in giardino sia in grandi vasi sul terrazzo.
È una sempreverde, anche se in inverno in presenza di basse temperature può perdere completamente le foglie, ed è apprezzato per la fioritura brillante e prolungata: la pianta di riempie di grandi fiori a forma di coppa di colore giallo intenso, riuniti in grappoli e larghi fino a 6 cm, che iniziano a sbocciare in estate, verso giugno, e proseguono fino in autunno. Anche le foglie, ovali e di colore verde lucido, hanno una valenza ornamentale.
Coltivare il Pinusmugo nano in vaso sul terrazzo è una scelta eccellente per chi desidera portare un tocco di paesaggio alpino anche in contesti urbani. Questa conifera compatta unisce grande resistenza, valore ornamentale e bassa manutenzione, rendendola ideale anche per gli appassionati di giardinaggio meno esperti-
Il Pinus mugo appartiene alla famiglia delle Pinaceae e si tratta di una conifera sempreverde, con portamento arbustivo o arboreo prostrato a seconda della varietà. Le forme nane sono particolarmente compatte e crescono lentamente, rendendole ideali per la coltivazione in vaso. Gli aghi sono rigidi, di colore verde scuro, riuniti in fascetti di due. La pianta produce pigne ovali di piccole dimensioni. È una specie estremamente rustica, capace di adattarsi a condizioni climatiche difficili, tipiche degli ambienti montani.
Nei vivai e nei centri di giardinaggio possiamo trovare diverse varietà nane di Pinusmugo, come il Pumilo e il Mughus. Queste cultivar si distinguono per dimensioni, forma e velocità di crescita.
Coltivare la Jicama è una scelta affascinante per chi desidera sperimentare specie orticole poco diffuse ma estremamente interessanti dal punto di vista nutrizionale e agronomico. Questa pianta tropicale offre una radice croccante, dolce e rinfrescante, ideale per arricchire la dieta con un ortaggio esotico.
La Jicama ha origini antiche nell’America centrale e meridionale, in particolare nelle regioni dell’attuale Messico ed era già coltivata dalle civiltà precolombiane, come i Maya e gli Aztechi, che ne apprezzavano la radice succosa come fonte di acqua e nutrienti nelle stagioni secche.
La Pachyrhizus erosus, nota come Jicama, Xicama o patatamessicana, appartiene alla famiglia delle Fabaceae(cioè le Leguminose) e, nonostante il soprannome, non ha nulla a che fare con le Patata, che sono della famiglia delle Solanaceae. È quindi una pianta più affine ai Fagioli e ai Piselli, ma la radice appare tondeggiante e ricorda le Rape e le Patate.
Si tratta di una pianta erbacea perenne, ma in Italia viene coltivata come annuale e termina il suo ciclo colturale con la raccolta delle radici. Ha un portamento rampicante e i suoi rami possono superare i 3 metri di lunghezza. Tra luglio e settembre produce dei fiori papilionacei di colore blu-violaceo o bianco che in seguito diventano baccelli, simili ai Fagioli: ma è importante ricordare che solo la radice è commestibile, mentre le parti aeree della pianta sono tossiche. Per stimolare la crescita di radici più grandi e di migliore qualità, di solito i fiori vengono tagliati appena compaiono. Per stessa ragione è utile cimare i germogli apicali...