Possiamo coltivare il Chayote nel nostro orto se desideriamo un ortaggio esotico e fuori dal comune ma anche una pianta molto produttiva e ornamentale. Precisiamo subito che il Chayote (Sicyos edulis) è conosciuto con molti nomignoli, a seconda della regione: come Sechio, Sechium edule o Zucchina spinosa.
È ortaggio originario del Messico e del Guatemala, dove era già coltivato in epoca precolombiana dalle civiltà Maya e Azteche. Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, quindi è un “parente” delle Zucche e dei Cetrioli. È una pianta erbacea perenne ma, come molte piante dell’orto, viene coltivata come annuale ed eliminata dopo il raccolto. Ha un portamento rampicante ed è dotata di fusti che possono superare i 6/8 metri di lunghezza in una sola stagione. I fusti sono dotati di viticci e quindi si “arrampica” da sola su reti, pergolati o tutori.
Il Chayote fiorisce generalmente da luglio a settembre. I fiori femminili, solitari, danno origine ai frutti.
I frutti ricordano il gusto delle zucchine ma hanno una consistenza simile alle patate. La buccia è coperta di piccole spine e dovremo maneggiarli con cura.






Dove coltivare il Chayote
Il Chayote ama i climi caldi e cresce bene con temperature comprese tra i 18°C e i 30°C.
Non ama il freddo: sotto i 12°C la crescita rallenta sensibilmente e sotto gli 0°C la pianta muore. Anche il caldo eccessivo, sopra i 38°C, causa un blocco vegetativo.
Nelle regioni con clima mite e costiere a clima mite possiamo tentare una coltivazione pluriennale, proteggendo la base della pianta con una pacciamatura spessa di paglia o foglie secche. Nel nord Italia invece dovremo estirpare la pianta a fine stagione.
Nell’orto scegliamo una posizione soleggiata per assicurarci una buona fruttificazione. Nelle zone molto calde del sud Italia è preferibile una leggera ombreggiatura nelle ore centrali estive.
Come coltivare il Chayote
La semina si effettua in primavera, quando le temperature sono alte ed è scongiurato il rischio di gelate tardive. I semi sono molto grandi e sono contenuti all’interno dei frutti maturi. Però non useremo solo i semi, ma interreremo tutto il frutto.
Prepariamo il letto di semina, lavorando il terreno con una zappa per renderlo morbido ed eliminiamo sassi o residui di altre piante. In questa fase creiamo una piccola buca e integriamo sul fondo una dose di concime organico, come lo Stallatico Pellettato, o di fertilizzante granulare bio: questa concimazione sarà sufficiente per tutto il ciclo vegetativo. La buca non dovrà essere molto profonda: in natura il frutto cade semplicemente dalla pianta e genera una nuova pianta e dovremo ricreare queste condizioni.
È una pianta vigorosa e richiede di molto spazio per crescere bene. Inoltre dovremo predisporre fin da subito un sostegno robusto, poiché la crescita sarà molto rapida.
Come irrigare il Chayote
L’irrigazione dovrà essere regolare ma mai eccessiva. Troppa acqua favorisce le malattie fungine, ma una carenza compromette la fruttificazione. Il terreno deve rimanere fresco, evitando ristagni idrici che possono favorire marciumi radicali.
Durante la fase di ingrossamento dei frutti, in estate, è opportuno irrigare 2/3 volte a settimana nelle regioni più calde del centro e sud Italia.
Come curare il Chayote
Come tutte le Cucurbitacee, il Sicyos edulis è soggetto ad attacchi di Afidi che possono colonizzare i giovani germogli in primavera. In estate, quando il clima è molto secco, possono comparire anche gli Acari (ragnetti rossi) che provocano ingiallimenti puntiformi. Trattamenti preventivi con Olio di Neem e Sapone molle sono utili per contenere e risolvere gli attacchi di Afidi e Acari.
Tra le malattie fungine sono frequenti l’Oidio (mal bianco), che si manifesta con patina biancastra sulle foglie, e la Peronospora che provoca macchie gialle e necrosi. Contro le malattie fungine possiamo ricorrere a trattamenti con l’Estratto d’Equiseto e l’Idrogeno Carbonato di Sodio: due soluzioni di origine naturale e consentite in agricoltura biologica. L’Estratto d’Equiseto è ricco di Silice: potenzia le pareti cellulari e previene l’Oidio e la Peronospora. L’Idrogeno Carbonato di Sodio è una polvere cristallina bianca che crea sulla pianta un habitat sfavorevole alla proliferazione delle spore e la protegge dall’attacco dell’Oidio.