Le malattie fungine primaverili rappresentano una insidia per molti proprietari di giardini e orti domestici: la primavera rappresenta infatti un momento cruciale per la salute delle nostre colture.
Dopo il riposo vegetativo invernale, le piante riprendono a crescere vigorosamente, producendo nuovi tessuti teneri e ricchi di acqua, particolarmente suscettibili alle infezioni. Parallelamente le condizioni climatiche tipiche di marzo, aprile e maggio, con temperature miti comprese tra i 12°C e 22°C e frequenti precipitazioni, creano l’ambiente ideale per la germinazione delle spore fungine.
L’umidità relativa elevata favorisce, soprattutto di notte, la formazione di film d’acqua sulle superfici fogliari, elemento indispensabile per l’infezione di molti patogeni. La brina, le nebbie mattutine, la scarsa ventilazione e l’irrigazione per aspersione accentuano ulteriormente il rischio. I funghi fitopatogeni sono microrganismi opportunisti: non attaccano casualmente, ma sfruttano microclimi favorevoli e piante indebolite.
In questo contesto, comprendere la relazione tra clima, fisiologia vegetale e ciclo biologico dei patogeni è il primo passo per impostare una difesa consapevole. La primavera non è soltanto stagione di crescita, ma anche periodo di massima pressione fitosanitaria.
Malattie fungine primaverili: impariamo a riconoscerle
In primavera, ortaggi, alberi da frutto, piante ornamentali e tappeti erbosi possono essere colpiti da numerose patologie fungine. Vediamo quali sono quelle più comuni e come si riconoscono.
Oidio o Mal bianco
L’Oidio è una delle malattie più diffuse e riconoscibili. È causato da diversi generi fungini e colpisce ortaggi come Zucchine, Cetrioli, Pomodori, ma anche le Rose e molte piante ornamentali. Si manifesta con una patina biancastra farinosa sulla superficie delle foglie, che progressivamente ingialliscono e disseccano.
A differenza di molte altre malattie fungine, l’Oidio non necessita di acqua libera per infettare: predilige ambienti umidi ma con temperature miti e ventilazione scarsa. Le foglie colpite si deformano, accartocciano e perdono capacità fotosintetica.
Peronospora
La Peronospora è tra le malattie più temute, soprattutto su Pomodori, Patate, Lattughe e Viti. I primi sintomi sono macchie giallastre o clorotiche sulla pagina superiore delle foglie, mentre sulla pagina inferiore compare una muffa grigiastra o violacea.
La malattia evolve rapidamente in condizioni di pioggia persistente e temperature tra i 15°C e i 25°C. I tessuti infetti necrotizzano e collassano. Nei Pomodori i frutti possono presentare marciumi bruni e consistenza molle. L’infezione si diffonde per mezzo di spore trasportate da vento e acqua e può distruggere una coltura in pochi giorni.
Botrite o muffa grigia
La Botrite, causata da Botrytis cinerea, è tipica di ambienti umidi e poco ventilati. Colpisce più frequentemente le Fragole, le Solanacee come i Pomodori, le Pomacee, le Drupacee, le Cucurbitacee, le insalate e molte piante ornamentali come Gerani, Rose, Ciclamini, Begonie e Crisantemi. Si riconosce per la comparsa di muffa grigia e polverulenta su fiori, frutti e tessuti danneggiati.
Spesso attacca tessuti già compromessi da ferite o gelate tardive. I fiori appassiscono prematuramente, i frutti marciscono rapidamente e le parti colpite emanano un odore sgradevole. La Botrite è favorita da temperature tra i 15°C e i 25°C e un tasso di umidità superiore al 90%.
Ticchiolatura
La Ticchiolatura colpisce principalmente le piante da frutto come i Meli e i Peri. Si manifesta con macchie scure vellutate sulle foglie e sui frutti. Le foglie possono deformarsi e cadere prematuramente, mentre i frutti mostrano lesioni crostose che ne compromettono la qualità.
L’infezione avviene durante periodi piovosi primaverili. Le spore svernano nelle foglie cadute e vengono rilasciate con le prime piogge. Una mancata gestione delle foglie infette a terra favorisce il ripetersi dell’infezione ogni anno.
Ruggini
Le Ruggini colpiscono sia gli ortaggi sia le piante ornamentali, come le Rose e i Gerani. Si riconoscono per pustole arancioni, brune o nere sulla pagina inferiore delle foglie. La superficie fogliare superiore può presentare macchie clorotiche corrispondenti.
Le foglie colpite ingialliscono e cadono prematuramente. Le Ruggini necessitano di elevata umidità e si diffondono rapidamente in primavera, specialmente in presenza di piogge frequenti.
Fusariosi e marciumi radicali
Le Fusariosi provocano ingiallimenti improvvisi e appassimento delle piante, pur in presenza di terreno umido. Il fungo colonizza i vasi linfatici, bloccando il trasporto di acqua.
Le radici appaiono brunastre e necrotiche. Questa patologia è frequente in terreni pesanti e mal drenati.
Alternaria
Colpisce prevalentemente i Pomodori e le Patate e si manifesta con macchie concentriche scure sulle foglie, spesso circondate da un alone giallo. Può colpire anche i frutti. In condizioni umide, le macchie si espandono rapidamente.
Come prevenire le malattie fungine primaverili
La prevenzione è la base della difesa fitosanitaria moderna. La prima tecnica di prevenzione consistente nel progettare correttamente l’orto e il giardino. Anzitutto è fondamentale garantire una buona aerazione tra le piante: distanze corrette di impianto favoriscono la circolazione dell’aria e l’asciugatura delle foglie.
Anche l’irrigazione deve essere controllata: irrighiamo preferibilmente al mattino, per favorire l’evaporazione degli eccessi durante il giorno, e distribuiamo l’acqua solo sul terreno al piede delle piantine, evitando di bagnare il fogliame.
La rotazione colturale è essenziale nell’orto: coltivare la stessa specie nello stesso terreno anno dopo anno favorisce l’accumulo di patogeni specifici. Alternare le famiglie botaniche invece interrompe il ciclo dei funghi terricoli.
È altrettanto cruciale una buona pulizia del giardino e dell’orto, con la rimozione dei residui colturali potenzialmente infettati, come foglie secche, rami caduti e frutti marci. Questi materiali non devono essere compostati, per evitare di infettare il cumulo, ma smaltiti correttamente.
Un terreno ben drenato e concimato riduce il rischio di marciumi radicali. L’apporto di sostanza organica matura migliora la struttura del suolo e favorisce microrganismi antagonisti naturali.
È importante scegliere varietà resistenti o tolleranti, quando disponibili. Molti ibridi moderni di Pomodoro e Zucchina presentano resistenze genetiche all’Oidio e alla Peronospora.
Per prevenire le malattie fungine possiamo anche sfruttare l’azione di alcune soluzioni biologiche, come le polveri di roccia, che svolgono un’azione di potenziamento delle difese naturali delle piante.
La Zeolite è una polvere di roccia che ha la capacità di assorbire rapidamente l’umidità superficiale sulle foglie, limitando fortemente lo sviluppo e la diffusione delle spore fungine. Basti pensare che fa parte della stessa famiglia della Sepiolite, utilizzata nelle lettiere dei gatti. La polvere di Zeolite può essere applicata direttamente sulle colture o diluita in acqua e nebulizzata. In questo modo crea un film protettivo sul fogliame che svolge una duplice funzione: impedisce la formazione delle spore assorbendo l’umidità e stimola una veloce cicatrizzazione delle micro-ferite, che sono una delle vie principali di penetrazione dei funghi all’interno della pianta. Per potenziare l’attività contro le malattie fungine possiamo ricorrere a soluzioni che affiancano la Zeolite a Zolfo e Rame.
Anche il Caolino svolge un’azione simile. Crea un film di colore lattiginoso sulle foglie, che impedisce la formazione di spore e crea un ambiente non idoneo alla ovideposizione.
Come affrontare le malattie fungine in presenza delle spore
Quando una malattia si manifesta dobbiamo intervenire tempestivamente per evitare che si diffonda sul resto della pianta o contagi le colture vicine.
I concimi fogliari a base di Rame e Zolfo sono una buona soluzione per limitare lo sviluppo delle spore fungine sul fogliame.
L’Idrogeno Carbonato di Sodio è utile per bloccare lo sviluppo delle malattie fungine. È una polvere cristallina bianca da diluire in acqua e nebulizzare sulle parti colpite. Agisce per contatto e ha la capacità di innalzare il pH della superficie fogliare, facendo collassare le pareti delle cellule fungine e disidratando le spore. È particolarmente indicato contro l’Oidio e la Ticchiolatura.
Anche l’Estratto di Equiseto, ottenuto dai fusti di Equisetum arvense, è noto per le sue proprietà fungicide. È utile nel controllo delle patologie più comuni: Bolla, Monilia, Ticchiolatura, Ruggine, Oidio e Peronospora.