La Komatsuna, conosciuta anche come Spinacio giapponese, è una verdura ancora poco diffusa negli orti italiani ma estremamente interessante dal punto di vista nutrizionale. È ricca di Calcio, Potassio, Ferro, Beta-carotene, vitamina C e acido folico; in particolare è ricca di Calcio, circa 3 volte in più degli Spinaci.

Cresce rapidamente, tollera bene il freddo e offre raccolti abbondanti anche in piccoli spazi, risultando ideale sia per gli orti familiari sia la coltivazione in grandi vasi sul terrazzo.

Ha un sapore delicato, simile allo Spinacio e alla Senape dolce, che la rende molto versatile in cucina. Naturalmente è molto presente nella cucina giapponese, ma negli ultimi decenni la Komatsuna si sta affermando anche in Europa e in Italia grazie all’interesse crescente verso la cucina asiatica e gli ortaggi ricchi di nutrienti.

La Komatsuna appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, la stessa di Cavoli, Rape, Senape e Rucola, e botanicamente viene classificata come Brassica rapa var. perviridis. Si tratta di una pianta erbacea biennale ma viene coltivata come annuale per l’uso delle sue foglie in cucina. Forma una rosetta composta da foglie verdi lisce o leggermente ondulate, sostenute da piccioli carnosi e teneri. A seconda della varietà, le foglie possono essere più allungate oppure tondeggianti. Il ciclo di coltivare è breve e la crescita è molto rapida: in condizioni favorevoli si può raccogliere già dopo 30-45 giorni dalla semina.

Dove coltivare la Komatsuna

Ama le temperature fresche e cresce bene in climi compresi tra i 10°C e i 22°C. Può sopportare brevi gelate fino a circa -6 °C, mentre non ama il caldo oltre i 35°C.

La presenza delle foglie commestibili dipende dal periodo di semina e dal clima locale. Nelle regioni italiane settentrionali e nelle aree interne appenniniche le foglie rimangono produttive soprattutto da settembre ad aprile, mentre nel sud Italia la coltivazione può protrarsi quasi tutto l’anno. Attenzione però al caldo estivo, poiché le foglie tendono a diventare coriacee e meno gradevoli. Se le temperature restano miti, la pianta continua a produrre nuove foglie finché fiorisce.

Scegliamo una posizione una posizione soleggiata, esposta ai raggi diretti per ottenere raccolti abbondanti. Nelle aree mediterranee più calde è preferibile una posizione in mezz’ombra nelle ore centrali estive, così da evitare stress termici e la salita precoce a seme.

Nelle zone con inverni moderati può essere coltivata all’aperto anche nei mesi più freddi. Nel nord Italia dovremo invece proteggere le piantine con un tunnel in tessuto-non-tessuto (tnt) soprattutto in presenza di intense gelate. La crescita rallenta in inverno ma riprende rapidamente appena le temperature aumentano. La coltivazione in serra fredda o sotto tunnel permette di ottenere raccolti continui anche tra dicembre e febbraio.

Come seminare la Komatsuna

La semina si effettua generalmente da febbraio ad aprile e da agosto a ottobre, periodi nei quali le temperature risultano più favorevoli. Nel sud Italia e lungo le coste tirreniche si può seminare anche in inverno.

È importante lavorare bene il terreno del letto di semina: le radici non vanno in profondità e la Komatsuna predilige terreni morbidi e ben concimati. Una buona lavorazione preliminare del terreno consente alle radici di espandersi correttamente e migliora la qualità delle foglie. Prepariamo il letto di semina con zappa e rastrello, per rendere morbido e omogeneo il terriccio e per rompere le zolle più coriacee ed eliminare sassi e parti di altre piante. In questa fase integriamo nel terreno una dose di concime organico, come lo Stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione per orto consentito in agricoltura biologica. Questa prima concimazione sarà sufficiente per tutto il ciclo vegetativo che, come abbiamo visto, dura poche settimane.

Per la coltivazione in vaso usiamo un terriccio per orto e durante lo sviluppo delle piantine sosteniamone la crescita con un fertilizzante liquido consentito in agricoltura biologica. È sufficiente diluirlo ogni 10/15 giorni nell’acqua per l’irrigazione.

I semi vanno distribuiti in file distanti circa 20/30 cm a una profondità di 1 cm. Dopo la germinazione dovremo diradare le piantine troppo vicine, cercando di lasciare uno spazio di 10/15 cm tra un esemplare e l’altro.

La semina diretta nell’orto è la tecnica più utilizzata, ma è possibile anche produrre piantine in alveolo per il successivo trapianto. Per ottenere raccolti continui, effettuiamo semine scalari ogni 2/3 settimane.

Per ridurre la presenza di malattie fungine e parassiti, è bene rispettare una corretta rotazione delle colture: evitiamo quindi di coltivare le Brassicacee sempre nello stesso appezzamento ed effettuiamo rotazioni di almeno 4 anni. La Komatsuna non va seminata vicino ad altre Brassicacee, poiché condividono le stesse malattie e parassiti, mentre è consigliabile la vicinanza con Lattughe, Spinaci, Cipolle, Aglio, Carote o Ravanelli. Le aromatiche come Timo, Salvia e Menta possono contribuire a confondere gli insetti dannosi grazie ai loro oli essenziali aromatici.

Come irrigare

La Komatsuna richiede un terreno costantemente umido, soprattutto nelle prime fasi di crescita. Le irrigazioni devono essere regolari ma moderate, evitando sia i ristagni sia i periodi di siccità.

Una carenza idrica provoca foglie dure, fibrose e dal gusto più pungente. Al contrario, eccessi d’acqua favoriscono marciumi radicali e malattie fungine.

L’irrigazione a goccia rappresenta la soluzione ideale, poiché mantiene il terreno uniformemente umido senza bagnare eccessivamente le foglie. Durante l’estate stendiamo uno strato di pacciamatura sul terreno per ridurre l’evaporazione.

Quando si raccoglie

Le foglie possono essere raccolte singolarmente dopo 30/45 giorni dalla semina e quando raggiungono una lunghezza di circa 15/20 cm. I tempi possono variare a seconda della varietà.

Se tagliamo le foglie a 2/3 cm dal colletto, favoriremo una ricrescita successiva. Usiamo sempre forbici pulite e ben affilate per evitare strappi ai tessuti.

Le foglie ingiallite o danneggiate vanno invece eliminate tempestivamente. Se dovesse comparire uno stelo fiorale dovremo raccogliere rapidamente la pianta, poiché le foglie tendono a diventare fibrose e amare.

Le foglie vanno raccolte preferibilmente al mattino, quando sono più turgide e ricche d’acqua. Una volta recise, si conservano in frigorifero per circa 4-6 giorni. Per mantenere la freschezza è utile riporle in sacchetti perforati o contenitori con carta leggermente umida. Le foglie più giovani possono essere consumate crude, mentre quelle adulte risultano ottime saltate in padella, al vapore o nelle zuppe.

Come curare la Komatsuna

Come molte Brassicacee, la Komatsuna può essere soggetta ad attacchi di diversi insetti fitofagi. Tra i più comuni troviamo gli Afidi, che colonizzano le foglie giovani sottraendo linfa e trasmettendo virosi. In caso di infestazioni leggere interveniamo con un trattamento con Sapone molle potassico.

Molto dannose sono anche le Altiche, piccoli coleotteri saltatori che perforano le foglie creando numerosi forellini. Possiamo limitarle con una rete antinsetto o con trattamenti preventivi con polveri di roccia, come la Diatomite e la Zeolite: creano un effetto barriera contro questo tipo di parassiti poiché rendendo più difficile l’alimentazione degli insetti adulti. Avendo un apparato boccale masticatore, i fini granelli di roccia danneggiano le loro mandibole e rendono indigesto il pasto. In presenza di molte Altiche possiamo effettuare trattamenti con gli Estratti di Ortica.

Anche le Limacce possono causare seri danni alle giovani piantine, soprattutto in primavera e in autunno quando l’umidità ambientale è maggiore. Difendiamo le piantine con una barriera anti-lumache, costituita da granuli d’argilla, invalicabili per Lumache e Limacce.

Tra le malattie fungine spiccano la Peronospora e l’Alternariosi, favorite da elevata umidità e scarsa aerazione. Possiamo prevenirle seguendo una corretta rotazione colturale ed evitando di irrigare le foglie.