La Clitoria ternatea è una pianta Leguminosa rampicante, simile ai Piselli, ma caratterizzata da un alto valore ornamentale grazie ai grandi fiori colorati che spuntano sulla pianta da giugno fino a settembre. Possono raggiungere i 5 cm di diametro e sono di colore blu profondo con centro bianco e con sfumature gialle. Anche se spesso viene coltivata come pianta ornamentale, possiamo anche usarla in cucina. I baccelli possono essere mangiati crudi o cotti, mentre i fiori vengono utilizzati per colorare i cibi: si usano per preparare un tè dal colore azzurro e per colorare il tipico riso blu indonesiano.
La Clitoria ternatea appartiene alla famiglia delle Fabaceae (cioè le Leguminose) ed è una pianta erbacea perenne proveniente dall’isola indonesiana di Ternate, da cui prende il secondo nome scientifico. Essendo una pianta tropicale, in Italia viene spesso coltivata come pianta annuale poiché non tollera il freddo invernale che provoca il disseccamento della parte aerea. L’alternativa è coltivarla in vaso come ricadente sul terrazzo, per poi spostarla in un luogo protetto e riscaldato alla fine dell’autunno.
Può essere coltivata come rampicante o ricadente ed è caratterizzata da lungi fusti sottili e flessibili che possono raggiungere fino a 3 metri di lunghezza. Le foglie sono di colore verde brillante e contribuiscono all’aspetto decorativo. I fiori sono la caratteristica più distintiva: è abbondante e prolungata, dall’estete fino all’autunno inoltrato, a seconda del clima. In presenza di temperature elevate e buona esposizione solare, può fiorire in modo continuo. Esistono varietà con petali bianchi o viola.
Dove coltivare la Clitoria ternatea
La Clitoria ternatea richiede climi caldi, compresi tra i 20°C e i 35°C. Tollera anche temperature superiori ai 40°C a patto di irrigarla adeguatamente.
Al contrario è molto sensibile al freddo: temperature inferiori ai 5°C danneggiano gravemente i tessuti, mentre sotto gli 0°C la pianta muore.
Per fioriture abbondanti scegliamo una posizione soleggiata, esposta ai raggi solari diretti. In condizioni di scarsa luce la crescita risulta debole e la fioritura scarsa.
Come coltivare la Clitoria ternatea
La semina si effettua in primavera, quando le temperature minime notturne superano stabilmente i 15°C.
Essendo una Leguminosa, è in grado di fissare l’Azoto atmosferico grazie ai batteri simbionti presenti nelle radici. Tuttavia beneficia di una concimazione equilibrata con Fosforo e Potassio, soprattutto per stimolare la fioritura. Prima della semina, distribuiamo nel terreno dell’orto una dose di concime organico, come lo Stallatico pellettato, o di fertilizzante a lenta cessione specifico per ortaggi.
Se coltiviamo la Clitoria ternatea in vaso usiamo un terriccio per piante da orto e concimiamola con un fertilizzante liquido consentito in agricoltura biologica, da diluire nell’acqua dell’irrigazione ogni 15 giorni durante la fase vegetativa e fino al termine della fioritura.
In entrambi i casi dovremo fornire un tutore alla pianta per farla crescere come rampicante. Se la coltiviamo in vaso possiamo trattarla come ricadente. In questo caso vi suggeriamo di accorciare i rami troppo lunghi durante la stagione vegetativa per stimolare lo sviluppo dei fiori.
Come irrigare la Clitoria ternatea
Richiede irrigazioni regolari, soprattutto durante la fase di crescita e fioritura. Il terreno deve risutlare leggermente umido ma mai inzuppato.
Periodi di siccità prolungata riducono la fioritura e possono causare caduta delle foglie.
Come curare la Clitoria ternatea
Tra i principali nemici troviamo gli Afidi, gli Acari (ragnetti rossi) e gli Aleurodidi (mosche bianche), che si nutrono della linfa causando indebolimento della pianta.
Gli Afidi possono essere controllati con Sapone molle potassico, utile sia per limitare per ostacolare l’insediamento degli insetti sia per lavare la melata, la sostanza appiccicosa che questi parassiti rilasciano sulla pianta.
Gli Acari sono favoriti dal clima secco e si combattono aumentando l’umidità ed effettuando periodici trattamenti con un Estratto di Ortica.
Le Mosche bianche possono essere controllate con le trappole adesive gialle e limitate con il Sapone molle potassico.
Tra le malattie fungine si possono manifestare l’Oidio e i marciumi radicali, entrambi causati da un eccesso di umidità sulle foglie e nel terreno. Per prevenire questi problemi è bene garantire un suolo ben drenato e irrigazioni regolari ma non eccessive. Per limitare le malattie fungine come l’Oidio, in primavera evitiamo di bagnare le foglie e limitiamoci a irrigare solo il terreno. Trattamenti preventivi con Idrossicarbonato di Sodio sono utili per limitare l’umidità fogliare e lo sviluppo di malattie fungine.