I Tortricidi sono tra i Lepidotteri fitofagi più diffusi e temuti nei giardini, negli orti e nei frutteti italiani. Le loro larve danneggiano foglie, germogli, fiori e frutti creando erosioni e perforazioni. Le foglie si presentano arrotolate unite da fili sericei: per questo vengono chiamate anche “ricamatrici”. In presenza di forti infestazioni possono compromettere la crescita delle piante ornamentali e ridurre drasticamente la qualità dei raccolti di Meli, Peri, Viti e Drupacee.

I Tortricidi appartengono alla famiglia dei Lepidotteri Tortricidae che comprende centinaia di specie diffuse in tutta Europa. In Italia sono presenti praticamente in tutte le regioni, dalle aree alpine fino alle coste mediterranee, con una maggiore incidenza nelle zone a clima mite e umido. Le specie più note nei giardini italiani includono la Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella), la Tignoletta della Vite (Lobesia botrana), la Tortrice dei Piselli (Cydia nigricana) che depone le uova nei baccelli, la Tignola del Porro (Acrolepiopsis assectella), la Tortrice della Vite (Sparganothis pilleriana), la Ricamatrice delle Pomacee (Pandemis heparana) e la Tortrice delle Fragole (Choristoneura lafauryana). Come si vede, possono colpire le piante orticole e da frutto, ma anche molte specie ornamentali, come Azalee, Camelie, Ciclamini, Garofani, Gerbere, Lilium, Rose, Laurocerasi e altre piante da siepe ma anche alberi come Querce, Betulle e Salici.

TortricidiTortricidi
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Come riconoscere la presenza dei Tortricidi

Gli adulti dei Tortricidi sono piccole farfalle di dimensioni comprese generalmente tra 10 e 25 mm di apertura alare. Le ali anteriori mostrano colorazioni mimetiche brune, grigie o verdastre con bande e marezzature irregolari che consentono all’insetto di confondersi con la corteccia. Si tratta di farfalle notturne e agiscono prevalentemente di notte: un particolare che ne rende difficile la rapida individuazione.

Le farfalle adulte depositano le uova sulle foglie dei rami più alti, spesso proteggendole con una sorta di ragnatela. Hanno la capacità di ripiegare le foglie e incollarle con fili sericei simili a ragnatele: in questo modo proteggono le uova deposte all’interno fino alla nascita delle larve. La presenza di foglie arrotolate è il primo sintomo che dobbiamo tenere sotto controllo per riconoscere tempestivamente l’arrivo dei “ricamatori”.

Possono deporre da 10 a 200 uova a seconda della specie. Dalle uova fuoriescono delle piccole larve che sono il vero problema per gli appassionati di giardinaggio, poiché si cibano subito di giovani foglie e germogli. Sulle piante da frutto scavano gallerie nella polpa dei frutti. Si presentano come piccoli bruchi cilindrici lunghi da pochi millimetri fino a circa 2 cm, di colore verde, giallastro, brunastro o rosato a seconda della specie. La testa è spesso più scura rispetto al corpo.

Spesso tendiamo a confondere i Tortricidi con altri lepidotteri fitofagi come le Nottue, le Processionarie o le Cavolaie. In realtà esistono differenze abbastanza evidenti. I “ricamatori” si distinguono soprattutto per il comportamento di arrotolamento delle foglie con fili sericei. Altri bruchi invece si alimentano liberamente sulla vegetazione senza creare rifugi così caratteristici. Inoltre le larve dei Tortricidi sono generalmente più piccole e mobili rispetto a quelle delle Nottue e tendono a vivere isolate o in piccoli gruppi, mentre altri lepidotteri possono formare colonie numerose. Un altro segno distintivo è la forma delle ali degli adulti quando sono a riposo: nelle farfalle dei Tortricidi hanno una forma quasi triangolare.

Il ciclo di vita

Il ciclo biologico può differire leggermente a seconda della specie, ma di solito si sviluppa in quattro fasi: uovo, bruco, pupa e farfalla.
Gli adulti compaiono in primavera dopo lo svernamento e iniziano l’accoppiamento. Le femmine depongono le uova sulla superficie delle foglie da cui, dopo alcuni giorni, fuoriescono le larve che iniziano immediatamente a nutrirsi dei tessuti vegetali. Questa è la fase più dannosa per le piante. La maggior parte delle specie si sviluppa in modo ottimale tra i 20°C e i 30°C, condizioni che favoriscono una rapida crescita delle larve e una maggiore attività riproduttiva degli adulti.

Temperature superiori a 35°C, specialmente se associate a bassa umidità, risultano molto dannose per uova e giovani larve. Oltre i 40°C molte specie subiscono mortalità elevate a causa della disidratazione e dello stress termico.

Quando le larve raggiungono la loro maturità, si rifugiano tra le foglie e nella corteccia per impuparsi e trasformarsi in farfalle. Nel clima italiano molte specie riescono a realizzare da 2 a 4 generazioni in un anno.

Sotto i 10°C l’attività larvale rallenta drasticamente e con l’arrivo dell’autunno le ultime larve cercano riparo sotto la corteccia, tra le foglie secche o nel terreno superficiale dove trascorrono l’inverno fino alla primavera successiva. Gelate prolungate inferiori a -15°C possono provocare elevate mortalità nelle forme svernanti, soprattutto in assenza di ripari protettivi.

Come prevenire l’arrivo dei Tortricidi

Come ripetiamo spesso, la prevenzione è la forma di lotta più efficace. Una delle pratiche più importanti consiste nel monitoraggio costante delle piante durante la primavera, alla ricerca delle foglie “ricamate”. Questi rifugi contengono le uova e potremo eliminarle prima della nascita delle larve.

Come abbiamo visto, quando viene il freddo le larve svernano nascondendosi nelle foglie cadute a terra o nelle pieghe della corteccia degli alberi da frutto. In inverno puliamo regolarmente il giardino, eliminando le foglie, i frutti marci e i residui vegetali caduti sul terreno: limiteremo così i luoghi in cui le larve possono nascondersi e le esporremo al gelo invernale. Una vecchia pratica agronomica prevede la spazzolatura della corteccia degli alberi in inverno: serve proprio per snidare eventuali larve nascoste.

Le larve di questi parassiti prediligono habitat con alti tassi di umidità: potature periodiche e regolari migliorano la circolazione dell’aria e riducono l’umidità. Chiome troppo dense creano infatti microclimi ideali per le larve.

Un’altra tecnica preventiva prevede l’utilizzo di trappole adesive colorate, da posizionare sugli alberi o su paletti piantati nell’orto e nelle aiuole. Le farfalle adulte rimangono incollate e ci consentono di monitorare la loro presenza e capire il momento corretto per i trattamenti biologici. Inoltre le trappole ci aiutano a catturare molti adulti, riducendo così la deposizione delle uova.

Le Tortricidi hanno anche molti nemici naturali che sono ghiotti delle loro larve. Tra questi ricordiamo le coccinelle che prediligono le larve e i ragni che invece preferiscono le uova. Anche gli uccelli insettivori sono preziosi alleati nel frutteto: cince e pettirossi consumano grandi quantità di larve durante il periodo riproduttivo. Senza dimenticare i pipistrelli che contribuiscono invece al controllo delle farfalle notturne, catturandole in volo nelle ore serali. Installare casette per gli uccelli e i pipistrelli in giardino è una forma di prevenzione.

Come eliminare i Tortricidi in caso di invasione

Per le piante edibili dell’orto e del frutto il rimedio microbiologico più importante è il Bacillus thuringiensis var. kurstaki: si tratta di un batterio naturale molto efficace contro le giovani larve dei lepidotteri. Dopo l’ingestione il batterio produce tossine che bloccano l’alimentazione della larva portandola rapidamente alla morte. È particolarmente efficace contro la Tignola del Pomodoro, le larve di Nottuidi e la Carpocapsa del Melo. È sufficiente diluire il prodotto in acqua e nebulizzarlo su tutto il fogliame in modo uniforme. Non ha effetti contro le farfalle adulte, ma solo contro le larve. Più sono giovani e più è efficace, quindi iniziamo i trattamenti già dall’inizio della primavera e ripetiamoli se necessario.

L’Olio di Neem può contribuire a disturbare l’alimentazione e lo sviluppo larvale, soprattutto nelle infestazioni leggere.

Sulle piante ornamentali possiamo invece utilizzare i nuovi insetticidi anti-bruco a base di piretrine e Olio di Colza. Sono prodotti pronti all’uso e vanno nebulizzati bagnando accuratamente la superficie superiore e inferiore delle foglie. Se necessario, ripetiamo il trattamento ogni 7 giorni.