La Cyclanthera pedata, conosciuta anche come Caigua, Caihua, Achocha o Cetriolo andino, è una pianta orticola ancora poco diffusa in Italia ma estremamente interessante per gli appassionati di ortaggi insoliti. Produce frutti curiosi, commestibili e decorativi, ed è una pianta rampicante che cresce rapidamente: accanto ai frutti è anche una soluzione interessante per trasformare pergole e grigliati in “pareti verdi” ornamentali in poco tempo.
È originaria delle regioni montuose del sud America, in particolare di Perù, Bolivia, Ecuador e Colombia. Era già coltivata dalle civiltà precolombiane andine molto prima dell’arrivo degli europei: tracce storiche ci raccontano che gli Inca utilizzavano i suoi frutti giovani nella dieta quotidiana.
Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e nella forma e colore ricorda il “cugino” Cetriolo. È una pianta erbacea rampicante a rapido sviluppo vegetativo e viene coltivata come annuale per ottenere i suoi frutti. È caratterizzata da lunghi fusti rampicanti sottili ma vigorosi, capaci di superare anche i 4 metri di lunghezza durante il pieno sviluppo vegetativo. Le foglie sono grandi, palmate, profondamente lobate e di colore verde brillante. La pianta è dotata di viticci che le consentono di aggrapparsi facilmente a reti e graticci. La germinazione avviene generalmente tra marzo e aprile e la vegetazione rimane rigogliosa per tutta l’estata e gran parte dell’autunno se le temperature lo consentono. Nelle regioni calde del sud le piante resistono fino a dicembre.
I fiori compaiono da giugno a settembre e sono piccoli e di colore bianco-crema o giallo pallido. Come avviene su molte Cucurbitaceae, i fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta e l’impollinazione è favorita da api, bombi e altri insetti pronubi.
Da luglio e fino ai primi freddi autunnali i fiori si trasformano in frutti: hanno una forma allungata e ricurva, sono cavi all’interno ed esternamente hanno piccole spine morbide. Hanno semi neri all’interno e una polpa bianca che ricorda il sapore del Cetriolo e della Zucchina.




Cyclanthera pedata: temperature ed esposizione solare
Ama il caldo moderato e cresce al meglio con temperature comprese tra i 18°C e 28°C. Il caldo torrido, oltre i 38°C, può invece rallentare la crescita e interrompere la fioritura, specialmente se non viene irrigata generosamente. In caso di stress idrico, causato da siccità, la pianta può seccarsi completamente.
Odia il freddo e temperature inferiori ai 4°C causano gravi danni vegetativi.
Per produrre abbondantemente necessita di molte ore di sole diretto ogni giorno. Nelle regioni settentrionali coltiviamola in una posizione esposta ai raggi solari. Nelle aree meridionali, dove le estati possono superare i 40°C, è meglio optare per una zona leggermente ombreggiatura nelle ore più calde del pomeriggio.
La semina e il trapianto
Possiamo iniziare la coltivazione dai semi o dalle piantine già cresciute. La semina all’aperto si effettua generalmente tra aprile e maggio: la germinazione inizia quando le temperature raggiungono i 20°C.
Anche il trapianto nell’orto si esegue verso aprile e maggio, quando il pericolo delle gelate tardive è scongiurato. Nel sud possiamo anticipare, mentre nel nord e nelle zone montane è meglio aspettare qualche settimana in più.
Prima della semina e del trapianto, concimiamo il terreno con uno stallatico pellettato con un fertilizzante granulare per orto a lenta cessione. Predisponiamo subito dei sostegni robusti, poiché la crescita della pianta è molto veloce.
Manteniamo una distanza di circa 80/100 cm tra una pianta e l’altra.
È una pianta piuttosto esigente. Durante la stagione vegetativa ripetiamo la concimazione a lenta cessione all’inizio dell’estate.
Se coltiviamo la Caigua in vaso, usiamo un fertilizzante liquido consentito in agricoltura biologica, da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 15 giorni da maggio fino alla raccolta degli ultimi frutti.
L’irrigazione
La Cyclanthera pedata richiede irrigazioni regolari, soprattutto durante il periodo di crescita vegetativa e la produzione dei frutti.
Durante l’estate irrighiamo abbondantemente, aumentando la frequenza nei periodi molto caldi. In questa stagione è utile uno strato di pacciamatura ai piedi delle piante, per mantenere stabile l’umidità del suolo.
In primavera e in autunno evitiamo i ristagni che possono stimolare marciumi radicali e malattie fungine. Per la stressa ragione, in queste stagioni evitiamo di bagnare le foglie.
Quando si raccolgono i frutti
I frutti si raccolgono in estate quando sono ancora giovani e teneri, con una lunghezza di circa 5/10 cm, perché in questa fase risultano più gustosi e privi di semi duri. Una raccolta frequente stimola la produzione di nuovi frutti e prolunga la produttività della pianta. Se lasciamo i frutti per troppo tempo sulla pianta, i semi neri diventano più grandi e il frutto si rompe per disperdere i semi nell’ambiente.
Raccogliamo i frutti tagliando delicatamente il peduncolo con forbici pulite e affilate, oppure staccandoli manualmente senza danneggiare i fusti. Se lasciati maturare troppo, i frutti si svuotano internamente e i semi diventano neri, duri e poco gradevoli dal punto di vista culinario.
I frutti giovani possono essere consumati crudi, saltati in padella, ripieni oppure conservati sott’aceto.
In inverno eliminiamo completamente i residui secchi della pianta, soprattutto se si sono verificati problemi fitosanitari.
Come curare la Caigua
Come molte Cucurbitaceae, anche la Cyclanthera pedata può essere attaccata da diversi parassiti e patologie fungine. Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi, che colonizzano germogli e foglie succhiando la linfa e indebolendo la pianta. Anche gli Aleurodidi (mosche bianche) e gli Acari (ragnetti rossi) possono comparire durante le estati molto calde e asciutte.
Sia in fase preventiva, sia in presenza di infestazioni leggere, effettuiamo trattamenti periodici con il Sapone molle potassico e e l’Olio di Neem.
Anche le Lumache possono rappresentare un problema, poiché sono ghiotte delle piccole e giovani piantine, appena trapiantate o spuntate dopo la semina. Possiamo limitare il problema con un lumachicida a base di fosfato ferrico, indicato per un uso nell'orto.
Tra le malattie fungine le più frequenti ricordiamo l’Oidio (mal bianco), la Peronospora e i marciumi radicali. L’Oidio si manifesta con una patina biancastra sulle foglie, favorita da sbalzi termici e scarsa ventilazione. La Peronospora invece provoca macchie giallastre e necrosi fogliari in condizioni di elevata umidità.
Per prevenire le malattie fungine evitiamo i ristagni idrici, non bagniamo le foglie durante le irrigazioni e assicuriamo una buona aerazione, rispettando le adeguate distanze tra le piante. In via preventiva possiamo ricorrere a trattamenti periodici con un Estratto di Equiseto; contro le infezioni più aggressive affianchiamo trattamenti con Idrossicarbonato di Sodio.