Il Pomodoro Green Zebra è una varietà affascinante e poco diffusa negli orti italiani, ma che ha molti cultori attirati sia dal suo aspetto insolito sia dal sapore aromatico dolce e acidulo.

Nel corso dell’ultimo secolo i ricercatori hanno investito molto nel miglioramento genetico delle piante di Pomodoro e il Green Zebra è un ibrido selezionato fin dagli anni ’50 e presentato ufficialmente nel 1983 dall’orticoltore Tom Wagner. La prima caratteristica visibile è la buccia verde attraversata da striature gialle, simili al mantello di una zebra. Le varianti più recenti, come il Red Zebra, tendono a sostituire il rosso al giallo quando il frutto è maturo. Per sfruttare l’aspetto particolare e le sue proprietà organolettiche il Green Zebra viene spesso usato crudo in cucina, per la preparazione di insalate, carpacci o nelle bruschette. In modo che la buccia risulti ben visibile e contribuisca alla decorazione del piatto.

Il Pomodoro Green Zebra appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è una pianta erbacea annuale con ciclo vegetativo primaverile-estivo. Se sostenuta adeguatamente la pianta può superare i 150 cm in altezza e può quindi essere facilmente coltivata sia nell’orto sia in vaso sul terrazzo.

La fioritura avviene solitamente tra maggio e settembre, a seconda del periodo di semina e delle condizioni climatiche. I fiori sono gialli, tipici delle Solanaceae, e riuniti in grappoli. In condizioni favorevoli, la pianta può continuare a fiorire anche fino a fine estate, garantendo una produzione scalare.

Dove coltivare il Pomodoro Green Zebra

Un po’ come tutte le piante di Pomodoro, anche il Green Zebra germoglia in climi miti, con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C.

Sotto i 10°C la crescita della pianta si arresta e oltre i 40°C può andare incontro a stress termico e disseccamenti se non adeguatamente irrigata.

Trattandosi di una Solanacea richiede molte ore di sole per fiorire e fruttificare generosamente. Scegliamo quindi una posizione esposta ai raggi solari per gran parte del giorno.

Come seminare il Pomodoro Green Zebra

Gli appassionati generalmente affrontano una semina protetta già a febbraio e marzo. Si tratta di effettuare la semina in appositi alveoli da conservare in una serra calda posta in una stanza riscaldata (20/24°C) possibilmente vicino a davanzali luminosi. I semi germinano dopo circa 7-10 giorni e lentamente si sviluppano le giovani piantine.

Queste ultime vanno trapiantate nell’orto o nei vasi tra aprile e maggio, quando le temperature superano stabilmente i 15°C e il rischio di gelate è completamente scongiurato.

Prima del trapianto nell’orto, dovremo lavorare il terreno per renderlo soffice e omogeneo. Con una zappa rompiamo le zolle più coriacee, togliamo sassi e residui di altre piante e livelliamo il terreno con il rastrello. In questa fase integriamo nel terreno una dose di concime organico, come lo Stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione per piante da orto. Si tratta di una pianta molto esigente ed è consigliabile ripetere questa operazione dopo circa tre mesi, per sostenere la pianta durante il periodo di fioritura e maturazione dei frutti.

Per il trapianto in vaso usiamo un terriccio biologico specifico per ortaggi che contiene già gli elementi nutritivi per le prime settimane. In seguito sosteniamo la crescita della pianta con un concime liquido per ortaggi consentito in agricoltura biologica da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 15 giorni, dal trapianto fino alla raccolta.

Per prevenire il fenomeno dei marciumi apicali, cioè i frutti con il fondo nero, è bene affiancare un integratore a base di Calcio chelato.

Quando trapiantiamo i Pomodori nell’orto o nei vasi, inseriamo sempre nel terreno un tutore o un sostegno su cui la pianta possa svilupparsi. Non essendo una pianta rampicante, periodicamente dovremo fissare i rami con dei legacci. Manteniamo una distanza di almeno 40/50 cm tra ogni piantina, per assicurare lo spazio necessario al loro sviluppo e la necessaria aerazione tra il fogliame, utile per prevenire le malattie fungine. Se le piante sono troppo vicine, l’aria non circolano e aumenta il tasso di umidità sulla superficie fogliare: una condizione che, specialmente in primavera, può stimolare lo sviluppo di spore.

Come irrigare il Green Zebra

Le giovani piantine richiedono interventi costanti per mantenere il terreno sempre umido. In seguito l’irrigazione dovrà essere regolare ma non eccessiva. Il terreno deve mantenersi costantemente umido, evitando ristagni idrici che favoriscono marciumi radicali.

In estate dovremo irrigare quotidianamente, specialmente se coltiviamo le piante in vaso.

È preferibile irrigare al mattino presto, evitando di bagnare le foglie per ridurre il rischio di malattie fungine.

La potatura

Un po’ facciamo per tutte le piante di Pomodoro, anche il Green Zebra trae giovamento dalla rimozione dei germogli ascellari, che si sviluppano tra il fusto e le foglie, detta “sfemminellatura”. Se effettuata regolarmente durante tutta la stagione vegetativa, favoriremo la concentrazione delle energie sulla produzione dei frutti.

Eliminiamo periodicamente anche le foglie basali ingiallite: miglioreremo la circolazione dell’aria e limiteremo l’insorgere di malattie fungine.

Verso la fine della stagione vegetativa, possiamo cimare l’apice della pianta per bloccare la crescita e favorire la maturazione dei frutti già presenti.

I nemici naturali

Il Green Zebra è soggetto agli stessi problemi delle altre varietà di Pomodoro. Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi e la Tignola del Pomodoro (Tuta absoluta), particolarmente dannosa perché scava gallerie nei tessuti vegetali. Anche le Mosche bianche (Aleurodidi) possono rappresentare un problema così come le Cimici. Ogni parassita va eliminato utilizzando dei prodotti specifici per il tipo di insetto, ma sono sempre consigliabili trattamenti preventivi - fogliari e nel terreno - con prodotti a base di Neem (polvere, olio e pellet) e trattamenti fogliari periodici con Sapone molle. Anche le trappole adesive sono utili sia per catturare gli insetti sia per monitorare con tempestività l’arrivo dei parassiti.

Tra le malattie fungine, la Peronospora è una delle più temute, favorita da elevata umidità e temperature moderate. Il Mal bianco (Oidio) può comparire in condizioni di scarsa ventilazione. Per controllare e prevenire le malattie fungine è utile l’uso di prodotti naturali come la Zeolite e l’Idrossicarbonato di Sodio. Allo stesso modo dovremo rispettare alcune pratiche agronomiche: come la rotazione delle colture, il distanziamento adeguato tra le piante, l’irrigazione mirata al terreno e non sulle foglie e la rimozione di eventuali parti infette.