Eliminare gli Elateridi tempestivamente è molto importante poiché sono i parassiti terricoli più insidiosi per gli orti e i giovani frutteti. Le loro larve, sottili, dure e di colore giallo-brunastro, scavano nel terreno nutrendosi di radici, tuberi e colletto delle piante, provocando marciumi, deperimento e talvolta la morte delle colture. Il danno è spesso subdolo poiché non è visibile dall’esterno: la pianta deperisce e appassisce improvvisamente e, quando ci accorgiamo della presenza degli Elateridi, il sistema radicale è già compromesso.

Gli Elateridi, comunemente chiamati Ferretti, sono coleotteri appartenenti alla famiglia degli Elateridae e sono diffusi in tutta Italia, dalla pianura Padana fino alle aree collinari e appenniniche. Le specie più dannose includono Agriotes lineatus, Agriotes obscurus e Agriotes sputator, particolarmente presenti nei terreni ricchi di sostanza organica e nei suoli precedentemente occupati da prati stabili.

Sono parassiti polifagi, ciò significa che attaccano numerose specie di colture orticole e frutticole. Nell’orto compiscono in particolare le Patate, le Carote, le Cipolle, le Lattughe, i Pomodori, i Peperoni e i Fagioli, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Nei frutteti danneggiano soprattutto le giovani piantine, in particolare Meli, Peri, Peschi e Kiwi.

eliminare gli Elateridieliminare gli Elateridi
eliminare gli Elateridieliminare gli Elateridi

Per eliminare gli Elateridi impariamo a riconoscerli

Gli Elateridi adulti sono piccoli coleotteri di forma allungata e di colore nero o scuro. Compaiono in primavera e dopo l’accoppiamento le femmine depongono le uova nel terreno, preferibilmente in suoli umidi, ricchi di vegetazione spontanea o colture erbacee.

Dopo 2/4 settimane a seconda del clima, dalle uova fuoriescono le larve, caratterizzate da un corpo cilindrico, coriaceo e segmentato. La fase larvale è la più lunga e dannosa: può durare da 2 a 5 anni, durante i quali le larve si nutrono di radici, semi germinanti e organi sotterranei. Con l’arrivo dell’inverno, le larve si nascondono nel sottosuolo per sfuggire al gelo, rallentando fortemente il metabolismo. Quando raggiungono la maturità, si impupano nel terreno e danno origine agli adulti nella primavera successiva, completando il ciclo.

Lo sviluppo ottimale delle larve avviene con temperature comprese tra i 10°C e i 25°C, con massima attività intorno ai 18/22°C. Al di sopra dei 30°C l’attività diminuisce sensibilmente e temperature prolungate superiori ai 35°C possono risultare letali, soprattutto negli strati superficiali del suolo asciutto. Sopportano bene il freddo fino a circa –5°C se protette in profondità; temperature inferiori a –10°C protratte nel tempo possono causare mortalità significativa.

Le tecniche di prevenzione

Vista la difficoltà di rilevare rapidamente la loro presenza, le attività di prevenzione sono fondamentali.

Prima di impiantare un orto o un frutteto, valutiamo la storia del suolo ed effettuiamo una profonda lavorazione del terreno estiva: l’obiettivo è di esporre le larve al sole e ai predatori naturali per ridurne la numerosità.

Anche la rotazione colturale nell’orto è essenziale: in particolare evitiamo di seminare colture sensibili per più anni consecutivi nello stesso appezzamento.

Controllare un buon drenaggio del terreno è altrettanto importante: gli Elateridi prediligono infatti suoli molto umidi per la deposizione delle uova. Un buon drenaggio dell’acqua e un tasso di umidità contenuto ne riduce la presenza.

Gli Elateridi hanno anche numerosi nemici naturali, ghiotti delle loro larve, però non sempre facili da attirare. Uccelli insettivori come Merli e Storni, le Galline ruspanti, ma anche Talpe e Ricci si nutrono sia delle uova sia delle giovani larve.

Infine possiamo ricorrere a una pratica agronomica antica basata su trappole-esca: qualche settimana prima della semina, interriamo nell’orto dei pezzi di Patata. Attireranno le larve eventualmente presenti e le potremo eliminare facilmente, prima di seminare.

Come eliminare gli Elateridi

Tra le soluzioni biologiche possiamo ricorrere a un ammendante vegetale addizionato con micorrize e batteri della rizosfera. Si tratta di micro-granuli da interrare nel sottosuolo dell’orto prima della semina. Le micorrize aumentano il numero radici e garantiscono una maggior crescita e sviluppo, incrementando l’assorbimento di nutrienti e dei minerali. I batteri della rizosfera stimolano l’accrescimento radicale e aumentano la produttività della pianta attraverso l’inibizione dell’attività di microrganismi deleteri. In questo modo favoriscono lo sviluppo delle piante che potranno sopportare meglio gli stress biotici come quelli causati da parassiti come gli Elateridi.

Anche gli ammendanti a base di Neem in granuli, se interrati nel sottosuolo prima della semina, contribuiscono a limitare l’azione dannosa di molti insetti del terreno. I granuli di sciolgono lentamente nel terreno, liberando dei composti (limonoidi) che rendono meno attrattivo e inospitale il suolo agli insetti che lo vogliono colonizzare. Di conseguenza anche le piante coltivate sono meno soggette ai loro attacchi. Può essere inoltre assorbito dalle giovani piante che diventano meno appetite dai parassiti.

In estate possiamo ricorrere alla solarizzazione: si tratta di una tecnica agronomica che consistente nel coprire il terreno umido in estate con un film plastico trasparente per 4/6 settimane. In questo modo aumenta la temperatura superficiale fino a livelli letali per le uova e le giovani larve.

Gli hobbisti dotati di “patentino fitosanitario” possono ricorrere ai geo-insetticidi a base di lambda-cyalotrina, un principio attivo altamente efficacie contro gli insetti terricoli e gli Elateridi. Si usano all’atto della semina o del trapianto e consentono una protezione elevata e duratura.

  1. Ercole
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