La gestione di un orto a luglio merita qualche attenzione poiché rappresenta uno dei mesi più intensi dell'anno. Le giornate sono lunghe, l'irraggiamento solare raggiunge valori elevati e le temperature, soprattutto nelle ore centrali della giornata, possono superare facilmente i 35°C in molte aree del nostro Paese. In queste condizioni le piante orticole crescono rapidamente, maturano i frutti e consumano grandi quantità di acqua e nutrienti, ma contemporaneamente aumentano anche lo stress termico, la traspirazione e il rischio di squilibri fisiologici.
Dal punto di vista agronomico, luglio è il mese in cui convivono raccolte abbondanti, nuove semine destinate all'autunno e numerosi interventi di manutenzione. Dovremo monitorare quotidianamente lo stato delle colture per poter intervenire tempestivamente sia contro le erbe infestanti sia contro le malattie fungine e i parassiti. La pressione esercitata da insetti e patogeni cambia rispetto alla primavera: alcune malattie fungine diminuiscono grazie al clima secco, mentre altre possono svilupparsi rapidamente dopo temporali estivi o irrigazioni non corrette. Parallelamente aumentano numerosi insetti fitofagi, che trovano nelle alte temperature le condizioni ideali per moltiplicarsi.
La problematica più evidente è rappresentata dalla siccità. Le elevate temperature aumentano notevolmente l'evapotraspirazione e rendono indispensabili irrigazioni frequenti e ben programmate. Lo stress termico può compromettere l'allegagione di Pomodori, Peperoni e Melanzane. Quando le temperature superano stabilmente i 35°C, il polline perde vitalità e molti fiori abortiscono. Anche le scottature solari costituiscono un problema frequente. Frutti improvvisamente esposti al sole diretto possono sviluppare ampie aree necrotiche biancastre che compromettono la qualità commerciale.
Quello di eliminare le Nottue dalle piante dell’orto è un problema comune a molti orticoltori hobbistici. Si tratta di lepidotteri notturni, quindi farfalle, appartenenti alla grande famiglia dei Nottuidi: da adulte sono innocue, ma allo stadio larvale sono tra i fitofagi più dannosi per le colture orticole.
Con il termine Nottuefacciamo riferimento a migliaia di specie diverse di falene notturne, molte delle quali hanno abitudini alimentari molto specifiche, cioè preferiscono alcune colture. Tra le più note ricordiamo la Nottua del Cavolo (Mamestra brassicae), la Nottua del Pomodoro (Helicoverpa armigera) o la Nottua dei seminati (Agrotis ipsilon).
La loro diffusione è ampia perché il gruppo è estremamente diversificato e adattabile. Ogni specie può specializzarsi su colture differenti, ma nel complesso queste larve risultano molto polifaghe, cioè capaci di nutrirsi di molte piante ospiti.
Eliminare le Nottue: impariamo a conoscerle
Il ciclo di vita delle Nottue inizia con la deposizione delle uova da parte delle femmine adulte, che le collocano generalmente sul terreno o alla base delle piante. Dopo pochi giorni, variabili in base alla temperatura, emergono le larve. È proprio in questa fase che il danno diventa evidente, perchè le larve sono voraci e iniziano immediatamente a nutrirsi dei tessuti vegetali. Alcune specie recidono le giovani piantine al colletto, altre scavano gallerie nei frutti, come accade frequentemente nel Pomodoro.
Quando la larva sarà cresciuta a sufficienza, torna in terreno per impuparsi e iniziare la trasformazione in lepidotteri adulti. Generalmente dopo 1/3, a seconda della specie...
I Crisomelidi defogliatori rappresentano uno dei gruppi di insetti fitofagi più dannosi per gli orti, i giardini e i frutteti. Sia gli insetti adulti sia le larve si nutrono dei tessuti vegetali, provocando erosioni fogliari, scheletrizzazioni e, nei casi più gravi, una significativa riduzione della capacità fotosintetica delle piante.
Quando le infestazioni sono numerose, questi coleotteri possono compromettere la crescita delle colture ornamentali e produttive, indebolire giovani piante e ridurre la qualità estetica del giardino. Il danno non è soltanto estetico: una pianta fortemente defogliata diventa più vulnerabile a stress ambientali, malattie fungine e attacchi di altri parassiti.
I Crisomelidi (Chrysomelidae) sono una famiglia di insetti dell’ordine dei Coleotteri e comprende migliaia di specie, molte delle quali perfettamente adattate ai climi italiani e presenti sia negli ecosistemi naturali sia negli ambienti coltivati. Sono diffusi un po’ in tutta Italia: dalle regioni alpine fino alle aree costiere mediterranee. Fanno parte della grande famiglia dei Crisomelidi...
Eliminare gli Elateridi tempestivamente è molto importante poiché sono i parassiti terricoli più insidiosi per gli orti e i giovani frutteti. Le loro larve, sottili, dure e di colore giallo-brunastro, scavano nel terreno nutrendosi di radici, tuberi e colletto delle piante, provocando marciumi, deperimento e talvolta la morte delle colture. Il danno è spesso subdolo poiché non è visibile dall’esterno: la pianta deperisce e appassisce improvvisamente e, quando ci accorgiamo della presenza degli Elateridi, il sistema radicale è già compromesso.
Gli Elateridi, comunemente chiamati Ferretti, sono coleotteri appartenenti alla famiglia degli Elateridae e sono diffusi in tutta Italia, dalla pianura Padana fino alle aree collinari e appenniniche. Le specie più dannose includono Agriotes lineatus, Agriotes obscurus e Agriotes sputator, particolarmente presenti nei terreni ricchi di sostanza organica e nei suoli precedentemente occupati da prati stabili.
Sono parassiti polifagi, ciò significa che attaccano numerose specie di colture orticole e frutticole. Nell’orto compiscono in particolare le Patate, le Carote, le Cipolle, le Lattughe, i Pomodori, i Peperoni e i Fagioli, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Nei frutteti danneggiano soprattutto le giovani piantine, in particolare Meli, Peri, Peschi e Kiwi.
Saper riconoscere ed eliminare la Alternaria in modo tempestivo è molto importante per evitare la sua diffusione e il contagio di altre colture. Provoca infatti maculature fogliari, marciumi e disseccamenti che, se trascurati, possono compromettere interi raccolti e indebolire gravemente le piante ornamentali.
In Italia è presente in tutte le regioni, dal nord al sud, favorita dal clima temperato e dalla frequente alternanza di periodi umidi e caldi. È particolarmente diffusa negli orti familiari, stimolata dal mancato rispetto delle rotazioni colturali e da irrigazioni sul fogliame che creano le condizioni ideali per il suo sviluppo. Nelle aree costiere e nelle pianure umide, così come nelle zone collinari soggette a forti escursioni termiche, la pressione della malattia può essere elevata per gran parte dell’anno vegetativo. Negli ultimi anni l’aumento degli eventi meteorologici estremi, come le piogge improvvise seguite da ondate di calore, ha contribuito a creare le condizioni ideali per infezioni ripetute durante la stagione vegetativa.
Come eliminare la Alternaria: impariamo a riconoscerla
Coltivare i Peperoni in vaso sul terrazzo è facile e ci permette di ottenere ortaggi freschi e saporiti con una pianta che ha tante qualità anche decorative. I Peperoni si adattano bene alla coltivazione in vaso e possiamo coltivare facilmente anche sui terrazzi delle grandi città.
I Peperoni (Capsicum annuum) sono originarie delle Americhe, quindi erano sconosciuti agli antichi romani e greci e sono arrivati in Europa solo nel 1493. Oggi i “frutti in scatola” (Capsicum deriva dal latino capsa che significa scatola) fanno parte a pieno titolo della cucina italiana e sono protagonisti di molte ricette tradizionali. Peperoneè un termine popolare utilizzato in Italia e deriva dal sapore piccante simile al Pepe (Piper nigrum); ma non c’è alcuna parentela fra queste due piante.
I marciumi apicali dei Pomodori e dei Peperoni sono un inconveniente frequente nei nostri orti. Durante lo sviluppo dei frutti il loro apice inizia diventare opaco, per poi assumere un colore bruno fino a diventare nero. Non è solo una questione estetica: il marciume apicale rende immangiabile non solo la parte danneggiata ma tutto il frutto.
È interessante sapere che non si tratta di una malattia fungina o di un parassita, ma di un nostro errore di coltivazione. Quindi, una volta capito il “trucco”, possiamo dire addio a questo fastidioso problema.
Marciumi apicali dei Pomodori e dei Peperoni: cosa li provoca?
Macchie scure su Pomodori e Peperoni possono essere causate anche da ferite causate dalla grandine, da insetti nel terreno o da malattie fungine. Ma la tipica formazione nerastra in prossimità dell’apice dei frutti è spesso causata dalla mancanza di Calcio (Ca).
La carenza di Calcio nel suolo può essere causata da una effettiva assenza di questo nutrimento nel terreno, ma anche da un’irrigazione insufficiente. Quando...
La rotazione delle colture rappresenta una delle pratiche agronomiche fondamentali per mantenere la fertilità del suolo, prevenire l’accumulo di parassiti e spore fungine e ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti.
Alcune piante infatti tendono a “consumare” maggiormente alcuni nutrienti, impoverendo il suolo col passare del tempo. Inoltre alcuni parassiti e malattie fungine prediligono alcune colture, come per esempio la Mosca della Cipolla o la Dorifora della Patata. In inverno le uova e le spore rimangono dormienti nel terreno, pronte ad attaccare le giovani piantine in primavera: coltivando gli ortaggi sempre nello stesso posto stimoliamo lo sviluppo di parassiti.
La rotazione delle colture prevede invece l’avvicendamento di piante di famiglia botanica differenti nello stesso appezzamento.
Come effettuare la rotazione delle colture nell’orto
Una corretta rotazione prevede la suddivisione degli ortaggi in gruppi omogenei per esigenze nutritive e famiglia botanica. Possiamo distinguere le colture in molto esigenti, mediamente esigenti e poco esigenti. Le piante molto esigenti richiedono suoli ricchi di sostanza organica e includono i Pomodori, Cavoli, Melanzane, Peperoni e Finocchi. Le piante mediamente esigenti comprendono Carote, Cipolle, Porri e Barbabietole, mentre tra le poco esigenti troviamo Lattughe, Ravanelli, Spinaci e Valerianella.
Un esempio di rotazione su quattro anni potrebbe seguire questo schema:
1° Anno: colture molto esigenti, per esempio i Pomodori
2° Anno: colture mediamente esigenti, per esempio le Carote
3° Anno: colture poco esigenti, per esempio gli Spinaci
4° Anno: leguminose miglioratrici (Fagioli o Piselli), seguite da una concimazione organica
Le piante leguminose svolgono una funzione strategica nella rotazione delle colture. Grazie alla simbiosi con alcuni batteri, hanno infatti la capacità di fissare l’Azoto atmosferico nel terreno. In pratica legumi come Piselli, Fagioli, Fave o Lenticchie arricchiscono il terreno di Azoto, rendendolo più fertile per le colture che seguiranno.
Nei cicli di 4 o 5 anni della rotazione colturale, possiamo usare le leguminose come colture miglioratrici, nell’anno precedente alla coltivazione di piante che richiedono elevate quantità di Azoto...
L’uso di oli bianchi minerali in un orto e nel frutteto è consentito in agricoltura biologica e rappresenta un valido strumento per limitare la presenza di Cocciniglie, Psille, Afidi, Metcalfa, Eriofidi e Acari.
Le recenti limitazioni nell’acquisto e uso di fitofarmaci, obbliga gli hobbisti a dirigersi verso soluzioni più sostenibili per l’ambiente e già sperimentate con successo nell’agricoltura biologica professionale. È il caso degli oli bianchi minerali, particolarmente utili per il controllo di parassiti su diversi tipi di colture: da quelle orticole fino agli alberi da frutto.
Gli oli bianchi minerali di alta qualità e di ultima generazione sono altamente selettivi e vengono considerati “oli quattro stagioni”, poiché possono essere utilizzati durante tutto il ciclo vegetativo, anche in periodi normalmente non adatti all’uso degli oli minerali.
Oli bianchi minerali in un orto e nel frutteto: come agiscono
L’olio, opportunamente diluito e nebulizzato sul fogliame, crea una patina biancastra, inadatta all’ovideposizione...