Saper riconoscere ed eliminare la Alternaria in modo tempestivo è molto importante per evitare la sua diffusione e il contagio di altre colture. Provoca infatti maculature fogliari, marciumi e disseccamenti che, se trascurati, possono compromettere interi raccolti e indebolire gravemente le piante ornamentali.

In Italia è presente in tutte le regioni, dal nord al sud, favorita dal clima temperato e dalla frequente alternanza di periodi umidi e caldi. È particolarmente diffusa negli orti familiari, stimolata dal mancato rispetto delle rotazioni colturali e da irrigazioni sul fogliame che creano le condizioni ideali per il suo sviluppo. Nelle aree costiere e nelle pianure umide, così come nelle zone collinari soggette a forti escursioni termiche, la pressione della malattia può essere elevata per gran parte dell’anno vegetativo. Negli ultimi anni l’aumento degli eventi meteorologici estremi, come le piogge improvvise seguite da ondate di calore, ha contribuito a creare le condizioni ideali per infezioni ripetute durante la stagione vegetativa.

Come eliminare la Alternaria: impariamo a riconoscerla

In inverno le spore dell’Alternaria svernano sui residui vegetali infettati e nel terreno. Con l’arrivo del caldo primaverile, quando le temperature superano stabilmente i 10°C, e in presenza di un tasso di umidità elevato provocato dalle piogge, il fungo produce conidi che vengono dispersi dal vento.

Quando le spore raggiungono le foglie, bagnate dalla pioggia o dalla nostra irrigazione, tendono a germinare e a penetrare nei tessuti attraverso gli stomi o le eventuali micro-ferite. L’infezione si manifesta inizialmente con piccole macchie necrotiche che si espandono rapidamente. Durante l’estate, in condizioni favorevoli, il ciclo può ripetersi più volte, generando infezioni secondarie continue.

L’Alternaria si sviluppa in un intervallo termico compreso tra i 10°C e 32°C, in particolare tra i 18°C e i 25°C. In presenza di elevata umidità e temperature comprese tra 20°C e 24°C, il ciclo infettivo può completarsi in pochi giorni. Oltre i 35°C, specialmente in condizioni di bassa umidità, l’attività del fungo si riduce drasticamente fino quasi a scomparire.

Con l’arrivo dell’autunno e delle prime gelate, l’attività vegetativa delle piante rallenta e il fungo si prepara alla fase di svernamento. Le spore resistono sulle foglie cadute e sui residui colturali fino alla stagione successiva, pronte a riattivarsi al ritorno delle condizioni miti. Temperature inferiori a -5°C non eliminano completamente le spore, ma gelate prolungate sotto i -15°C possono ridurre significativamente la vitalità del micelio esposto nei residui vegetali.

Le piante maggiormente colpite

L’Alternaria è un patogeno polifago, capace di colpire numerose specie orticole e ornamentali.

Nell’orto attacca frequentemente i Pomodori, le Patate, le Melanzane, i Peperoni, i Cavoli, le Carote e le Cipolle. In particolare, la maculatura fogliare del Pomodoro può portare a una defogliazione precoce e alla riduzione drastica della produzione.

Nel frutteto può colpire più facilmente i Meli, i Peri, gli Agrumi e le Drupacee come Peschi e Albicocchi. Nei Meli, alcune forme di Alternaria causano macchie necrotiche sui frutti, rendendoli immangiabili o inadatti alla conservazione. Gli Agrumi possono sviluppare maculature su foglie e frutti giovani, con la loro caduta precoce.

Anche le piante ornamentali non si salvano: Rose, Gerani, Zinnie e molte perenni erbacee possono essere colpite da questa malattia fungina. Le macchie scure concentriche sulle foglie riducono la capacità fotosintetica e compromettono l’aspetto estetico delle aiuole.

Le tecniche di prevenzione dell’Alternaria

Alcune tecniche colturali ci permetto di prevenire il problema dell’Alternaria e di molte altre malattie fungine.

Come abbiamo visto le spore svernano nei residui vegetali sul terreno. In inverno teniamo pulito il giardino e l’orto e rimuoviamo tutti i residui potenzialmente infettati, come foglie secche, frutti marci o rami. In questo modo ridurremo la presenza di inoculi svernanti.

Nell’orto la rotazione delle colture è una strategia utile per evitare il proliferare delle spore svernanti. Evitiamo quindi di coltivare le Solanacee o altre specie sensibili all’Alternaria nello stesso appezzamento ogni anno. Rispettiamo una rotazione di almeno 4 anni.

Quando irrighiamo, bagniamo soltanto il terreno e non il fogliame, per esempio sfruttando l’irrigazione a goccia. In questo modo ridurremo il tasso di umidità sulla superficie delle foglie e limiteremo la proliferazione delle spore fungine.

Sempre per ridurre il tasso di umidità ambientale, è bene assicurare la giusta areazione e circolazione dell’aria tra le piante. Rispettiamo le distanze tra ogni coltura ed evitiamo di ammassare le piante.

Come eliminare la Alternaria

In agricoltura biologica la difesa contro l’Alternaria si basa su trattamenti preventivi e per il rafforzamento delle difese naturali delle piante.

Il Chitosano è un elicitore di origine naturale che ha la capacità di aumentare la resistenza delle piante contro diversi funghi e batteri patogeni. L'induzione di resistenza porta anche ad avere una crescita ottimale e una miglior vitalità e resa delle piante. In modo particolare il prodotto attiva le difese delle piante verso Oidio, Ruggine, Alternaria, Fusariosi e il Dollar Spot una malattia che degrada i tappeti erbosi. Si può applicare ogni 15 giorni (per un massimo 8 interventi) per garantire piante sane.

Anche gli Estratti di Equiseto hanno una spiccata azione di lotta contro l’Alternaria. Sono ricci di Silice, una sostanza che rafforza i tessuti delle piante e le rende meno soggette alle principali malattie fungine, come la Bolla, l’Oidio, la Peronospora e l’Alternaria.

Un’altra soluzione di origine naturale è l’Idrogeno Carbonato di Sodio: agisce per contatto si applica direttamente sulle parti colpite dalla malattie. Innalzando il pH sulla superficie fogliare, fa collassare le pareti delle cellule fungine e disidrata le spore.