La Liquidambar styraciflua, nota come Albero dello Storace, è una delle piante ornamentali più spettacolari che possano coltivare nel nostro giardino. Le sue foglie cambiano colore in ogni stagione e dal verde intenso in autunno virano verso tonalità gialle, arancioni, rosse e violacee.
È originaria dell’America, appartiene alla famiglia delle Hamamelidaceae ed è un albero deciduo che può raggiungere nei nostri giardini un’altezza di circa 20 metri. Il tronco è eretto e la chioma ha una forma piramidale, mentre le foglie sono palmate e divise in 5/7 lobi appuntiti che ricordano quelle degli Aceri. Se strofinate emettono un profumo gradevole.
La corteccia è di colore bruno-rossiccia e col passare degli anni tende a creare fessure profonde.
In primavera, tra marzo e maggio, insieme alle nuove foglie produce delle infiorescenze gialle che in seguito si trasformano in frutti spinosi tondeggianti, che contengono i semi alati e permangono sulla pianta anche durante l'inverno.
Il meglio di sé lo offre in autunno, con la colorazione cangiante delle foglie prima della caduta, tra ottobre e dicembre a seconda del clima.






Liquidambar styraciflua: temperatura ed esposizione solare
Il Liquidambar vegeta al meglio con temperature comprese tra i 15°C e i 28°C.
Gli esemplari adulti mostrano un'eccellente resistenza al freddo e possono tollerare il gelo fino a -25°C senza particolari danni. Nei primi anni dopo il trapianto proteggiamo il colletto con uno spesso strato di pacciamatura composta da foglie secche, corteccia o compost. In questo modo ridurremo gli sbalzi termici e proteggeremo le giovani radici. Nelle zone montane, caratterizzate da gelate persistenti, proteggiamo il tronco delle piante più giovani con materiali traspiranti.
Teme invece il caldo intenso, oltre i 40°C, specialmente se accompagnato da siccità prolungata. Oltre i 45°C e in presenza di terreni asciutti, possono verificarsi gravi danni fisiologici, in particolare sulle piante più giovani.
Nel nostro giardino scegliamo una posizione soleggiata; soltanto nelle zone del sud Italia particolarmente calde è utili una leggera ombreggiatura nelle ore più calde della giornata. Dovremo comunque scegliere una posizione che permetta, nel corso dei decenni, il corretto sviluppo in altezza e in larghezza della pianta.
Il trapianto
Il trapianto si effettua in autunno, verso ottobre, o all’inizio della primavera in marzo.
Scaviamo una buca con dimensioni doppie rispetto alla grandezza del vaso in cui è contenuta la giovane pianta e incorporiamo nel suolo una dose di concime organico, come lo Stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare lenta cessione. Questo tipo di concimazione andrà ripetuta ogni anno, all’inizio dell’autunno e della primavera, interrando leggermente i concimi ai piedi della pianta. In terreni fortemente calcarei può manifestarsi una fisiopatia chiamata clorosi. È determinata dalla mancanza di Ferro e si manifesta con ingiallimenti fogliari e crescita stentata. Per prevenire questo problema forniamo alla pianta un integratore con Ferro chelato all’inizio della primavera e dell’autunno.
Al termine del trapianto, pressiamo leggermente il terreno e irrighiamo abbondantemente per stimolare l’attecchimento delle radici con il suolo.
L’irrigazione
Nei primi quattro anni dopo il trapianto dovremo irrigare periodicamente il Liquidambar, per mantenere il terreno costantemente fresco, senza ristagni idrici. In estate evitiamo irrigazioni troppo frequenti: meglio bagnare abbondantemente e in profondità per stimolare lo sviluppo di un apparato radicale robusto.
Una volta stabilizzate, le piante adulte tollerano discretamente brevi periodi di siccità e sono quasi autosufficienti, accontentandosi delle piogge e dell’umidità che le radici trovano in profondità nel suolo. Dovremo intervenire soltanto in estate o in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni.
Uno strato di pacciamatura organica ai piedi della pianta, specialmente quelle più giovani, contribuisce a conservare l'umidità del terreno.
La potatura
Il Liquidambar richiede pochissimi interventi di potatura. Le operazioni si effettuano all’inizio della primavera, tra febbraio e marzo, prima della ripresa vegetativa. L'obiettivo principale consiste nell'eliminare i rami secchi, danneggiati o malati. Negli alberi adulti è consigliabile limitarsi alla manutenzione ordinaria, evitando tagli drastici che potrebbero compromettere l'architettura naturale della chioma e favorire l'insorgenza di malattie.
Nei giovani esemplari può essere utile una leggera potatura di formazione per favorire lo sviluppo di un asse centrale ben definito e di una struttura equilibrata.
Le ferite di grandi dimensioni devono essere ridotte al minimo, poiché la specie cicatrizza lentamente rispetto ad altri alberi ornamentali. Usiamo sempre degli strumenti da taglio ben affilati e disinfettati e trattiamo le ferite con un mastice cicatrizzante. I rami più piccoli possono essere protetti con la Propoli, un disinfettante naturale.
Come curare il Liquidambar
Pur essendo considerato un albero piuttosto robusto, il Liquidambar può essere occasionalmente attaccato da alcuni organismi nocivi.
Gli Afidi possono colonizzare i giovani germogli causando deformazioni fogliari e produzione di melata. In caso di infestazioni leggere possiamo intervenire con trattamenti periodici con un Sapone molle potassico.
Le Cocciniglie possono comparire su rami e tronco, soprattutto in condizioni di scarsa aerazione della chioma. Trattamenti a base di Caolino durante il riposo vegetativo risultano generalmente efficaci. In presenza degli insetti interveniamo con un anti-cocciniglia a base di Olio di Colza.
Tra le malattie fungine si possono verificare maculature fogliari causate da diversi funghi, favorite da un’elevata umidità atmosferica e scarsa circolazione d'aria. Anche l’Oidio (mal bianco) può comparire occasionalmente sulle foglie giovani, formando una patina biancastra superficiale. Trattamenti periodici con Idrossicarbonato di sodio sono utili per prevenire e contenerne la diffusione.