Coltivare il Crescione è davvero molto facile, poiché si tratta di una pianta che cresce davvero molto velocemente. Il Crescione (Lepidium sativum) non è un ortaggio ma rientra nelle piante aromatiche. È una pianta annuale erbacea appartenente alla famiglia delle Crucifere. Produce foglie ovali ed è caratterizzata da una crescita rapida.
Se lasciato crescere produce anche dei fiorellini candidi in estate. Ma se vogliamo utilizzare le sue foglie in cucina, dal sapore acidulo e piccante, dovremo effettuare la raccolta delle piante in concomitanza con la fioritura prima che il sapore delle foglie diventi troppo acido. Programmando la semina possiamo ottenere raccolti da aprile a settembre.
Usare un estratto di Equiseto in giardino in modo regolare ci permette di proteggere preventivamente le piante dell’orto dallo sviluppo di malattie fungine. La “lotta integrata biologica” è composta dall’unione di tante soluzioni e tecniche agronomiche, che insieme concorrono a difendere le colture. L’estratto di Equiseto tra le sostanze di base è sicuramente una delle più interessanti.
Perché usare un estratto di Equiseto: un fertilizzante naturale con azione fungicida
L’estratto di Equiseto viene ricavato dalla lavorazione dell’Equisetum arvense, una pianta erbacea perenne tra le più antiche, visto abbiamo ritrovato fossili che risalgono a più di 300 milioni di anni fa. È stata la prima sostanza di base riconosciuta e rientra nel Regolamento della Comunità Europea nr 1107/2009. Per sostanze di base si intendono tutte le sostanze naturali utili alla salute della pianta ma che non svolgono un’azione direttamente fitosanitaria. Per la legge non possono essere quindi chiamati “fungicidi” o “insetticidi”, pur aiutando le piante a limitare l’aggressione degli insetti e delle spore. Sono sostanze naturale di origine vegetale, come l’estratto di Ortica(Urtica) che svolge un’azione urticante contro gli insetti pungitori-succhiatori (come Afidi, Acari, Cocciniglie, ecc.), la Lecitina di Soia e l’estratto di Equiseto...
Se siamo amanti delle erbe aromatiche non possiamo non coltivare il Dragoncello! Il Dragoncello (Artemisia dracunculus), detto anche Estragone, è una pianta aromatica con un gusto pungente, leggermente amarognolo e un retrogusto di Sedano e all’Anice. È un’aromatica usata per insaporire carne e pesce ed è molto usata nella cucina toscana e francese, oltre a essere un ingrediente base della salsa bernese.
È una pianta perenne, appartiene alla famiglia delle Asteracee ed è composta da foglie sottili di colore verde scuro e in estate produce delle pannocchie composte da tanti piccoli fiorellini gialli.
Dove coltivare il Dragoncello
Scegliamo una posizione soleggiata. È una pianta perenne e resiste alle temperature più basse.
Come coltivare il Dragoncello nell’orto
Possiamo scegliere se iniziare la coltivazione dai semi o dalle piantine già germogliate.
Nel primo caso dovremo preparare il letto di semina. Livelliamo il terreno con rastrello e zappa e rompiamo le zolle più coriacee, in modo da rendere la terra soffice e morbida. Togliamo sassi e erbe infestanti. In questa fase miglioriamo le proprietà del terreno con un fertilizzante naturale, come lo stallatico pellettato o un concime granulare per orto, integrandoli nel suolo con un rastrello.
Se invece partiamo da una piantina già germogliata dovremo preparare le buche d’impianto. I fertilizzanti possono essere inseriti in fondo alla buca o miscelati con il terriccio con cui riempiremo le buche dopo il trapianto.
La pianta crea un cespuglio che può raggiungere un’altezza di 70 cm. Manteniamo quindi almeno 35 cm tra ogni piantina all’atto del trapianto e della semina.
Coltivare i Cavoli di Bruxelles è facile e ci permette di ottenere raccolti fino a dicembre!
I Cavoli di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) sono una varietà di Cavoli, molto apprezzata per i suoi germogli che conosciamo con il nome di Cavolini o Cavoletti di Bruxelles. Della pianta si mangiano infatti soltanto i germogli costituiti da foglioline intrecciate: hanno una forma rotonda e crescono alla base delle foglie principali.
La fine del 2022 porterà molti divieti per gli appassionati di giardinaggio in fatto ai agrofarmaci; perciò saper usare le Sostanze di Base per la cura del verde diventa una necessità per molti.
Perché usare le Sostanze di Base per la cura del verde
Le Sostanze di Base sono una categoria di sostanze ben identificate nel Regolamento della Comunità Europea nr 1107/2009 (all’art. 23). Il quale spiega che si tratta di sostanze attive che:
non sono potenzialmente pericolose;
sono utili alla salute della pianta ma non svolgono direttamente un’azione fitosanitaria;
non sono immesse sul mercato come prodotti fitosanitari.
Si tratta quindi di sostanze naturali, di origine vegetale o minerale, che aiutano le piante a prevenire e affrontare attacchi di insetti e malattie fungine, pur non agendo come insetticidi o fungicidi. Per esempio gli estratti di Ortica(Urtica) svolgono un’azione urticante contro gli insetti pungitori-succhiatori (come Afidi, Acari, Cocciniglie, ecc.) che sono così indotti a non depositare le uova sulla nostra pianta. Allo stesso modo l’estratto di Equiseto(Equisetum arvense) previene la formazione e lo sviluppo di malattie fungine.
Ma accanto alle Sostanze di Base di origine vegetale troviamo anche elementi di origine minerale, come l’...
Coltivare l’Aneto è facile e offre grandi soddisfazioni. Non solo per le foglie aromatiche simili al Finocchio da usare in cucina, ma anche per le belle fioriture gialle a forma di ombrello. Dai fiori nasceranno i semi, utili per aromatizzare sottaceti.
La forma a ombrello dei fiori tradisce la sua famiglia: le Ombrellifere (Apiaceae) hanno spesso fioriture simili, come il Sedano, il Prezzemolo o il Coriandolo. L’Aneto (Anethum graveolens) è una erbacea annuale caratterizzata da foglie finemente frastagliate e molto aromatiche. Il suo nome deriva dal greco anethon (anice) e graveolens (molto odoroso) e allude al pungente profumo di questa pianta.
Dove coltivare l’Aneto
L’Aneto viene spesso coltivato come pianta annuale quindi può essere facilmente coltivato in tutte le zone climatiche.
Scegliamo una posizione soleggiata per ottenere una ricca fioritura.
Possiamo scegliere di coltivare il Mais sia per motivi ornamentali scegliendo le varietà multicolori, sia per i suoi gustosi chicchi scegliendo gli ibridi da tavola.
Il Mais (Zea Mais) è disponibile in differenti varietà ed ibridi. Il Mais dolce da tavola si usa per le insalate oppure alla brace e si raccoglie ancora immaturo affinché i chicchi rimangano turgidi e saporiti. Il Mais per pop corn invece si lascia seccare sulla pianta finchè i chicchi non saranno scuri e secchi. Dopo il raccolto i chicchi vanno lasciati asciugare in un posto caldo e ventilato prima di diventare deliziosi pop corn.
Infine il Mais ornamentale dà luogo a pannocchie con chicchi multicolori, molto decorativi e utilizzati nelle composizioni di fiori freschi o secchi.
Dove coltivare il Mais
La temperatura ideale per la coltivazione del Mais è intorno ai 20°C, ma tollera il caldo fino a 30°C e il freddo fino a 8°C. Scegliamo quindi una posizione soleggiata per ottenere un raccolto più generoso.
Le piante si seminano quando le temperature minime superano regolarmente i 10°C. Germogliano intorno ai 12°C, fioriscono a 18°C e fruttificano quando il termometro supera i 20°C.
Possiamo usare la Lecitina 80 per curare le piante e proteggerle in modo biologico dalle malattie fungine. La lecitina è un composto (fosfolipidi) presente in natura, nei tessuti e nelle cellule dei vegetali e degli animali. È particolarmente presente nei semi di soia e nei tuorli d’uovo: non a caso il suo nome deriva dal greco antico e significa tuorlo. La lecitina, che fa parte della membrana esterna delle cellule, ha la capacità di emulsionare acqua e grassi in modo stabile e omogeneo. Viene utilizzata anche nell’industria alimentare, ma trova applicazione anche in agricoltura come soluzione preventiva contro le malattie fungine.
Nell’agricoltura biologica viene utilizzata esclusivamente lecitina di origine vegetale, estratta dai semi di soia. Si usa sulle piante orticole e da frutto per prevenire le malattie fungine più comuni come l’Oidio, la Ticchiolatura, la Peronospora, la Monilia e la Bolla del Pesco.
Si tratta di una soluzione totalmente naturale e biologica, non contiene sostanze dannose per l’ambiente o l’uomo e non lascia residui nelle colture.
Coltivare la Maggiorana è davvero facile: sia in giardino sia in vaso nelle zone con clima particolarmente freddo!
La Maggiorana(Origanum majorana) è quasi una sorella del comune Origano(Origanum vulgare): fanno parte della stessa famiglia, le Lamiaceae, e si assomigliano anche un po’. Anche il sapore è simile, anche se la Maggiorana ha un gusto più floreale.
È una pianta erbacea con portamento cespuglioso e raggiunge un’altezza di 20/40 cm. Le foglie sono ovali, opposte e abbastanza piccole mentre le infiorescenze, che perdurano sulla pianta per tutta l’estate, sono di colore rosa pallido.
In cucina si usano sole le foglie, che possono essere utilizzate sia fresche sia essiccate. È una spezia importante di molti piatti della cucina mediterranea, italiana e greca. Non esageriamo poiché svolge un’azione sedativa. L’olio essenziale di Maggiorana viene usato anche per profumare cassetti e armadi.
Dove coltivare la Maggiorana
Scegliamo una posizione soleggiata per ottenere fioriture più rigogliose.
Nelle zone con inverni miti possiamo coltivarla come pianta perenne anche in giardino. A fine stagione, in autunno, tagliamo la pianta a pochi centimetri dal suolo: l’anno prossimo ricrescerà.
Dove invece gli inverni sono molto rigidi la Maggiorana viene coltivata come pianta annuale. In alternativa possiamo coltivarla in vaso e proteggerla in una serra fredda durante l’inverno, dopo averla potata.