Possiamo coltivare la Malva per le sue proprietà curative ma anche per i suoi grandi fiori che durano da giugno fino a settembre e per il portamento cespuglioso.
La Malva selvatica (Malva sylvestris) è una pianta perenne con un portamento eretto o prostrato. Dal fusto, alto fino a 80 cm, spuntano le foglie con margine dentato e ricoperte di un fitta peluria.
I fiori sbocciano in tarda primavera e sono di colore rosa o viola con striature più scure.
I fiori e in particolare le foglie sono ricche di mucillagini che conferiscono alla pianta proprietà antinfiammatorie ed emollienti. Una caratteristica nota fin dai tempi antichi: Malva in latino significa “molle” proprio per le proprietà emollienti.
La Malva si usa contro la tosse, per idratare le vie aeree e per sfiammare l’intestino. È un lassativo non irritante e non violento ed è indicato in gravidanza, per bambini e anziani.
Se cercate delle fioriture particolari vi suggeriamo di coltivare la Salvia splendens. Tutti conosciamo la tradizionale Salvia (Salvia officinalis), pianta aromatica presente in quasi tutti i giardini, ma non tutti conoscono la Salvia splendens che produce delle spettacolari infiorescenze color rosso brillante.
La Salvia splendens è una pianta erbacea perenne e non tollera in freddo sotto gli 8°C. Possiamo quindi coltivarla in vaso, spostandola in una serra durante i mesi più freddi, oppure possiamo coltivarla in giardino come pianta annuale.
Anche la pianta è elegante, con le sue foglie allungate e dentellate di color verde scuro e vellutate al tatto. Da giugno e fino a ottobre la pianta produce lunghi fusti eretti che portano molti fiori. Il colore tipico è il rosso brillante, ma ci sono varietà bianche, rosa, arancioni e viola.
Dove coltivare la Salvia splendens
Per ottenere fioriture rigogliose scegliamo una posizione soleggiata. Non tollera il freddo sotto gli 8°C: in caso di coltivazione in vaso dobbiamo spostarla in una serra fredda durante l’inverno.
Come seminare la Salvia splendens
Possiamo acquistare dei semi oppure dalle piantine già sviluppate.
Un buon motivo per coltivare il Cavolo broccolo è di ottenere ricchi raccolti da dicembre a febbraio, un periodo di cui l’orto non è particolarmente florido.
Il Cavolo brocollo, chiamato anche semplicemente Broccolo, è una cultivar di Cavolo (Brassica oleracea) della varietà Italica.
È una pianta rustica e molto vigorosa che si può coltivare per tutto l’anno in Italia, tranne nelle zone caratterizzate da inverni con geli prolungati. Produce numerose foglie costolute e frastagliate, ma la parte commestibile sono le infiorescenze non ancora mature.
Tra le varietà di Cavolo broccolo troviamo ortaggi anche molto differenti fra loro. Come il Broccolo romanesco e il Broccolo calabrese.
Il Sambuco (Sambucus nigra) è un arbusto legnoso perenne molto diffuso in tutt’Italia e viene coltivato fino a 1.500 metri di altitudine. In giardino viene coltivato per le vistose infiorescenze bianche, larghe fino a 20 cm e molto profumate. Il loro aroma attira le farfalle e le api, ghiotte del loro nettare. In seguito compaiono i frutti composti da bacche nere.
Le bacche e fiori di Sambuco hanno proprietà medicali ed erboristiche.
Quella di coltivare il Kiwi è una tradizione che proviene dalla Cina ed è arrivata in Europa all’inizio dell’Ottocento. In Italia ha trovato le condizioni migliori per svilupparsi e oggi siamo il primo produttore europeo di questo gustosissimo frutto.
Forse non tutti sanno però che l’albero di Kiwi è disponibile anche in versione ornamentale. Le piante che ci donano frutti sono la Actinidia deliciosa (o Actinidia chinensis) che produce il classico Kiwi marrone, con buccia pelosa e polpa verde, e l'Actinidia arguta che produce i mini Kiwi con buccia liscia. La Actinidia kolomikta invece è un rampicante con grandi foglie cuoriformi di colore verde che col passare dei mesi diventano rosa e rosse a partire dall’apice. Il bello della Actinidia kolomikta è proprio l’effetto cromatico offerto dal fogliame che assume tre colori differenti.
Dove coltivare il Kiwi
La pianta del Kiwi si trapianta in primavera avanzata o all’inizio dell’autunno, quando le gelate notturne sono scongiurate. Il raccolto invece avviene in autunno quando la pianta inizia a perdere le foglie.
Il Kiwi preferisci i climi miti e soffre le gelate che possono bloccare la fioritura. Nelle zone del sud Italia meglio scegliere una posizione in mezz’ombra, nelle regioni più fredde del nord invece possiamo coltivarlo anche in una posizione soleggiata.
Il Kiwi teme invece i forti venti che possono rompere i fragili rami. Se il giardino è particolarmente esposto al vento è consigliabile l’uso di reti frangivento...
La lotta a malattie funginee parassiti delle piante da frutto inizia con la prevenzione. È infatti più efficace e meno dispendioso limitare e bloccare sul nascere i problemi, piuttosto che dover intervenire troppo tardi quando le piante sono invase da parassiti.
MALATTIE FUNGINE E PARASSITI DELLE PIANTE DA FRUTTO: PERCHÈ INIZIARE IN AUTUNNO
L’autunno è un periodo molto importante. Gli alberi a fine ciclo entrano in una fase di riposo, detta dormienza, utile alle piante per prepararsi all’anno venturo, a partire dalla creazione delle nuove gemme che matureranno in primavera. In questa fase numerosi parassiti, sia insetti sia funghi, sono ancora attivi e a loro volta si preparano ad affrontare l’inverno sviluppando le progenie che nasceranno in primavera.
In questo periodo sono particolarmente sensibili e indifesi ed è quindi più facile colpirli. Nelle piante con foglie cadente è anche più facile individuarli.
Malattie fungine come la ticchiolatura, il colpo di fuoco batterico o la bolla del pesco, in autunno propagano spore e organi svernanti, che vanno a collocarsi tra gli interstizi della corteccia oppure tra i residui vegetali ai piedi dell’albero, come le foglie cadute o rami secchi. Un intervento ben eseguito in autunno con un fungicida, come la Poltiglia Bordolese consentita in agricoltura biologica, va a colpire gli organi di conservazione dei funghi patogeni, andando a ridurre il potenziale di inoculo e quindi ad aumentare la possibilità che la pianta non venga infettata nell’anno successivo. Il trattamento autunnale è anche più sicuro: non essendo un periodo di raccolta, non avremo il problema di rispettare i tempi di carenza.
Lo stesso concetto vale per gli insetti: i trattamenti post raccolta contro la Cocciniglia o contro le forme svernanti di alcuni...
Possiamo coltivare le Fave da orto se vogliamo sperimentare una leguminosa molto produttiva e facile da curare anche in autunno. Le Fave da orto infatti si seminano in vari periodi dell’anno, anche in funzione della zona climatica. Nel centro e sud Italia nelle zone contraddistinte da un inverno mite le Fave da orto si possono seminare all’aperto a ottobre e novembre. Nelle regioni del nord è invece consigliabile una semina alla fine dell’inverno, in febbraio o marzo.
DOVE COLTIVARE LE FAVE
Prediligono un terreno poco acido e una posizione soleggiata. Adorano il clima mite mediterraneo e tollerano poco le gelate.
Come seminare le Fave da orto
Per coltivare le Fave dobbiamo preparare il letto di semina con qualche settimana di anticipo. Lavoriamo il terreno con vanga e rastrello in profondità (30 cm) e incorporate nel suolo un concime organico, come lo stallatico pellettato, o un concime...
Coltivare le Cime di Rapa è davvero semplice e alla portata di tutti. Interamente commestibile, la Cima di Rapa è caratterizzata da un fusto eretto, foglie verdi e grandi inflorescenze, molte gustose e leggermente amarognole.
Molto coltivata in Italia, è protagonista di numerosi piatti della nostra tradizione anche grazie alle sostanze nutritive di cui è ricca. Simile al Cavolo e ai Broccoli, tutti membri della famiglia delle crucifere, la Cima di Rapa ha un ciclo vegetativo precoce e cresce rapidamente e in maniera continuativa, assicurando 4/5 raccolti abbondanti nell’arco di 6 mesi circa.
DOVE COLTIVARE LE CIME DI RAPA
Le Cime di Rapa preferiscono un clima mite e temperato e una esposizione soleggiata. La temperatura ideale è compresa tra i 15° e i 20° C, con una minima intorno ai 5°C. Molto importante è garantire una esposizione soleggiata per gran parte del giorno, per avere un raccolto più rigoglioso.
A seconda della varietà, la semina si può effettuare da marzo fino a ottobre, purché in presenza di temperature minime superiori ai 10°C. Nei luoghi più freddi possiamo anticipare la semina in un semenzaio, per poi trasferire le talee nell’orto quando saliranno le temperature.
È una pianta che cresce rapidamente e per avere un raccolto prolungato nel tempo, di solito si effettua una semina a scalare. In questo modo possiamo ottenere Cime di Rapa per sei mesi, con 4 o 5 raccolti (a seconda del clima) ogni 2 o 3 giorni. A seconda del tempo necessario per il raccolto, possiamo scegliere tra varietà quarantine, sessantine, novantine e centroventine.
Coltivare la Artemisia non è da tutti, ma apporta molteplici vantaggi. Questa pianta aromatica è conosciuta soprattutto grazie alle sue proprietà officinali, cicatrizzanti e antispastiche e come ingrediente principale dell’Assenzio, nota bevanda.
L’Artemisia è un genere di piante che comprende diverse varietà, annuali o perenni. Cresce nel nostro paese in maniera spontanea, soprattutto nelle zone di montagna ed è caratterizzata da un forte aroma, simile a quello del cedro. Dalle radici rizomatose partono fusti eretti con foglie argentee molto profumate. Mentre i fiorellini gialli, raccolti in grappoli, spuntano sulla pianta in estate e vengono impiegati, insieme alle foglie, nella creazione di infusi e decotti officinali.
DOVE COLTIVARE LA ARTEMISIA
L’Artemisia predilige climi secchi e luoghi ben soleggiati. È una pianta che cresce anche in zone rocciose ed è quindi rustica e facilmente adattabile alle condizioni impervie.
L’Artemisia può resistere a temperature davvero rigide, fino a -20° C, il che la rende una pianta da esterni perfetta, soprattutto in zone di montagna.