Possiamo coltivare la Stachys per valorizzare le bordure del giardino, specialmente nelle zone montane: viene utilizzata sia come pianta da fiore sia per il suo fogliame che, nelle varietà tappezzanti, crea un tappeto argenteo e morbido.
Le Stachys, dette anche Betoniche, sono piante erbacee che producono belle infiorescenze e rappresentano una risorsa interessante nel giardino poiché resistono anche alle basse temperature. In Italia alcune specie crescono anche spontaneamente, specie nelle zone montane.
Fiorisce da maggio e per tutta l’estate e produce delle infiorescenze di colore rosa, lilla e viola raccolte in spighe. Anche le foglie sono molto particolari: spesse, rugose e coperte da una lanuggine argentea.
Comprende molte varietà e possono essere annuali o perenni, decidue o sempreverdi, con portamento eretto o prostrato. Le varietà principali sono la Stachys byzantina (perenne), S. grandiflora (con fioriture più importanti), S. macrantha (con fiori rosa), S. monieri (perenne e sempreverde), S. officinalis (perenne e utilizzata in erboristeria) e S.olympica (sempreverde e tappezzante).
Ci sono tanti buoni motivi per imparare a usare gli insetticidi sistemici sulle nostre colture. Naturalmente, come abbiamo spesso scritto in questo Blog, faremo il possibile, soprattutto nell'orto, per mettere in atto tutte le tecniche di prevenzione e i trattamenti con potenziatori naturali. Ma in caso di una invasione di insetti parassiti dobbiamo correre ai ripari sapendo di poter contare su agrofarmaci studiati e ampiamente sperimentati sulle piante.
Gli insetti fitofagi, cioè quelli che si cibano di foglie e piantine, si possono dividere in due grandi categorie:
gli insetti pungenti e succhianti, che praticano un piccolo foro sulla foglia, di solito nelle nervature, da cui succhiano la linfa, causando l’indebolimento e la morte della pianta. Come per esempio gli Afidi, le Cocciniglie e le Cimici;
gli insetti masticatori, cioè quelli che rosicchiano realmente le foglie, che possono portare al deperimento della pianta per mancanza di foglie.
In caso di una invasione di insetti masticatori è meglio ricorrere a insetticidi di contatto. Nel caso degli insetti pungenti-succhianti possiamo invece utilizzare con successo un insetticida sistemico.
COME USARE GLI INSETTICIDI SISTEMICI
Gli insetticidi sistemici hanno una azione translaminare e penetrano in tutte le parti della pianta, anche le foglie accartocciate.
Penetra così nella linfa della pianta e si diffonde in tutte le sue parti, anche la nuova vegetazione che nascerà in seguito. Offrendo così molti vantaggi, come un effetto più duraturo e l’assenza dell’obbligo di dover ripetere il trattamento se piove.
Crea così un effetto barriera a difesa della pianta, senza essere minimante pericoloso per le api in pre e post fioritura.
Leggere sempre le istruzioni e i dosaggi indicati sulle confezioni e attenersi alle raccomandazioni di sicurezza precisate. In primo luogo il rispetto...
Possiamo coltivare il Giuggiolo se vogliamo avere una pianta di elevato effetto ornamentale, con bassa manutenzione e un limitato consumo idrico. Il Giuggiolo (Zizyphus sativa o jujuba) appartiene alla famiglia delle Ramnacee ed è una pianta originaria della Cina dove tutt'ora la coltivazione è molto diffusa.
Arrivò in Europa grazie ai Romani, in seguito alla conquista dell'attuale Medio Oriente. Caduta nell'oblio alla fine dell'Impero Romano d'Occidente, venne poi riscoperta dai Veneziani e nuovamente diffusa grazie ai traffici con l'Oriente, facendo di Arquà Petrarca una vera capitale del Giuggiolo, con prodotti tipici locali (brodo di giuggiole, sciroppo, giuggiole essiccate, ecc.) che attirano un vero e proprio flusso turistico.
Scegliere i vasi per il terrazzo in modo oculato ci permetterà di esaltare la bellezza delle piante ma anche di attirare l’attenzione verso un punto focale.
Non entriamo con giudizi nel “derby” tra plastica e terracotta. Entrambi i materiali hanno pregi e difetti: la terracotta ha un aspetto più naturale e traspira maggiormente ma è frangibile e molte pesante nei vasi di grande dimensione. La plastica è più leggera e maneggevole, specialmente nei grandi formati, ma non dura in eterno e talvolta non è il massimo per l’estetica.
È indubbio che l’abbinamento corretto tra la pianta e il suo vaso può enfatizzare la bellezza della composizione. Ma è altrettanto importante posizionare correttamente i vasi sul terrazzo, evitando di distribuirli a caso o metterli in fila come soldatini.
Coltivare la Liriope muscari è la soluzione ideale per creare bordure o abbellire un terrazzo. Questa piccola bulbosa primaverile è caratterizzata da fiorellini riuniti in spighe compatte e foglie sottili e nastriformi.
La sua fioritura, tradizionalmente blu o azzurra, è molto fitta e crea un particolare effetto massa.
Le specie più diffuse sono la Muscari armeniacum alta appena 20 cm e con fiori blu o bianchi, la Muscari botryoides con fiorellini tondi blu e la Muscari comosum, alta fino a 60 cm e con fiori porpora o azzurri.
Facile da coltivare, la Liriope è adatta sia alla coltivazione in vaso, sia in prati o zone incolte, dove si moltiplica negli anni. Molto versatile, si adatta bene a giardini rocciosi e cassette o ciotole, insieme a altri bulbi. Resiste fino a -15°C e quindi può essere coltivata un po’ in tutta Italia.
COLTIVARE LA LIRIOPE MUSCARI: ATTENZIONE AI RISTAGNI
Questa pianta rustica predilige climi freddi ma resiste bene alle alte temperature. La posizione ideale in cui collocarla è in pieno sole, al fine di ottenere una rigogliosa fioritura.
Coltivare la Schefflera è sempre più di moda, complice il suo fascino esotico e le sue foglie grandi e ornamentali che la rendono una delle più amate piante da interno.
Robusta e resistente, longeva e a crescita lenta, si adatta bene anche alla coltivazione in appartamenti poco luminosi e può durare anche 20 anni se coltivata in vasi di dimensioni adeguate.
Tra le varietà più conosciute ricordiamo la Scheffleraactinophylla, caratterizzata da fusti alti e flessibili e foglioline lucide disposte a cerchio all’apice degli steli e la specie nana Scheffleraarboricola, disponibile anche in varietà con variegature molto decorative.
Le varietà con le foglie screziate sono molto decorative.
Coltivare i Lamponi (Rubus idaeus) è molto semplice, in quanto è una pianta adatta a ogni clima. Un cespuglio di Lampone cresce rapidamente e può sfiorare i 2 metri di altezza, è perfetto come rampicante per riempire una parete e in estate ci regala un raccolto di gustosi frutti.
Caratterizzato da un apparato radicale perenne, ogni anno in primavera produce nuovi rami chiamati polloni, che a fine stagione lignificano per resistere alle rigide temperature invernali. I polloni emettono in estate fiori bianchi e piccoli germogli fruttiferi, con una produzione di Lamponi che va da giugno fino ad agosto.
In commercio si trovano varietà unifere, cioè producono una sola volta all’anno, e bifere o rifiorenti che producono due volte all’anno, quindi garantiscono una produzione quasi ininterrotta da inizio estate a fine autunno. Oltre ai tradizionali Lamponi rossi, possiamo trovare anche alcune varietà di piante dotate di frutti gialli, simili nel gusto a quelli tradizionali.
Irrigare le piante quando siamo in vacanza è sempre un problema, poiché proprio in questo periodo la necessità di acqua da parte delle piante è maggiore. Bastano infatti uno o due giorni di sospensione delle irrigazioni per osservare sintomi di appassimento e meno di una settimana per il totale disseccamento della pianta. In caso di assenze più o meno prolungate, risulta quindi evidente la necessità di prendere provvedimenti nei confronti delle piante che coltiviamo nell’appartamento e nel giardino, tappeto erboso compreso. Senza dubbio il metodo migliore per soddisfare questa esigenza è quello di affidarsi a una persona di fiducia con tanta pazienza e tempo a disposizione, ma visto che ciò non è sempre possibile si possono adottare alcune soluzioni specifiche a seconda dei casi:
IRRIGARE LE PIANTE QUANDO SIAMO IN VACANZA: APPARTAMENTO E BALCONE
Il primo consiglio è quello di riunire tutte le piante in un’unica stanza ben illuminata e priva di correnti d’aria, evitando l’insolazione diretta.
Per 4-5 giorni di assenza: coprire la terra dei vasi con uno strato di torbaben inzuppato di acqua. La torba cederà progressivamente umidità alla pianta.
Per 6-10 giorni di assenza: utilizzare gli appositi gel a base di acqua da inserire nel terreno oppure i vasi a riserva d’acqua, che consentono il passaggio per capillarità del liquido da un apposito serbatoio al terriccio. Questi vasi sono dotati di un indicatore visivo del livello.
Oltre 10 giorni di assenza : specialmente se il numero dei vasi è rilevante il problema delle annaffiature può essere risolto grazie all’impiego di centraline elettroniche programmabili (funzionano sia elettricamente che a batteria) in grado di comandare il numero delle...
Se state cercando il modo migliore di fertilizzare il verde del vostro giardino, vi suggeriamo di usare i concimi a cessione programmata.
Il settore della nutrizione delle piante, infatti, ha mostrato in questi ultimi decenni una positiva crescita qualitativa e di specializzazione. A partire dagli anni Settanta è iniziata la forte ascesa della popolazione mondiale che ha di fatto determinato maggiore richiesta di cibo e quindi anche dei fertilizzanti per produrlo. In questo contesto, utilizzando i concimi tradizionali con le vecchie tecniche di coltivazione, si è spesso contribuito a fornire alle colture quantità di nutrienti eccedenti le necessità che poi, in diversi modi, si sono dispersi nell’ambiente (per esempio per fenomeni di eutrofizzazione, aumento dei nitrati nelle acque, ecc.).
Contemporaneamente altre cause non meno importanti, come la riduzione dei costi di produzione legati agli enormi consumi di energia di trasformazione e trasporto, il razionale uso delle risorse, l’apparire con sempre maggiore frequenza di fisiopatie legate e squilibri nutrizionali e la maggiore coscienza e attenzione verso tutti gli aspetti legati alla salubrità dell’ambiente, hanno spinto le aziende produttrici e i tecnici a riconsiderare molti aspetti legati alla produzione agricola.
Si è così sviluppata una branca dell’agricoltura di precisione che ha stimolato la nascita di nuove classi di concimi e di tecniche applicative.
COME USARE I CONCIMI A CESSIONE PROGRAMMATA: L’AVVENTO DEI NUOVI FERTILIZZANTI
Hanno così visto la luce e si sono diffusi prodotti innovativi e inimmaginabili solo pochi decenni prima. Solo per citare le principali tappe: i concimi a cessione programmata, quelli stabilizzati con inibitori della nitrificazione...