Irrigare le piante quando siamo in vacanza è sempre un problema, poiché proprio in questo periodo la necessità di acqua da parte delle piante è maggiore. Bastano infatti uno o due giorni di sospensione delle irrigazioni per osservare sintomi di appassimento e meno di una settimana per il totale disseccamento della pianta. In caso di assenze più o meno prolungate, risulta quindi evidente la necessità di prendere provvedimenti nei confronti delle piante che coltiviamo nell’appartamento e nel giardino, tappeto erboso compreso. Senza dubbio il metodo migliore per soddisfare questa esigenza è quello di affidarsi a una persona di fiducia con tanta pazienza e tempo a disposizione, ma visto che ciò non è sempre possibile si possono adottare alcune soluzioni specifiche a seconda dei casi:
Il primo consiglio è quello di riunire tutte le piante in un’unica stanza ben illuminata e priva di correnti d’aria, evitando l’insolazione diretta.
Sul terrazzo, in caso di lunghi periodi di assenza la soluzione migliore è una centralina elettroniche programmabile (funzionano anche a batteria) in grado di comandare il numero delle irrigazioni e la quantità di acqua da erogare. Il sistema è costituito da una centralina elettronica collegata da una parte a un rubinetto e dall’altra a un tubo principale al quale sono collegati diversi tubicini secondari provvisti di gocciolatori che raggiungono i vasi. Questa soluzione è quella che garantisce i migliori risultati e autonomia nel tempo. Il costo è relativamente contenuto e consente, grazie alle varie possibilità di assemblaggio dei componenti, di adattarsi a ogni esigenza.
È necessario però un rubinetto esterno. L’uso di centraline sui rubinetti della casa (possibile, grazie agli adattatori) è sicuramente da sconsigliare in assenza del proprietario: come tutti i prodotti, la centralina e l’elettrovalvola si potrebbero guastare causando anche allagamenti. Se il rubinetto è fuori, in giardino o sul terrazzo, i danni saranno limitati e sarà più facile per un esterno (il vicino di casa o i pompieri) chiudere l’erogazione dell’acqua.
In questo periodo gli apporti nutritivi devono essere ben calibrati e mai in eccesso. L’utilizzo delle fiala monodose di integratore da inserire in ciascun vaso è l’ideale soluzione.
FIORI ANNUALI IN PIENA TERRA - Più si bagnano e meno durano in quanto l’elevata disponibilità di acqua accelera il periodo vegetativo sino a esaurirle. Bagnare solo il terreno evitando di inumidire foglie e fusti.
ARBUSTI - Sono di solito autosufficienti. Se sono coltivati in aiuole elevate dal piano del terreno occorre intervenire nel periodo caldo ogni 3 giorni bagnando leggermente anche la vegetazione. Per quanto riguarda le Rose evitare di bagnare le foglie e far confluire l’acqua verso le radici scavando una conca tutto attorno al piede della pianta.
FRUTTIFERI E PIANTE LATIFOGLIE ALTO FUSTO - Provvedono in genere da sole. Nei casi di emergenza basta lasciare gli irrigatori da prato in funzione per due ore la settimana sotto la chioma.
CONIFERE - Nei nostri ambienti, se in piena terra, non necessitano di bagnature. Solo nel caso in cui siano allevate in vaso la frequenza sarà di 1-2 volte la settimana avendo cura di irrorare tutta la pianta.
ORTO - È quello che ha maggiori necessità giornaliere. Ricordarsi comunque di evitare di bagnare direttamente la vegetazione per non favorire lo sviluppo delle crittogame e di interrompere le irrigazioni in prossimità della raccolta per aumentare la sapidità e consistenza frutti.
Per quanto riguarda il prato, il quantitativo di acqua e la frequenza di somministrazione sono influenzati da diversi fattori tra di loro interdipendenti.
Le condizioni atmosferiche, come la temperatura, la nuvolosità e il vento sono senz’altro quelli che maggiormente incidono sul consumo di acqua del tappeto erboso. Non di secondaria importanza sono però il tipo di terreno, la sua giacitura (se in piano o in discesa), lo stato di manutenzione del tappeto (altezza di taglio, presenza di feltro, ecc.) e le specie costituenti che a loro volta hanno necessità idriche molto diverse.
In ogni caso è bene tenere presente alcune avvertenze di carattere generale:
A parità di temperatura i terreni sabbiosi richiedono maggiori interventi irrigui di quelli argillosi. La tabella che segue può quindi fornire un orientamento valido per programmare gli interventi.
Impianti completamente automatici, provvisti quindi di sensori della temperatura esterna e dell’umidità del terreno, faciliteranno ulteriormente la regolazione.
Oltre a irrigare le piante quando siamo in vacanza, dobbiamo pensare anche alla concimazione. Questo è il periodo di massima vegetazione del prato. Il bilanciamento dei nutrienti deve però essere a favore di elementi quali Potassio e Ferro. I concimi per prato comunemente denominati antistress sono appunto studiati per questo tipo di impiego.