Coltivare la Calibrachoa in giardino è molto comune nel nostro paese, grazie alla sua bellezza ed estrema adattabilità. Gli steli erbacei crescono in fretta, superando i 20 cm, mentre i fiori sono grandi, a forma di campanule, dai colori vivaci.
Pianta molto resistente, regala fioriture abbondanti per tutta la stagione estiva, nei toni del rosso, del bianco, del viola, anche variegati e bicolore.
La Calibrachoa, detta anche Petunia nana, è una pianta facente parte della famiglia delle Solanacee, ed è caratterizzata da una fioritura a forma sferica, che crea allegri cuscini di fiori colorati. Perfetta da coltivare in vaso, è adatta soprattutto alla coltivazione in vasi appesi e balconette, per creare maestose cascate di fiori nei gazebi e sui terrazzi. Ma possiamo utilizzarla anche in giardino per decorare le aiuole, poichè una pianta a bassa manutenzione e con una lunga fioritura.
COME COLTIVARE LA CALIBRACHOA IN GIARDINO
Il clima ideale per coltivare questa pianta è mite e temperato. Ama il sole e tollera la mezz’ombra, ma ha bisogno di caldo per fiorire: nelle Regioni del sud la fioritura si protrae fino in autunno.
La Calibrachoa non tollera temperature inferiori ai 5°C. Possiamo quindi coltivarla in giardino come pianta perenne soltanto nelle zone con clima temperato in inverno. Nel nord Italia può essere coltivata come pianta annuale.
Ci sono molte piante che attirano api e farfalle, con cui trasformare il nostro “spazio verde”, in giardino o sul terrazzo, in un laboratorio di biodiversità aperto agli insetti impollinatori.
Tutti noi sappiamo quanto sia importante il lavoro svolto dagli impollinatori per la fruttificazione e per il ciclo vegetativo naturale di molte piante. Per aumentare la loro presenza possiamo ricorrere a colori e profumi particolarmente graditi a questo tipo di insetti.
Inoltre non ricorriamo ai fitofarmaci appena vediamo un piccolo insetto, rischiando di pregiudicare la presenza e la sopravvivenza di api e farfalle. Impariamo a condividere il verde anche con gli insetti. Se un bruco rosicchierà una foglia della pianta non sarà la fine del mondo e abbiamo una farfalla in più. Se controlliamo quotidianamente le nostre piante, specialmente in estate, potremo cogliere subito la presenza di insetti dannosi, come Afidi o Cocciniglie, e limitare i danni con soluzioni naturali e amiche delle api.
Ma quali sono le piante che attirano le api e le farfalle? Ecco una nostra selezione di 30 specie, che possiamo coltivare sia in giardino sia sul terrazzo.
Benché siano una sciagura, possiamo ricorrere in un orto a molti rimedi naturali contro le Lumache.
RIMEDI NATURALI CONTRO LE LUMACHE: COME CREARE UNA BARRIERA
Anzitutto possiamo fortificare le nostre aiuole. Cioè creare una zona invalicabile, una “barriera naturale”, che impedisca l’accesso alle Lumache e alle Limacce.
Questi parassiti dell’orto hanno la caratteristica di spostarsi su un velo di muco, che riescono facilmente a produrre in presenza di alta umidità e acqua. Sono maggiormente presenti nei mesi piovosi e umidi ed escono tendenzialmente al tramonto per rosicchiare le giovani piantine del nostro orto. Infatti nelle giornate afose si nascondono nel terreno in attesa del ritorno della pioggia.
Sfruttando questo punto debole, cioè la necessità di umidità, possiamo creare delle barriere intorno alle aiuole dell’orto utilizzando materiali secchi. I granuli di argilla hanno un alto potere assorbente e creano intorno a sé una zona secca invalicabile...
Curare la Camassia in vaso è semplice e facile anche per giardinieri principianti. Conosciuta per la sua fioritura abbondante e vistosa, questa pianta perenne appartiene alla famiglia delle Liliaceae.
È caratterizzata da foglie nastriformi e bellissimi fiori a forma di stella, che sbocciano sulla pianta creando delle fitte spighe fiorite.
I colori della Camassia sono tutti i toni del blu e dell’azzurro, ma esistono anche alcune varietà tinte di rosa o giallo.
CURARE LA CAMASSIA IN VASO: TEMPERATURA E SOLE
La Camassia è una pianta che si adatta bene al clima mite del nostro paese e non teme il freddo invernale ma neanche il caldo estivo.
La posizione migliore per una fioritura ottimale è in piena luce, anche se riesce a tollerare alcune ore di ombra giornaliere.
Come rinvasare la Camassia
Ideale per balconette, la Camassia può essere coltivata da sola o insieme ad altri bulbi primaverili, in consociazione con Crochi e Allium.
Quella di coltivare la Violaciocca è una antica tradizione e non è raro trovare questa pianta nei giardini storici del continente europeo. La Violaciocca (Matthiola incana) è una pianta perenne molto decorativa ed è caratterizzata da una fioritura abbondante e piuttosto profumata. Le infiorescenze spuntano ad aprile e si protraggono fino a settembre.
I lunghi steli di Violaciocca, terminano con delle spighe fiorite di vari colori a seconda della varietà, bianche, viola, rosse o gialle. Le foglie sono lineari, raggruppate in ciuffi e sono molto decorative, contribuendo a creare macchie di colore in giardini rocciosi, bordure ma anche all’interno di vasi e cassette.
COME COLTIVARE LA VIOLACIOCCA IN GIARDINO
La Violaciocca non resiste sotto gli 0°C. Viene coltivata all’aperto come pianta perenne solo nelle zone con climi invernali miti. In queste condizioni la pianta si auto-semina: in autunno sfiorisce rilasciando i semi nel terreno, per rinascere la primavera successiva. Garantendo così la continuità di fioriture nelle aiuole o nelle bordure.
Nelle regioni più fredde viene coltivata all’aperto come pianta annuale.
In vaso invece possiamo coltivare la Violaciocca come pianta perenne, spostandola in un luogo protetto durante i mesi più rigidi.
Tollera il caldo, gli ambienti salmastri e la salsedine. È quindi una pianta perfetta per un giardino al mare.
La posizione ideale è soleggiata e luminosa. In queste condizioni la pianta fiorisce di più.
Anche se può sembrare strano, coltivare le Angurie non è così difficile come si potrebbe pensare. L’Anguria o Comomero (Citrullus lanatus) è una protagonista dell’estate ed è molto apprezzata per la polpa del suo frutto, dolce e gustosa. Come il Melonefa parte della famiglia delle Cucurbitacee e richiede molto sole e irrigazioni abbondanti per maturare correttamente.
Esistono più di 1.000 varietà di Angurie anche molto diverse tra loro: tradizionalmente la polpa è rossa ma ci sono anche varietà gialle, arancioni e bianche. I semi di solito sono neri, ma ci sono varietà con semi bianchi o gialli. Anche il peso e la forma del frutto possono variare. Ci sono Angurie perfettamente rotonde e altre con forma ovale oblunga. Il peso, a seconda della varietà, può spaziare dai 2 ai 20 kg.
La scelta delle varietà è in realtà interessante per il periodo di maturazione. Esistono infatti Angurie con un ciclo vegetativo tardivo che impiegano 80/90 giorni dalla semina per maturare e altre precoci che maturano in soli 60/70 giorni.
In Italia tutti possiamo coltivare la Kalmia anche chi vive in climi rigidi poiché resiste bene anche a -15°C! Appartenente alla famiglia delle Ericaceae, questo arbusto perenne è infatti originario del nord America, dove il clima è abbastanza rigido.
La Kalmia vanta molte specie differenti per dimensioni, forma e colore dei fiori. Le foglie sono in genere simili a quelle dell’Alloro, semplici e un po’ allungate di un bel verde brillante. I fiori sono molto vistosi, resistenti e abbondanti, caratterizzati da una forma ombrelliforme e da un colore rosato o bianco.
Le due varietà più coltivate sono la Kalmia latifolia, simile al Rododendro e molto resistente al freddo e la Kalmia angustifolia, di dimensioni più contenute.
COLTIVARE LA KALMIA: È UNA PIANTA ACIDOFILA
La Kalmia come molte Ericaceae è acidofila e richiede quindi cure particolari poiché gradisce suoli acidi e concimi specifici. Per la coltivazione dovremo verificare il pH del terreno ed eventualmente acidificarlo utilizzando un terriccio per piante acidofile. Questo arbusto è caratterizzato da una crescita lenta ed è quindi adatto anche alla coltivazione in vaso, purché sia capente: con almeno 40 cm di diametro può crescere tranquillamente per alcuni anni. In questo caso per il rinvaso ricorreremo a un...
Utilizzare i larvicidi correttamente e meticolosamente ci permette di ridurre le zanzare in modo importante. Se infatti la lotta contro le zanzare adulte risulta più difficile e richiede l’uso di prodotti chimici, quella contro le larve è più semplice e si può affrontare anche con soluzioni naturali. Non è un caso se molte amministrazioni pubbliche hanno introdotto l’obbligo di utilizzare i larvicidi per limitare la presenza delle zanzare.
Una zanzara femmina ha un ciclo vitale di meno di un mese e può deporre fino a 300-400 uova. È ovvio che il vero problema è limitare la riproduzione intervenendo direttamente sulle uova.
QUANDO UTILIZZARE I LARVICIDI
Con l’aumento delle temperature, da maggio a settembre, è bene prevedere un programma di trattamenti larvicidi ogni 3-4 settimane: il prodotto è persistente ma tende a dilavare in caso di pioggia.
I larvicidi si utilizzano in presenza di acque stagnanti ferme, come per esempio laghetti, contenitori, tombini, caditoie, bocche di lupo, sottovasi, serbatoi, ecc. I nuovi...
Coltivare la Santoreggia è semplice e regala molte soddisfazioni, sia in piena terra sia in vaso. Questa erba aromatica della famiglia delle lamiacee, si presenta come un cespuglio di 30 cm di altezza circa, dotato di foglie lanceolate molto profumate e fiorellini bianchi o viola.
La Santoreggia ha un gusto particolare, leggermente piccante e in cucina si può utilizzare per insaporire legumi, carni, minestroni o verdure alla griglia. Esistono due varietà principali di Santoreggia: la Satureja hortensis, delicata e dal ciclo di coltivazione annuale e la Satureja montana dal sapore più deciso.