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Giugno 01, 2021
Coltivare un Kokedama non è facile e richiede il rispetto di alcune regole: saprà però ringraziarci per la sua bellezza esclusiva.
Il Kokedama è una tecnica di coltivazione giapponese, un po’ parente come il Bonsai, l’Ikebana o i Suiseki. Significa “palla di muschio” e di questo in effetti si tratta: il vaso viene sostituito da un involucro di muschio che contiene il substrato utile per la crescita della pianta.
Il risultato ha una notevole valenza estetica poiché si tratta di piccoli “pianeti verdi”, totalmente biodegradabili e plastic free, che possono essere appesi o coltivazione su piedistalli o sottovasi.
Sono molte le piante che possono crescere in un Kokedama, in particolare quelle d’appartamento che non hanno grandi esigenze di luce. Come le piante succulente, l’Edera, il Pothos, la Pilea e la Felce.
COLTIVARE IL KOKEDAMA: L’USO DELL’ACQUA
Non avendo un vaso, il tema dell’irrigazione merita qualche attenzione. Non è semplice trovare una “regola fissa” poiché dipende da molti fattori: la posizione (ombra o sole), la temperatura, la grandezza della sfera e, non ultimo per importanza, il tipo di pianta ospitata. L’Edera vuole meno acqua di un Phots.
Dovrete individuare voi il giusto intervallo tra una irrigazione e l’altra. Inizialmente controllando l’umidità del terriccio con un dito e col tempo imparerete a riconoscere il momento giusto semplicemente soppesando il Kokedama.
Il modo più semplice per bagnare un Kokedama è di immergerlo in una bacinella piena d’acqua per circa 10-15 minuti. In seguito lasciamo che si scoli bene sul lavandino prima di appenderlo o riporlo sul suo piedistallo.
Alcune piante, come per...
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Mag 28, 2021
Eliminare le larve delle farfalle tempestivamente è molto importante poiché possono provocare danni ingenti.
I lepidotteri, cioè farfalle e falene, comprendo migliaia di esemplari differenti e rappresentano un problema per le piante dell’orto soprattutto quando sono allo stadio larvale. Gli adulti sono infatti innocui, se non fosse per l’abitudine di deporre le uova sulle foglie: quando si schiudono, le piccole larve hanno bisogno di nutrirsi e lo fanno rosicchiando le foglie e i frutti delle colture su cui sono nate. Poiché le uova vengono deposte a decine, l’azione delle larve, che hanno apparato boccale molto robusto, può arrivare a defogliare completamente le colture portandole alla morte.
Possiamo distinguere le larve dei lepidotteri secondo tre categorie di comportamento: i minatori scavano gallerie nelle foglie e nei fusti, i defogliatori si cibano del fogliame lasciando solo le nervature, mentre i ricamatori rosicchiano le foglie.
Il problema non colpisce solo le piante orticole e gli agrumi, ma anche le Rose, i Garofani o le Bergere, ma anche grandi alberi come Pioppi, Betulle o Castagni.
ELIMINARE LE LARVE DELLA FARFALLE: INIZIAMO DALLA PREVENZIONE
Come spesso diciamo, la prevenzione è fondamentale poiché ci permette di risolvere il problema prima ancora che si presenti. Poiché il problema è rappresentato dalle larve, il primo intervento di prevenzione è la rimozione delle uova prima che si schiudano.
Sulle piante coltivate all’esterno, in giardino o nell’orto, le uova vengono deposte in primavera, indicativamente da marzo a maggio. Sulle piante coltivate in serra invece il problema si pone per tutto l’anno, anche in inverno.
È quindi importante controllare le nostre piante con attenzione, alla...
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Mag 27, 2021
Eliminare lo Oziorrinco tempestivamente è molto importante poiché questo coleottero è doppiamente insidioso: quando è allo stadio larvale si ciba delle radici, mentre quando è adulto rosicchia il fogliame. Se non interveniamo, questa combinazione di attacchi porta prima al deperimento e poi alla morte della pianta.
Inoltre l’Oziorrinco adulto è un animale notturno, quindi non è facile individuare la sua presenza: di giorno troviamo le piante rosicchiate e patite ma non riusciamo a individuare facilmente il problema.
Le piante ornamentali più soggette agli attacchi dell’Oziorrinco sono il Gelsomino, il Frassino, il Lillà, il Tiglio, l’Acero, le Rose e le siepi come il Lauroceraso. Tra le piante da frutto l’Olivo è particolarmente esposto.
Eliminare lo Oziorrinco: prevenzione e lotta
Per prevenire problemi gravi è bene conoscere le abitudini di questo coleottero. L’Oziorrinco fa la sua comparsa nei nostri giardini da giugno a ottobre, poiché nel mese di giugno depone centinaia di uova nel terreno che si schiudono dopo poche settimane diventando larve bianche con il capo marrone e una caratteristica forma a C. Le larve sono voraci divoratrici di radici.
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Mag 25, 2021
Coltivare la Peperomia è molto di moda ultimamente anche se va detto che dietro il nome di Peperomia si cela un genere di piante disponibile in tantissime varietà, anche molto diverse fra loro.
Pianta ornamentale originaria del Sudamerica, è molto apprezzata per il colore e la forma delle sue foglie, che cambiano a seconda delle diverse varietà. Le foglie carnose e appuntite, possono essere di piccole o medie dimensioni, mentre il portamento può essere cespuglioso, rampicante o strisciante.
Il colore predominante è un bel verde accesso, che può presentare qualche screziatura bianca, oppure alternarsi a un rosso scuro. Alcune varietà producono dei fiori a spadice.
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Mag 21, 2021
Coltivare i Fagiolini nell’orto è semplice e vantaggioso per diverse ragioni. I Fagiolini, detti anche cornetti nel nord Italia, oltre a essere molto gustosi migliorano anche il terreno dove sono coltivati poiché rilasciano Azoto nel suolo.
Disponibili in diverse varietà, sono dei legumi appartenenti alla famiglia dei Fagioli ma sono classificati come mangiatutto, poiché tutte le parti di questo ortaggio sono edibili.
COLTIVARE I FAGIOLINI: CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE
I fagiolini vanno coltivati in un clima mite e temperato, infatti non resistono a temperature sotto i 10° C ma neanche alle estati torride. Seminando questo ortaggio in primavera e raccogliendolo in estate, possiamo quindi coltivare il Fagiolino pressoché ovunque nel nostro paese.
Si adatta bene a ogni tipo di terreno, basta che sia fertile e bene drenato. Prima di seminare è consigliabile lavorare il terreno con almeno una settimana di anticipo: con zappa e rastrello rendete soffice il terreno, rompete le zolle più compatte ed eliminate...
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Mag 18, 2021
I fiori di colore bianco sono luminescenti e spiccano nel giardino. Chi ama il giardinaggio sa bene quanto i colori e i loro abbinamenti siano importanti. La giusta scelta dei colori delle fioriture può caratterizzare un’aiuola, una bordura ma anche un terrazzo. Senza considerare che, come è noto, i colori possono condizionare il nostro stato d’animo.
Il verde del parto e delle foglie può essere considerato una tavolozza che fa da sfondo ai colori delle fioriture che, col passare delle stagioni, si alternano e caratterizzano l’insieme. È un colore neutro che trasmette un senso di solidità e costanza e non è un caso se viene spesso utilizzato per abbellire case di cura e ospedali. Anche il bianco, in cromoterapia, svolge una funzione simile al verde ed è simbolo di rinascita e stimola energia positiva.
Nel giardinaggio il colore bianco è molto utile per dare luminosità a uno spazio ombreggiato: in mezzo alle piante sempreverdi i fiori bianchi spiccano e attirano l’attenzione.
FIORI DI COLORE BIANCO: 10 PIANTE DA NON PERDERE
Sono tante le piante che donano fioriture candide e molte sono anche facilissime da...
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Mag 14, 2021
Quello dei marciumi radicali delle piante in vaso è un problema tipico di questo periodo, in cui il caldo inizia ad aumentare e le innaffiature crescono di pari passo. Ma se avete esagerato con l’irrigazione e le vostre piante sono zuppe, niente paura: ecco cosa dovete fare!
MARCIUMI RADICALI DELLE PIANTE IN VASO: PERCHÉ SONO UN PROBLEMA
L’eccesso di acqua di acqua nel sottovaso e un tasso di umidità troppo alto del terriccio possono rappresentare un problema per molte piante, come per esempio le acidofile. La radici infatti, affogate nell’acqua in eccesso o inzuppate nella troppa umidità, rischiano di morire per asfissia, di marcire e di dare luogo a malattie fungine (come la Phytophthora cinnamomi). Non dimentichiamo che le spore trovano nell’umidità l’ambiente ideale per svilupparsi. Ovviamente in queste condizioni le radici perdono parte delle loro funzioni e la pianta inizia a manifestare delle fisiopatie.
I sintomi si manifestano con un malessere generale della pianta, che risulta debole, ingiallita e tende a perdere le foglie. Il problema è che spesso attribuiamo il malessere alla mancanza di acqua e innaffiandola andiamo a peggiorare la situazione!
COME PREVENIRE IL PROBLEMA
Per evitare i marciumi radicali dobbiamo seguire poche e semplici regole.
Anzitutto scegliamo sempre dei terricci ben drenanti e specifici per le piante che vogliamo rinvasare. Per esempio per le piante grasse non usiamo substrati universali ma solo quelli specifici per le cactacee: contengono una parte di sabbia proprio per migliorare il drenaggio dell’acqua. Una caratteristica del substrato è la porosità: deve assorbire l’acqua come una spugna, senza creare pozze o acqua stagnante.
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Mag 13, 2021
Coltivare il Rabarbaro è davvero semplice e richiede pochissimo impegno. Il Rabarbaro (Rheum rhabarbarum)è una pianta erbacea perenne rizomatosa, tipicamente coltivata nel nord Europa perché cresce bene anche a temperature piuttosto basse. Il suo utilizzo in cucina è vario, infatti le coste di questo ortaggio possono essere usate sia per preparare dolci e marmellate, sia per insaporire piatti salati grazie al loro gusto dolciastro e acidulo.
La parte commestibile della pianta è il gambo, mentre le foglie, a causa dell’elevato contenuto di acido ossalico, sono tossiche e non vanno assolutamente consumate. Solo i piccioli fogliari si possono consumare ma ne va fatto un uso moderato per evitare effetti collaterali a causa delle proprietà lassative.
Ci sono vari tipi di Rabarbaro: come il Rheum undulatum e il Rheum rhaponticum ma per la raccolta del rizoma viene più frequentemente coltivato il Rheum palmatum, detto Rabarbaro cinese.
Coltivare il Rabarbaro: attenzione ai ristagni!
La pianta di Rabarbaro esige climi miti e non troppo caldi: resiste bene in zone di montagna, anche durante la stagione invernale. Quindi se coltiviamo il Rabarbaro in luoghi caratterizzati da estati molto calde è consigliabile sistemare questa pianta all’ombra, in posizioni ben ventilate.
È dotata di una grossa radice fittonale, di conseguenza è difficile coltivarla in vaso, ma non impossibile! Se vogliamo cimentarci in questa impresa dovremo munirci di un grosso contenitore, abbastanza profondo da permettere alla pianta di svilupparsi e ben drenato per evitare marciumi.
Per la coltivazione nell’orto, dovremo lavorare il terreno precedentemente, avendo cura di rompere le zolle più dure e compatto e di integrare nel suolo un fertilizzante organico, come lo stallatico pellettato.
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Mag 11, 2021
Coltivare la Vinca o Pervinca è molto comune sia a scopo ornamentale sia per le sue incredibili proprietà. Pianta perenne originaria dei Tropici, è conosciuta principalmente per la sua tossicità ma viene utilizzata anche a scopo medico. Ne esistono moltissime varietà, dal portamento rampicante o eretto, in diverse tonalità anche se il tipico color Pervinca è celeste-viola.
Per la coltivazione in vaso sono perfette le varietà ricadenti che creano stupende cascate di fiori, mentre se vogliamo decorare il giardino possiamo scegliere Vinche dal portamento cespuglioso, per formare eleganti macchie di colore. I suoi delicati fiori sbocciano da primavera fino all’autunno.