Spruzzare il Caolino sulle piante per proteggerle da insetti e funghi diventerà presto un'abitudine per gli appassionati di giardinaggio italiani. Quest’anno è entrato in vigore un Decreto (33/2018) che limita fortemente l’accesso agli agro farmaci agli hobbisti, togliendo dal commercio molti prodotti che tradizionalmente venivano utilizzati per difendere le piante del giardino e dell’orto da insetti parassiti e malattie fungine.
Gli hobbisti sono perciò obbligati a un bivio: abbracciare le soluzioni naturali a nostra disposizione oppure chiamare un giardiniere professionista dotato del patentino fitosanitario che permette l’acquisto e l’uso degli agrofarmaci. È quindi un’occasione per modificare il nostro approccio con la coltivazione per sposare le tecniche del “giardinaggio biologico”.
È però importante precisare che il “giardinaggio biologico” è basato più sul controllo e sulla prevenzione che sull’eliminazione. Non avendo più a disposizione prodotti “chimici”, che uccidono all’istante gli insetti parassiti o le spore fungine, dovremo mettere in atto tutte le pratiche agronomiche e le soluzioni per prevenire il loro arrivo e insorgere. A partire dalla primavera, cioè il periodo in cui si manifestano i parassiti, dovremo quindi controllare regolarmente e attentamente le nostre piante alla ricerca delle prime tracce della presenza di parassiti: all’inizio è più facile debellare il problema anche con le soluzioni biologiche, se invece la pianta è già infestata sarà più complicato. Inoltre dovremo trattare le nostre piante con particolari prodotti biologici e di origine naturale che hanno la capacità di rafforzare le difese della pianta e di creare un habitat sgradito agli insetti.
Stai cercando delle piante resistenti al freddo per decorare il terrazzo anche in inverno? Ecco 10 piante capaci di tollerare anche i freddi più intensi con caratteristiche peculiari per ogni esigenza.
Piante resistenti al freddo: 10 varietà da non perdere per il terrazzo!
1. Lauroceraso
Su un terrazzo abbiamo bisogno anzitutto di piante sempreverdi, utili per costruire siepi o “pareti verdi”. Tra quelli che resistono meglio al freddo merita una menzione il Lauroceraso (Prunus lurocerasus), un arbusto vigoroso perfetto per realizzare siepi schermanti. Tollera il freddo fino a -15°C.
2. Viburno
Sempre per realizzare “pareti verdi”, anche il Viburno ha un’ottima tolleranza al freddo: alcune varietà arrivano a -20°C. Il Viburno tino (Viburnum tinus) è un arbusto compatto, con grandi foglie di colore verde scuro, indicato per la coltivazione in vaso sul terrazzo. Anche il Ligustro(Ligustrum ovalifolium) è un’ottima alternativa: resiste fino a -15°C e ci sono varietà con foglie screziate molto decorative.
3. Deutzia scabra
Accanto alle “pareti verdi” dobbiamo però affiancare delle fioriture. La Deutzia appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae, quella delle Ortensie, e da maggio a luglio produce tanti fiori bianchi e rosa a forma di stella riuniti in vistosi grappoli. Non tutte le Deutzie tollerano il freddo, ma la ...
Coltivare la Cambria è facile e ci ripaga con fioriture davvero straordinarie. È bene però sapere che il termine “Cambria” non identifica un genere di Orchidee ma viene utilizzato per classificare una serie di ibridi ottenuti dall’incrocio tra diverse piante della famiglia delle Orchidaceae. In particolare di Brassia, Cochlioda, Miltonia, Odontoglossum e Oncidium.
È un uso iniziato circa un secolo fa, quando si sviluppò l’ibridazione delle Orchidee e la Vuylstekeara Cambria Plush riscosse molto successo. Il marchio commerciale Cambria, inventato dall’ibridatore belga, fu talmente associato a questi nuovi ibridi molto spettacolari da venire utilizzato oggi come nome comune per identificare gli ibridi di Orchidea caratterizzati da fiori maculati e colori vivaci.
Le Cambria, un po’ come tutte le Orchidee, hanno pseudobulbi da cui si sviluppano lunghe foglie nastriformi di colore verde intenso. Tra le foglie spunta il lungo stelo floreale su cui spiccano fino a 7 boccioli.
Essendo incroci intergenerici possono fiorire in primavera e in autunno in funzione delle Orchidee utilizzate per l’incrocio. I tempi di fioritura e le temperature minime possono quindi variare. Naturalmente anche i colori dei fiori possono molto cambiare: gli ibridi servono anche a quello, oltre a migliorare le performance della pianta rispetto alle temperature e ai parassiti. Di solito le Cambrie hanno colori molto vivaci, dal rosso al viola, dal giallo all’arancio e spesso hanno petali screziati o maculati.
Un aspetto interessante è che possiamo coltivare e raccogliere il Pak Choi per quasi tutto l’anno, dall’inizio di febbraio fino all’inizio dell’inverno. È così che questo cavolo cinese sta entrando lentamente anche negli orti italiani, perché ha un gusto delicato e possiamo consumarlo sia crudo sia cotto.
Il Pak Choi (Brassica rapa spp. Chinensis) è un cavolo di origine cinese e consumato in tutto l’Asia e oggi sempre più diffuso anche in Europa e in Italia. È ricco di vitamine e di sali minerali ed è simile alle Bietole, con una costolatura bianca spessa e tenere foglie di colore verde chiaro. Le foglie più giovani sono tenere e si possono mangiare crude in insalata. I cespi e le costolature più grandi si consumano cotti.
Se stiamo cercando dei fiori spettacolari per decorare le aiuole in giardino, vi suggeriamo di coltivare le Alstroemerie.
Si tratta di una pianta bulbosa caratterizzata da belle fioriture estive con steli alti anche fino 1 metro. Sono quindi piante perfette per “spiccare” nelle aiuole o nelle bordure. La fioritura può iniziare già dalla fine della primavera e se l’autunno è mite prosegue fino a ottobre.
Quella di travasare i Cactus è un’operazione che dobbiamo prevedere periodicamente, anche se molte delle piante appartenenti alla famiglia delle Cactaceae sono contraddistinte da una crescita molto lenta.
Quando travasare i Cactus
In linea di massima è consigliabile rinvasare i Cactus ogni 3 anni con l’obiettivo di sostituire il vecchio terriccio esausto con un nuovo substrato. Naturalmente dipende anche dal tipo di pianta e dalla grandezza del vaso: in quest’ultimo caso sarà sufficiente sostituire il terriccio superficiale.
Ma ci sono altri casi che ci dovrebbero indurre a travasare un Cactus.
Se le radici della pianta fuoriescono dal fondo del vaso o attraverso i fori di drenaggio, è probabile che il vaso sia diventato troppo piccolo. Può capitare con le piante appena acquistate in vasi di piccolissime dimensioni, che vanno sostituiti con un contenitore più grande.
Se il terriccio è troppo compatto, umido o manifesta la presenza di spore fungine, forse abbiamo esagerato con l’acqua. Prima dell’insorgere di una malattia fungine sulla pianta, è bene rinvasare la pianta avendo cura di buttare il vecchio terriccio e cambiamolo con nuovo substrato specifico per piante grasse.
In ogni caso, è importante scegliere un nuovo vaso che sia solo leggermente più grande del vecchio e utilizzare un terreno specifico per piante grasse con un buon drenaggio per evitare che le radici marciscano.
Il periodo migliore per il travaso è la primavera inoltrata. Vanno evitati i periodi in cui le piante sono già stressate da fattori climatici, come l’afa estiva o il gelo invernale. In casi urgenti, come un terriccio contaminato da funghi o uova di insetti parassiti, possiamo rinvasarlo in qualsiasi periodo dell’anno, ma evitiamo di danneggiare le radici...
Ci sono molti buoni motivi per coltivare il Luppolo! Anzitutto per la produzione dei germogli e delle infiorescenze da usare in cucina e per la produzione della birra, ma non va sottovalutata la sua valenza ornamentale. È un rampicante vigoroso e con un bel fogliame decorativo e può essere usato come alternativa all’Edera per creare una parete verde sul terrazzo o ricoprire una pergola in giardino.
Perché coltivare il Luppolo
Il Luppolo (Humulus lupulus) è una pianta erbacea perenne: se coltivata correttamente supera i 20 anni.
È un rampicante e produce steli esili ma molto lunghi: possono raggiungere i 10 metri di lunghezza. Le foglie sono a forma di cuore e sono molto ornamentali. Si sviluppa in verticale in trecce eleganti e crea una grande massa di foglie e grappoli di fiori. Se coltiviamo il Luppolo per i suoi fiori dovremo ridurre il fogliame per stimolare la produzione di infiorescenze. Se invece lo usiamo a scopi paesaggistici, per esempio per ricoprire rapidamente una pergola, lo lasceremo crescere liberamente. Da un punto di vista decorativo è una valida alternativa alla Vite o all’Edera, in particolare per le pareti o le strutture all’ombra.
Il Luppolo è una pianta caducifoglia. In inverno perde le foglie e la parte aerea, per poi rispuntare all’inizio della primavera. È una pianta dioica, quindi produce fiori maschili e femminili. I primi hanno una forma a pannocchia, mentre quelli femminili, più interessanti da un punto di vista alimentare, hanno una caratteristica forma conica. I fiori femminili contengono ghiandole resinose con una sostanza gialla detta lupulina, composta da acidi, polifenoli e oli essenziali che danno il tipico sapore amaro alla birra.
Usare Sapone Molle e Olio di Neem contro gli afidi e altri parassiti delle piante è un’ottima soluzione biologica, efficace e testata.
Olio di Neem contro gli afidi delle piante: perché usarlo
L’Olio di Neem è un prodotto totalmente naturale ottenuto dalla lavorazione dei semi di una pianta originaria dell’India, il Neem o Nim (Azadirachta indica). I semi contenuti nel frutto del Neem sono ricchi di limonoidi e di oltre 100 principi attivi, tra cui l’azadiractina usata come insetticida e acaricida in agricoltura biologica. Un po’ tutte le parti della pianta contengono azadiractina, infatti nei paesi di origine c’è la tradizione di inserire foglie di Neem negli armadi e nei libri per tenere lontani i parassiti, ma sono particolarmente concentrati nei semi. Un’abitudine storica figlia dell’osservazione: l’albero di Neem non veniva attaccato dai parassiti.
Oggi sappiamo perché: l’azadiractina svolge un’azione fagorepellente e rende le foglie disgustose per gli insetti parassiti. Non solo: svolge anche un’azione translaminare, cioè penetra nei tessuti e quindi raggiunge tutte le parti della pianta. Se viene applicato per via radicale ha discrete proprietà sistemiche ed esplica la sua azione nel tempo.
È bene precisare che il Neem non influenza l’azione degli impollinatori e delle api. È biodegradabile al 100% e rappresenta anche ottimo concime organico azotato, particolarmente utile per aiutare la pianta a superare l’arresto vegetativo dovuto a stress abiotici (carenze idriche, salinità del terreno, ecc.) e biotici (attacchi fungini, batterici, virali e di insetti fogliari...
L’ultima novità dei centri giardinaggio è l’invito a coltivare la Coffea Arabica, cioè la pianta del Caffè, che spesso viene proposta all’interno di grandi tazze al posto del vaso, proprio per richiamare la nota bevanda. Una simpatica idea regalo!
Avete ricevuto una pianta del Caffè e non sapete come coltivarla? Ve lo diciamo noi!