Eliminare le Cocciniglie tempestivamente dalle piante ornamentali è importante poiché possono produrre fino a 3 generazioni in anno se le condizioni meteorologiche lo consentono. In appartamento, con temperature stabili e mai sotto zero, possono riprodursi anche inverno.
Le Cocciniglie sono una famiglia di insetti fitofagi, ognuno specializzato per ogni coltura e spesso molto differenti fra loro. Sono tutte contraddistinte da uno “scudetto” protettivo, ma in alcuni casi è di colore biancastro, in altri casi è nero oppure a forma di ciuffo di cotone. Come la Cocciniglia del Fico (Ceroplastes rusci), quella della Vite (Planococcus ficus), del Corniolo (Parthenolecanium corni) o la Cocciniglia di San José (Quadraspidiotus perniciosus) considerata come una delle più pericolose al mondo.
Hanno un apparato boccale pungente/succhiante col quale forano le foglie, i fusti e i fiori e succhiano la linfa. I danni alle piante sono evidenti: le parti danneggiate appaiono decolorate mentre la pianta smette di fiorire e di crescere. Alcune Cocciniglie rilasciano una melata appiccicosa sulla pianta, che può provocare fumaggini e malattie fungine.
Le Cocciniglie possono colpire le piante da frutto, ma sono frequenti anche sulle piante ornamentali.
Le neanidi delle Cocciniglie, cioè le forme giovanili dell’insetto che daranno origine ai nuovi adulti e alla infestazione primaverile, sono già presenti in autunno. Si nascondono nel terreno, nella corteccia o nel fogliame in inverno e iniziano la loro attività con l’arrivo del caldo in primavera.
Eliminare le Cocciniglie dalle piante ornamentali: i prodotti biologici di libera vendita
La lotta biologica prevede l’uso integrato di differenti sistemi di difesa. Inoltre la prevenzione è molto importante, poiché l’obiettivo non è uccidere insetti ma creare un ambiente inadatto per il loro sviluppo.
Chi coltiva gli ortaggi spesso si trova a dover combattere gli Afidi, specialmente a partire dalla primavera. Questi insetti infatti iniziano la loro attività quando le temperature iniziano a salire dopo l’inverno. In estate, a causa del clima troppo caldo e secco, posso ridurre l’attività ma sono attive fino all’autunno.
Il vero problema è la loro grande prolificità. Sono piccoli e quasi invisibili, infatti vengono chiamati anche pulci delle piante, e se non controlliamo con frequenza le nostre piante per cogliere i primi segnali d’allarme rischiamo di accorgerci quando ormai si sono già moltiplicate.
Fortunatamente abbiamo molte frecce al nostro arco per difendere il nostro orto dagli Afidi, anche con soluzioni totalmente naturali e consentite in agricoltura biologica.
Combattere gli Afidi: iniziamo dalla prevenzione
Il modo migliore per combattere gli Afidi è evitare che depongano le uova sulle nostre piante e inizino una infestazione.
Come abbiamo scritto si tratta di insetti piccolissimi ed è arduo inviduarli e toglierli manualmente. Possiamo invece ricorrere a soluzioni che rendono le piante immangiabili o inospitali gli Afidi.
I prodotti a base di Neem (pellet, polvere, ecc.) sono ricchi di limonoidi e principi attivi, tra cui l’azadiractina usata come insetticida e acaricida in agricoltura biologica. L’azadiractina svolge un’azione fagorepellente e rende le foglie disgustose per i parassiti. Non uccide quindi gli Afidi, ma evita che prendano la “residenza” sulle nostre piante. Se vuoi maggiori informazioni...
Possiamo coltivare la Astrantia major per arricchire le bordure fiorite con una bella fioritura profumata in estate. La Astrantia major appartiene alla famiglia delle Apiacee ed è una delle specie più utilizzate di questo genere di piante. Possiamo trovare diversi ibridi con colorazioni differenti, dal bianco al rosa, dal rosso al viola.
È una pianta erbacea perenne che genera un cespo di foglie basali lunghe circa 10 cm, da cui da giugno ad agosto spuntano tanti piccoli fiorellini ombrelliformi molto profumati. I fiori sono circondati da brattee violacee.
Oltre alla sua bellezza, l'Astrantia Major è anche una pianta che favorisce l'ecosistema poiché i suoi fiori attirano api, farfalle e altri insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità e alla salute dell'ambiente.
La sua resistenza e la durata della fioritura e delle foglie la rendono una scelta ideale per un giardino a bassa manutenzione.
Dove coltivare la Astrantia major
Cresce bene anche in mezz’ombra ma al sole fiorisce di più.
Tollera il gelo fino a -5°C e possiamo coltivarla facilmente in tutta Italia. Verso dicembre tende a perdere la parta aerea, soprattutto se fa troppo freddo: niente paura, a marzo torneranno a spuntare le piantine.
Coltivare il Paphiopedilum è facile e un buon motivo per farlo è la sua originale infiorescenza, da cui prende il nome. Paphiopedilum deriva infatti da Paphos, città di Cipro legata alla nascita di Venere, e Pedilon che significa pantofola. Il nome “Pantofola di Venere” gli è stato attribuito alla particolare forma del fiore del Paphiopedilum che, in effetti, sembra proprio una ciabatta!
Il Paphiopedilum è un genere di piante appartenenti alla grande famiglia delle Orchidee (Orchidacee) originaria dell’Asia e dell’Oceano Pacifico.
Anche le foglie sono molto decorative, sono lunghe e slanciate e partono direttamente dal rizoma. Su uno stelo fiorisce solo un fiore ma è di grandi dimensioni: fino a 30 cm! Inoltre rimane sulla pianta per almeno due mesi.
I trattamenti con biostimolanti e corroboranti sulle piante sono utili per migliorare le difese naturali delle colture e limitare la comparsa di malattie fungine, insetti parassiti e fisiopatie causate da errori di coltivazione.
La scelta di abbracciare il "giardinaggio biologico" e di utilizzare i corroboranti si basa sulla volontà di ridurre l'uso di prodotti chimici e di tutelare l'ambiente. I corroboranti rappresentano un importante alleato in questo percorso. È opportuno precisare che in Italia la produzione e la vendita di questi prodotti sono regolamentate da decreti legislativi. Sia i corroboranti sia i biostimolanti sono a base di sostanze di origine naturale, estratte da vegetali (come l'ortica, il tannino e gli oli vegetali) o da minerali (per esempio la polvere di roccia).
Già sperimentati con successo in agricoltura biologica per la lotta integrata contro parassiti e spore fungine, oggi sono diventati un’arma fondamentale per gli hobbisti, specialmente quelli sprovvisti di patentino fitosanitario che dal 2023 non potranno più acquistare liberamente gli agrofarmaci per la cura delle piante.
Perché usare i corroboranti sulle piante
I corroboranti in Italia sono normati ed elencati dal DPR 55/2012 che li definisce come “sostanze di origine naturale, diverse dai fertilizzanti, che migliorano la resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi e proteggono le piante da danni non provocati dai parassiti”. Quindi, pur non essendo “fitosanitari”, svolgono un’azione utile per contrastare i parassiti poiché aumentano le difese naturali delle piante.
Le piante usano principalmente due metodi per difendersi. Inibiscono l’alimentazione e la riproduzione dei parassiti o dei funghi, per esempio indurendo la cuticola della foglia, cioè lo strato più superficiale. Oppure possono emettere dei messaggi volatili...
Possiamo coltivare la Zephyranthes per decorare le bordure o le aiuole in giardino oppure in vaso sul terrazzo.
Le Zephyranthes sono un genere di piante della famiglia delle Amarillacee che comprende quasi 200 specie. In giardino sono molto usate la Zephyranthes candida che produce fiori bianchi da agosto a ottobre e la Zephyranthes grandiflora. La Zephyranthes rosea, detta Giglio della Palude, è una varietà paludosa e può essere coltivate nell’acqua ai bordi dei laghetti o degli stagni.
La Zephyranthes grandiflora è una pianta erbacea perenne e produce dei fiori rosacei che perdurano sulla pianta da giugno fino a settembre. I fiori durano pochi giorni ma la pianta ne produce in continuazione.
Ci sono piante con le foglie strane, ma talmente strane da risultare più belle di molti fiori! Oggi ci dedichiamo alle piante che danno il meglio di sé nel fogliame e possono arredare un ambiente e colpire l’attenzione dei nostri ospiti con i colori e le decorazioni delle foglie . Ecco la nostra top ten!
Actinidia kolomikta
Si tratta una varietà di Kiwi ornamentale e viene coltivata soprattutto per la particolarità delle sue foglie tricolori. Nascono verdi e col passare delle settimane tendono al rosa e al rosso: il risultato sono delle stranissime foglie con strisce orizzontali di tre colori. La Actinidia kolomikta è una pianta rampicante: verso ottobre perde il fogliame che tornerà nella prossima primavera.
Aglaonema
Tutte le Aglaonemasono caratterizzate da foglie variopinte, con screziature che creano un interessante contrasto bicolore. Sono molto diffuse quelle con foglie quasi bianche e margini e nervature verde scuro. Ma la nostra preferita è la Aglaonema Sunny Star con foglie di colore rosso vivo bordate di verde che sembrano venire da un altro pianeta.
Alocasia sanderiana
La Alocasia sanderiana ha foglie davvero spettacolari che ne fanno una pianta scultorea. I lunghi steli sorreggono grandi foglie a forma di freccia con un colore di fondo verde scuro su cui spiccano le nervature più chiare. Il risultato è un disegno geometrico che sembra dipinto da un pittore. Le foglie delle piante adulte possono raggiungere un metro di lunghezza.
Begonia maculata
Anche la Begonia maculata sembra creata dal pennello di un artista, in particolare...
Quali soluzioni ha un hobbista per combattere la Peronospora in un orto o in frutteto dopo i recenti divieti sull’uso degli agrofarmaci? Dobbiamo passare a una “lotta biologica” che prevede l’uso di diverse armi, che possono essere congiuntamente, specialmente in caso di invasione!
Perché combattere la Peronospora
Con il termine Peronospora indichiamo generalmente una serie di malattie fungine che attaccano le piante commestibili, quindi da orto e da frutto, provocando necrosi e marciumi. In realtà la famiglia delle Peronosporacee è composta da molti generi differenti che spesso identifichiamo con il nome delle colture maggiormente colpite. Come la Peronospora della Lattuga (Bremia lactucae), quella delle Crucifere che attacca i Cavoli (Peronospora brassicae) o quella della Vite (Plasmopara viticola).
In caso di infezione in un orto o in un frutteto i danni provocati dalla Peronospora sono ingenti, con perdita dei frutti e delle stesse piante nel caso di quelle erbacee. Sulle foglie appaiono delle macchie brune o grigie, la pianta smette di fiorire e tende a seccare, nei cespi di insalata colpisce le foglie esterne ma può estendersi all’interno e nelle Cucurbitacee arriva a distruggere la pianta. Inoltre le spore di propagano facilmente tramite il vento e in condizioni favorevoli, cioè in presenza di ambienti umidi o piovosi, possono facilmente contaminare le piante vicine.
Per queste ragioni è bene prevedere gli interventi preventivi, per evitare che il problema insorga, e dei trattamenti risolutivi in caso di infezione.
Possiamo utilizzare il Fosfato Ferrico in giardino e nell’orto per diminuire efficacemente la presenza di Lumache e Limacce, specialmente se tutti i sistemi di prevenzione non hanno sufficientemente limitato la diffusione di questi animali.
In presenza di un ambiente molto umido, ricco di acqua e di piantine giovani da mangiare, le Lumache e le Limacce tendono a riprodursi molto rapidamente mettendo a rischio le piante del nostro giardino. Finché si tratta di qualche bordura fiorita, possiamo tollerare. Ma quando si tratta dell’orto, che richiede molte ore di lavoro e impegno, è bene non abbassare la guardia in presenza di questi animali.
Perché usare il Fosfato Ferrico in giardino
Il problema delle Limacce sorge soprattutto nei mesi più piovosi e con un alto tasso di umidità.
Sono animali tendenzialmente notturni, il momento più fresco della giornata, e dopo il tramonto escono dalle tane nel sottosuolo e rosicchiano le piante per cibarsi. I raggi del sole tendono a essiccare il corpo molle delle Lumache e rendono difficile il loro spostamento, che avviene sui terreni umidi su cui scivolano grazie alla bava. Nelle giornate afose dell’estate si nascondono nel terreno alla ricerca di umidità, in attesa della pioggia o del nostro sistema di irrigazione automatico.
Il Fosfato Ferrico è una sostanza di origine naturale e consentita in agricoltura biologica. È una sostanza attiva presente naturalmente nel suolo e, dopo aver svolto la sua funzione contro le Lumache e le Limacce, verrà degradata dai microrganismi del terreno per diventare nutrimento per le piante.
Svolge però un’azione lumachicida: dopo averlo ingerito questi parassiti gasteropodi cessano di nutrirsi e muoiono.