Usare il Tannino sulle piante ci permette di ottenere numerosi benefici. Precisiamo subito che il Tannino è una sostanza del tutto naturale e viene estratto dagli alberi. Fa parte dei polifenoli, antiossidanti presenti nel mondo vegetale, e serve alle piante per crescere in presenza di troppa umidità e limitare l’attacco di funghi, batteri e parassiti. Come fanno le Mangrovie a crescere nell’acqua o i Castagni nei boschi umidi e piovosi senza prendere malattie fungine? Grazie al Tannino!
In agricoltura biologica questa capacità è stata analizzata e sperimentata da molti anni. Sia con diversi tipi di applicazioni (in particolare fogliare e radicale), sia nelle diverse parti del giardino (orto, ornamentali, piante da frutto, ecc.).
Come e perché usare il Tannino sulle piante
I Tannini possono avere una diversa origine botanica, ma per la cura delle piante si utilizza quello estratto con metodi...
Se non abbiamo la fortuna di possedere un giardino possiamo coltivare il Pesco anche in vaso. Naturalmente sceglieremo una varietà nana che non crescerà più di 150 cm, contrariamente ai Peschi coltivati in giardino che possono toccare gli 8 metri.
Il Pesco (Prunus persica) è molto amato anche come pianta ornamentale, per le sue generose fioriture rosa che sbocciano sulla pianta ancora spoglia all’inizio della primavera.
I frutti maturano dai primi di giugno a fine settembre, a seconda delle varietà. Nei centri giardinaggio possiamo trovare un’ampia gamma di Peschi, spesso con le relative versioni nane. Possiamo dividere le Pesche in quattro grandi gruppi: a pasta gialla, a pasta bianca, nettarine (o Pesche noci) e Percocche. Queste ultime sono particolarmente utilizzate per la produzione di succhi e marmellate per il colore limpido e stabile nel tempo.
Dove coltivare il Pesco
Scegliamo una posizione soleggiata per stimolare la fioritura e la fruttificazione. Evitiamo i luoghi troppo esposti al vento.
Proprio perché fiorisce molto presto è una pianta esposta alle gelate tardive. Se dovesse succedere ne risentirà la produzione dei frutti.
Come coltivare un Pesco in vaso
Scegliamo un vaso molto ampio e profondo, di almeno 50x50x50 cm. Lo sviluppo della parte aerea sarà simile a quello delle radici: più il vaso è grande e più crescerà la pianta.
I fertilizzanti a cessione programmata sono l’ultimo ritrovato della ricerca per venire incontro alle esigenze degli appassionati. Quante volte ci siamo dimenticati di concimare le piante del giardino o quelle in vaso? Con i concimi liquidi, da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 15 giorni, può capitare. E quante volte ci è capitato di bruciarele radici per aver esagerato? Per non parlare di chi ama circondarsi di piante ma ha pochissimo tempo da dedicargli.
La “rivoluzione” apportata dai fertilizzanti a cessione programmata consiste nel fatto che è sufficiente una sola applicazione all’anno!
I fertilizzanti a cessione programmata: basta 1 volta all’anno!
I fertilizzanti a cessione programmata sono costituiti da granuli avvolti da una speciale membrana semipermeabile in resina, totalmente naturale ed estratta da oli vegetali.
I granuli contengono tutte le sostanze nutritive: naturalmente Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K) ma anche una serie di microelementi essenziali alla crescita ottimale delle piante in vaso e non. Come Ferro (Fe), Manganese (Mn), Rame (Cu) e Zinco (Zn).
L’umidità del terreno, che penetra nei pori della membrana in resina, rende solubili i nutrienti contenuti all’interno. Cioè li scioglie, in modo siano subito assimilabili dalle radici.
Con l’aumentare della temperatura e quindi con la ripresa vegetativa delle piante la membrana si apre e libera le sostanze nutritive nel terreno. In questo modo, sfruttando l’azione sinergica dell’umidità e della temperatura, rilasciano le sostanze nutritive nel giusto dosaggio, in modo graduale e nel momento giusto.
Come e quando si usano
Anzitutto vi suggeriamo ove possibile di scegliere un fertilizzante specifico per il tipo di pianta. In modo abbia un titolo, cioè un rapporto tra Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K), ottimale. Per esempio i concimi a cessione programmata per Rose e arbusti da fiore hanno un titolo NPK 22-7-14 mentre quelli per Agrumiha un NPK 20-7-16.
I fertilizzanti a cessione programmata si possono usare...
Possiamo coltivare i Lisianthus in giardino per creare delle belle bordure fiorire, ma possiamo coltivarlo con successo anche in vaso sul terrazzo e in casa. La particolarità di questa pianta sono le sue belle fioriture che iniziano in primavera e durano fino alla fine dell’estate. I suoi fiori recisi, eleganti e con stelo lungo, sono molto utilizzati per abbellire composizione e i bouquet delle spose.
Il Lisianthus (Eustoma) è un genere di piante della famiglia delle Gentianaceae, originarie del sud America e dei Caraibi. È una pianta erbacea che generalmente viene coltivata come annuale per utilizzarne i fiori recisi. Ma se la coltiviamo in un ambiente protetto, come la casa, possiamo coltivarla come perenne.
La pianta è composta da lungi steli, anche 60 cm, con foglie di colore verde scuro, lanceolate con aspetto ceroso. I fiori sono tendenzialmente bianchi ma esistono varietà viola e bicolori e sbocciano in cima allo stelo.
Seminare il prato e ripararlo in modo corretto è l’obiettivo di molto possessori di giardini che, con l’arrivo della primavera, si trovano a dover rigenerare un prato da far invidia al vicino.
Ecco quindi 8 regole per effettuare una semina a regola d’arte!
Come seminare il prato in otto mosse
1. Fresare il terreno da seminare in modo da sminuzzare bene il terreno. Eliminare le infestanti presenti e la vegetazione indesiderata. Per ottenere un prato esente da infestanti è utile bagnarlo come se fosse seminato: così germineranno le eventuali infestanti presenti e potremo procedere con un diserbo totale che ci consenta di seminare velocemente.
2. Lavorare il terreno in modo da livellarlo con le giuste pendenze e renderlo soffice per i primi 20 cm.
3. Utilizzare un rastrello per rimuovere tutti i materiali estranei presenti ed eventuali sassi, distribuire al bisogno del terriccio per tappeti erbosie procedere alla realizzazione del letto di semina.
4. Distribuire il seme con l’apposita scatola pretagliata o attraverso l’impiego...
Le malattie fungine in un orto appaiono nella maggior parte dei casi per un errore di coltivazione. Spesso connesso a un’eccessiva umidità ambientale e all’irrigazione. Il primo modo per prevenire l’insorgere di spore nell’orto è quindi quello di rispettare le corrette pratiche agricole.
Ci sono però dei prodotti di origine totalmente naturale che ci possono venire in aiuto. Anche per correggere eventuali errori e “asciugare” terreno troppo zuppi.
Prevenire le malattie fungine in un orto: la polvere di roccia
La polvere di roccia è un materiale naturale ottenuto dalla macinazione di differenti minerali. Come il Caolino, la Zeolite o l’Idrogeno carbonato di Sodio. Risultano utili poiché hanno la capacità di assorbire l’acqua in eccesso e di creare delle condizioni non idonee per lo sviluppo delle spore. Per la capacità di “disidratare” velocemente gli habitat, le polveri di roccia vengono utilizzate anche per limitare la presenza di lumache e limacce.
Molti green lovers iniziano a coltivare la Dicentra spectabilis per la particolarità dei suoi fiori a forma di cuore. La Dicentra spectabilis è una pianta erbacea perenne e in giardino viene spesso coltivata in gruppi per creare bordure e aiuole fiorite. Ma possiamo coltivare con successo la Dicentra spectabilis anche in vaso.
Resiste al freddo e agli ambienti “difficili” e può essere coltivata in tutta Italia.
I fiori spuntano in fila sui rami da maggio a luglio. Di solito sbocciano infiorescenze di colore rosa con un cuore bianco, ma non mancano le varietà completamente bianche.
La Rebutia è composta da piccole piante con forma sferica allungata. Sono spinose, spesso coperte di una lanugine chiara e non superano gli 8 cm di diametro. Il vero miracolo è la fioritura poiché spesso le infiorescenze sono più grandi ed evidenti della pianta! Dall’inizio della primavera fino alla fine dell’estate, infatti, le piante Rebutia con almeno 2/3 anni producono delle infiorescenze molto grandi a forma di calice. Le diverse specie di Rebutia possono avere fiori di colori diversi: rosso, arancione, giallo e bianco.
Dove coltivare la Rebutia
In natura la Rebutia è originaria del sud America e quindi richiede temperature abbastanza calde. La nostra casa è l’habitat ideale. Possiamo spostarla sul terrazzo in estate in una posizione ombreggiata ma dobbiamo riportarla in casa in autunno poiché non tollera il freddo sotto gli 8°C.
In casa posizioniamola in un luogo luminoso: ha bisogno di molta luce per fiorire. Evitiamo però di esporre la Rebutia ai raggi solari diretti, specialmente nelle ore più calde della giornata.
Quella di coltivare il Cavolo Verza è una tradizione del nord Italia. Il Cavolo Verza (Brassica oleracea sabauda), detto anche Cavolo sabaudo o Cavolo lombardo, è una cultivar del Cavolo Cappuccio differente per le foglie increspate e grinzose.
Il Cavolo Verza fa parte della grande famiglia dei Cavoli, un termine che noi utilizziamo per indicare piante anche molto differenti tra loro: come il Cavolfiore(bianco e rosso), il Cavolfiore Romanesco con le sue forme geometriche incredibili, il Cavolo Cappuccio, il Cavolo Broccolo fino ai Cavoli nani di Bruxelles.
Inoltre possiamo scegliere tra differenti varietà di Cavolo Verza. Con ciclo vegetativo tardivo o medio, con un periodo di raccolta che può iniziare a giugno e arrivare fino al gennaio.
Dove coltivare il Cavolo Verza
Il Cavolo Verza cresce davvero ovunque in Italia ed è una coltivazione tipica delle zone più fredde. Si adatta a diversi climi, ma la temperatura ideale è compresa tra i 18°C e i 20°C. Teme il freddo sotto i 7°C.
Scegliamo una posizione soleggiata. La consociazione degli ortaggi suggerisce la vicinanza con Cipolle e Finocchi. Meglio invece allontanarlo da Lattuga, Cetrioli e Pomodori.