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Settembre 29, 2023
Possiamo progettare facilmente la rotazione delle colture per un orto autunnale, in modo da renderlo produttivo anche nei mesi meno caldi. Le temperature minime sono ancora moderate, tra i 10/15°C, e sono ancora molte le varietà di ortaggi che possiamo coltivare. In presenza di temperature minime inferiori o per allungare i tempi di produzione, possiamo ricorrere a una serra (per la coltivazione in vaso o semenzaio) o a un tunnel con un film di plastica (nell’orto).
Scopriamo alcune piante che possiamo coltivare in un orto autunnale!
Orto autunnale: piante da seminare da settembre a novembre
Le Fave da orto (Vicia faba) prosperano anche nei climi più freschi e possiamo effettuare due semine all’anno. In primavera e in autunno per una raccolta precoce la prossima primavera. Nel centro e sud Italia, in presenza di inverni miti, possiamo seminare le Fave da orto all’aperto a ottobre e novembre.
Gli Spinaci (Spinacia oleracea) crescono in modo ottimale sia in primavera sia in autunno, ma ci sono varietà che resistono anche a -5°C e possono essere coltivate anche in inverno, magari proteggendo l’aiuola con un piccolo tunnel in polietilene. La semina autunnale li rende pronti per la raccolta durante l'inverno e l’inizio della primavera.
I Cavolfiori (Brassica oleracea) possono essere coltivati praticamente per tutto l’anno! Le varietà tardive si raccolgono da marzo a maggio, quelle invernali a gennaio e febbraio, quelle precoci a novembre e...
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Settembre 28, 2023
Se desideriamo una fioritura durante i mesi autunnali possiamo coltivare la Sternbergia lutea. Si tratta di una pianta perenne originaria del Mediterraneo e dei Balcani ed è molto apprezzata proprio per la fioritura sui toni del giallo autunnale, un periodo povero di fiori.
La Sternbergia lutea è una pianta bulbosa ed è conosciuta anche come Zafferano d’autunno o Zafferanastro.
Dove coltivare la Sternbergia lutea
Scegliamo una posizione soleggiata per stimolare la fioritura.
È una pianta bulbosa e non tollera il gelo. Nelle zone con inverni rigidi la pianta e le foglie tendono a seccare con l’arrivo del freddo. Quando seccano possiamo tagliare la pianta ed estrarre il bulbo dal terreno per conservarlo in un luogo protetto in inverno e ripiantarlo nella prossima primavera. Se coltiviamo la Sternbergia in vaso sarà sufficiente spostare il vaso in casa. Nelle zone con inverni miti invece le foglie rimangono verdi e possiamo lasciare i bulbi sottoterra.
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Settembre 26, 2023
Con l'arrivo dell'autunno è giunto il momento di prepararsi a difendere dal freddo le piante del terrazzo. In funzione della fascia geografica e delle differenti temperature dovremo adottare le più idonee tecniche e strategie. Nel nord Italia, dove le temperature minime invernale possono scendere sotto gli 0°C, dovremo prestare maggiore attenzione.
Ecco 7 consigli utili per l’autunno con l’obiettivo di proteggere le piante del terrazzo del freddo in arrivo!
7 consigli per difendere dal freddo le piante del terrazzo
1. Riportiamo in casa le piante tropicali d’appartamento
Molte piante tropicali d’appartamento traggono giovamento dall’esposizione all’aperto in estate. Ma con l’arrivo dell’autunno è meglio riportarle in casa perché alcune specie non tollerano minime notturne sotto i 15°C.
Prima di portarle in casa, controlliamo attentamente ogni vaso alla ricerca di tracce di parassiti o eventuali malattie fungine. Inoltre potiamo i rami e le foglie secche o danneggiate.2. Quando serve una serra per il terrazzo
Alcune piante che coltiviamo in vaso sul terrazzo, come i Limoni, gli Oleandri o gli Allori, non possono però essere spostati in casa. Un Limone inizierebbe a perdere le foglie in poco tempo.
In questi casi, la soluzione migliore è l'adozione di una piccola serra da terrazzo. Gli esperti dicono che una serra trasparente esposta al sole può aumentare la temperatura interna di 5/7°C rispetto all’esterno. In funzione delle temperature minime della nostra zona e del tipo di piante che vogliamo difendere, potremo scegliere se avvalerci o meno di una serra. Che, comunque, può tornare utile anche in primavera, per esempio per anticipare...
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Settembre 22, 2023
Per non cadere nelle classiche fioriture autunnali come i Ciclamini o le Eriche, vi suggeriamo alcune piante e varietà poco conosciute ma che offrono belle infiorescenze nei mesi che precedono l’inverno.
10 fioriture autunnali per un terrazzo fuori dal comune
1. L'Anemone hupehensis o japonica è un’erbacea perenne che fiorisce da agosto a ottobre con tanti boccioli di colore rosa violaceo.
2. Il Solidago sempervirens è un arbusto perenne caratterizzato da steli ramificati che da agosto a ottobre si riempiono di tanti fiorellini di colore giallo brillante. Tollera il gelo fino a -15°C.
3. L’Helenium autumnale è una divertente erbacea perenne che produce tanti piccoli fiorellini di colore giallo, arancione o rosso da luglio fino a ottobre e ai primi freddi.
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4. L’Allium christophii è una varietà che fiorisce da settembre a dicembre. Come altri Allium produce un lungo stelo, alto fino a 40 cm, con tanti fiori azzurri a forma di palla.
5. Il Clerodendrum trichotomum fargesii è una pianta davvero particolare. In settembre e ottobre produce dei fiori bianchi molto profumati, che in seguito si trasformano in stranissime bacche di colore blu elettrico contenute in un calice di color rosa brillante.
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6. La Tricyrtis hirta è una piantina perenne caratterizzata da una fioritura autunnale molto elegante. I petali imbutiformi sono bianchi con tanti pois violacei.
7. La Cimicifuga simplex, detta anche Actea, è...
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Settembre 19, 2023
La presenza di Aleurodidi in un orto deve far suonare un campanello d’allarme. All’apparenza sembrano mosche bianche ma sono un temibile parassita fitofago che può colpire sia le piante da orto sia quelle ornamentali. Ma mentre sulle piante decorative possiamo usare insetticidi come il piretro, su quelle orticole, da frutto o gli agrumi dovremo ricorrere a sistemi di controllo biologici.
Perché sono un problema gli Aleurodidi in un orto
Le Mosche bianche sono sempre pericolose perché si cibano delle piante sia allo stato larvale sia da adulte. Hanno apparato boccale pungente-succhiante, come gli Afidi o le Cocciniglie, con il quale aspirano la linfa e infettano le tante micro-ferite provocate alla pianta. Le foglie attaccate appaiono piene di macchioline simili a bruciature e a lungo andare tendono a seccare e cadere fino alla defogliazione della pianta. Negli agrumi le foglie colpite tendono ad accartocciarsi.
Inoltre producono un’abbondante melata: gli zuccheri in eccesso vengono espulsi e creano una sostanza appiccicosa, bianca come lanugine, che imbratta la pianta, riduce la fotosintesi ed è una base di sviluppo per malattie fungine come la fumaggine.
Riesce a riprodurci fino a 5 generazioni in un anno, specialmente nelle zone più calde. Se non interveniamo alla prima comparsa rischiamo di andare incontro a una vera e propria invasione.
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Settembre 15, 2023
Se vogliamo arricchire il nostro giardino con una bella fioritura invernale possiamo coltivare la Camelia sasanqua. Nei mesi più freddi la maggior parte delle piante entra in riposo vegetativo e le fioriture sono drasticamente ridotte. La Camelia sasanqua rappresenta un’interessante risorsa, anche perché i suoi fiori sono bellissimi.
La famiglia delle Camelie comprende centinaia di specie e la Camelia sasanqua (Camellia sasanqua) ha la particolarità di fiorire nei mesi freddi, contrariamente alla Camelia japonica che fiorisce in primavera.
Un altro plus di questa specie è la resistenza al gelo, che la rende la pianta adatta anche per i giardini del nord e montani.
La fioritura inizia verso novembre e può proseguire fino ai primi caldi in marzo. Alcune varietà hanno fiori molto profumati e possiamo scegliere tra un’ampia gamma di colori: rosa, rossi, crema e bianchi.
Dove coltivare la Camelia sasanqua
Si tratta di un arbusto sempreverde e possiamo coltivare la Camelia sasanqua sia in giardino sia in grandi vasi. In giardino possiamo coltivarla come pianta singola e può superare i 3 metri d’altezza. Oppure possiamo affiancarla ad altre acidofile, magari con fioritura primaverile ed estiva, per ottenere un cespuglio con arbusti che fioriscono nel corso di tutte le stagioni.
Tollera il gelo fino a -12°C e può essere coltivata un po’ in tutta Italia. Ha una buona resistenza anche al caldo, ma non oltre i 35°C. Nelle regioni del nord con inverni rigidi, scegliamo una posizione soleggiata e proteggiamo i piedi della pianta con uno strato di pacciamatura con corteccia in inverno. Se invece abitiamo in una zona molto...
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Settembre 14, 2023
I suoi frutti deliziosi sono già un buon motivo per decidere di coltivare i Kaki in giardino! Il Kaki (Diospyros kaki) è un albero originario dell’Asia ma sono ormai entrati da molto tempo anche nelle case italiane. Sono piante adattabili e crescono bene in una vasta gamma di climi.
A seconda della fascia climatica, i Kaki fioriscono in primavera o all'inizio dell'estate. Le infiorescenze sono molto appariscenti e di colore bianco o crema. L'impollinazione avviene principalmente attraverso l'azione delle api.
I frutti maturano in autunno sulla pianta ormai spoglia delle foglie, da settembre a novembre, a seconda della varietà e del clima. Appena il frutto diventa morbido e cede leggermente sotto la pressione delle dita, è il momento giusto per coglierlo! Finirà di maturare staccato dalla pianta. Se aspettiamo troppo, il frutto diventa molle e cade dalla pianta.
Dove coltivare i Kaki
È una pianta molto robusta e tollera il freddo fino a -10°C. Ma ci sono varietà più resistenti, studiati proprio per le zone del nord.
Sono invece alberi abbastanza resistenti al caldo estivo e alla carenza di acqua. Le alte temperature migliorano anzi la dolcezza dei frutti.
Ovviamente i climi mediterranei e miti sono la condizione ideale per la fioritura e fruttificazione dei Kaki.
Scegliamo sempre una posizione assolata con almeno 6/8 ore di luce solare diretta, specialmente nelle zone con inverni freddi. Al contrario se viviamo in clima che supera abitualmente i 35°C in estate, è bene posizionare la pianta in mezz’ombra, senza i raggi solari diretti del sole. In alternativa dovremo provvedere a un’irrigazione quotidiana, per rinfrescare la pianta nelle giornate più torride.
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Settembre 12, 2023
La presenza di Oidio sulle piante ornamentali è un problema da non sottovalutare. Soprattutto in autunno e all’inizio della primavera quando troviamo la concomitanza di due elementi ambientali che stimolano lo sviluppo di questa malattia fungina: l’arrivo dei temporali e quindi un alto tasso di umidità associati a temperature miti.
Ma anche noi possiamo contribuire a peggiorare la situazione. Per esempio quando irrighiamo anche se non c’è bisogno, quando non potiamo i rami interni dei cespugli per migliorare la circolazione dell’aria, ma anche quando irrighiamo direttamente sulle foglie anziché nel terreno. Anche le singole gocce d’acqua, depositate per molto tempo su una foglia, possono generare delle spore.
Odio sulle piante ornamentali: di cosa si tratta
L’Oidio, detto Mal Bianco, si presenta con macchie di spore chiare e farinose. Generalmente colpisce le foglie, ma può estendersi anche agli steli e ai fiori. Le colpite attaccate interrompono l’attività vegetativa e tendono a deperire: sia per l’azione della muffa, sia perché ricoprendo le foglie limita molto la fotosintesi.
Se non interveniamo rapidamente rischiamo di perdere definitivamente la pianta. Ma soprattutto corriamo il rischio che l’epidemia si diffonda ad altre piante. Le spore infatti si spostano con il vento e se trovano le condizioni ottimali, di umidità e temperatura, tenderanno a svilupparsi su altre piante.
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Settembre 08, 2023
Se avete una spazio molto luminoso e amate le Orchidee vi suggeriamo di coltivare la Brassavola.
La Brassavola è una delle tante specie della grande famiglia delle Orchidee (Orchidaceae). Si distingue in particolare per la forma dei fiori, a stella o tromba e per il loro profumo intenso.
Ci sono diverse varietà di Brassavola. La più comune è la Brassavola nodosa con foglie lunghe e sottili di colore verde brillante con fiori con petali bianchi e un labello giallo. La Brassavola digbyana produce fiori di grandi dimensioni con un profumo dolce e intenso. La Brassavola cucullata ha invece fiori con petali lunghissimi mentre la Brassavola cordata ha infiorescenze a forma di cuore.
Come molte Orchidee, anche la Brassavola è una pianta epifita e richiede alcune attenzioni.
Dove coltivare la Brassavola
È una pianta tropicale e quindi teme il freddo sotto i 15°C. La temperatura di coltivazione ideale è compresa tra 18°C e 30°C. In estate, se le temperature sono superiori, non esponiamo la pianta ai raggi solari diretti. I nostri appartamenti, con una temperatura controllata tutto l’anno, sono il luogo ideale per coltivare le Brassavole.
La Brassavola ha bisogno di almeno 6 ore di luce ogni giorno: meglio la luminosità diffusa rispetto ai raggi solari diretti.
Come irrigare la Brassavola
Va irrigata regolarmente come tutte le Orchidee. I “puristi” dicono che in natura le Orchidee vengono bagnate dalle piogge e quindi vanno irrigate dall’alto. Per la coltivazione in casa vi suggeriamo la tecnica per immersione, altrettanto valida e molto più semplice...