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Febbraio 16, 2024
Possiamo usare il Fosetil Alluminio per controllare le malattie fungine delle piante da frutto e dell’orto. Un problema che coinvolge molto appassionati che spesso devono affrontare attacchi della Peronospora (Phytophtora) o della Plasmopara viticola che colpisce le Viti.
I divieti entrati in vigore nel 2023 per gli hobbisti, hanno limitato notevolmente lo spettro delle soluzioni a cui ricorrere per prevenire e curare le malattie fungine delle piante da frutto. Dobbiamo ricorrere a prodotti biologici o, in alternativa, ricorrere a un giardiniere con patentino fitosanitario per i trattamenti con agrofarmaci.
Tra i prodotti biologici vi segnaliamo il Fosetil Alluminio, una sostanza attiva definita e riconosciuta dal Regolamento Europeo. Si è infatti dimostrato particolarmente indicato per l’azione fungicida e sistemica. Per “sistemico” si intende un prodotto che penetra e si diffonde facilmente nei tessuti della pianta: in questo modo allunga il suo effetto e raggiunge tutte le parti della pianta, dalle radici fino alle foglie che spunteranno dopo l’intervento.
Come usare il Fosetil Alluminio...
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Febbraio 15, 2024
Quella di usare lo Zolfo in giardino per la cura delle colture è una pratica antica. Lo Zolfo è anzitutto un meso-elemento essenziale per la vita delle piante e svolge un importante ruolo nella fotosintesi, intervenendo nella formazione di aminoacidi, vitamine e composti aromatici.
I correttivi a base di Zolfo sono utilizzati in agricoltura biologica per abbassare il pH dei suoli alcalini, facilitando così la disponibilità e l’assimilabilità radicale dei micronutrienti presenti nel terreno.
Inoltre i preparati a base di Zolfo sono un prezioso alleato per limitare le malattie fungine, come Oidio, Peronospora, Ruggine e Ticchiolatura.
I vantaggi dei prodotti a base di Zolfo sono molteplici: è un elemento presente in natura e non lascia residui tossici, ha un ampio spettro d'azione, ha effetti nutrizionali e un basso costo.
Come usare lo Zolfo in giardino
I prodotti a base di Zolfo possono essere granulari o liquidi e li sceglieremo in funzione del tipo di trattamento che desideriamo effettuare.
Se desideriamo effettuare un trattamento...
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Febbraio 13, 2024
I fiori recisi, pur essendo separati dalla pianta madre, continuano a respirare e a consumare acqua, che perdono anche a causa della traspirazione. Non essendo più “collegati” alla pianta, i fiori recisi non ricevono l’acqua e le sostanze nutritive e per la respirazione consumano le risorse interne di zuccheri: perciò inizia il decadimento che porterà all’appassimento.
La perdita d’acqua provoca...
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Febbraio 09, 2024
L’ultima novità per gli hobbisti sono i prodotti addizionati con micorrize e batteri della rizosfera. Ma di cosa si tratta? E in che modo agiscono positivamente sulle nostre piante in giardino e in vaso?
Micorrize e batteri della rizosfera: perché sono utili
La terra, sia quella del giardino sia quella che acquistiamo per coltivare le piante in vaso, serve per garantire stabilità e una serie di caratteristiche chimiche e fisiche utili per lo sviluppo corretto delle radici. Come la capacità di trattenere l’umidità, la giusta aerazione, la salinità, ecc. I terricci non hanno quindi l’obiettivo di fornire elementi nutritivi alla pianta: non sono concimi.
Siamo noi che forniamo il nutrimento alle piante in giardino e in casa, sotto forma di concimi minerali o organici, cioè di origine naturale, come i biostimolanti o lo stallatico.
In natura, cioè nei boschi, c’è un altro attore fondamentale per arricchire il suolo di sostanze nutritive: sono i microorganismi. Come i lombrichi che “mangiano” il terreno e le sostanze nutritive in esso contenute e lo restituiscono in una forma più microscopica e facilmente assimilabile per le radici. Accanto ai lombrichi, che sono animali grandicelli e facilmente individuabili, svolgono la stessa attività anche altri microorganismi, invisibili all’occhio umano, come lo spore dei funghi micorrizici. Tutto quello che un bosco offre, come foglie secche, piante cadute, corpi e deiezioni di altri animali, viene ridotto ai minimi termini da parte dei microorganismi del suolo.
Le micorrize crescono in prossimità delle radici e vivono in simbiosi con le piante. Le spore ottengono il Carbonio dalla pianta e in cambio le forniscono delle sostanze nutritive e gli elementi minerali in una dimensione ideale per l’assimilazione delle radici...
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Febbraio 06, 2024
I loro fiori sono talmente belli che molti desiderano coltivare le piante acidofile in giardino. Il problema sorge quando verifichiamo l’analisi del terreno poiché queste piante, come suggerisce il loro nome, prediligono un substrato di coltivazione con un pH acido, inferiore a 7.
Le acidofile non sono una famiglia ma una categoria di piante, che hanno in comune l’esigenza di un terreno con pH acido per poter facilmente assorbire alcuni elementi nutritivi. In particolare il Ferro ma anche il Manganese. Le acidofile appartengono quindi a differenti specie, come le Azalee, le Calle, le Camelie, le Ortensie, il Rododendro o la Magnolia.
La carenza di Ferro nelle acidofile produce una tipica fisiopatia di queste piante, detta clorosi, che si manifesta con la sbiadimento delle foglie. Leggi questa notizia per saperne di più! La clorosi si cura con trattamenti con concimi a base di ferro chelato: una forma facilmente assorbibile dalle acidofile.
Il pH del terreno si misura su una scala da 1 a 14, in cui il 7 indica un substrato neutro. Se è superiore a 7 si tratta di un terreno alcalino o basico, se invece è sotto 7 si tratta di un substrato acido. Se vogliamo coltivare le acidofile in giardino dobbiamo garantire questa condizione alle piante.
Per misurare l’acidità del terreno possiamo utilizzare un misuratore da inserire nel suolo o i kit con cartine tornasole.
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Febbraio 02, 2024
Un buon motivo per coltivare la Heliconia psittacorum è la sua particolare infiorescenza composta da lunghe brattee erette di colore arancione e rosso che ospitano il vero fiore composto da sepali dello stesso colore. La forma particolare dei fiori le è valso il soprannome di “pianta con le chele di aragosta”.
È una pianta originaria del sud America e ama il caldo: è quindi indicata come pianta d’appartamento. Le foglie sono sempreverdi, lanceolate e di colore verde intenso. I fiori compaiono in estate e permangono per molte settimane sulla pianta.
Dove coltivare la Heliconia psittacorum
La temperatura ideale di coltivazione è compresa tra i 18°C e i 27°C. La pianta va in sofferenza sotto i 15°C e teme anche il caldo afoso estivo. Il posto migliore per coltivare una Heliconia è in casa, in una stanza luminosa ma senza esporre la pianta ai raggi solari diretti. Specialmente nelle ore e nei mesi più caldi. La carenza di luce, insieme ai colpi di freddo, possono ridurre o fermare la fioritura.
Come spesso succede con le piante tropicali, in inverno evitiamo di posizionare la pianta vicino a caloriferi o stufe in funzione, così come vanno evitate le correnti di aria fredda. Per esempio causate da una finestra che apriamo spesso in inverno.
Una volta al mese ruotiamo il vaso, in modo che tutte le foglie possano ricevere la stessa luce e la pianta cresca in modo omogeneo.
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Gennaio 26, 2024
Non è difficile coltivare un Avocado, un frutto esotico che sta diventando sempre più popolare anche in Italia.
La pianta di Avocado (Perseaamericana) appartiene alla famiglia delle Lauracee ed è originaria dell’America centrale. Possiamo scegliere tra numerose varietà. In Italia sono molto diffusi l’Avocado Hass, adatto per preparare la salsa guacamole e con una polpa ricca e morbida, il Fuerte e lo Zutano che tollera meglio il freddo.
Dove coltivare un Avocado
L’Avocado ama il caldo e il sole. Al contrario non ama le gelate. La temperatura ideale di coltivazione è compresa tra i 15°C e i 30°C. Teme il freddo sotto gli 0°C ma ci sono varietà più resistenti.
Nelle zone con clima caldo e inverni miti possiamo coltivare l’Avocado all’aperto. Se le estati sono particolarmente calde, oltre i 30°C, scegliamo una posizione in mezz’ombra per proteggere la pianta dai raggi solari diretti in agosto. Scegliamo un posto riparato dai venti freddi invernali e stendiamo ai piedi della pianta uno strato di pacciamatura con corteccia per difendere dal gelo le radici e il colletto.
Se al contrario viviamo in zone caratterizzate da inverni con temperature spesso sottozero, meglio optare per la coltivazione in vaso che ci permetterà di spostarlo in una serra fredda in autunno.
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Gennaio 17, 2024
Possiamo coltivare il Fiore di Loto in giardino, in un laghetto ornamentale, ma anche in grandi contenitori su un terrazzo.
Il Fiore di Loto (Nelumbo) è un genere di piante acquatiche che comprende due specie botaniche: il Nelumbo nucifera indiano con fiori rosa e il Nelumbo lutea americano con fiori gialli. Da queste due piante nel corso degli anni sono stati ottenuti numerosi ibridi e oggi possiamo scegliere tra più di 500 cultivar diverse. Possiamo così trovare Fiori di Loto di quasi tutti i colori, anche sfumati e con puntinature. Ma soprattutto con fiori semplici o doppi e con petali piccoli, grandi, a cucchiaio, appuntiti, ecc.
Come le Ninfee anche i Fiori di Loto sono piante acquatiche e si coltivate sul fondo di uno specchio d’acqua. A differenza delle Ninfee, il Nelumbo ha foglie che emergono fino a 1 metro sopra il livello dell’acqua e i fiori sbocciano sopra le foglie.
Ricordiamo che le piante acquatiche si distinguono in tre grandi categorie: le paludose, le ossigenanti e le acquatiche vere e proprie. Le piante paludose si coltivano ai bordi dei laghetti e vivono in poca acqua: 10/30 cm. Le piante ossigenanti richiedono una profondità maggiore: dai 30 ai 50 cm di acqua. Mentre le piante acquatiche sono quelle che vivono galleggiando sull’acqua e necessitano di fondali superiori ai 60 cm.
Come coltivare il Fiore di Loto in giardino
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Gennaio 12, 2024
Se state cercando una pianta con una lunga fioritura e un portamento ricadente vi suggeriamo di coltivare la Torenia fournieri. Si tratta di una varietà annuale di Torenia che produce piccoli cespugli dai quali si sviluppano tanti fiorellini a forma di tromba. I petali sono bianchi con macchie viola, azzurre, rosse o gialle.
Viene utilizzata anche in giardino, per arricchire le bordure e le aiuole.
La fioritura è particolarmente lunga e inizia in primavera e termine in autunno con l’arrivo dei primi freddi.
Come coltivare la Torenia fournieri
Possiamo iniziare la coltivazione sia dal seme sia dalle piantine già sviluppate. I semi non sono semplici da reperire.
Il trapianto nei vasi sul terrazzo si effettua in primavera, quando le temperature minime avranno stabilmente superato i 15°C. La semina può essere anticipata già a febbraio: usando un semenzaio, che conserveremo in casa in un luogo soleggiato, faremo germogliare le piantine e dopo circa un mese potremo trapiantarle nel vaso sul terrazzo.
Per il trapianto utilizziamo un ...