Possiamo coltivare il Giunco fiorito in giardino se desideriamo una pianta ornamentale acquatica raffinata ed eleganza. I suoi fiori di colore rosa pallido, disposti in graziose ombrelle, si stagliano sopra ciuffi di foglie lineari creando scenografie suggestive lungo i bordi di stagni, laghetti artificiali o vasche ornamentali. Inoltre attira gli insetti impollinatori, come api e farfalle, che arricchiscono l’ecosistema del giardino.
Il Giunco fiorito (Butomus umbellatus) appartiene alla famiglia Butomaceaeed è una pianta erbacea perenne rizomatosa, adattata agli ambienti acquatici e palustri. Il suo apparato radicale è costituito da rizomi carnosi che si ancorano saldamente al fondo fangoso degli specchi d’acqua. Le foglie sono lineari, nastriformi, lunghe fino a 1 metro: crescono erette, emergendo dall’acqua e conferiscono alla pianta un portamento elegante.
Le foglie hanno un apice acuminato e margini affilati: attenzione perché sono taglienti e possono ferire. È una caratteristica sottolineata anche nel suo nome scientifico: Butomus deriva infatti dal greco antico ed è composto dai due termini bous (bue) e tomos (taglio), in riferimento alla capacità delle foglie affilate di ferire il bestiame.
È una pianta caducifoglia e il fogliame si sviluppa da aprile fino a ottobre. Inizialmente di colore verde, col passare del tempo le foglie cambiano tonalità, diventando porpora e poi verde scuro. In inverno entra in riposo vegetativo e la parte aerea si secca, mentre i rizomi rimangono attivi nel substrato, pronti a rinascere la primavera successiva.
In estate, da maggio ad agosto, gli steli fiorali spuntano sopra il fogliame portando grandi infiorescenze a ombrella, composte da 20/30 fiori stellati di colore rosa pallido con sfumature lilla. Nelle zone più...
La presenza di Scarafaggi in casa non deve essere sottovalutata perché, oltre a suscitare repulsione, sono potenziali veicoli di malattie e contaminazioni alimentari. Frequentando ambienti malsani, come le fogne, le setole delle loro zampe possono trasportare di virus e batteri, portatori di salmonellosi, epatite A, legionella tifo e dissenterie batteriche. Non solo: le loro feci e i frammenti dell'esoscheletro possono scatenare reazioni allergiche, asma, eczemi e problemi respiratori, in particolare nelle persone fragili, come bambini e anziani.
Per queste ragioni è importante prevenire l’arrivo di questi animali e intervenire tempestivamente quando notiamo la loro presenza. Rapidità e prevenzione sono importanti poiché sono animali molto prolifici e non è per niente facile disinfestare la casa in presenza di un’invasione. Gli Scarafaggi sono presenti sulla terra da oltre 300 milioni di anni, quindi molto prima di noi umani e quando le terre emerse erano riunite in un unico mega continente chiamato Pangea: se sono sopravvissuti a tutti gli sconvolgimenti che hanno toccato il nostro pianeta, tanto fessi non devono essere. Anche il termine “scarafaggio” risale agli antichi romani (scarabaeus), anche se non si tratta di “scarabei” ed è più corretto chiamarle “blatte” poiché appartengono all’ordine dei Blattoidei.
Come riconoscere gli scarafaggi in casa
Per capire la resistenza di questi animali, basti pensare che possono sopravvivere per settimane senza cibo e riescono a vivere persino senza testa: muoiono solo per disidratazione, perché senza bocca non possono bere. Inoltre sono velocissimi: fino a 1,5 metri al secondo. Hanno problemi solo con il freddo intenso: infatti sono presenti in tutti continenti, tranne nelle regioni polari e oltre i 2.000 metri di altitudine.
L’uso di Olio di Neem per la cura delle piante edibili, dell’orto o del frutteto, è una soluzione biologica per limitare la presenza di insetti parassiti e rafforzare le difese naturali delle piante. Il Neem o Nim è un albero originario dell’India (Azadirachta indica) e produce fiori bianchi e frutti simili alle olive. I frutti e i semi contengono azadiractina, un principio attivo che trova numerosi impieghi in campo cosmetico, veterinario e agrario. Basti pensare che in India le foglie di Neem vengono inserite tradizionalmente negli armadi e nei letti per allontanare gli insetti molesti.
In particolare l’azadiractina svolge un’azione fagorepellente: gli insetti che si avvicinano rimangono quindi disgustati e si allontanano. È importante notare che il Neem non influenza l’attività delle api e degli impollinatori.
Oltre a svolgere un’azione protettiva, il Neem è anche un ottimo concimo organico azotato.
Un’altra caratteristica interessante dei prodotti a base di Neem è l’attività sistemica: una volta assorbito dalle foglie o dalle radici resta presente nel sistema linfatico esercitando la sua azione repellente nel tempo.
Infine il Neem è completamente biodegradabile e costituisce alimento per la flora microbica del terreno che aumentando la propria attività favorisce maggior accumulo di humus nel suolo e quindi di azoto a lento rilascio.
Coltivare la Curcuma sul terrazzo è una scelta che unisce bellezza ornamentale e utilità in cucina. È infatti molto conosciuta per le sue radici dal colore giallo intenso da usare in cucina, ma pochi sanno che dona dei vasi appariscenti e molto decorativi.
La Curcuma (Curcuma longa) appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa dello Zenzero. È una pianta erbacea perenne, dotata di rizomi carnosi e aromatici, da cui si sviluppano fusti fogliari alti dai 60 ai 100 cm. Le foglie sono grandi, lanceolate, con nervatura centrale marcata e di un verde brillante che dona alla pianta un aspetto ornamentale.
La fioritura avviene in estate, tra giugno e agosto, a seconda delle condizioni climatiche e della varietà. I fiori, riuniti in infiorescenze a spiga, sono di colore bianco, rosa o giallo pallido, e sbocciano tra brattee colorate che ne accrescono l’effetto decorativo. Mentre i fiori scompaiono rapidamente, le brattee colorate durano fino a 1/2 mesi sulla pianta.
Possiamo scegliere tra diverse specie di Curcuma. La Curcuma longaviene coltivata soprattutto per i suoi rizomi aromatici da usare in cucina. Se vogliamo puntare sui fiori e l’aspetto ornamentale possiamo optare per la Curcuma alismatifoliacon brattee rosa-violacee che persistono per molte settimane sulla pianta, per la Curcuma zedoaria con brattee bianche con screziature rosa e foglie decorative con venature porpora, oppure la i molti ibridi da fiore, selezionate per un uso sui terrazzi in casa con brattee più vistose e durature.
Gli Hemerocallis sono piante erbacee perenni apprezzate per la loro straordinaria adattabilità, la bellezza dei fiori e la facilità di coltivazione. Ideali per il giardinaggio in vaso, portano una nota esotica e raffinata su terrazzi e balconi, offrendo fioriture abbondanti.
L’unico difetto è contenuto nel loro nome, che significa “bellezza (kallos) di un giorno (hemera)” in omaggio alla durata dei fiori molto breve. In compenso la pianta ne produce in continuazione.
Nei centri giardinaggio possiamo trovare un’ampia offerta di varietà e ibridi di Hemerocallis, con fiori di tanti colori differenti e anche bicolori.
Coltivare i Peperoni in vaso sul terrazzo è facile e ci permette di ottenere ortaggi freschi e saporiti con una pianta che ha tante qualità anche decorative. I Peperoni si adattano bene alla coltivazione in vaso e possiamo coltivare facilmente anche sui terrazzi delle grandi città.
I Peperoni (Capsicum annuum) sono originarie delle Americhe, quindi erano sconosciuti agli antichi romani e greci e sono arrivati in Europa solo nel 1493. Oggi i “frutti in scatola” (Capsicum deriva dal latino capsa che significa scatola) fanno parte a pieno titolo della cucina italiana e sono protagonisti di molte ricette tradizionali. Peperoneè un termine popolare utilizzato in Italia e deriva dal sapore piccante simile al Pepe (Piper nigrum); ma non c’è alcuna parentela fra queste due piante.
Possiamo coltivare la Kochia in giardino per donare in poco tempo delle macchie di colore al nostro spazio verde.
La Bassia scoparia, nota come Kochia o Cipressino annuale, è una pianta annuale della famiglia delle Amaranthaceaecoltivata per le straordinarie qualità ornamentali: cresce rapidamente assumendo un aspetto tondeggiante e il fogliame vara dal verde brillante estivo al rosso acceso autunnale. Al massimo della crescita arrivata a 80/100 cm in altezza e 50/70 cm di larghezza.
È facile da coltivare ed è ideale per valorizzare le bordure e le aiuole o per creare siepi temporanee a bassa manutenzione.
Coltivare la Brugmansia in vaso sulle nostre terrazze è un’esperienza appagante per le sue eccezionali fioriture. Produce infatti grandi fiori campanulati bianchi lunghi fino a 30 cm, che sbocciano di notte diffondendo un profumo intenso.
La Brugmansia, nota anche come Tromba d’Angelo, Datura o Stramonio, è un genere di piante originarie del sud America appartenenti alla famiglia delle Solanacee. Ha uno sviluppo arbustivo con tronco eretto e le foglie sono di colore verde chiaro e appaiono sulla pianta verso aprile per cadere in autunno. Per la coltivazione in vaso sono preferibili le varietà arbustive che crescono fino a 100/150 cm, ma c’è anche la Brugmansia arborea: un vero e proprio albero che può raggiugere i 3 metri e produce decine di fiori imbutiformi giganti. Ci sono anche varietà con fiori gialli o rosa.
La Brugmansia era considerata sacra nelle culture indigene centramericane e utilizzate nei rituali religiosi e sciamanici. I fiori e le foglie della pianta contengono infatti alcaloidi con effetti psicoattivi: evitiamo la coltivazione di questa pianta in presenza di animali domestici e bambini piccoli.
I marciumi apicali dei Pomodori e dei Peperoni sono un inconveniente frequente nei nostri orti. Durante lo sviluppo dei frutti il loro apice inizia diventare opaco, per poi assumere un colore bruno fino a diventare nero. Non è solo una questione estetica: il marciume apicale rende immangiabile non solo la parte danneggiata ma tutto il frutto.
È interessante sapere che non si tratta di una malattia fungina o di un parassita, ma di un nostro errore di coltivazione. Quindi, una volta capito il “trucco”, possiamo dire addio a questo fastidioso problema.
Marciumi apicali dei Pomodori e dei Peperoni: cosa li provoca?
Macchie scure su Pomodori e Peperoni possono essere causate anche da ferite causate dalla grandine, da insetti nel terreno o da malattie fungine. Ma la tipica formazione nerastra in prossimità dell’apice dei frutti è spesso causata dalla mancanza di Calcio (Ca).
La carenza di Calcio nel suolo può essere causata da una effettiva assenza di questo nutrimento nel terreno, ma anche da un’irrigazione insufficiente. Quando...