-
Marzo 13, 2018
Conoscere il ciclo vitale della Farfalla Cavolaia è importante, per poter intervenire tempestivamente e limitare i danni. Una delle minacce più conosciute per le nostre piante a foglie larghe e più temute nei campi in cui si coltivano piante come Cavoli, Verze, Bietole e Spinaci sono le Farfalle Cavolaie e in particolare i loro bruchi, che si nutrono delle foglie di queste piante.
IL CICLO VITALE DELLA FARFALLA CAVOLAIA
La Farfalla Cavolaia, meglio conosciuta con il nome scientifico di Pieris brassicae, si vede comunemente in forma di bruco, con il corpo giallo punteggiato da macchie nere, o nella forma adulta, una farfalla riconoscibile per le due grandi ali bianche che possono arrivare a 60 mm di estensione. Si possono riconoscere anche le uova che vengono deposte in primavera: piccoli pallini gialli che si possono trovare sul lato inferiore delle foglie delle piante.
Le uova si schiudono in due settimane e i bruchi cominciano a nutrirsi del fusto e delle foglie giovani provocando gravi danni alle piante che vengono attaccate. Agendo in gruppi numerosi, le larve della Farfalla Cavolaia possono comprometterne la crescita delle piante nelle prime fasi vitali e rovinare interi raccolti. Erodono le foglia, arrivando a distruggerne ampie porzioni.
... -
Febbraio 27, 2018
In un piccolo orto come sul terrazzo di un appartamento, coltivare le Zucchine è alla portata di tutti: a forma di cilindro, tonde, a forma di clava, con colori dal verde bottiglia, al verde chiaro, lisce e uniformi oppure striate o chiazzate di macchioline chiare, ogni specie di Zucchina offre diversi spunti al gusto di chi vuole piantarla.
Hanno un ciclo vitale molto veloce: due mesi dopo la semina i fiori gialli cominciano a risplendere al centro delle grandi foglie verde chiaro, e già i maschi possono essere raccolti per venire fritti in pastella e diventare un piatto appetitoso. Verso la fine dell’estate, sotto i boccioli appassiti crescono invece i frutti, dolci e succosi, che le piante offrono generosi fino all’autunno.
COLTIVARE LE ZUCCHINE: TANTO SPAZIO, CONCIME E ACQUA
La Zucchina va seminata o trapiantata in aprile, in un ambiente molto assolato con un terreno fertile, ricco di nutrienti che per questo va abbondantemente concimato con un prodotto organico al momento...
-
Febbraio 20, 2018
Coltivare le piante aromatiche sul terrazzo è facile: grazie alle loro dimensioni ridotte sono perfette anche per il terrazzo. Le erbe aromatiche sono tra le piante commestibili più tipiche del nostro Mediterraneo e più coltivate per dare un tocco di verde sui terrazzi delle nostre città. Alcune, come la Menta e la Citronella, possono essere coltivate anche per respingere l’assalto degli insetti molesti d’estate.
Le erbe aromatiche variano da specie a specie per caratteristiche diverse. Alcune di esse, come il Basilico o il Prezzemolo, hanno un ciclo vitale annuale e devono essere seminate nuovamente l’anno successivo; altre, come la salvia e il rosmarino, sono perenni. Piantando specie diverse sul proprio balcone, quindi, è possibile sfruttarne le virtù un po’ in tutti i periodi dell’anno.
PIANTE AROMATICHE PER IL TERRAZZO: QUALI SCEGLIERE
Molte erbe aromatiche, come il Timo, il Rosmarino, la Maggiorana e il Dragoncello, hanno bisogno di ambienti molto soleggiati per crescere bene; altre invece, come la Menta, il Cerfoglio, la Melissa e il Prezzemolo...
-
Febbraio 13, 2018
La Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella), detta anche Verme delle Mele, è un lepidottoro fitofago che può pregiudicare fortemente il raccolto di mele, ma anche di pere e altre piante da frutto come il pesco e la noce. Gli insetti fitofagi, contrariamente ai parassiti, sono in grado di sopravvivere in modo autonomo ma attaccano le piante (foglie, frutti, radici, ecc.) per cibarsene.
La Carpocapsa è una piccola farfalla lunga una ventina di millimetri, grigiastra con delle striature marroni sul margine delle ali. Le femmine adulte vivono circa un mese e durante questo periodo possono deporre fino a 80 uova, appena la temperatura supera i 15°C. In un anno si possono sviluppare tre generazioni. Le uove, deposte singolarmente sulle foglie o direttamamente sulle mele, generano una larva che in poco tempo penetra nel frutto per posizionarsi nella parte centrale, dove ci sono i semi. Le larve sono inizialmente bianche per poi diventare giallo-rosate. Dopo aver raggiungono il giusto stadio di sviluppo, escono in cerca di un rifugio per creare il bozzolo e completare la trasformazione in farfalla...
-
Dicembre 26, 2017
Coltivare il Mirto è facile: si tratta di un arbusto sempreverde, della famiglia delle Mytacee, ed è una delle piante più comuni della macchia mediterranea fin dai tempi più remoti. Possiamo trovare tradizioni legate al Mirto sia nelle tradizioni tedesche ed ebraiche, nelle quali veniva offerto per buon auspicio agli sposi novelli, che nell’antica Grecia, nella quale era offerto ai defunti. Fin dall’Egitto dei faraoni, veniva usato come ingrediente per medicinali e cosmetici e ancora oggi c’è chi usa l’olio essenziale dei frutti e dalle foglie per curare raffreddori e malattie respiratorie.
COLTIVARE IL MIRTO: CALDO E SOLE SONO NECESSARI
A seconda della varietà, il Mirto cresce nella forma di piccoli cespugli di mezzo metro o in alberi dal tronco grigiastro che possono arrivare ai tre metri e in alcuni casi a vivere diversi secoli. Sopra i rami rossicci crescono le foglie verde scuro, ovali e dalla forma affusolata.
Tra maggio e luglio, generano piccoli fiori dai petali bianchi che in inverno diventano le bacche nere o rosso scuro con la polpa delle quali viene prodotto il famoso liquore sardo.
È possibile coltivarla all’aperto come in un vaso ampio e profondo, purché lo si rinvasi in ogni stagione.
... -
Ottobre 06, 2017
La lotta alla Cimice asiatica (Halyomorpha halys) è importante poiché si tratta di un insetto originario dell’Estremo Oriente di recente introduzione in Italia. Il primo esemplare è stato notato in provincia di Modena nel 2012. Purtroppo ha un’elevata capacità riproduttiva (ogni adulto depone dalle 250 alle 450 uova) e una spiccata resistenza ai rigori invernali. In Italia è in grado di compiere due generazioni che tendono a sovrapporsi: tant’è vero che già da un paio d’anni assistiamo in molte zone d’Italia e una vera e propria invasione.
LOTTA ALLA CIMICE ASIATICA: I DANNI PROVOCATI
La presenza si nota da maggio all’interno delle aree verdi, siepi in particolare, e in seguito nei frutteti di pesco e albicocco e poi nei pereti e meleti. In pratica segue la maturazione dei frutti, di cui è altamente attratto. Ci sono state recenti segnalazioni anche su colture erbacee di mais e soia.
A causa della sua elevata polifagia, attacca anche le piante ornamentali e forestali, che diventano un serbatoio per le successive infestazioni delle colture agricole.
COME RISOLVERE IL PROBLEMA
In caso di infestazioni possiamo utilizzare un insetticida sistemico, cioè un prodotto che penetra velocemente nella pianta e si diffonde nella vegetazione proteggendo anche quella che si svilupperà dopo il trattamento. Rimane quindi attivo anche in caso di pioggia.
Si tratta di un insetticida selettivo e non interferisce negativamente sulle popolazioni di insetti utili e impollinatori, tanto che può essere applicato anche in prefioritura. L’uso è anche ammesso per molte colture orticole e piante da frutto.
... -
Settembre 29, 2017
Eliminare il Mal bianco della Vite o Oidio è importante, poichè si tratta di una malattia fungina che colpisce sia le foglie sia i frutti, ricoprendoli di una muffa bianco-grigiastra. Gli acini d’uva, a seguito dell’infestazione si spaccano e i tessuti soffocati dalle muffe si necrotizzano, portando all’arresto della crescita e alla defogliazione della pianta.
Diffuso in tutta Italia, l’Oidio può danneggiare il raccolto in quantità e gusto, causando danni su frutti, foglie e fiori. I danni causati dal Mal bianco rendono la pianta debole e quindi più soggetta ad ammalarsi o a soffrire di attacchi parassitari.
Questo fungo si propaga velocemente in qualsiasi clima sopravvivendo a temperature rigide, anche se tende a ricomparire in periodi abbastanza umidi come primavera e estate.
ELIMINARE IL MAL BIANCO DELLA VITE: MEGLIO INTERVENIRE ALLA PRIMA COMPARSA
A causa della veloce espansione del Mal bianco, si consiglia di intervenire preventivamente o alla primissima comparsa dei sintomi con un fungicida antioidico. Si tratta di un agrofarmaco ed è quindi importante leggere e attenersi alle indicazioni d'uso riportate sulla confezione. Così vanno rispettati i tempi di carenza.
I trattamenti andranno ripetuti 2-3 volte a distanza di 7 giorni, mentre a scopo preventivo si consiglia di controllare periodicamente il vigneto, effettuando le dovute potature: arieggiando maggiormente la pianta si riduce l’umidità atmosferica e il rischio di malattie fungine.
... -
Settembre 15, 2017
La Ticchiolatura sulle piante da frutto è una malattia fungina abbastanza comune, diffusa soprattutto tra Peri, Nespoli e Meli, che sono gli alberi più colpiti. La prima conseguenza negativa è che le piante colpite sviluppano una crescita rallentata e deforme dei frutti, con conseguenti danni al raccolto.
L’infezione da fungo si nota principalmente sul margine superiore della foglia con macchie scure, che con l’avanzare della malattia si propagano su frutti, germogli e rami. In caso di gravi infestazioni, le foglie e i rami si seccano e cadono, portando al deperimento della pianta e a una sua morte precoce.
Ticchiolatura sulle piante da frutto: attenzione all'umidità
Come tutte le malattie fungine proliferano in climi miti e umidi, quindi primavera, estate e autunno sono i periodi in cui le piante possono ammalarsi. La prevenzione è molto difficile poiché spesso la malattia viene portata dal vento da una pianta malata a un’altra, contagiando velocemente il frutteto. In via preventiva è molto importante è potare e concimare le piante regolarmente, cercando di evitare la formazione di ristagni.
Ai primi sintomi della malattia, è necessario intervenire con un trattamento con un fungicida specifico, adatto per piante da frutto. Effettuate il trattamento in concomitanza di lunghi periodi di bagnatura delle foglie (6-8 ore) e con temperature miti. Se necessario ripetere il trattamento. Si tratta di agrofarmaco e quindi leggete e attenetevi scrupolosamente alle indicazioni scritte sulla confezione.
... -
Settembre 12, 2017
La Cocciniglia mezzo grano di pepe è un insetto coperto da uno scudo ceroso di colore prima marrone e poi nero, simile a un grano di pepe. Si insedia di solito, lungo le nervature delle foglie o sui rami, dove punge attraverso il suo apparato boccale per succhiare la linfa.
Molto diffusa nelle zone dal clima temperato, può attaccare anche le piante nelle serre calde e umide. Le piante ospiti di questo parassita sono l’Olivo, gli Agrumi e piante ornamentali come le Palme, gli Oleandri e il Pittosforo.
Allo stadio di neanide, questo insetto sverna sulla pianta per poi ricomparire in primavera-estate a deporre le uova. La Cocciniglia causa un indebolimento progressivo della pianta, conseguente alle ferite inferte su foglie, fiori e rami. Oltre ai danni estetici e al raccolto, produce melata, fonte principale di malattie fungine e di fumaggine. In caso di gravi infestazioni gli organi della pianta avvizziscono portando alla morte della stessa.
LA COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE: COME PREVENIRE E CURARE
Al fine di prevenire l’infestazione, è necessario evitare l’eccessiva umidità del terreno, assicurandosi che non ci siano ristagni idrici. Molto importante è anche la potatura, da effettuare periodicamente, per rendere la chioma della pianta arieggiata e più facile da monitorare.
In caso di infestazione già in corso, si consiglia di intervenire subito, colpendo le neanidi appena nate in estate. Il trattamento, da effettuare con prodotti specifici e seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, va ripetuto dopo 20 giorni dal primo, in modo da debellare tutti gli esemplari.
...