Il Ceratostigma plumbaginoides, conosciuto anche come Plumbago blu o Plumbagocinese, è una bella pianta perenne che fiorisce in autunno. I suoi fiori sono di un bel blu intenso e con l’arrivo del freddo le foglie tendono ad assumere un colore rosso sui bordi, contribuendo alla bellezza della pianta.
Appartiene alla stessa famiglia del Plumbagoma è una pianta differente: in particolare è molto più resistente alle avversità e resiste al freddo fino a -10°C.
Il Ceratostigmaplumbaginoides è una pianta caducifoglia: le foglie sono verdi e molto morbide al tatto e spuntano sulla pianta verso aprile per poi cadere in ottobre. Prima di cadere il bordo delle foglie assume un suggerivo alone rossastro.
I fiori blu sbocciano in mazzetti verso luglio e persistono sulla pianta fino alla caduta delle foglie, cioè in autunno inoltrato.
Il Ceratostigma ha un portamento tappezzante: possiamo quindi coltivarlo in vaso sul terrazzo oppure in giardino, per decorare aiuole, bordure o giardini rocciosi. Tollera il freddo fino a -10°C può essere coltivata un po’ in tutta Italia.
Dove coltivare il Ceratostigma plumbaginoides
Per ottenere fioriture generose dobbiamo scegliere una posizione soleggiata, ma il Ceratostigma cresce bene anche in mezz’ombra. Dipende anche dalle temperature: nel nord possiamo tranquillamente coltivarlo al sole, mentre nei giardini del sud è meglio scegliere una posizione più protetta in mezz’ombra, per evitare che i raggi solari danneggino i fiori.
Gli interventi di cura del giardino in autunno sono molto importanti per mettere nelle migliori condizioni per affrontare l’inverno gli arbusti e gli alberi, ornamentali e da frutto, in vista della ripresa vegetativa della prossima primavera.
Vediamo insieme quali sono i principali interventi!
Cura del giardino in autunno: iniziamo dalla pulizia
Prima di concimare o effettuare trattamenti antiparassitari e fungicidi dovremo effettuare un intervento di pulizia del giardino. Dopo l’ultimo taglio dell’erba in ottobre, eliminiamo tutte le parti morte dagli arbusti: come i rami secchi o quelli danneggiati, le foglie secche e i frutti rimasti sul terreno. Sarà anche l’occasione per estirpare le eventuali erbe infestanti.
Le spore delle malattie fungine possono svernare nei frutti caduti marciti o tra le foglie secche. Nel dubbio non mettiamo questi materiali nel compostatore: in presenza di spore rischiamo di infettare tutto il compost.
La prevenzione dalle malattie fungine
L’autunno è il periodo migliore per difendere le nostre piante dalle malattie fungine. In questo periodo infatti le spore delle principali patologie sono ancora attive e si preparano ad affrontare l’inverno.
Malattie fungine come la ticchiolatura, il colpo di fuoco batterico o la bolla del pesco, in autunno propagano spore e organi svernanti, che vanno a collocarsi tra gli interstizi della corteccia oppure tra i residui vegetali ai piedi dell’albero, come le foglie cadute o rami secchi.
Un intervento ben eseguito in autunno con un fungicida, come la poltiglia bordolese, ridurrà il rischio dello sviluppo di malattie fungine. Si tratta di una sostanza rameica consentita in agricoltura biologica e quindi del tutto sicura se utilizzate correttamente...
Coltivare il Platycodon, conosciuto anche come Campanula cinese, è davvero facile e ci dona una fioritura davvero buffa. I fiori infatti prima di sbocciare formano una sorta di palloncino con i petali, che sembra poi “scoppiare” per produrre un fiore molto grande a forma di campana sui toni dell’azzurro.
Il Platycodon (Platycodon Grandiflorum) fiorisce abbondantemente e ripetutamente da maggio fino a settembre e all’arrivo dei primi freddi. È una pianta erbacea ed è caratterizzata dai grandi fiori azzurri a forma di campana. Anche il suo nome, Platycodon, in greco antico significa grande campana.
Si tratta di una pianta perenne con un portamento eretto e forma un cespuglio alto circa 50 cm. Possiamo quindi coltivarla sia in giardino sia in vaso. La coltivazione all’aperto in giardino è condizionata dalla fascia climatica in cui viviamo e fino a quanto scendono le temperature minime invernali. Se l’inverno è rigido la pianta tende a perdere la parte aerea, che si secca; ma la radice resisterà e nella prossima primavera tornerà a germogliare. Se invece la coltiviamo in vaso possiamo proteggerla in un luogo caldo e luminoso in inverno.
Coltivare le piante acquatiche non è particolarmente difficile e possiamo farlo sia in giardino sia in vaso sul terrazzo.
Nei giardini normalmente le piante acquatiche vengono utilizzate in presenza di laghetti ornamentali oppure di confini nei pressi di corsi d’acqua o bacini naturali. Sul terrazzo dovremo invece dotarci di una contenitore di grandi dimensioni, con almeno un diametro di 60 cm. Dovendo contenere una grande massa d’acqua, dovrà anche essere a tenuta stagna e realizzato con un materiale abbastanza resistente.
Dove coltivare le piante acquatiche
La botanica definisce “piante acquatiche” tutte quelle specie che vivono galleggiando sugli specchi d’acqua. Non hanno bisogno di terra e anzi richiedono bacini profondi almeno 60 cm.
Sono piante molto appariscenti e spesso producono fiori con colori molto brillanti. Le piante acquatiche più conosciute sono i FioridiLoto e le Ninfee.
Gli ibridi di Fiori di Loto (Nelumbo) sono davvero molti e possiamo scegliere in una tavolozza di colori molto ampia che spazia dal bianco all’arancione, passando per tutte le sfumature del rosso. Le varietà più diffuse e resistenti al freddo sono la Nelumbo lutea che fiorisce in tarda primavera con grandi pelati bianchi o gialli, oppure la Nelumbo nucifera con petali rosa violacei.
La Ninfea (Nymphaea) è un’altra pianta acquatica molto conosciuta, sia per le sue ampie foglie sia per i fiori caratteristici. Accanto alla classico varietà con grandi fiori bianchi, possiamo scegliere tra molti ibridi che spaziano dal rosa al rosso, dal viola al giallo...
In questi mesi non perdiamo l’occasione di coltivare i bulbi autunnali da fiore: sarà sufficiente piantarli e ci doneranno splendide fioriture da febbraio fino all’estate. I fiori dei bulbi sono poi tra i più spettacolari che la natura di offre. Le tante varietà di colori e di forme disponibili, sono state poi ampliate dagli ibridatori che ogni anno “inventano” nuove novità mixando le caratteristiche di specie differenti.
Come coltivare i bulbi autunnali in giardino
Prima di coltivare i bulbi in giardino è bene preparare il terreno dell’aiuola o della bordura. Il terreno deve essere soffice, permeabile e fresco, di grana fine e privo di materiali grossolani che possono creare ostacolo al regolare sviluppo degli organi e provocare lesioni ai germogli.
Generalmente le bulbose prediligono un substrato neutro, ma alcune sono acidofile e quindi richiedono un suolo...
State cercando delle piante che fioriscono in autunno? Anche se le temperature si abbassano non dobbiamo abbandonare i nostri terrazzi e giardini: possiamo infatti contare su molte piante che fioriscono in questa stagione! Ecco la nostra top 10!
10 piante che fioriscono in autunno
Zephyranthes
Lo Zephyranthes, detto anche Giglio della pioggia, è una pianta bulbosa perenne che sboccia quando iniziano le prime piogge autunnali dopo l’estate.
Le piantine raggiungono un’altezza di circa 30 cm e i fiori hanno grandi petali bianchi, simili ai Gigli. Cresce bene anche in zone molto umide, come nelle vicinanze dei laghetti, ed è indicato per giardini rocciosi e bordure con piante basse. Naturalmente possiamo coltivarlo anche in vaso.
Cosmos
Tra le piante che fioriscono in autunno come non citare la Cosmea(Cosmosbipinnatus): una bellissima pianta che produce grandi fiori a forma di margherita, con colori che variano dal bianco al giallo, dal rosa al rosso acceso. Possiamo scegliere tra oltre 30 specie con caratteristiche e colori differenti.
La sua fioritura inizia a giugno e dura fino a ottobre inoltrato. Possiamo coltivarlo sia in giardino sia in grandi vasi profondi sul terrazzo.
Ageratum houstonianum
La fioritura dell’Ageratum houstonianum, una delle tante specie di Agerato, inizia in estate e termina nell’autunno inoltrato. I suoi fiorellini sono riuniti in grappolo, sono molto buffi e hanno un bel colore lilla.
Manteniamo il terriccio sempre umido e togliamo i fiori appassiti per stimolare la produzione di nuove infiorescenze.
Possiamo coltivare il Mirtifoglio in giardino sia per formare siepi sia come esemplare singolo, potato ad alberello. Tollera il freddo fino a -5°C e può essere allevata all’aperto in gran parte dell’Italia. Dove le temperature minime invernali sono ancora più rigide possiamo coltivarla in grandi vasi, da portare al riparo in inverno.
Il Mirtifoglio (Polygala myrtifolia) è un arbusto perenne sempreverde che produce delle infiorescenze molto particolari che perdurano a lungo sulla pianta. Sono di colore viola e bianco e sbocciano in primavera e perdurano sulla pianta fino a settembre.
Le foglie hanno una forma lanceolata e sono di colore verde scuro, molto simili a quelle del Mirto da cui deriva il nome myrtifolia.
Se state cercando una pianta dall’effetto wow vi consigliamo di coltivare la Oscularia deltoides. Si tratta di una pianta succulenta ed è quindi abbastanza robusta e facile da coltivare. Nelle zone con temperature miti può essere coltivata in piena terra, dove ha un portamento tappezzante ed è indicata per i giardini rocciosi e marini. È originaria del Sud Africa dove cresce spontaneamente nelle zone montane. Nel nord Italia meglio coltivarla in vaso, dove non mancherà di attirare l’attenzione dei vostri ospiti grazie alle sue foglie stranissime e le fioriture sgargianti.
È una pianta sempreverde e produce delle foglie davvero particolari, con forma geometrica triangolare e i bordi dentati, che crescono su fusti cilindri di color verde-rosaceo. Le foglie di color verde chiaro e morbide al tatto: hanno la capacità di trattenere l’umidità in eccesso e di utilizzarla in caso di siccità.
La pianta è già bella così, ma in primavera si arricchisce di grandi fiori rosa che permangono sulla pianta fino all’autunno. Non solo: i fiori si aprono all’alba e si chiudono al tramonto!
Se abbiamo un gatto domestico dobbiamo assolutamente coltivare la Nepeta cataria: ne andrà matto! Si tratta, storicamente, della vera erba gatta infatti il suo nome deriva dal latino antico: cataria deriva da cathus e significa dei gatti. È interessante segnalare che la Nepeta cataria è molto diversa dall’erba gatta che troviamo nei supermercati ed è più simile a una piantina di menta piuttosto che a fili d’erba.
La Nepeta cataria contiene un terpene (il nepetalattone) simile ai feromoni dei gatti. L’effetto sui gatti è totalmente positivo: svolge un’azione positiva e rilassante sul sistema gastroenterico e neurologico. Se i gatti mangiano le foglie fanno le fusa e si rotolano contenti.
Le Nepete sono un genere di piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, caratterizzate da un fiore labiato.
Oltre alla Nepeta Cataria, coltivata per amore verso i gatti, possiamo scegliere tra altra varietà di Nepeta molto interessanti. La Nepeta racemosa produce in estate dei bei fiori di colore blu e lillà, la Nepeta subsessilis dona infiorescenze di colore blu brillante fino all’autunno, mentre la Nepeta faassenii produce fiori di color lavanda con punteggiature porpora da maggio fino a ottobre. Tutte le Nepete vengono utilizzate come piante aromatiche in cucina, ma la Nepeta peperina ha la particolarità di sapere di pepe.
La Nepeta cataria invece fiorisce da maggio a settembre e dona delle belle infiorescenze azzurre. Anche le api, oltre ai gatti, adorano i fiori e il polline della Nepeta...