Se amiamo le Orchidee e ci piacciono le ballerine possiamo coltivare un Oncidium, detto anche Orchidea Ballerina per la strana forma dei suoi fiori che ricordano una danzatrice con una gonna ampia.
Come tutte le Orchidee, l’Oncidium è molto apprezzato per i suoi fiori molto appariscenti che durano anche per due mesi sulla pianta. Il suo nome deriva dal greco onkos che significa gonfiore per la forma carnosa del fiore. Ci sono molte varietà di Oncidium anche molto diverse fra loro: nei colori e nella grandezza dei fiori. Di solito i fiori sono gialli, ma non mancano variazioni sui toni del bianco o rosso.
Con l’arrivo dei mesi freddi arriva il momento di coltivare i Tulipani! Si tratta infatti di piante bulbose e i suoi bulbilli vanno piantati tra settembre e novembre per vederli crescere e sbocciare nella prossima primavera.
Possiamo coltivare i Tulipani in gruppi in aiuole, bordure o nei giardini rocciosi, ma sono adatti anche per la cura in vaso sul terrazzo.
Chi si prende cura delle piante da appartamento dovrebbe sapere che le piante mutano le proprie esigenze in funzione della stagione. In estate tendono a vegetare maggiormente mentre in inverno alcune specie vanno in riposo vegetativo.
Nel caso delle piante d’appartamento però, vivendo in un ambiente luminoso e a temperatura costante, non tanto dissimile da una serra, il ciclo di sviluppo è continuo, anche in inverno. Ovviamente sarà rallentato poiché il sole è meno presente e meno caldo, ma non si fermerà del tutto.
CURA DELLE PIANTE DA APPARTAMENTO IN INVERNO: L'IRRIGAZIONE
Poiché l’attività vegetativa è rallentata e la mancanza di raggi solari limita il fenomeno dell’evaporazione, in inverno dovremo ridurre i cicli di irrigazione del 50%, anche per prevenire ristagni d’acqua nei sottovasi e nei portavasi che potrebbero essere fonte di malattie fungine.
Il nostro consiglio è sempre di verificare, infilandoci un dito, se il terriccio è umido o secco, regolandosi di conseguenza per l’irrigazione.
La concimazione
Poiché le piante continuano a vegetare e le sostanze nutritive contenute nel piccolo pane di terra contenuto nel vaso tendono a esaurirsi, è bene continuare a concimare le piante d’appartamento anche in inverno. Anche in questo caso potremo ridurre del 50% gli interventi: se in primavera usiamo un concime liquido ogni 15 giorni, in inverno lo utilizzeremo 1 volta al mese.
Un buon motivo per piantare i Narcisi è che saranno i tra i primi fiori a sbocciare l’anno prossimo, da marzo fino a giugno. I Narcisi (Narcissus) sono piante bulbose autunnali, che devono essere piantate in questo periodo, tra ottobre e dicembre, e che sbocceranno nella prossima primavera.
Si possono coltivare facilmente sia in vaso sia in giardino e hanno la caratteristica resistere maggiormente al freddo rispetto alle altre bulbose. I bulbi dei Narcisi possono essere infatti lasciati nel terreno, senza l’obbligo di dissotterrarli e conservarli in luogo protetto come si fa con gli altri bulbi. Il bulbo sottoterra produrrà altri bulbilli, aumentando ogni anno il numero dei fiori.
I Narcisi non sono tutti bianchi, ma anzi esistono molte varietà ibridi diverse per forma e colore. I Narcisi botanici, più ricercati, hanno fiori più piccoli mentre i Narcisi a coppa larga possono raggiungere i 45 cm di altezza.
I bulbi da fiore autunnali sono quelle piante che possiamo piantare durante il periodo autunnale e che fioriranno nella prossima primavera ed estate. In inverno i bulbi, protetti nel terreno, sviluppano un buon apparato radicale che gli permetterà di fare delle fioriture ricche quando le temperature si alzeranno.
Scegliere quali bulbi da fiore autunnali coltivare non è così semplice, poiché da un punto di vista estetico i fiori che si possono ottenere sono così belli che non è facile stilare delle classifiche. Inoltre la scelta è davvero ampia: oltre alle principali varietà (Anemoni, Crocus, Tulipani, ecc.) possiamo infatti scegliere fra tantissimi ibridi, diversi nelle forme e nei colori.
BULBI DA FIORE AUTUNNALI: COME OPERARE UNA SCELTA
A prescindere quindi dai gusti estetici, proviamo a muoverci in questa vastità di scelta utilizzando altri parametri di scelta.
Iniziamo con il dire che l’offerta di bulbi da fiore autunnali è leggermente inferiore rispetto a quella dei bulbi primaverili. Sono comunque tante le varietà disponibili, tra cui Allium...
Possiamo coltivare lo Zygocactus per donare un tocco di colore alle nostre case in inverno: fiorisce in inverno con belle infiorescenze rosse e forse per queste caratteristiche viene spesso chiamato "cactus di Natale".
Lo Zygocactus (Zygocactus truncatus) è una pianta cactacea originaria del Brasile. È una pianta epifita, ciò significa che in natura cresce sugli alberi, come le Orchidee. I suoi fusti sono composti da ramificazioni piatte e carnose, da cui crescono nuove ramificazioni che producono fiori rossi tubolari, molto vistosi, in inverno.
Sarà capitato a molti di noi di coltivare un Echinopsis poiché una pianta cactacea che spesso viene regalata, da sola o in composizioni.
La pianta è composta da un fusto, globoso o allungato, ricoperto di spine lungo le costolature. Le spine non sono altre che foglie che l’evoluzione ha trasformare per ridurre al minimo la traspirazione e la perdita d’umidità. Le piante che hanno almeno tre anni di vita producono in estate dei fiori molto vistosi e coloratissimi. I fiori non hanno una lunga vita, al massimo un paio di giorni, ma la pianta ne produce in continuazione.
Esistono molte varietà di Echinopsis, anche molto differenti fra loro, come l’Echinopsis backebergii con grandi fiori viola, l’Echinopsis chiloensis a forma di cactus o le forme contorte dell’Echinopsis thelegona.
Il suo nome deriva dalla sua forma, simile a un riccio di mare: è infatti l’unione delle parole greche echinos (riccio di mare) e opsis (aspetto).
COLTIVARE UN ECHINOPSIS: ATTENZIONE ALL'IRRIGAZIONE
Come tutte le piante grasse non richiede grandi cure, ma questo non significa che possiamo dimenticarcene l’esistenza! Posizioniamo il vaso con gli Echinopsis in una posizione assolata e luminosa: questa pianta non teme il sole diretto. Va coltivato in casa poiché non sopporta temperature inferiori agli 8°C.
Ci sono tanti buoni motivi per imparare a usare gli insetticidi sistemici sulle nostre colture. Naturalmente, come abbiamo spesso scritto in questo Blog, faremo il possibile, soprattutto nell'orto, per mettere in atto tutte le tecniche di prevenzione e i trattamenti con potenziatori naturali. Ma in caso di una invasione di insetti parassiti dobbiamo correre ai ripari sapendo di poter contare su agrofarmaci studiati e ampiamente sperimentati sulle piante.
Gli insetti fitofagi, cioè quelli che si cibano di foglie e piantine, si possono dividere in due grandi categorie:
gli insetti pungenti e succhianti, che praticano un piccolo foro sulla foglia, di solito nelle nervature, da cui succhiano la linfa, causando l’indebolimento e la morte della pianta. Come per esempio gli Afidi, le Cocciniglie e le Cimici;
gli insetti masticatori, cioè quelli che rosicchiano realmente le foglie, che possono portare al deperimento della pianta per mancanza di foglie.
In caso di una invasione di insetti masticatori è meglio ricorrere a insetticidi di contatto. Nel caso degli insetti pungenti-succhianti possiamo invece utilizzare con successo un insetticida sistemico.
COME USARE GLI INSETTICIDI SISTEMICI
Gli insetticidi sistemici hanno una azione translaminare e penetrano in tutte le parti della pianta, anche le foglie accartocciate.
Penetra così nella linfa della pianta e si diffonde in tutte le sue parti, anche la nuova vegetazione che nascerà in seguito. Offrendo così molti vantaggi, come un effetto più duraturo e l’assenza dell’obbligo di dover ripetere il trattamento se piove.
Crea così un effetto barriera a difesa della pianta, senza essere minimante pericoloso per le api in pre e post fioritura.
Leggere sempre le istruzioni e i dosaggi indicati sulle confezioni e attenersi alle raccomandazioni di sicurezza precisate. In primo luogo il rispetto...
Scegliere i vasi per il terrazzo in modo oculato ci permetterà di esaltare la bellezza delle piante ma anche di attirare l’attenzione verso un punto focale.
Non entriamo con giudizi nel “derby” tra plastica e terracotta. Entrambi i materiali hanno pregi e difetti: la terracotta ha un aspetto più naturale e traspira maggiormente ma è frangibile e molte pesante nei vasi di grande dimensione. La plastica è più leggera e maneggevole, specialmente nei grandi formati, ma non dura in eterno e talvolta non è il massimo per l’estetica.
È indubbio che l’abbinamento corretto tra la pianta e il suo vaso può enfatizzare la bellezza della composizione. Ma è altrettanto importante posizionare correttamente i vasi sul terrazzo, evitando di distribuirli a caso o metterli in fila come soldatini.