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Marzo 31, 2023
Possiamo coltivare la Pulsatilla se vogliamo delle belle fioriture per tutto il mese di aprile, infatti è conosciuta anche come fiore di Pasqua.
Le Pulsatille sono un genere di piante appartenente alla famiglia delle Ranuncolaceae e comprende più di 40 specie. Molte vengono utilizzate come piante ornamentali, in particolare la Pulsatilla vulgaris disponibile in tanti ibridi con fioriture che vanno dal classico viola al bianco, al rosa e al rosso. Tutte sono contraddistinte dagli stami centrali di colore giallo accesso.
La Pulsatilla vulgaris è una pianta erbacea perenne caratterizzata da una fioritura precoce: inizia già dall’inizio di aprile. Viene chiamata “fiore di Pasqua” proprio perché la sua fioritura coincide spesso con questa festività.
La pianta è composta da un cespuglio compatto di foglie lunghe circa 15 cm di colore verde chiaro, con bordi frastagliati. I fiori crescono eretti a forma di campana e sono ricoperti da una leggera peluria che li rende morbidi al tatto. Con il passare del tempo tendono a pendere verso il basso.
Dove coltivare la Pulsatilla
Tollera il freddo fino a -10°C quindi possiamo coltivarla all’aperto un po’ in tutta Italia. Con l’arrivo dell’autunno la pianta tende a perdere le foglie e va in riposo vegetativo. Le foglie torneranno a germogliare in marzo, poco prima della fioritura che dura fino alla fine di aprile.
La pianta non cresce molto in altezza, al massimo 20 cm, e in giardino viene utilizzata per decorare le bordure o i giardini rocciosi. Possiamo però facilmente coltivare anche in vaso sul terrazzo.
In ogni caso scegliamo una posizione soleggiata per ottenere fioriture più abbondanti.
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Marzo 21, 2023
Avere un balcone fiorito in primavera non è difficile! La stagione e l’innalzamento delle temperature favoriscono la crescita di molte piante e se iniziamo la coltivazione dai semi costa anche pochissimo.
Ma perché tutti coltivano i Gerani quando ci sono tante varietà tra cui possiamo scegliere? Qui ti suggeriamo 8 piante poco conosciute che ci aiuteranno ad avere un terrazzo o un balcone fiorito in primavera.
Astrantia major
La Astrantia major è una pianta erbacea e a partire dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate produce fiori ombrelliformi molto particolari. Hanno un delicato colore rosa pallido e sono composti da pistilli evidenti circondati da brattee bianche venate di verde o viola.
Euphorbia polychroma
L’Euphorbia polychroma produce tantissimi fiori di colore giallo brillante, che sbocciano in continuazione da aprile fino a luglio. È una pianta perenne e può essere usata come tappezzante.
Fritillaria
La Fritillaria è una pianta bulbosa che produce stili molto alti, anche più di 40 cm, che sorreggono dei bellissimi fiori, molto evidenti e caratterizzati da grandi corolle a forma di campanula. Fiorisce a metà primavera per accompagnarci per tutta l’estate. Coltiviamola in vasi ampi e profondi e sosteniamo con un tutore gli steli, per evitare che il vento li pieghi.
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Marzo 16, 2023
Chi sceglie di coltivare la Zantedeschia lo fa essenzialmente per i suoi fiori eleganti. Se gli antichi le hanno dato il soprannome di “Calla”, cioè bella dal greco kalos, un motivo ci sarà!
Le Zantedeschie sono un genere di piante della famiglia delle Aracee che comprende diverse specie. La Zantedeschia aethiopica è la Calla più comune, quella che ricorda iconograficamente questa pianta. È caratterizzata da foglie molto ampie e lunghi steli, anche fino a 1 metro, che sorreggono grandi fiori bianchi con un pistillo giallo-arancio. In realtà il vero fiore è quello al centro e si chiama spadice, quella bianca detta spata è una foglia modificata: il fiore bianco è appariscente anche da lontano e serve per attirare l’attenzione gli impollinatori verso la piccola infiorescenza.
Tra le Zantedeschie possiamo però trovare altre specie, come la Zantedeschia elliottiana con spate gialle o la Zantedeschia albomaculata con foglie con pois bianchi. Inoltre ci sono varietà con fioritura precoce e tardiva: la Zantedeschia aethiopica fiorisce da febbraio a maggio ma ci sono ibridi che fioriscono più tardi, dall’estate fino a settembre.
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Marzo 14, 2023
L’uso della Propoli per curare le piante si sta diffondendo anche tra gli hobbisti, sempre più alla ricerca di soluzioni naturali e consentite in agricoltura biologica per curare orti, giardini e piante ornamentali.
La difesa biologica è però basata sulla prevenzione e sull’uso di corroboranti e sostanza di base capaci di potenziare le difese naturali delle piante e di creare un habitat sgradito da insetti fitofagi e spore delle malattie fungine.
Perché usare la Propoli per curare le piante
Tra i corroboranti, l’estratto di Propoli si è rivelato particolarmente efficace contro gli attacchi fungini e batterici.
L’applicazione della Propoli sulle foglie stimola inoltre la cicatrizzazione delle ferite ed è indicata in seguito a traumi (per esempio attacchi di parassiti), potature e grandinate. La Propoli attira anche le api favorendo l’impollinazione.
È bene usare una Propoli specifica per un uso in giardino, poiché contiene solo la frazione...
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Febbraio 28, 2023
Coltivare la Crassula marnieriana in casa è molto facile e alla portata di tutti. Le Crassule sono un genere di piante succulente sempreverdi e comprende più di 200 specie differenti. Si sviluppate un po’ in tutti i continenti e le differenti specie possono avere forme anche molto differenti. Per esempio la Crassula ovata ha foglie rotondeggianti mentre la Crassula pyramidalis ha foglie di forma geometrica quasi spigolose.
Per decorare le nostre case vi suggeriamo la buffa forma della Crassula marnieriana che si sviluppa come una collana. I fusti vengono infatti quasi nascosti dalle grandi foglie quadrangolari con angoli morbidi. Se viene coltivata all’ombra le foglie sono verdi, se le esponiamo al sole tendono a diventare rossicce. Produce anche tanti piccoli fiorellini a forma di stella all’inizio della primavera.
È una pianta a crescita lenta ed è nana: gli steli raggiungono al massimo i 25 cm di altezza. Inizialmente crescono in verticale, man mano che si riempiono di foglie tendono a pendere.
Dove coltivare la Crassula marnieriana
È una pianta originaria del sud dell’Africa e non tollera il freddo sotto i 5°C. Meglio coltivarla in casa dove troverà il clima ideale per svilupparsi. Possiamo spostarla sul terrazzo in estate in una posizione ombreggiata, ma a settembre riportiamola in casa.
In appartamento scegliamo una posizione luminosa e lontana da fonti di calore e spifferi freddi invernali. Se vogliamo far diventare rosse le foglie, esponiamola direttamente ai raggi solari: evitiamo di farlo però in estate nelle ore più calde poiché si potrebbero ustionare le foglie. Ma questo consiglio vale un po’ per tutte le piante d’appartamento.
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Febbraio 23, 2023
Stai cercando delle piante resistenti al freddo per decorare il terrazzo anche in inverno? Ecco 10 piante capaci di tollerare anche i freddi più intensi con caratteristiche peculiari per ogni esigenza.
Piante resistenti al freddo: 10 varietà da non perdere per il terrazzo!
1. Lauroceraso
Su un terrazzo abbiamo bisogno anzitutto di piante sempreverdi, utili per costruire siepi o “pareti verdi”. Tra quelli che resistono meglio al freddo merita una menzione il Lauroceraso (Prunus lurocerasus), un arbusto vigoroso perfetto per realizzare siepi schermanti. Tollera il freddo fino a -15°C.
2. Viburno
Sempre per realizzare “pareti verdi”, anche il Viburno ha un’ottima tolleranza al freddo: alcune varietà arrivano a -20°C. Il Viburno tino (Viburnum tinus) è un arbusto compatto, con grandi foglie di colore verde scuro, indicato per la coltivazione in vaso sul terrazzo. Anche il Ligustro (Ligustrum ovalifolium) è un’ottima alternativa: resiste fino a -15°C e ci sono varietà con foglie screziate molto decorative.
3. Deutzia scabra
Accanto alle “pareti verdi” dobbiamo però affiancare delle fioriture. La Deutzia appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae, quella delle Ortensie, e da maggio a luglio produce tanti fiori bianchi e rosa a forma di stella riuniti in vistosi grappoli. Non tutte le Deutzie tollerano il freddo, ma la ...
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Febbraio 21, 2023
Coltivare la Cambria è facile e ci ripaga con fioriture davvero straordinarie. È bene però sapere che il termine “Cambria” non identifica un genere di Orchidee ma viene utilizzato per classificare una serie di ibridi ottenuti dall’incrocio tra diverse piante della famiglia delle Orchidaceae. In particolare di Brassia, Cochlioda, Miltonia, Odontoglossum e Oncidium.
È un uso iniziato circa un secolo fa, quando si sviluppò l’ibridazione delle Orchidee e la Vuylstekeara Cambria Plush riscosse molto successo. Il marchio commerciale Cambria, inventato dall’ibridatore belga, fu talmente associato a questi nuovi ibridi molto spettacolari da venire utilizzato oggi come nome comune per identificare gli ibridi di Orchidea caratterizzati da fiori maculati e colori vivaci.
Le Cambria, un po’ come tutte le Orchidee, hanno pseudobulbi da cui si sviluppano lunghe foglie nastriformi di colore verde intenso. Tra le foglie spunta il lungo stelo floreale su cui spiccano fino a 7 boccioli.
Essendo incroci intergenerici possono fiorire in primavera e in autunno in funzione delle Orchidee utilizzate per l’incrocio. I tempi di fioritura e le temperature minime possono quindi variare. Naturalmente anche i colori dei fiori possono molto cambiare: gli ibridi servono anche a quello, oltre a migliorare le performance della pianta rispetto alle temperature e ai parassiti. Di solito le Cambrie hanno colori molto vivaci, dal rosso al viola, dal giallo all’arancio e spesso hanno petali screziati o maculati.
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Febbraio 14, 2023
Quella di travasare i Cactus è un’operazione che dobbiamo prevedere periodicamente, anche se molte delle piante appartenenti alla famiglia delle Cactaceae sono contraddistinte da una crescita molto lenta.
Quando travasare i Cactus
In linea di massima è consigliabile rinvasare i Cactus ogni 3 anni con l’obiettivo di sostituire il vecchio terriccio esausto con un nuovo substrato. Naturalmente dipende anche dal tipo di pianta e dalla grandezza del vaso: in quest’ultimo caso sarà sufficiente sostituire il terriccio superficiale.
Ma ci sono altri casi che ci dovrebbero indurre a travasare un Cactus.
Se le radici della pianta fuoriescono dal fondo del vaso o attraverso i fori di drenaggio, è probabile che il vaso sia diventato troppo piccolo. Può capitare con le piante appena acquistate in vasi di piccolissime dimensioni, che vanno sostituiti con un contenitore più grande.
Se il terriccio è troppo compatto, umido o manifesta la presenza di spore fungine, forse abbiamo esagerato con l’acqua. Prima dell’insorgere di una malattia fungine sulla pianta, è bene rinvasare la pianta avendo cura di buttare il vecchio terriccio e cambiamolo con nuovo substrato specifico per piante grasse.
In ogni caso, è importante scegliere un nuovo vaso che sia solo leggermente più grande del vecchio e utilizzare un terreno specifico per piante grasse con un buon drenaggio per evitare che le radici marciscano.
Il periodo migliore per il travaso è la primavera inoltrata. Vanno evitati i periodi in cui le piante sono già stressate da fattori climatici, come l’afa estiva o il gelo invernale. In casi urgenti, come un terriccio contaminato da funghi o uova di insetti parassiti, possiamo rinvasarlo in qualsiasi periodo dell’anno, ma evitiamo di danneggiare le radici...
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Febbraio 07, 2023
Usare Sapone Molle e Olio di Neem contro gli afidi e altri parassiti delle piante è un’ottima soluzione biologica, efficace e testata.
Olio di Neem contro gli afidi delle piante: perché usarlo
L’Olio di Neem è un prodotto totalmente naturale ottenuto dalla lavorazione dei semi di una pianta originaria dell’India, il Neem o Nim (Azadirachta indica). I semi contenuti nel frutto del Neem sono ricchi di limonoidi e di oltre 100 principi attivi, tra cui l’azadiractina usata come insetticida e acaricida in agricoltura biologica. Un po’ tutte le parti della pianta contengono azadiractina, infatti nei paesi di origine c’è la tradizione di inserire foglie di Neem negli armadi e nei libri per tenere lontani i parassiti, ma sono particolarmente concentrati nei semi. Un’abitudine storica figlia dell’osservazione: l’albero di Neem non veniva attaccato dai parassiti.
Oggi sappiamo perché: l’azadiractina svolge un’azione fagorepellente e rende le foglie disgustose per gli insetti parassiti. Non solo: svolge anche un’azione translaminare, cioè penetra nei tessuti e quindi raggiunge tutte le parti della pianta. Se viene applicato per via radicale ha discrete proprietà sistemiche ed esplica la sua azione nel tempo.
È bene precisare che il Neem non influenza l’azione degli impollinatori e delle api. È biodegradabile al 100% e rappresenta anche ottimo concime organico azotato, particolarmente utile per aiutare la pianta a superare l’arresto vegetativo dovuto a stress abiotici (carenze idriche, salinità del terreno, ecc.) e biotici (attacchi fungini, batterici, virali e di insetti fogliari...