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Gennaio 13, 2019
Le piante rampicanti adatte per un clima freddo non sono molte ma ci sono tante soluzioni. Le piante rampicanti donano un tocco di colore e portano un soffio di natura su qualsiasi terrazzo, pergola o giardino. Ma se viviamo nelle zone più fredde, con temperature che in inverno scendono sotto lo zero, la scelta non è molto ampia poiché non sono poi molte le piante che sopportano gli inverni più rigidi. Va però detto che gli ibridatori realizzano sempre nuove varietà, che vanno a migliorare le prestazioni delle piante, anche dal punto di vista della rusticità e della resistenza al freddo. Quindi di anno in anno la famiglia dei rampicanti adatti ai climi rigidi si va ampliando.
Per evitare che i nostri sforzi di coltivatori vengano dissipati da una gelata, è bene quindi prestare attenzione alla scelta delle piante più adatte. Ecco i nostri consigli!
Piante rampicanti adatte a un clima freddo: il Caprifoglio
Quella del Caprifoglio (Lonicera) è una famiglia molto ampia che comprende centinaia di varietà, con caratteristiche molto diverse, sia per la forma delle fioriture sia per la temperatura di coltivazione. La Lonicera xylosteum, per esempio, resiste fino a– 40°C. Naturalmente esistono anche molte specie con portamento rampicante, tra cui trovare quella più adatta al clima del nostro giardino. La pianta produce frutti rossi e fiori che, a seconda della specie, spaziano dal rosso, al giallo, al bianco. Ma sui colori ci possiamo sbizzarrire tra le tante specie: la Lonicera japonica ha fiori che cambiano colore dal bianco al rosa fino al giallo finale e i frutti sono blu! La Lonicera caprifolium, la L. periclymenum e la L. americana sono le più diffuse.
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Ottobre 19, 2018
Dobbiamo trapiantare le Rose in autunno poiché è il periodo migliore: non vale solo per le Rose ma anche per molte altre piante legnose. L’autunno infatti, con l’arrivo dei venti freddi, delle prime piogge e l’accorciamento delle giornate, dà il via al periodo di riposo vegetativo (detto dormienza) per molti arbusti: ebbene, mettere a dimora una pianta in dormienza offre maggiori possibilità di successo rispetto a una in piena crescita in primavera. Per questa ragione è preferibile la pratica della messa a dimora autunnale delle Rose. Ma, come dicevamo, questa regola vale anche per tutte le piante legnose, per alcune piante da siepe (specialmente quelle spoglianti, cioè che perdono le foglie) e per le piante da frutto, come il Melo, il Pesco, il Pero o la Vite. In autunno le piante hanno più tempo per assestarsi nel terreno, per emettere le radici e consolidarsi; inoltre sono meno sensibili alla siccità e agli eventi atmosferici, come invece accade se le trapiantiamo in primavera.
TRAPIANTARE LE ROSE IN AUTUNNO: COME FARE
Scegliete un luogo arieggiato e luminoso, ma riparato dalla luce diretta del sole: per esempio all’ombra di una pianta più grande o di una parete della casa.
Il trapianto delle Rose in giardino non è un'operazione che si mette in pratica da un giorno all’altro. Sarebbe infatti buona norma preparare le buche di impianto con un certo anticipo, almeno 1 o 2 mesi prima del trapianto, lasciandole aperte. Questo consente agli elementi (sole, luce, acqua) di disinfettare il luogo in cui andranno a dimora le piante e raffinare il terreno in modo adeguato.
Una messa dimora autunnale frettolosa potrebbe...
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Settembre 14, 2018
Eliminare le Tignole e le Tignolette dalla vite è importante poiché si tratta di due parassiti tra i più pericolosi per questa pianta.
La Tignola (Eupoecilia ambiguella) e la Tignoletta (Lobesia botrana) sono due lepidotteri considerati una delle maggiori minacce dai coltivatori di viti, per via della loro rapidità riproduttiva e della loro voracità. Sono due specie di lepidottero molto simili e pericolose, ma con alcune caratteristiche differenti.
Entrambe si nutrono non solo di fiori e frutti delle viti, ma anche di ogni pianta da bacca ed è facile che la Tignoletta possa attaccare anche gli arbusti di Ribes, Olivi o altre piante spontanee per nutrirsi dei loro frutti.
Sono differenti gli ambienti nei quali le due specie possono prosperare: mentre la Tignola, più resistente al freddo, prospera nelle regioni del nord Italia, è più facile trovare la Tignoletta nei luoghi caldi del centro-sud.
ELIMINARE LE TIGNOLE E LE TIGNOLETTE DALLA VITE: IMPARIAMO A RICONOSCERLE
È possibile riconoscere Tignola e Tignoletta dalle caratteristiche fisiche dei loro vari stadi di sviluppo: le uova sono di colore giallastro, ma quelle della Tignola si scuriscono prima di schiudersi. Mentre le larve della Tignola sono rossastre con la piccola testa nera, quelle della Tignoletta sono di un verde opaco. Nella forma adulta la Tignola è grande dai 10 ai 12 mm ed è riconoscibile per le ali anteriori giallastre tagliate da una banda scura trasversale, la Tignoletta è invece poco più piccina e ha le ali anteriori tinte di sfumature marmoree...
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Settembre 04, 2018
Ci sono piante piacevoli al tatto? Dei nostri cinque sensi, solitamente quelli che usiamo per godere della bellezza di un giardino sono la vista, con cui godiamo del colore dei fiori delle nostre piante, e l’olfatto, grazie al quale possiamo godere del loro profumo. Altre piante, invece, oltre al loro colore e al loro aroma, ci colpiscono per il piacere che donano al nostro tatto, grazie alle loro foglie morbide e vellutate. Piante che spesso vengono scelte per adornare un giardino anche per questa loro virtù particolare.
Piante piacevoli al tatto: ecco quali scegliere
Tra le più note, possiamo segnalare la Menta e la Salvia, che lasciano sulle mani, oltre alla sensazione morbida, il loro aroma.
Altre piante da accarezzare sono la Celosia crestata, anche conosciuta con il nome di cresta di gallo, con le sue spighe di fiori dai petali vellutati, che possono essere gialli o di un viola acceso; la Stachys lanata, nota anche come orecchia di agnello, ricoperta completamente di una peluria bianca che ricorda appunto la lanugine dell’ovino; la Cotyledon tomentosa, o zampa d’orso, una pianta succulenta i cui fiori color pesca sono circondati da piccole foglie tondeggianti, coperte da una peluria morbida.
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Agosto 17, 2018
Eliminare la Peronospora della vite è importante perché è una delle minacce più importanti per i vigneti, fin dalla fine dell’Ottocento quando è arrivata per la prima volta in Europa proveniente dalle coltivazioni del nord America. È provocata da un fungo, la Plasmopara viticola, che arriva sui vitigni trasportato dal vento o dalla pioggia. Quando lo sporangio, ovvero il contenitore delle spore del fungo, arriva su una superficie liquida rilascia le sue spore che, a contatto con la foglia, cominciano a svilupparsi negli spazi tra le cellule vegetali nutrendosi di essa.
ELIMINARE LA PERONOSPORA DELLA VITA: COME SI RICONOSCE
Le parti della foglia infette cominciano a seccare, creando degli spazi morti sulla pianta dette macchie d’olio. Solitamente, lo sviluppo del fungo può avvenire in primavera, quando il clima, maggiore di 10°C e la frequenza di precipitazioni lo favoriscono.
Le foglie colpite dalle macchie d’olio seccano e muoiono; durante la fase di crescita dei frutti, se il fungo riesce a trasmettersi attraverso i tralci, gli acini cominciano a disseccarsi e cadono.
Una volta che il fungo ha terminato il suo nutrimento, solitamente dopo la fase di sviluppo dei frutti, comincia a rilasciare un insieme di sporangi che può attaccare sia le foglie sia i grappoli e che si manifesta come una muffa di colore grigio o bianco. Da lì, gli sporangi, trasportati dal vento o dalle gocce d’acqua delle precipitazioni stagionali, possono infettare altre foglie o altre piante. La velocità della loro diffusione può determinare, nel corso di qualche mese, l’indebolimento delle piante e, nel caso di infestazioni estese, la morte di interi vitigni.
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Mag 22, 2018
Coltivare le piante rampicanti sul terrazzo o in giardino può essere una buona soluzione per decorare i muri delle nostre abitazioni, per colorare un giardino con fiori spesso di colori vivaci e intensi oppure, per creare un velo di protezione dal sole elegante ed appariscente per le nostre pergole.
Solitamente le piante rampicanti, per esporre le loro foglie alla luce del sole, hanno escogitato vari modi per aggrapparsi alle superfici che le reggono: alcune, come la Vite americana, generano piccole radici a forma di ventosa, adatte alle superfici verticali e possono ricoprire muri interi con le loro foglie che in primavera si tingono di un rosso vivo. Altre piante, sviluppano dei rami che aderiscono ad altri rami o a ogni sporgenza, come il Kiwi o la Clematide, con il suo fiore grande e complesso, altre ancora, come il Convolvolo, dai fiori bianchi e delicati, fanno avviluppare la vegetazione attorno a ogni oggetto, ramo, parete che trovano. Oppure la Passiflora, con i suoi fantastici fiori geometrici e i piccoli rami arricciati con cui si aggrappa a qualsiasi supporto incontri sulla sua strada. In tutti i casi, nei primi mesi e anni di crescita, è necessario aggiungere un tutore alla pianta.
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Settembre 29, 2017
Eliminare il Mal bianco della Vite o Oidio è importante, poichè si tratta di una malattia fungina che colpisce sia le foglie sia i frutti, ricoprendoli di una muffa bianco-grigiastra. Gli acini d’uva, a seguito dell’infestazione si spaccano e i tessuti soffocati dalle muffe si necrotizzano, portando all’arresto della crescita e alla defogliazione della pianta.
Diffuso in tutta Italia, l’Oidio può danneggiare il raccolto in quantità e gusto, causando danni su frutti, foglie e fiori. I danni causati dal Mal bianco rendono la pianta debole e quindi più soggetta ad ammalarsi o a soffrire di attacchi parassitari.
Questo fungo si propaga velocemente in qualsiasi clima sopravvivendo a temperature rigide, anche se tende a ricomparire in periodi abbastanza umidi come primavera e estate.
ELIMINARE IL MAL BIANCO DELLA VITE: MEGLIO INTERVENIRE ALLA PRIMA COMPARSA
A causa della veloce espansione del Mal bianco, si consiglia di intervenire preventivamente o alla primissima comparsa dei sintomi con un fungicida antioidico. Si tratta di un agrofarmaco ed è quindi importante leggere e attenersi alle indicazioni d'uso riportate sulla confezione. Così vanno rispettati i tempi di carenza.
I trattamenti andranno ripetuti 2-3 volte a distanza di 7 giorni, mentre a scopo preventivo si consiglia di controllare periodicamente il vigneto, effettuando le dovute potature: arieggiando maggiormente la pianta si riduce l’umidità atmosferica e il rischio di malattie fungine.
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Agosto 15, 2017
I ragni rossi e gialli sulla Vite sono un bel problema: detti anche acari tetranichidi, sono insetti polifagi che attaccano quasi tutte le specie fruttifere, in particolare le piante di Vite.
I sintomi più evidenti del loro attacco sono costituiti da clorosi e avvizzimento delle foglie; inoltre producono una tela biancastra che forma una massa farinosa come protezione delle uova, in genere sulla pagina inferiore delle foglie.
È un insetto molto prolifico: in inverno si possono trovare le uova deposte dalle femmine prima dello svernamento sui rami della pianta. I danni causati sulle pianti di Vite sono ingenti, perché a causa della ridotta capacità della pianta di effettuare la fotosintesi, le uve ne risentono in quantità e sapore.
COME ELIMINARE I RAGNI ROSSI E GIALLI SULLA VITE
In assenza di antagonisti biologici, questi insetti tendono a riprodursi anche 8 volte l’anno; per questo motivo ai primi sintomi di infestazione si consiglia di utilizzare un acaricida specifico per la Vite. Molto importante è irrorare bene la pagina inferiore delle foglie, dove gli acari si annidano, continuando le applicazioni fino a che la pianta non ritorna in salute. Quando si utilizzano fitofarmaci su piante destinate all’alimentazione, ricordate di verificare e rispettare i tempi di carenza indicati sull’etichetta del prodotto.
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Luglio 18, 2017
Aleurocanthus spiniferus è il nome di un insetto tropicale di nuova introduzione in Italia, che attacca gli Agrumi, la Vite, il Melo, il Pero e numerose piante ornamentali come la Piracanta (Pyracantha), l’Edera e la Rosa.
A prima vista sembra una Cocciniglia ma è un Aleurodide polifago: attacca di preferenza le piante più rigogliose, i polloni e gli apici vegetativi, imbrattando le foglie e i frutti con una sostanza zuccherina e appiccicosa, detta melata. Oltre al danno causato degli insetti, anche la melata rappresenta un problema, perché stimola lo sviluppo di funghi della fumaggine.
Succhiando la linfa, l'Aleurocanthus spiniferus causa la caduta anticipata delle foglie, il disseccamento delle parti infestate e, nei casi più gravi, la morte della pianta colpita.
ALEUROCANTHUS SPINIFERUS: COME PREVENIRE E RISOLVERE IL PROBLEMA
Anzitutto impariamo a riconoscere questo nuvo insetto. Le neanidi o forme giovanili dell’insetto infestano essenzialmente la pagina inferiore delle foglie. Si nutrono per tutto il ciclo vitale a spese della pianta sottraendo la linfa dai tessuti vegetali.
Il numero delle generazioni annuali è variabile in funzione dell’andamento climatico e in genere si hanno da 3 a 5 generazioni in un anno.
In inverno rimane allo stadio di neanide: un corpuscolo nero di forma ellittica (max 1,2 x 0,75 mm) circondato da un anello di cera bianca.
Il momento di maggiore vulnerabilità della Aleurocanthus spiniferus è quello di Neiade mobile e possiamo intervenire con un insetticida specifico.
Per prevenire il problema e in presenza di piante già colpite...