-
Marzo 06, 2020
Quella di coltivare i Gerani sui terrazzi è una tradizione per molte famiglie italiane e fanno bene perché sono facili da coltivare e offrono fioriture abbondanti e durature, dalla primavera fino all’autunno.
COLTIVARE I GERANI: ZONALI, RICADENTI E IMPERIALI
Disponibili in molte varietà e ibridi con colorazioni che vanno dal bianco al rosa e dall’arancio al rosso, i Gerani (Pelargonium) più diffusi sono quelli zonali, quelli ricadenti e quelli imperiali.
Il Geranio zonale (Pelargonium zonale) ha un portamento cespuglioso, con foglie tondeggianti verde chiaro zonate di bronzo o marrone (da cui prende il nome). Fiorisce da aprile a ottobre e può essere coltivato in cassette da balcone. Può essere coltivato in piena terra solo nelle zone del sud, poiché soffre sotto i 5°C.
Il Geranio ricadente (Pelargonium peltatum) noto anche come Geranio edera o Parigino è molto amato per le due doti decorative: il portamento ricadente crea ricche cascate fiorite da maggio a ottobre, in tanti colori (bianco, rosa, rosso, lilla, bicolori, ecc.). Ha fusti lunghi anche fino a 2 metri, con foglie simili all’Edera e fiori riuniti in ombrelle. Per la sua fioritura caratteristica si coltiva in cassette sul balcone.
Il Geranio Imperiale (Pelargonium grandiflorum) o Macranta (dal greco “grande fiore”) ha fiori molto grandi, con centro scuro, sui toni del bianco, rosa, rosso, porpora e marrone. Le foglie sono diverse dal Geranio Zonale: sono solcate da visibili nervature e dentellate ai margini.
I NEMICI DEI GERANI: LA FARFALLA
I Gerani hanno due nemici...
-
Marzo 03, 2020
Forse è un effetto del successo dei format televisivi dedicati alla cucina, ma oggi molti conoscono meglio ortaggi insoliti e dimenticati, come la Curcuma o l’Anice stellato, rispetto alle aromatiche mediterranee. Questa tendenza si riflette anche negli orti moderni, che iniziano a popolarsi di verdure, erbe e frutti strani e curiosi. Merito anche degli appassionati più giovani, abituati a viaggiare e amanti della cucina fusion, che combina creativamente i cibi e tradizioni di luoghi diversi per ottenere piatti affascinanti e sapori sconosciuti.
Accanto alle piante esotiche e in arrivo dagli altri continenti, stanno trovando nuova vita anche molte varietà appartenenti al passato dell’agricoltura italiana, in seguito abbandonati a favore di specie più “redditizie”. Come la Melanzana rossa della Basilicata o il Cocomero giallo siciliano, ma anche le Patate viola piemontesi o la Patata di Mombarcaro con la polpa rosata.
ORTAGGI INSOLITI E DIMENTICATI: LA NOSTRA SELEZIONE
In alcuni casi sono nuove varietà ma ci sono anche tanti ortaggi dimenticati della tradizione italiana. Siamo andati alla ricerca di ortaggi dalle forme e dai colori particolari, capaci di stimolare un “effetto wow” dai vostri ospiti, per chi vuole sperimentare nuove coltivazioni nell’orto!
Le Carote viola e le carote gialle sono disponibili anche in Italia. Hanno un bel colore che si associa a una polpa dolce e croccante. La coltivazione non difficile se il terreno è sufficientemente sciolto e ben drenante.
I Cavolfiori offrono molti stimoli. Sia per i colori, per esempio quelli viola, sia per le forme, con gli ipnotici...
-
Febbraio 28, 2020
Gli interventi di concimazione dell'orto con fertilizzanti naturali devono essere ben programmati. Se vogliamo allestire un orto in primavera, febbraio è il momento ideale per eseguire quella che tecnicamente viene definita rifinitura del letto di semina. Si tratta di preparare il terreno al meglio per la semina e i trapianti che verranno effettuati in primavera.
Rompendo e sistemando con la vanga e il rastrello le zolle rimaste dopo l'inverno, aiutiamo gli agenti atmosferici ad agire ulteriormente sul suolo fino a renderlo fine e soffice. Con l’occasione è consigliabile incorporare nel terreno una dotazione di concime organico che farà da base nutritiva per le prime semine e trapianti.
CONCIMAZIONE DELL'ORTO: PERCHE’ A FEBBRAIO?
Febbraio è il momento giusto per molti motivi. Trattandosi di un prodotto organico pellettato, necessita di tempo per trasformarsi in elementi disponibili per la pianta. Nel mese di tempo che passerà tra la sua distribuzione e le prime semine potrà aver luogo il processo di trasformazione. Al contrario, una concimazione effettuata a ridosso della semina richiederebbe l’uso di un fertilizzante a “pronto effetto”, quindi di natura chimica.
Un altro motivo riguarda la buona economia dell’acqua. Mano a mano che ci avviciniamo alla primavera abbiamo la necessità di mantenere l'adeguato livello di umidità nel primo strato di terreno affinché i semi possano germinare e le radici affrancarsi. Muovendo il terreno per incorporare il concime troppo a ridosso della semina, favoriremmo l'evaporazione dell'acqua dal suolo creando un letto di semina...
-
Febbraio 27, 2020
Coltivare il Cisto in giardino è un lusso che si può permettere solo chi vive nelle zone più miti, dove le temperature non scendono mai sotto lo zero. In alternativa possiamo coltivarlo in grandi vasi, per poi proteggerlo in una serra fredda duranti i mesi invernali.
Il Cisto (Cistus) è un arbusto sempreverde apprezzato per il fogliame brillante e la bellezza dei suoi fiori, composti da grandi petali increspati sulle tinte dal bianco al viola. È una pianta medio-piccola e viene molto utilizzata nei giardini marini e nei climi miti, dove il Cistus dà il meglio di sé.
I suoi fiori sono molto particolari e sbocciano in primavera e in estate. La varietà cromatica delle fioriture si ottiene grazie alle tante varietà di Cisti, come il Cistus lauriflius con fiori bianchi o il Cistus villosus con fiori viola e gialli. I fiori durano poco, anche solo un giorno, ma la fioritura è continua e abbondante e dura tutta l’estate fino all’autunno.
Coltivare il Cisto: è una pianta amante del sole e del caldo
Il Cistus non resiste al gelo e quindi potrà essere coltivata in giardino soltanto nelle Regioni italiani con un clima mite. Se in inverno le temperature scendono molto sotto lo zero, meglio coltivarlo in vaso e proteggerlo in una serra durante i mesi più freddi, avendo cura di rinvasarlo ogni primavera in un contenitore più grande. Naturalmente, con le dovute cure, il Cisto può resistere anche a un inverno nevoso: proteggendo il terreno con uno strato di pacciamatura e coprendo la pianta con un telo protettivo.
Se il clima lo permette, scegliete per il Cistus un luogo nel giardino assolato, anche in virtù del fatto che teme il freddo.
Non teme la siccità. Nella coltivazione in giardino dobbiamo prestare attenzione alle irrigazioni in estate, specialmente in periodi molto aridi. Nell’arco dell’anno non ha particolari esigenze idriche e si accontenta di quella piovana e dell’umidità ambientale. Per il Cistus è più pericoloso un eccesso di acqua, sotto forma di pozze o stagnazioni...
-
Febbraio 25, 2020
Possiamo coltivare il Tagete sia in giardino, per creare aiuole e bordure fioriture, sia in vaso per donare un tocco di colore al terrazzo. Il Tagete (Tagetes) fa parte della famiglia delle Asteraceae ed è quindi un “parente” del Tarassaco, del Piretro e del Girasole, ma anche di alcuni ortaggi come il Radicchio, i Carciofi e la Lattuga.
È una pianta annuale che produce foglie setose molto decorative e fiori molto colorati, simili ai Garofani, che durano a lungo, da maggio fino a ottobre. A seconda della varietà, i fiori possono essere rossi, arancioni, gialli, bianchi ma anche bicolori (di solito rossi e gialli). Possiamo inoltre scegliere tra varietà alte, che raggiungono i 60 cm, oppure nane che si fermano a 25 cm.
Il Tagete può essere coltivato sia in vaso sia in giardino ed è spesso utilizzato per creare aiuole e bordure, grazie alla lunga durata delle sue fioriture. Inoltre è una pianta molto utile: sia perché le radici producono sostanze sgradite ad alcuni parassiti, come Afidi, Mosche bianche e Altiche, e quindi svolgono un’azione “disinfettante” del terreno, sia perché i suoi fiori sono molto graditi agli insetti impollinatori. Per queste ragioni, spesso il Tagete viene coltivato nell’orto, in consociazione in particolare con le piantine di Pomodoro.
... -
Febbraio 21, 2020
Coltivare le Melanzane è facile, a patto di rispettare le loro esigenze climatiche che sono un po’ particolari. Sotto i 12°C fa troppo freddo e la pianta rischia di rimanere nana: ci vogliono infatti almeno 15°C affinché i fiori si trasformino nei frutti che tutti noi apprezziamo. Oltre i 35°C la pianta patisce il caldo e tende a perdere i fiori.
Possiamo scegliere tra tante varietà di Melanzana (Solanum melongena), differenti sia per il colore (nera, viola, striata, bianca, rossa, verde o gialla) sia per la forma (rotonda, allungata o a lampadina).
... -
Febbraio 18, 2020
Possiamo coltivare il Convolvolo in giardino se vogliamo avere fioriture colorate e molto durature. Il Convolvolo (Convolvulus) appartiene alla famiglia della Convolvulaceae ed un parente stretto della Ipomea, con cui spesso viene confuso.
Il Convolvolo è una pianta erbacea perenne che da aprile a ottobre dona moltissimi fiori a forma di calice di svariati colori, a seconda delle varie specie (ce ne sono più di 200): di solito è bianco o rosa chiaro, ma ci sono anche Convolvoli azzurri, viola o tendenti al verde. Una caratteristica di tutti i fiori del Convolvolo è che si aprono di giorno e si chiudono di notte: per questo vengono soprannominati Belle di giorno, in antitesi alla Bella di notte.
La specie più diffusa è il Convolvolus arvensis, nelle varietà arvensis-arvensis, con foglie larghe, e Arvensis linearifolius, con foglie lineari. Ma vale la pena di citare anche il Convolvolus sabatius (o Convolvolus mauritanicus) che produce fiori blu e viola, il Convolvolus cneorum con fioriture candide e il Convolvolus tricolor che, come dice il nome, ha fiori di tre colori (gialli al centro e bianchi e blu sui petali).
... -
Febbraio 14, 2020
È una domanda che si pongono in molti: possono rifiorire le Orchidee che coltiviamo in casa? La risposta è sì, a patto di rispettare le buone regole di coltivazione di queste particolari piante.
È bene sempre precisare che dietro il termine “Orchidea” ci sono in realtà molte varietà: la più comune è la Phalaenopsis, ma nei centri giardinaggio possiamo facilmente trovare anche l’Oncidium, il Cymbidium, la Cambria, il Dendrobium, la Masdevallia, il Paphiopedilum, la Brassavola, la Cattleya, l’Epidendrum o la Miltonia. Non è un dato di poco conto poiché, oltre alle forme differenti dei fiori, le diverse varietà pretendono temperature di coltivazione non esattamente uguali. Per esempio la Phalaenopsis resiste a una temperatura massima di 32°C e minima di 15°C, mentre Cymbidium...
-
Febbraio 13, 2020
Possiamo coltivare la Melissa sia per i suoi bei fiori bianchi che spuntano da maggio a settembre, sia per il suo aroma che ricorda il Limone e il Bergamotto, che la rende adatta per un uso sia in cucina sia in erboristeria.
La Melissa (Melissa officinalis) è una pianta erbacea aromatica con ciclo biologico perenne. Spesso cresce spontaneamente, specie nelle zone alpine, ma viene anche coltivata come pianta aromatica.
Le foglie sono coperte di piccole setole e crescono sul fusto in coppia e in modo perpendicolare rispetto a quelle sottostanti. Sono ovali o a forma di cuore, leggermente dentellate, di un verde intenso sulla cima della pianta e più tenue verso la base. Va in fioritura per un lungo periodo, da maggio a settembre a seconda del clima, e tutte le parti della pianta hanno un gradevole odore di limone.
Il suo nome deriva dal greco antico “méli” e significa “ape”, ovvero “produttrice di miele”: la mitologia narra la storia della ninfa Melissa incaricata di nutrire con miele il figlio di Zeus. Dalla sua radice etimologica deriva anche il termine “miele”.
COLTIVARE LA MELISSA: UNA PIANTA POCO ESIGENTE
La Melissa preferisce zone ombreggiate ma cresce bene anche al sole. Si semina in giardino o in vaso in primavera. Se acquistate delle piantine già cresciute, trapiantatele a una distanza di 30 cm una dall’altra, per lasciare lo spazio sufficiente per la crescita del piccolo cespuglio.
...