A molti sarà capitato di combattere le Formiche, poiché è uno degli insetti infestanti più comuni tra quelli che possono disturbare la nostra quiete quotidiana. Nelle nostre case le Formiche possono diffondersi attraverso le intercapedini alla ricerca di cibo nelle nostre cucine, diventando così un pericolo per la nostra igiene e veicolo di diverse malattie. Nei nostri giardini, le Formiche, golose delle foglie più tenere delle nostre piantine, sono paragonabili alle Limacce come minaccia per il nostro verde.
Negli anni, abbiamo potuto conoscere molto a fondo le varie specie di formiche, le loro abitudini e i diversi ambienti nei quali possiamo trovarle, e sono stati sviluppati sempre più diversi rimedi, adatti ad ogni tipo di circostanza.
COMBATTERE LE FORMICHE NEL GIARDINO
Il giardino, per il suo diretto contatto con la...
Prevenire la Clorosi Ferrica è importante per evitare che le piante deperiscano. Il Ferro (Fe) nelle piante svolge un ruolo insostituibile. Entra come costitutivo in molti enzimi che regolano funzioni vitali, come la respirazione, la fotosintesi e l’assorbimento di nitrati e solfati. Se manca il Ferro non si forma la clorofilla.
Il sintomo più evidente della sua mancanza è la Clorosi delle foglie, cioè l’ingiallimento internervale, di sovente accompagnata o seguita da minor crescita e scarse fioritura e fruttificazione.
Il Ferro è un elemento molto diffuso nella crosta terrestre e, salvo poche eccezioni, viene assorbito dalle radici delle piante. Tuttavia la sua reale disponibilità, a causa della sua chimica sfavorevole, è spesso ridotta e problematica.
PREVENIRE LA CLOROSI FERRICA CON UN CONCIME SPECIFICO
In teoria, per risolvere il problema, sarebbe sufficiente modificare la reazione del suolo, acidificandolo; questa pratica è però economicamente non conveniente per l’elevato costo. Di conseguenza gli interventi attuabili sono rappresentati dall'uso...
Vi consigliamo di coltivare il Sedum se volete avere un terrazzo colorato ma non avete molto tempo da dedicare alle piante e vi dimenticate spesso di irrigarle. Sono talmente resistenti che non è difficile vederle crescere spontanee tra i sassi dei muretti.
I Sedum sono piante succulente della famiglia delle Crassulacee e possiamo scegliere tra più di 300 specie, tra cui il Sedumacre, il S. album, il S. palmeri, il S. sieboldii, il S. spectabilee il S. telephium.
Tutte piante adatte ai meno abili nella gestione delle piante per via dei minimi requisiti che è necessario soddisfare per la loro sopravvivenza.
I fiori e le piantine possono essere molti diversi tra loro. Il Sedum acre produce fiori gialli in maggio, mentre il Sedum album ha fiori bianco-rosa che sbocciano in giugno-luglio. Il Sedum palmeri ha fusti lignificati lunghi fino a 30 cm, con rosette di foglie verdi che si arrossano ai bordi con il freddo.
Se abbiamo poco tempo da dedicare al giardinaggio, possiamo puntare su piante poco esigenti. Soprattutto per chi vive in città, ma anche per chiunque sia impigliato nelle molte variabili della vita moderna, spesso il pollice verde di un aspirante giardiniere viene accompagnato con una scarsa disponibilità di tempo da dedicare alle nostre piantine. Può essere utile, quindi, abbellire il nostro giardino con piante poco esigenti, che arricchiscono di colore le nostre aiuole dalla primavera per tutti i mesi caldi dell’anno senza aver bisogno di innaffiature frequenti; al massimo una volta alla settimana, solo nel momento in cui il terreno è asciutto.
CINQUE PIANTE POCO ESIGENTI
La Gaura è conosciuta anche come Fior di Orchidea per i suoi fiori simili alla delicata pianta orientale, con petali rosa, bianchi e viola. Ama luoghi soleggiati e riparati dai venti, e può resistere a venti molto intensi e a freddi molto al di sotto dello zero. È adatta quindi per essere coltivata come pianta perenne in ogni regione d’Italia.
La Lantana è subito riconoscibile per le sue nuvole di fiori multicolori, spesso di colore giallo, rosso e arancio. Sbocciano in tempi diversi e cambiano colore durante la fioritura. Ama ambienti luminosi e temperature molto calde; in compenso, odia il gelo, e va riparata all’arrivo dell’inverno.
La Euphorbia decora i nostri giardini con nuvole di fiori bianchi leggeri e spumosi. Anch’essa ama i luoghi soleggiati e il caldo, riuscendo a superare senza problemi brevi periodi di siccità. Teme improvvisi colpi di vento gelido e i bruschi sbalzi di temperature.
La Gazania è caratteristica per i suoi fiori, simili a Margherite ma dalle corolle più grandi, colorate spesso di giallo e arancio e coronati da foglie piccole...
Eliminare la Tignola del Pomodoro (Tuta absoluta) alle prime avvisaglie è importante per evitare di perdere il raccolto.
Come suggerisce il nome, la Tignola del Pomodoro è un lepidottero che si nutre di solanacee, piante come Melanzane e Peperoni, ma i danni più gravi sono quelli che causa alle piante di Pomodoro.
ELIMINARE LA TIGNOLA DEL POMODORO: IMPARIAMO A RICONOSCERLA
Le uova della Tignola del Pomodoro sono di forma cilindrica, di colore giallo e sono molto piccole, meno della metà di 1 millimetro (0,2-,04 mm). Quando le uova si schiudono ne esce una larva che, quando sarà matura, diventerà lunga circa 8 mm. Le larve in prossimità del capo hanno una linea scura. Quando la larva diventa crisalide, assume un colore che va dal verde chiaro al marrone ed è lunga circa 4 mm. Dalla crisalide nascerà infine una farfallina, lunga circa 10 mm, con antenne filiformi, una livrea grigio argenteo e piccole macchie nere sulle ali anteriori.
Il suo ciclo di vita dura dai 20 ai 60 giorni: quando diventa farfalla volerà verso altre piante vicine per depositare le uova per una nuova generazione.
La velocità con cui le Tignole del Pomodoro riescono a svilupparsi e riprodursi può essere catastrofica. Alcune ricerche hanno registrato che un campo attaccato da questi lepidotteri può perdere fino al 70% del raccolto.
CHE DANNI PROVOCA
La Tignola del Pomodoro può attaccare in vari modi le nostre piantine e in qualsiasi stadio.
Seminare un tappeto erboso di qualità è facile e all’inizio della primavera, con l’innalzarsi delle temperature medie, possiamo affrontare gli interventi per rigenerare i prati e seminare nuove aree.
SEMINARE UN TAPPETO ERBOSO: IL LETTO DI SEMINA
Un buon “letto di semina”, cioè l’area di terreno che ospiterà i semi e il prato, è la base del successo di un tappeto erboso di qualità.
Iniziare i lavori per tempo, affinando frequentemente il terreno sino a ottenere una superfice ben livellata, liscia, priva di zolle grossolane e soffice. Eliminare i sassi, le malerbe e ogni altro materiale in grado di ostacolare la semina e la germinazione. Rivoltando e lavorando il terreno in questo periodo, portiamo alla luce i giovani germogli delle piante infestanti: lasciando “riposare” il letto, sarà il clima (il freddo e il sole) a farle morire.
Assicurarsi infine che l’appezzamento smaltisca in modo efficiente l’acqua in eccesso e sia privo di aree di ristagno. Cioè che il terreno assorba l’acqua come una spugna e non si formino pozzanghere. Se ci sono problemi, è il momento giusto per correggerli: riempiendo gli avvallamenti con altra terra in modo da livellarli o prevedendo canali di scolo se necessario.
COME SCEGLIERE IL MISCUGLIO DI SEMENTI
La scelta dei semi è molto importante e va fatta analizzando soprattutto due fattori:
il tipo d’uso. Come verrà usato il prato? Sarà solo estetico o verrà “vissuto”? Avete cani e bambini che lo useranno per giocare? Dai prati estetici a quelli per campi sportivi, c’è un’ampia scelta di sementi, con tutte le possibili situazioni intermedie.
Il sole. Osserviamo il grado di esposizione solare del nostro prato: è soleggiato, parzialmente...
Coltivare la Allamanda in vaso è consigliabile poiché adora il caldo (temperatura ideale sui 20/25°C) e non sopporta temperature al di sotto dei 10°C. Possiamo quindi coltivarla in giardino soltanto se abitiamo in una zona con climi miti.
È riconoscibile per le sue piccole foglie lucide verde chiaro e per i fiori con grandi petali a forma di trombetta, che dai giorni più luminosi della primavera ai primi freddi dell’autunno caratterizzano la pianta. La Allamanda è una pianta sempreverde rampicante originaria dell’America Centro-Meridionale semplice da coltivare e apprezzata per la sua estetica.
La sua varietà più diffusa è la Allamanda cathartica, con i suoi fiori gialli, ma è possibile trovare varietà con fiori con petali color rosa o violacei.
Quali sono gli ortaggi da coltivare in primavera nell’orto? La primavera è la stagione del risveglio della natura: dopo le piogge e i freddi dell’inverno, le giornate cominciano ad allungarsi, a scaldarsi e sugli alberi dei nostri parchi e dei nostri giardini le gemme sui rami si schiudono nei primi fiori dell’anno, aprendo ai nostri occhi una prima ondata di colori. Per i nostri orti, la primavera è la stagione di piante dal sapore dolce e delicato.
ORTAGGI DA COLTIVARE IN PRIMAVERA: QUALI SCEGLIERE?
Da marzo è possibile seminare ortaggi come Spinaci, Bietolee raccogliere i primi Cavolfiori. Ad aprile si inizia la semina dei Cavolfiori e si cominciano a raccogliere piante squisite come Carciofi, Asparagie Finocchi.
Spuntano le foglie larghe e croccanti di Insalate come Lattuga, Rucolae Scarola, legumi gustosi come Fave, Taccole e Fagiolini, ma anche alcune varietà di Fagioli, Ceci e Lenticchie e le prime bulbacee come Porri, Aglio e Cipolle.
A questi tesori dell’orto, a maggio si aggiungono le Fragole, spuntano i fiori gialli delle Zucchine...e
Coltivare il Cipresso di Leyland in vaso è possibile. Per la sua capacità, crescendo, di raggiungere diversi metri di altezza e di sviluppare una fitta rete di fronde verde scuro, solitamente il Cipresso di Leyland viene piantato in giardino. In serie per comporre delle siepi a difesa della nostra privacy, ma anche coltivato come piccolo esemplare singolo, con la sua forma slanciata, esile, elegante, può offrire un tocco di particolarità a un’aiuola.
Ma il Cipresso di Leyland può essere coltivato anche in vaso per creare schermi naturali sui terrazzi.
COLTIVARE IL CIPRESSO DI LEYLAND: COME SCEGLIERE IL VASO
Il Cipresso di Leyland è una pianta rustica e adattabile a qualsiasi ambiente. Nella varietà dei climi del nostro paese può resistere a ogni tipo di temperatura: dal caldo più secco al freddo più rigido.
Predilige gli ambienti soleggiati, ma può crescere anche in ambienti riparati, nei quali la luce non arriva in ogni periodo della giornata.
Scegliete un vaso ampio e profondo: più è grande il vaso, più sarà importante la radice e quindi più si svilupperà la pianta in altezza e larghezza. In natura il Cipresso può raggiungere anche i 10 metri: avendo lo spazio, possiamo usare anche vasi da 1 metro. Se ci accontentiamo di altezze inferiori, possiamo scegliere un vaso più piccolo, oppure scegliere una varietà nana di Cipresso da coltivare in un vaso da 60 cm di diametro.