Coltivare gli Iris in vaso è facile ed è un modo per riempire di colori il nostro terrazzo.
Gli Iris, conosciuti in Italia anche con il nome di Giaggioli, sono piante perenni molto resistenti e facili da coltivare, che donano fiori di tantissimi colori in base alle centinaia di varietà disponibili in commercio. Nella maggior parte dei casi sono viola e blu, ma ci sono anche varietà gialle, arancioni, rosa, rossi e anche neri. Spesso presentano più di un colore sullo stesso fiore. Non a caso il nome Iris deriva dalla dea mitologica Iridea trasformata da Giunone in un arcobaleno; da cui discendono anche le parole iride e iridescente.
Oltre ai fiori anche il fogliame, verde e a forma di spada, e molto decorativo.
Si utilizzano per creare bordure fiorite nel giardino ma possono essere coltivati anche in vaso.
COME COLTIVARE GLI IRIS IN VASO
Gli Iris sono piante bulbose e possono essere acquistate in buste che dovrebbero indicare i colori del fiore, il periodo in cui sboccia e la resistenza al gelo. Tra le tante varietà di Iris troviamo infatti sia piante tropicali, che non resistono al di sotto di 10°C, sia ibridi più resistenti che vivono anche a -10°C. Avete così la possibilità di scegliere la varietà più adatta al vostro clima. Anche se va detto che la coltivazione in vaso è più semplice rispetto a quella in giardino: se le temperature dovessero scendere troppo potrete infatti facilmente spostare il vaso in una serra protetta o in un luogo assolato della casa.
Il verde è sempre bello, ma ci sono piante tossicheevelenose che sarebbe meglio evitare nel nostro giardino, specialmente in presenza di bambini e animali domestici. Ecco 10 piante da cui stare alla larga!
10 PIANTE TOSSICHE E VELENOSE: ABRO
L’Abro (Abrus precatorius) è noto anche con il nome di fagiolo corallino e fagiolo indiano. È una leguminosa che produce baccelli simili ai piselli ma che contengono semi rossi e neri. I semi contengono l’abrina che è velenosa.
I suoi semi, molto colorati, vengono utilizzati per realizzare collane e si possono facilmente trovare anche negli e-commerce online. Meglio evitare di acquistarli e di usarli per realizzare collane: sono tossiche e pericolose per la salute e la semplice lavorazione per creare monili decorativi può provocare problemi alla salute. Se inalata la abrina provoca problemi respiratori, febbre, tosse, nausea e in casi gravi anche un edema polmonare. Se viene mangiata provoca vomito e diarrea con tracce di sangue e porta a un pericoloso stato di disidratazione con abbassamento della pressione sanguigna e problemi a fegato, reni e milza.
ACONITO
L’Aconito (Aconitum), grazie ai suoi bellissimi fiori viola, blu e gialli, viene coltivato per scopi decorativi. Oppure si trova spontaneo nei prati di montagna o vicino ai torrenti: ma non fatevi incantare dai suoi fiori e non raccoglietelo. La sua pericolosità è insita anche nel suo nome: Aconitum deriva dal greco akòniton che significa pianta velenosa.
L’Aconito, conosciuto anche come strozzalupo, erba riga o radice del diavolo, è una pianta molto velenosa. Basti pensare che in antichità veniva usato per avvelenare le frecce: bastano poche gocce delle radici di...
Prevenire le malattie fungine è possibile e l’inverno è il momento giusto per farlo. I funghi patogeni infatti svernano nell’ambiente durante l’inverno e in modo particolare tra le crepe delle cortecce. Per questa ragione è importante eseguire alla fine dell’inverno, un trattamento preventivo, che ci aiuterà a gestire molto meglio il giardino e il frutteto nell’arco della stagione vegetativa. Con l’obiettivo di ridurre la pressione delle malattie.
PERCHE’ PREVENIRE LE MALATTIE FUNGINE IN INVERNO
Effettuare un trattamento quando la pianta è spoglia, ci aiuta a ridurre il potenziale di infezione che, per natura, è presente nel giardino. La pianta priva di foglie è più facilmente raggiungibile dal nostro trattamento.
Inoltre in autunno si effettuano spesso delle potature o delle azioni per risistemare la chioma, che comportano dei tagli sui quali ovviamente si insediano e si possono riprodurre le spore dei funghi patogeni.
Bisogna infine considerare che alcune piante non sopportano l’applicazione del rame in fase vegetativa, come per esempio alcune drupacee: in inverno possono essere trattate poiché sono prive di foglie e quindi meno sensibili.
Quindi un trattamento fatto in questo periodo, ci aiuta a ridurre gli inoculi e a limitare i trattamenti fitosanitario sulle piante nel corso della bella stagione.
USIAMO PRODOTTI CONSENTITI IN AGRICOLTURA BIOLOGICA
Per combattere le malattie fungine possiamo utilizzare il rame o la poltiglia bordolese, due sostanze consentite in agricoltura biologica e del tutto sicure se utilizzate correttamente.
Sono due forme rameiche diverse ma entrambe efficaci: in questo periodo però consigliamo di puntare sulla poltiglia bordolese perché è una forma rameica più...
Oggi vi diamo qualche consiglio per acquistare e scegliere gli alberi per il giardino. Quando vogliamo arricchire i nostri spazi verdi esterni capita di dover piantare alberi o arbusti di una certa dimensione e importanza economica ed è bene prestare attenzione ad alcuni aspetti per non sbagliare l’acquisto.
SCEGLIERE GLI ALBERI PER IL GIARDINO: MEGLIO LA PROFESSIONALITA' DEL PREZZO PIU' BASSO
Anzitutto il primo consiglio è di effettuare l’acquisto e la scelta presso strutture specializzate, dotate di personale in grado di orientare la nostra scelta e aiutarci a effettuare l’acquisto giusto, possibilmente agronomi o coltivatori davvero esperti. L’esposizione al sole, il tipo di terreno, la conformazione del nostro giardino e la presenza di altri alberi sono elementi di analisi fondamentali, per evitare di piantare un albero in giardino che nel corso del tempo potrebbe darci dei problemi.
Puntiamo quindi sui centri giardinaggio specializzati oppure direttamente dal vivaista, se avete la fortuna di abitare vicino a un produttore della pianta che desiderate piantare in giardino. Se non siete più che esperti è meglio evitare l’e-commerce: una consulenza qualificata e personalizzata non vale le poche decine di euro che potete risparmiare online.
PROGRAMMATE L'ACQUISTO
Gli alberi sono commercializzati in varie forme: allevati in piena terra, coltivati in vaso oppure con i moderni sistemi che ne prevedono lo sviluppo radicale in una sorta di contenitore interrato, che agevola le operazioni di espianto e di messa a dimora. Non esistono particolari differenze per noi consumatori: si tratta semplicemente di tecniche di coltivazione, a volte studiate per ogni specifica specie di albero.
Anche se non siete degli esperti, controllate che la pianta sia sana. Verificate se il tronco e i rami non sono danneggiati e se la ramatura è ben disposta. Una pianta sana è...
Curare le piante di casa in inverno è molto importante poiché le particolari condizioni climatiche degli appartamenti stimolano la prosecuzione del ciclo vegetativo. Inoltre l’inverno è momento migliore per mettere in atto alcune strategie di difesa, che torneranno utili in primavera.
CURARE LE PIANTE DI CASA IN INVERNO: LA SCELTA DEL POSTO
Spesso le piante d’appartamento sono specie di origine tropicale e mal si adattano ai climi caldi e secchi delle abitazioni. In altri casi, per esempio per ragioni di spazio, non trovano le condizioni ottimali di vita nell’ambiente domestico. Succede, quindi, che con la prematura perdita delle foglie, scompaia anche la possibilità di vederle fiorite.
Risulta a posteriori spesso difficile stabilire quale sia la condizione specifica che ha determinato la “catastrofe”, ma osservando alcune elementari regole è possibile limitare il rischio della morte delle piante di casa in inverno.
Partiamo dalla scelta del posto in cui posizionare le piante.
Molte specie non tollerano temperature superiori ai 15/18°C. L’ambiente ideale è un luogo non troppo riscaldato e luminoso ma al riparo da correnti di aria gelida.
Per i posti più caldi, è opportuno preferire le Stelle di Natale, il Cactus di Natale e le Orchidee, purché la temperatura non superi i 22°C e siano collocate abbastanza lontane da fonti di calore.
LE ANNAFFIATURE
Costituisce in genere la principale causa di morte delle piante di casa in inverno: sia perché ci dimentichiamo di annaffiarle o, al contrario, perché le bagniamo troppo. Soprattutto nella stagione invernale è bene somministrare l’acqua con una certa parsimonia.
Per controllare l’umidità del substrato di coltivazione c’è un trucco...
Se siamo amici del verde non possiamo non continuare a coltivare gli alberi di Natale anche dopo le feste! Chi ha una maggiore sensibilità ecologica avrà scelto un albero “vero”: oltre a essere naturale ha un minore impatto sull’ambiente rispetto a quelli artificiali di plastica, che vengono spesso prodotti dall’altra parte del mondo e non sono riciclabili. È importante infatti ricordare che nessuna foresta viene distrutta per gli alberi di Natale che troviamo nei negozi specializzati: vivaisti specializzati li coltivano a questo scopo, in zolla o in vaso, nelle zone dell’Appennino e delle Alpi.
COLTIVARE GLI ALBERI DI NATALE DOPO LE FESTE
Normalmente gli alberi di Natale sono conifere arboree sempreverdi appartenenti al genere Picea di cui si conoscono circa 40 specie differenti. Il colore rossastro tipico della sua corteccia, che si sfalda in squame, gli ha valso il nome di abete rosso.
È una pianta tipica delle regioni temperato-fredde dell’emisfero settentrionale: è resistente al freddo, alle gelate tardive ed è adatta ai climi con forte escursione termica. Può raggiungere altezze di 40 metri e vivere fino a 500/700 anni.
Trattandosi di una specie originaria del nord Europa, appare evidente che la casa con il suo clima caldo secco non è il luogo ideale per fare crescere un Picea abies.
SUGGERIMENTI PER LA MESSA A DIMORA
Scegliere il luogo della messa a dimora considerando che la pianta diventerà un albero adulto e quindi richiede spazio.
Quella di coltivare i Carciofi è un’attività che possiamo affrontare in autunno e in inverno. I Carciofi sono rinomato per essere relativamente facili da coltivare e molto resistenti alle avversità climatiche. In estati molto calde e secche, questa pianta può approfittare delle sue scorte di liquidi e nutrienti per entrare in uno stato letargico e ridestarsi se irrigata abbondantemente.
Coltivare una carciofaia, cioè un orto di Carciofi, richiede però alcune attenzioni, tra cui quella di riservare parecchia superficie alle piante seminate o messe a dimora, ma la resistenza e la natura pluriennale delle piante permette di ottenere più raccolti per diversi anni senza seminare nuovamente. Anche se è consigliabile spostare la carciofaia ogni 4-5 anni, come suggerito in agricoltura biologica, in modo da prevenire possibili patologie.
COLTIVARE I CARCIOFI: ATTENZIONE AL CLIMA
Possiamo scegliere tra molte varietà, come il Carciofo romanesco detto ancheMammola che ha un ciclo vegetativo tardivo e si raccoglie da gennaio a luglio, il Carciofo violetto, il Carciofo di Sant’Erasmo o veneziano o il Carciofo di Paestum che ha il marchio Igp.
Nonostante la loro resistenza a molte circostanze avverse, una buona carciofaia può dare il suo meglio in un ambiente dal clima temperato, senza estati troppo calde né inverni troppo rigidi, con una buona esposizione al sole. Per questo motivo, la raccolta del Carciofo viene solitamente condotta nei mesi freddi al centro e al sud Italia e all’inizio della primavera nelle regioni settentrionali. Mentre nelle regioni del Mezzogiorno é possibile coltivare una carciofaia all’aperto, al centro-nord può essere necessario allestire...
Coltivare le Acacie è un'attività conosciuta fin dai tempi più antichi nel Mediterraneo. Oggi sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo per le foglie verdi sottili e per i fiori prevalentemente di colore bianco o giallo più o meno acceso: l’esempio più famoso di questa famiglia di piante è l’Acacia dealbata, ovvero la nota Mimosa, i cui rametti in fiore vengono regalate alle nostre donne ogni anno in primavera. Esistono anche eccezioni particolari, come l’Acacia leprosa che ci dona fiori di un bel rosa intenso.
Le Acacie sono anche conosciute per donare i loro fiori dai mesi più freddi fino a quelli più tiepidi dell’inizio della primavera. Infatti le Mimose fioriscono all’inizio di marzo.
Coltivare la Sassifraga in vaso è possibile. I suoi fiorellini, che sbocciano in primavera in vari colori tra il bianco e varie tonalità di rosa, offrono un tocco di colore in ambienti spesso molto aspri e freddi come quelli alpini, da cui il nome Sassifraga, cioè “pianta che spacca le rocce”. Molto spesso, la Sassifraga, in virtù del suo nome, viene fatta crescere in terreni rocciosi, e a volte viene usata per riempire gli spazi vuoti di qualche muretto in pietra.
Diffusa un po’ in tutto l’emisfero settentrionale, dal nord del Mediterraneo al Giappone, fino ad arrivare al litorale artico, la Sassifraga è particolarmente apprezzata per la sua adattabilità, anche se prediligono un ambiente luminoso con un clima temperato, dai 7°C ai 18°C.
Cresce in forma di piantine alte circa 10 cm, che si distendono sul suolo come tappezzanti. L’effetto sulle aiuole è particolarmente suggestivo: al momento della fioritura, si possono trasformare in nuvole colorate.
Esiste però una specie di Sassifraga particolarmente indicata per la coltivazione in vaso: la Saxifraga stolonifera, che resiste anche fino a 0°C.