Scegliere i vasi per il terrazzo in modo oculato ci permetterà di esaltare la bellezza delle piante ma anche di attirare l’attenzione verso un punto focale.
Non entriamo con giudizi nel “derby” tra plastica e terracotta. Entrambi i materiali hanno pregi e difetti: la terracotta ha un aspetto più naturale e traspira maggiormente ma è frangibile e molte pesante nei vasi di grande dimensione. La plastica è più leggera e maneggevole, specialmente nei grandi formati, ma non dura in eterno e talvolta non è il massimo per l’estetica.
È indubbio che l’abbinamento corretto tra la pianta e il suo vaso può enfatizzare la bellezza della composizione. Ma è altrettanto importante posizionare correttamente i vasi sul terrazzo, evitando di distribuirli a caso o metterli in fila come soldatini.
Coltivare la Liriope muscari è la soluzione ideale per creare bordure o abbellire un terrazzo. Questa piccola bulbosa primaverile è caratterizzata da fiorellini riuniti in spighe compatte e foglie sottili e nastriformi.
La sua fioritura, tradizionalmente blu o azzurra, è molto fitta e crea un particolare effetto massa.
Le specie più diffuse sono la Muscari armeniacum alta appena 20 cm e con fiori blu o bianchi, la Muscari botryoides con fiorellini tondi blu e la Muscari comosum, alta fino a 60 cm e con fiori porpora o azzurri.
Facile da coltivare, la Liriope è adatta sia alla coltivazione in vaso, sia in prati o zone incolte, dove si moltiplica negli anni. Molto versatile, si adatta bene a giardini rocciosi e cassette o ciotole, insieme a altri bulbi. Resiste fino a -15°C e quindi può essere coltivata un po’ in tutta Italia.
COLTIVARE LA LIRIOPE MUSCARI: ATTENZIONE AI RISTAGNI
Questa pianta rustica predilige climi freddi ma resiste bene alle alte temperature. La posizione ideale in cui collocarla è in pieno sole, al fine di ottenere una rigogliosa fioritura.
Coltivare la Schefflera è sempre più di moda, complice il suo fascino esotico e le sue foglie grandi e ornamentali che la rendono una delle più amate piante da interno.
Robusta e resistente, longeva e a crescita lenta, si adatta bene anche alla coltivazione in appartamenti poco luminosi e può durare anche 20 anni se coltivata in vasi di dimensioni adeguate.
Tra le varietà più conosciute ricordiamo la Scheffleraactinophylla, caratterizzata da fusti alti e flessibili e foglioline lucide disposte a cerchio all’apice degli steli e la specie nana Scheffleraarboricola, disponibile anche in varietà con variegature molto decorative.
Le varietà con le foglie screziate sono molto decorative.
Coltivare i Lamponi (Rubus idaeus) è molto semplice, in quanto è una pianta adatta a ogni clima. Un cespuglio di Lampone cresce rapidamente e può sfiorare i 2 metri di altezza, è perfetto come rampicante per riempire una parete e in estate ci regala un raccolto di gustosi frutti.
Caratterizzato da un apparato radicale perenne, ogni anno in primavera produce nuovi rami chiamati polloni, che a fine stagione lignificano per resistere alle rigide temperature invernali. I polloni emettono in estate fiori bianchi e piccoli germogli fruttiferi, con una produzione di Lamponi che va da giugno fino ad agosto.
In commercio si trovano varietà unifere, cioè producono una sola volta all’anno, e bifere o rifiorenti che producono due volte all’anno, quindi garantiscono una produzione quasi ininterrotta da inizio estate a fine autunno. Oltre ai tradizionali Lamponi rossi, possiamo trovare anche alcune varietà di piante dotate di frutti gialli, simili nel gusto a quelli tradizionali.
Irrigare le piante quando siamo in vacanza è sempre un problema, poiché proprio in questo periodo la necessità di acqua da parte delle piante è maggiore. Bastano infatti uno o due giorni di sospensione delle irrigazioni per osservare sintomi di appassimento e meno di una settimana per il totale disseccamento della pianta. In caso di assenze più o meno prolungate, risulta quindi evidente la necessità di prendere provvedimenti nei confronti delle piante che coltiviamo nell’appartamento e nel giardino, tappeto erboso compreso. Senza dubbio il metodo migliore per soddisfare questa esigenza è quello di affidarsi a una persona di fiducia con tanta pazienza e tempo a disposizione, ma visto che ciò non è sempre possibile si possono adottare alcune soluzioni specifiche a seconda dei casi:
IRRIGARE LE PIANTE QUANDO SIAMO IN VACANZA: APPARTAMENTO E BALCONE
Il primo consiglio è quello di riunire tutte le piante in un’unica stanza ben illuminata e priva di correnti d’aria, evitando l’insolazione diretta.
Per 4-5 giorni di assenza: coprire la terra dei vasi con uno strato di torbaben inzuppato di acqua. La torba cederà progressivamente umidità alla pianta.
Per 6-10 giorni di assenza: utilizzare gli appositi gel a base di acqua da inserire nel terreno oppure i vasi a riserva d’acqua, che consentono il passaggio per capillarità del liquido da un apposito serbatoio al terriccio. Questi vasi sono dotati di un indicatore visivo del livello.
Oltre 10 giorni di assenza : specialmente se il numero dei vasi è rilevante il problema delle annaffiature può essere risolto grazie all’impiego di centraline elettroniche programmabili (funzionano sia elettricamente che a batteria) in grado di comandare il numero delle...
Se state cercando il modo migliore di fertilizzare il verde del vostro giardino, vi suggeriamo di usare i concimi a cessione programmata.
Il settore della nutrizione delle piante, infatti, ha mostrato in questi ultimi decenni una positiva crescita qualitativa e di specializzazione. A partire dagli anni Settanta è iniziata la forte ascesa della popolazione mondiale che ha di fatto determinato maggiore richiesta di cibo e quindi anche dei fertilizzanti per produrlo. In questo contesto, utilizzando i concimi tradizionali con le vecchie tecniche di coltivazione, si è spesso contribuito a fornire alle colture quantità di nutrienti eccedenti le necessità che poi, in diversi modi, si sono dispersi nell’ambiente (per esempio per fenomeni di eutrofizzazione, aumento dei nitrati nelle acque, ecc.).
Contemporaneamente altre cause non meno importanti, come la riduzione dei costi di produzione legati agli enormi consumi di energia di trasformazione e trasporto, il razionale uso delle risorse, l’apparire con sempre maggiore frequenza di fisiopatie legate e squilibri nutrizionali e la maggiore coscienza e attenzione verso tutti gli aspetti legati alla salubrità dell’ambiente, hanno spinto le aziende produttrici e i tecnici a riconsiderare molti aspetti legati alla produzione agricola.
Si è così sviluppata una branca dell’agricoltura di precisione che ha stimolato la nascita di nuove classi di concimi e di tecniche applicative.
COME USARE I CONCIMI A CESSIONE PROGRAMMATA: L’AVVENTO DEI NUOVI FERTILIZZANTI
Hanno così visto la luce e si sono diffusi prodotti innovativi e inimmaginabili solo pochi decenni prima. Solo per citare le principali tappe: i concimi a cessione programmata, quelli stabilizzati con inibitori della nitrificazione...
Se avete iniziato a coltivare la Tigridia in marzo-maggio in questi giorni, da luglio a ottobre, vedrete sbocciare i suoi incantevoli e coloratissimi fiori, che sembrano simili alle Orchidee.
La Tigridia è un bulbo da fiore primaverile, la stagione in cui va trapiantato, e dà luogo a una bella pianta con lunghe foglie lanceolate sempreverdi e grandi fiori (fino a 10 cm di diametro!) molto colorati. Esistono molte varietà di Tigridia, la più nota è la Tigridia pavonia, e i colori possono variare dal giallo al rosso, dall’arancio al lilla, dal rosa al bianco. I fiori durano pochi giorni ma la pianta ne produce molti : ogni ramo ospita fino a 8 fiori che sbocceranno progressivamente nel tempo.
COLTIVARE LA TIGRIDIA: NON AMA CRESCERE IN VASO
La Tigridia non cresce bene in vaso e predilige uno sviluppo in piena terra. Poiché i bulbi di Tigridia non tollerano il freddo al di sotto dei 5-10°C, non in tutte le Regioni italiane possiamo coltivare questa pianta in giardino come perenne.
Coltivare Uva Fragola è un’ottima soluzione per coprire un pergolato o un gazebo. La Vite (Vitis), della famiglia delle Vitaceae, è un genere di piante che comprende diverse specie, di cui la più diffusa in Europa è la Vitis vinifera, chiamata comunemente Vite europea e utilizzata per produrre il vino.
L’antica specie di Vite, coltivata fin dagli albori della storia ma soprattutto da Etruschi, Greci e Romani, che si presume fosse di natura selvatica, non esiste praticamente più perché distrutta da due avversità particolarmente gravi, ambedue provenienti dall’America del nord. Per mezzo della navigazione a vapore e della conseguente maggior facilità dei trasporti, giunsero infatti in Europa dal secolo XIX la Fillossera (nel 1868) e la Peronospora (nel 1878). La Fillossera è un insetto che attacca l’apparato radicale della Vite europea causando la distruzione della pianta. La Peronospora è invece una malattia fungina che provoca gravi danni all’apparato fogliare, ai giovani germogli, ai grappoli nella fase iniziale dello sviluppo, con conseguente perdita delle foglie, dei giovani rami, degli acini fin dalle prime fasi del loro sviluppo.
L'Uva Fragola (Vitis labrusca, che significa selvatica) dà luogo a vini di scarsa qualità e dal 1931 è vietato produrre vino con Uva Fragola (il cosiddetto Fragolino). Possiamo produrre vino solo con Vitis vinifera: è però permessa la coltivazione della Vitis labrusca per la produzione di uva fragola e la produzione...
Possiamo coltivare la Nigella sia per i suoi bellissimi fiori sia per i particolari semi neri, da cui prende il nome: Nigella infatti deriva dal latino niger, cioè nero.
La Nigella è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae come gli Anemoni, l’Aquilegia e l’Elleboro. Può crescere fino a 50 cm e da maggio a luglio produce dei fiori molto grandi e molto particolari, di colore azzurro chiaro nella maggior parte dei casi (ma anche bianchi, rosa, lilla), con petali molto distanziati fra loro.
I fiori in seguito si trasformano in baccelli che contengono i particolari semi della Nigella: una particolarità che le vale il soprannome di “cumino nero”.
Le varietà più diffuse sono la Nigella Damascena, o fanciullaccia, con fiori molto spettacolari e la Nigella sativa da cui si ottengono i semi che vengono utilizzati come spezie. Dai semi si ottiene anche l’olio di Nigella, utilizzato come crema per trattare dermatiti e scottature.