Combattere gli Afidi, o Pidocchi delle piante, è importante perché sono nocivi per i vegetali. Sono generalmente di aspetto globoso, privi di ali o con ali trasparenti deboli (esclusa la femmina fondatrice), di dimensione minuta (da meno di 1 mm a 5-6 mm). Il colore varia in funzione della specie: i più comuni possono essere giallognoli, verdi, neri, grigi o rossicci e spesso tendono a confondersi con il colore della pianta su cui vivono.
Prediligono attaccare le parti giovani e tenere (germogli e giovani rametti) dove scorre abbondante la linfa che succhiano pungendo i tessuti, ma non disdegnano anche organi sotterranei come le radici.
La particolare rapidità di moltiplicazione è la causa dei danni immensi che cagionano. Ogni femmina fecondata depone le uova svernanti da cui, in primavera, nascono delle larve che continuano a procreare ripetutamente nel corso della stagione vegetativa, senza necessità di essere fecondate. Si è calcolato che una sola femmina fecondata produrrebbe, se tutti gli insetti che ne derivano vivessero, 6 milioni di nuovi Afidi in un anno!
Da qui la necessità di non sottovalutarne la presenza e controllarne lo sviluppo sin dal loro insorgere per evitare gravi danni alla pianta.
Vi consigliamo di coltivare il Sedum se volete avere un terrazzo colorato ma non avete molto tempo da dedicare alle piante e vi dimenticate spesso di irrigarle. Sono talmente resistenti che non è difficile vederle crescere spontanee tra i sassi dei muretti.
I Sedum sono piante succulente della famiglia delle Crassulacee e possiamo scegliere tra più di 300 specie, tra cui il Sedumacre, il S. album, il S. palmeri, il S. sieboldii, il S. spectabilee il S. telephium.
Tutte piante adatte ai meno abili nella gestione delle piante per via dei minimi requisiti che è necessario soddisfare per la loro sopravvivenza.
I fiori e le piantine possono essere molti diversi tra loro. Il Sedum acre produce fiori gialli in maggio, mentre il Sedum album ha fiori bianco-rosa che sbocciano in giugno-luglio. Il Sedum palmeri ha fusti lignificati lunghi fino a 30 cm, con rosette di foglie verdi che si arrossano ai bordi con il freddo.
Coltivare la Allamanda in vaso è consigliabile poiché adora il caldo (temperatura ideale sui 20/25°C) e non sopporta temperature al di sotto dei 10°C. Possiamo quindi coltivarla in giardino soltanto se abitiamo in una zona con climi miti.
È riconoscibile per le sue piccole foglie lucide verde chiaro e per i fiori con grandi petali a forma di trombetta, che dai giorni più luminosi della primavera ai primi freddi dell’autunno caratterizzano la pianta. La Allamanda è una pianta sempreverde rampicante originaria dell’America Centro-Meridionale semplice da coltivare e apprezzata per la sua estetica.
La sua varietà più diffusa è la Allamanda cathartica, con i suoi fiori gialli, ma è possibile trovare varietà con fiori con petali color rosa o violacei.
Coltivare il Cipresso di Leyland in vaso è possibile. Per la sua capacità, crescendo, di raggiungere diversi metri di altezza e di sviluppare una fitta rete di fronde verde scuro, solitamente il Cipresso di Leyland viene piantato in giardino. In serie per comporre delle siepi a difesa della nostra privacy, ma anche coltivato come piccolo esemplare singolo, con la sua forma slanciata, esile, elegante, può offrire un tocco di particolarità a un’aiuola.
Ma il Cipresso di Leyland può essere coltivato anche in vaso per creare schermi naturali sui terrazzi.
COLTIVARE IL CIPRESSO DI LEYLAND: COME SCEGLIERE IL VASO
Il Cipresso di Leyland è una pianta rustica e adattabile a qualsiasi ambiente. Nella varietà dei climi del nostro paese può resistere a ogni tipo di temperatura: dal caldo più secco al freddo più rigido.
Predilige gli ambienti soleggiati, ma può crescere anche in ambienti riparati, nei quali la luce non arriva in ogni periodo della giornata.
Scegliete un vaso ampio e profondo: più è grande il vaso, più sarà importante la radice e quindi più si svilupperà la pianta in altezza e larghezza. In natura il Cipresso può raggiungere anche i 10 metri: avendo lo spazio, possiamo usare anche vasi da 1 metro. Se ci accontentiamo di altezze inferiori, possiamo scegliere un vaso più piccolo, oppure scegliere una varietà nana di Cipresso da coltivare in un vaso da 60 cm di diametro.
Consigliamo di coltivare la Weigela perché è la pianta primaverile per eccellenza. I suoi fiori a forma di campanula variano dal rosa tenue a un viola acceso e sbocciano numerosi da maggio a luglio. Mentre le sue grandi foglie lanceolate possono presentarsi, a seconda della specie, tutte verdi oppure circondate da un bordo chiaro, che traccia disegni particolari sulla superficie. Ciò che ci piace è proprio il suo tripudio di colori.
La Weigela è originaria dell’Asia ed è una pianta arbustiva delle Caprifogliacee, della stessa famiglia della Magnolia e del Sambuco. Tende a crescere molto in breve tempo: in natura, può arrivare fino a 2 metri ed è in grado di arredare, da sola, un’intera stanza con la sua bellezza.
Coltivare la Asparagina (Asparagus) è utile per donare un po’ di verde ai nostri terrazzi, poiché è una pianta sempreverde e molto resistente. Facilmente riconoscibile per le nuvole di rametti verde chiaro, la Asparagina, parente minore della verdura dal sapore delicato, produce delle brevi fioriture in primavera, con piccolissimi fiorellini dai colori tenui e profumati.
Le piccolissime foglie di colore verde chiaro in realtà sono rami appiattiti, chiamati cladodi. Le vere foglie sono le piccole squame o spine che troviamo sul fusto principale, dette fillodi. Inoltre tutti gli Asparagus sono specie dioiche, cioè portano fiori maschili e femminili su piante diverse.
La Asparagina è reperibile in più di 300 specie: le più diffuse sono l’Asparagus sprengeri con piccoli fiori rosa chiaro, l’Asparagus densiflorus che forma “cuscini” di foglie molto decorativi e l’Asparagus plumosus,
COLTIVARE LA ASPARAGINA: ATTENZIONE ALL'IRRIGAZIONE
L’ambiente ideale per coltivare la Asparagina è un angolo luminoso ma riparato dalla luce diretta del sole, con una temperatura moderata dai 15 ai 7°C, ben arieggiato in primavera e in estate. Cresce bene anche in ombra, ma la produzione di fiori risulterà molto limitata.
Se cercate una pianta rampicante con fioriture rigogliose e vi piace l'azzurro vi suggeriamo di coltivare il Plumbago, detto anche piombaggine o gelsomino azzurro.
Il Plumbago è una pianta rampicante apprezzata per la sua estetica delicata ma appariscente, caratterizzata dalla cascata di fiorellini azzurro chiaro che può donarci per buona parte della primavera e dell’estate, da aprile fino a all'autunno.
Regaliamo fiori a San Valentino! In tutto il mondo, le coppie, per trasmettere il loro reciproco amore, da sempre si scambiano regali, tra cui spiccano i mazzi di fiori. Che cosa può esserci di più sentito di regalare alla propria amata dei fiori, magari coltivati da sé, come simbolo della promessa di un amore costante e duraturo?
Il fiore per antonomasia per esplicitare il proprio amore è una Rosa di un bel rosso acceso, ma per tradizione possiamo trovare anche altri fiori un po’ meno noti in Italia, come la Camelia o il Tulipano.
FIORI A SAN VALENTINO: ANZITUTTO LE ROSE ROSSE
Le Rose rosse amano crescere in ambienti ventilati e luminosi, ma riparati da un’esposizione troppo diretta al sole che rischierebbe di bruciare i petali e le foglie della pianta. Sono piante gelose di spazio e di attenzioni e vanno potate spesso perché crescano in forma ordinata. Vanno messe a dimora in autunno in un terreno adeguatamente concimato. Vanno innaffiate regolarmente, ogni volta che il terreno è asciutto.
IL TULIPANO, SIMBOLO DI AMORE DAL MEDIO ORIENTE
Con la sua forma semplice ed elegante, il Tulipano è il simbolo di un amore passionale. È un fiore importato in Europa dal Medio Oriente, dove è noto per una storia intensa e amara secondo il Tulipano è nato dal sangue di una giovane sacrificatasi per il suo amore.
Il suo ciclo vegetativo è breve ed effimero, ma i suoi bulbi, una volta che la pianta ha concluso la sua vita appassendo, possono essere disseppelliti, lasciati seccare e ripiantati l’autunno successivo. In questo modo, possono durare...
Coltivare la Santolina è una buona idea poiché questa pianta aromatica ha molte peculiatità. I piccoli arbusti mediterranei, come Salvia e Rosmarino, sono molto apprezzati un po’ per la loro versatilità rispetto al clima del nostro paese, un po’ perché non richiedono grosse cure per la loro coltivazione. La Santolina, rispetto alle altre erbe aromatiche, è un po’ meno conosciuta ma altrettanto interessante.
Ultimamente è coltivata per la bellezza semplice e vivace dei suoi fiori, piccoli batuffoli gialli che fanno capolino sui lunghi rami color cenere e che da giugno ci donano la loro bellezza per tutta l’estate. Appassiti, possono essere ingredienti di varie ricette e tisane e, raccolti in un sacchetto traspirante, servono come antitarme.
Inoltre, pare che la Santolina abbia un aroma repellente per le zanzare, il che la rende ancora più utili per i terrazzi delle città in pianura, più soggette all’invasione di questi insetti.