Ci sono piante piacevoli al tatto? Dei nostri cinque sensi, solitamente quelli che usiamo per godere della bellezza di un giardino sono la vista, con cui godiamo del colore dei fiori delle nostre piante, e l’olfatto, grazie al quale possiamo godere del loro profumo. Altre piante, invece, oltre al loro colore e al loro aroma, ci colpiscono per il piacere che donano al nostro tatto, grazie alle loro foglie morbide e vellutate. Piante che spesso vengono scelte per adornare un giardino anche per questa loro virtù particolare.
Piante piacevoli al tatto: ecco quali scegliere
Tra le più note, possiamo segnalare la Menta e la Salvia, che lasciano sulle mani, oltre alla sensazione morbida, il loro aroma.
Altre piante da accarezzare sono laCelosia crestata, anche conosciuta con il nome di cresta di gallo, con le sue spighe di fiori dai petali vellutati, che possono essere gialli o di un viola acceso; la Stachys lanata, nota anche come orecchia di agnello, ricoperta completamente di una peluria bianca che ricorda appunto la lanugine dell’ovino; la Cotyledon tomentosa, o zampa d’orso, una pianta succulenta i cui fiori color pesca sono circondati da piccole foglie tondeggianti, coperte da una peluria morbida.
L’idea di coltivare il Solanum è interessante se stiamo cercando un rampicante capace di resistere ai climi italiani. Ma attenzione alla scelta.
I Solanum sono una varietà di piante arbustive appartenenti alla vasta famiglia vegetale delle Solanacee, che comprende 1.400 tipi diversi di piante, alcune tipiche dei nostri orti e giardini. Tra le specie commestibili troviamo piante come il Peperone, la Melanzana, la Patata e il Pomodoro mentre tra quelle da fiore la Datura, la Nierembergia e la Petunia.
Tra le Solanacee a uso decorativo, spiccano 3 rampicanti di uso più comune: sono il Solanum capsicastrum, il Solanum jasminoides e il Solanum rantonnetii.
Coltivare la Chionodoxa è molto facile: possiamo piantare i bulbi tra un mese, all'inizio dell'autunno e i fiori sboccerranno tra marzo e aprile. E' il momento giusto per progettare l'aiuola o la bordura e procurarsi i bulbi!
COLTIVARE LA CHIONODOXA: LE CARATTERISTICHE
Con il nome di Chionodoxa sono conosciute una decina di piante bulbose, originarie della Turchia e apprezzate per i fiori eleganti e discreti a forma di stella, di colore azzurro, viola o rosa, che sfumano verso il centro culminando nel pistillo bianco.
Il periodo della loro fioritura è l’inizio della primavera, tra marzo e aprile. Verso l’autunno, le foglie verde scuro ingialliscono e cadono e i bulbi entrano in uno stato vegetativo, per riprendere a far crescere la pianta nella primavera successiva.
Eliminare la Peronospora della vite è importante perché è una delle minacce più importanti per i vigneti, fin dalla fine dell’Ottocento quando è arrivata per la prima volta in Europa proveniente dalle coltivazioni del nord America. È provocata da un fungo, la Plasmopara viticola, che arriva sui vitigni trasportato dal vento o dalla pioggia. Quando lo sporangio, ovvero il contenitore delle spore del fungo, arriva su una superficie liquida rilascia le sue spore che, a contatto con la foglia, cominciano a svilupparsi negli spazi tra le cellule vegetali nutrendosi di essa.
ELIMINARE LA PERONOSPORA DELLA VITA: COME SI RICONOSCE
Le parti della foglia infette cominciano a seccare, creando degli spazi morti sulla pianta dette macchie d’olio. Solitamente, lo sviluppo del fungo può avvenire in primavera, quando il clima, maggiore di 10°C e la frequenza di precipitazioni lo favoriscono.
Le foglie colpite dalle macchie d’olio seccano e muoiono; durante la fase di crescita dei frutti, se il fungo riesce a trasmettersi attraverso i tralci, gli acini cominciano a disseccarsi e cadono.
Una volta che il fungo ha terminato il suo nutrimento, solitamente dopo la fase di sviluppo dei frutti, comincia a rilasciare un insieme di sporangi che può attaccare sia le foglie sia i grappoli e che si manifesta come una muffa di colore grigio o bianco. Da lì, gli sporangi, trasportati dal vento o dalle gocce d’acqua delle precipitazioni stagionali, possono infettare altre foglie o altre piante. La velocità della loro diffusione può determinare, nel corso di qualche mese, l’indebolimento delle piante e, nel caso di infestazioni estese, la morte di interi vitigni.
Sicuramente il primo motivo che può spingerci a combattere le Zanzare è il fastidioso prurito che possono provocarci con le loro punture e probabilmente ignoriamo i molti pericoli ai quali, attraverso le loro punture, il nostro organismo può essere esposto. Nei loro voli alla ricerca di sangue, necessario per la deposizione delle uova, le Zanzare trasportano nella saliva, che fa da anestetizzante e provoca il prurito sulla pelle, anche diversi virus e batteri, alcuni tra i quali possono essere fatali per l’uomo.
PERCHE’ COMBATTERE LE ZANZARE
Per quanto sottovalutato, il rischio delle zanzare come veicoli di infezione è estremamente concreto; si pensi che, secondo alcune ricerche, il numero di morti dovuto alle malattie che possono trasportare nell’organismo supera le 700 mila vittime, più dell’attacco nei confronti dell’uomo da parte di qualsiasi animale.
Le numerose epidemie presenti nel Terzo Mondo potrebbero riportare alla nostra memoria la famigerata zanzara anofele (Anopheles spp), veicolo della malaria, fortunatamente da qualche secolo non più diffusa in Europa, ma esistono altri generi potenzialmente pericolosi come Culex, responsabile della propagazione di encefalite, filariosi e malattia del Nilo e la Zanzara tropicale (Aedes aegypti), che oltre all’encefalite è veicolo di febbre gialla, zika, dengue e chikungunya.
Delle malattie elencate, i casi di epidemia in Europa sono ancora sporadici, ma l’aumento degli spostamenti di persone e di merci dovuto alla globalizzazione e il riscaldamento globale rendono favorevole la proliferazione di malattie tropicali anche nel nord del Mondo. Alcuni casi conosciuti sono i contagi in Europa del letale virus Zika, che dal Brasile ha raggiunto l’Europa nel 2015, o della chikungunya, trasmessa...
Eliminare le Cimici dei letti (Cimex lectularius) è importante poiché le loro punture possono provocare reazioni allergiche e pruriti. Inoltre, pur non essendo mortali per l’uomo, si riproducono molto velocemente.
Meno diffuse delle zanzare che rappresentano una delle principali fonti di fastidio delle nostre estati, le Cimici dei letti sono una delle altre specie di insetti ematofagi parassiti dell’uomo. Da secoli prosperano al caldo sotto i nostri vestiti e tra le lenzuola dei nostri letti e si diffondono trasportandosi da un ospite all’altro durante i viaggi aggrappate ai suoi vestiti, stazionando sui suoi bagagli, nascondendosi persino tra le scollature delle carte da parati e nelle fessure dei mobili.
Quasi sparite negli anni Quaranta del XX° secolo, grazie alle condizioni propizie favorite dal riscaldamento globale sono tornate da trent’anni a spargersi per le nostre città, provocando punture e pruriti. Sono diventate un’emergenza per la loro infestazione di aeroporti, stazioni, alberghi e bed and breakfast, influenzando il turismo. Non è provato che possa trasmettere malattie gravi, né che sia pericolosa per l'uomo, ma i suoi morsi sono fastidiosi: non sono dolorosi poiché la Cimice secerne una saliva che ha un effetto anestetico, ma spesso provocano allergie sotto forma di pomfi e arrossamenti della pelle.
Una casa infestata, comunque va bonificata perché si moltiplicano molto velocemente.
La Cimex lectularius è conosciuta con il nome di "Cimice dei letti" perché gli uomini ci passano circa un terzo della giornata: in realtà le Cimici dei letti prosperano anche su divani e tappeti.
Possiamo coltivare la Yucca in giardino oppure in vaso sul terrazzo o in casa: l'importante è scegliere tra le più di 50 specie di Yucca quella più adatta alle nostre esigenze e al clima nel quale le vogliomo crescere.
La Yucca è un arbusto della famiglia delle Agavacee, originario dei Caraibi e del Sud America. I suoi esemplari possono essere alti fino ai due metri, ma in natura raggiungono oltre dieci metri. Su un tronco caratterizzato da una copertura di spate legnose spicca un ciuffo di grosse e lunghe foglie verdi, che vedono d’estate fare capolino su di esse una pannocchia di fiori dai petali bianchi e delicati, che rendono questa pianta semplice e ruvida ancora più bella.
Molti scelgono di coltivare la Bergenia per le nuvole di fiori colorati, altri per le grandi foglie carnose che cambiano colore in autunno. In qualsiasi caso la Bergenia è una pianta che può portare tanti colori nel corso dell'anno a qualsiasi aiuola.
La Bergenia è una pianta sempreverde di origini asiatiche della famiglia delle Saxifragacee, usata spesso per dare un colore delicato alle nostre aiuole. Le sue nuvole di fiori, che a seconda del genere possono variare dal bianco, al rosa, al rosso, sbocciano intorno al 19 marzo, giorno in cui i cattolici ricordano San Giuseppe, e per questo è una delle piante che con la Primula salutano la fine dell’inverno. Dal centro della pianta spuntano dei lunghi steli al di sopra delle foglie su cui sbocciano tanti mazzi di piccoli fiori a forma campanula. La fioritura dura diverse settimane, specialmente se rimuoviamo i fiori appassiti.
Le grandi foglie carnose, di un verde scuro per il resto dell’anno, diventano rossastre in autunno, donando colore ai nostri giardini anche oltre il periodo della fioritura.
Coltivare i Cedri (Citrus medica) è un’abitudine che affonda le sue origini nella storia, poiché il Cedro è forse l’agrume conosciuto da più tempo in Europa. Da migliaia di anni viene coltivato per i suoi frutti che sono un ingrediente per bibite rinfrescanti, piatti succulenti e persino qualche medicinale naturale. Ma con le sue grandi foglie verdi e lucide e i suoi piccoli fiori bianchi, a seconda del genere, il Cedro viene anche coltivato per abbellire i nostri giardini. Alcune specie di Citrus medica, come la Sarcodactylus, sono coltivate esclusivamente per motivi ornamentali: il frutto di questa specie, chiamata anche Mano di Budda, è in effetti molto particolare.
I suoi alberelli, che possono crescere fino a 7 metri, ci donano fiori bianchi dalla primavera all’autunno, e se ben coltivato ci regala i suoi grossi frutti gialli d’inverno.