Intervenire tempestivamente per curare il Mal Secco è importante per evitare la perdita della pianta. Con il termine Mal Secco si allude a una malattia provocata dal fungo Phoma tracheipila, famigerato nell’ambiente del giardinaggio come minaccia per i tronchi degli alberi di Agrumi. Ne esistono però anche varianti che colpiscono altre piante, come Noci e Albicocchi. Ma colpisce soprattutto gli Agrumi e in particolare il Limone.
Il fungo del Mal Secco attacca i tronchi delle piante per arrivare ai canali linfatici e nutrirsi del liquido vitale delle piante, quindi si moltiplica fino a indebolire la pianta. Inizialmente possiamo notare sulla pianta una clorosi delle foglie o dei rami improvvisamente spogli anche in un periodo di fronde piene. I rami cominciano a seccarsi dalla parte apicale per poi procedere verso il basso, fino al disseccamento completo della pianta.
Nato nel terreno, il fungo del Mal Secco può penetrare nella pianta attraverso le radici o una lesione del tronco, che all’esterno si rivela coperto di muffe e all’interno assume un colorito arancione. Una volta che il ramo si spacca, le spore vengono trasportate dal vento per infettare altri alberi, spesso nei mesi autunnali, quando il clima fresco e umido è favorevole alla loro proliferazione.
Il tempo che impiega il Mal Secco per indebolire la pianta fino a seccarla completamente può essere di pochi mesi se vengono attaccate le radici, permettendo al fungo di estendersi per tutta la sua base e togliere la linfa a tutta la pianta, o anche diversi anni se viene attaccato un ramo o un tronco, e quindi il fungo impiegherà più tempo a diventare un pericolo mortale.
Conoscete la differenza tra concime a lenta cessione e a cessione programmata? E i biostimolanti? Cerchiamo di fare chiarezza per aiutarvi a capire come e perchè è importante scegliere il concime giusto per le nostre amate piante!
PRIMA DI SCEGLIERE IL CONCIME GIUSTO: PERCHE' FERTILIZZARE?
Fertilizzazione significa apportare sostanze al terreno in grado di migliorarne la fertilità. Si tratta quindi una pratica utile per migliorare i risultati delle nostre coltivazioni, che siano ortaggi o aiuole fiorite. Nel caso di coltivazioni in vaso è alla base del successo della coltivazione, poichè il pane di terra è limitato e le risorse tendono a esaurirsi, senza che la pianta possa con le radici andare a cercare nutrimenti in profondità, come avviene in giardino. Ma anche nelle coltivazioni in pieno campo la fertilizzazione è importante, per esempio per ripristinare la fertilità di terreni molto sfruttati, come succede nell'orto.
Infine, il più importante motivo è che le piante ben "nutrite" resistono meglio alle malattie. Una pianta con carenza di azoto presenterà clorosi fogliare, una crescita stentata e basse produzioni. Al contrario un eccesso di azoto provoca squilibri nel ciclo biologico rendendo la pianta una facile preda per l’attacco dei parassiti.
COSA CONTENGONO I FERTILIZZANTI?
Sono 12 gli elementi indispensabili all’accrescimento e alla produzione delle piante. Possiamo riassumerli in tre categorie:
Macroelementi: Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K),
Poiché le piante hanno esigenze diverse, esistono prodotti destinati a usi specifici, con differenti contenuti dei vari elementi. Le confezioni sono chiaramente indicate sulla confezione, in quello che viene definito ...
Curare la Ruggine del Geranio alla sua prima comparsa è molto importante. Il Geranio, uno dei fiori più comuni in Italia e presente per antonomasia sui nostri terrazzi, ha molti nemici: sia insetti (come la Licena del Geranio), sia batteri, sia malattie fungine. Tra queste ultime è molto frequente la Ruggine.
La Ruggine del Geranio si riconosce per le macchie marrone chiaro sulle foglie, che ricordano appunto il colore dell’ossidazione del ferro. Le macchie clorotiche, col tempo inscuriscono e liberano un micelio polveroso. Le piante attaccate, se scosse, rilasciano una polverina marroncina; sono le spore del fungo che volano via.
Lo sviluppo è favorito dal permanere dell’umidità sulle foglie per un periodo superiore a 3 ore.
Le macchie marroni della Ruggine del Geranio colpiscono in particolare il Geranio Zonale nelle foglie, sui piccioli e sul fusto.
Attenzione a non confondere la Ruggine con l’Alternaria, che produce macchie marroni, ma più chiare e senza spore.
COME CURARE LA RUGGINE DEL GERANIO: INIZIAMO DALLA PREVENZIONE
Le malattie fungine sono spesso causate da errori di coltivazione. In questo caso per esempio una eccessiva irrigazione e un’eccessiva umidità.
I funghi della Ruggine si sviluppano in temperature comprese tra i 18 e i 24°C e, come tutti i miceti, prosperano grazie all’umidità, quindi una prima precauzione da adottare può essere drenare ulteriormente il terreno e controllare con più attenzione le irrigazioni delle piante, moderando l’uso dell’acqua. Un’altra precauzione può essere evitare di irrigare a pioggia, per non favorire il clima umido attorno alle fronde...
In Italia è entrata in vigore una legge che pochi conoscono e riguarda il nuovo attestato di idoneità per i giardinieri, che tutelerà sia i privati sia le pubbliche amministrazioni sulla qualità degli interventi di manutenzione del verde e sulla professionalità di chi li effettua.
Un provvedimento importante per molti motivi: anzitutto perché difende la qualità del verde, che è sempre più importante visti i noti problemi di inquinamento e surriscaldamento del pianeta e la pessima qualità dell’aria delle nostre città. Inoltre introduce il concetto, per la prima volta in Italia, che la manutenzione del verde richiede professionalità specifiche e non può essere affidata a improvvisati. Capita di vedere spesso alberi potati esageratamente, le cosiddette “capitozzature”, che non solo danneggiano esteticamente la pianta ma ne pregiudicano la stabilità. Infine anche i giardinieri e i manutentori potranno vedere rispettata la loro professionalità, evitando che possano essere forniti servizi scadenti da personale non qualificato.
ATTESTATO DI IDONEITÁ PER I GIARDINIERI: COME CI SIAMO ARRIVATI
Tutto inizia nel 2016 quando, nella legge 154 chiamata “Collegato Agricoltura”, nell’articolo 12 compare la seguente norma: “L'attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affidata a terzi può essere esercitata: dagli iscritti al Registro ufficiale deiproduttori oppure daimpreseagricole,artigiane,industrialioinforma cooperativa,iscrittealregistrodelleimprese,cheabbiano conseguito un attestato...
Il ragnetto rosso è una delle più comuni minacce per i nostri orti e per i nostri giardini. Può attaccare sia piante da abbellimento, sia ortaggi, sia frutta. Si riproduce e si diffonde in tempi molto brevi e va combattuto non appena si identificano i suoi sintomi. Le sue dimensioni inferiori a un millimetro e si può riconoscere la sua azione per l’ingiallimento delle piante colpite, che tendono a rinsecchirsi per carenza di nutrimento, e dei bozzoli di ragnatela che raccolgono le uova degli insetti, e che se troppo numerose rischiano di coprire e soffocare la pianta.
Esistono tante specie di ragnetti rossi: la Panonychus ulmipredilige diffondersi sulla Vite, la Panonychus citrisugli Agrumi, mentre la Tetranychus urticae preferisce ortaggi e piante da frutto. Tutte le specie si nutrono della superficie delle piante fino a condurle alla morte.
ELIMINARE IL RAGNETTO ROSSO DALLE PIANTE DA FRUTTO
Il Tetranychus urticae in realtà non è un ragno ma un acaro. È di colore rosso e si sviluppa soprattuto sui giovani germoglio, sulla pagina inferiore delle foglie e lungo le nervature, dove compie più generazioni all’anno. Le sue punture provocano decolorazioni delle parti attaccate e un generale malessere della pianta.
Una delle prime informazioni utili per combattere i ragnetti rossi è sicuramente sapere che prosperano nei climi caldi e secchi, in terreni con piante che non vengono regolarmente innaffiate: più si sarà costanti nell’inumidire foglie e terreno, più è possibile scongiurare una loro diffusione.
In caso infestazione sulle piante da frutto possiamo utilizzare un acaricida specifico piante da frutto o orticole. Ha un rapido effetto abbattente e una marcata persistenza di azione. Si tratta di un prodotto da diluire seguendo le indicazioni riportate sulla confezione e da irrorare...
Eliminare le Mosche dalla casa è importante poiché sono portatrici di batteri e virus. Con l’avvicinarsi dei mesi caldi, si avvicina anche il timore dell’invasione delle Mosche, specie in quelle case che sono più vicine alla campagna, lontano dalla città e dal suo inquinamento. Questo tipo di infestazione può cominciare a manifestarsi dalla fine della primavera, quando le mosche completano il loro stato larvale e iniziano a volare per procacciarsi il cibo, fino all’autunno inoltrato, quando, incontrando i primi freddi, le Mosche cercano nelle stanze degli appartamenti il luogo ideale per difendersi dal gelo e nutrirsi per il resto della loro vita.
Le Mosche fanno parte dell’insieme onnivoro degli insetti decompositori e si nutrono generalmente di sostanze organiche che trovano negli avanzi del nostro cibo in putrefazione e talvolta negli escrementi degli animali con i quali interagiscono. L’ambiente caldo e umido delle carcasse e dei rifiuti organici è anche quello propizio nel quale le femmine possono deporre le loro uova, affinché le larve si possano a loro volta nutrire dell’ambiente nel quale crescono. Al fastidio provocato dal ronzio, si aggiunge quindi il rischio di malattie causate da batteri e virus di cui le mosche possono riempirsi nella loro ricerca di cibo. E questo ci dà molti motivi in più per combatterle.
ELIMINARE LE MOSCHE DALLA CASA: NON DIMENTICHIAMO LA PREVENZIONE
Possiamo prevenire l’invasione delle Mosche in casa: per esempio intensificando le pulizie degli ambienti, in modo tale da non lasciare in giro rifiuti organici, sacchetti dell’umido o briciole di vario tipo, di cui le Mosche si possano nutrire.
A volte può essere problematico, perché alcuni piccoli animali morti possono trovarsi in sottotetti, cantine e condotti di...
Usare il sapone molle in giardino è una soluzione per combattere le malattie fungine in modo completamente biologico. Specialmente nell'orto è importante poter contare su prodotti completamente naturali, visto che il frutto del nostro lavoro andrà a finire sulla nostra tavola. Il sapone molle di cui stiamo parlando non ha nulla a che fare con i saponi che usiamo per la nostra pulizia: si tratta di una soluzione ottenuta dalla saponificazione di oli vegetali e perciò è totalmente naturale.
In particolare il sapone molle è efficace contro le Fumaggini, che si evidenziano con le foglie annerite. Una malattia fungina che spesso compare in seguito all’attacco di Afidi o altri parassiti che rilasciano la melata sulla pianta: una sostanza appiccicosa, ideale per il propagarsi dei funghi.
L’applicazione del sapone molle sulla fumaggine, svolge un’azione detergente che elimina sia le Fumaggini sia la melata.
COME USARE IL SAPONE MOLLE IN GIARDINO
Esistono molti prodotti in commercio, ma vi consigliamo di acquistare un ...
Coltivare gli Asparagi è una tradizione diffusa in tutto il Mediterraneo fin da tempi antichissimi, per il loro sapore delicato: tra Egitto e Medio Oriente erano presenti nei campi fin dal 2.000 a.C. e già dal 200 a.C. erano presenti sulle tavole degli antichi romani e sappiamo che gli imperatori, per un certo periodo, li considerarono una prelibatezza.
L’Asparago appartiene alla famiglia delle Liliacee, la stessa della Cipolla, dell’Aglio e dello Scalogno e con essi condivide le proprietà diuretiche.
COLTIVARE GLI ASPARAGI: INIZIAMO IN PRIMAVERA
Coltivare gli Asparagi non è un’operazione semplice: l’Asparago nasce da una rete di rizomi simili a quelli del bambù, che richiedono molto spazio relativamente alle dimensioni della pianta per crescere adeguatamente, quindi di fatto un piccolo campo a sé. Può essere piantato a partire dal seme o da una sezione del suo rizoma e impiega qualche anno prima che il fusto, o turione, cresca per essere raccolto.
Il periodo migliore per il trapianto o la semina va da marzo ad aprile. Se ben curato, un orto di Asparagi può fornire raccolti anche per vent’anni dopo la sua semina. È sufficiente, nel momento del raccolto, lasciare che una parte delle piante compia il suo ciclo attaccato alle radici per avere raccolti ancora più corposi l’anno dopo.
CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE
L’orto nel quale si coltivano gli Asparagi, o asparagiaia, necessita di un ambiente particolare: dev’essere soleggiato, ma non esposto né a un caldo intenso né a un freddo troppo rigido, né a un clima troppo ventoso.
È possibile prevenire la crescita delle erbe infestanti? Una domanda che molti si pongono in questo periodo quando, al sole della primavera, comincia a germogliare nuovamente la vita sulla terra e sui rami degli alberi. Sui terreni dei nostri orti e dei nostri giardini però, oltre a vedere i primi piccoli germogli delle piante che abbiamo seminato o le prime nuove foglie e gemme di quelle che abbiamo trapiantato, possiamo osservare anche la crescita delle piante infestanti che possono rubare acqua, nutrimento e sole alle nostre amate piantine. Inoltre, con le loro fronde, possono oscurare i nostri piccoli germogli, creando un microclima umido che favorisce la crescita di malattie fungine.
PREVENIRE LA CRESCITA DELLE ERBE INFESTANTI
Solitamente le erbe infestanti vengono distinte in due categorie: quelle a foglia stretta, come i vari tipi di Graminacee, o a foglia larga, come il Trifoglio o il Tarassaco.
Per prevenire la crescita delle più importanti infestanti nel prato o nell’orto, possiamo utilizzare un diserbante totale residuale di pre emergenza. In questo modo inibiamo la germinazione dei semi e lo sviluppo dei germinelli di infestanti annuali, sia graminacee sia dicotiledoni. Il tutto naturalmente senza danneggiare le colture già germinate. Può essere utilizzato anche su prati di graminacee, a patto che siano ben affrancati e siano passati almeno due anni dal primo impianto: anche in questo caso colpisce solo i germogli, senza danneggiare l’erba già cresciuta.
Il diserbante viene venduto in dosi concentrate e deve essere diluito seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. In seguito è sufficiente distribuirlo in modo omogeneo, evitando lacune o sovrapposizioni.
Dopo aver effettuato un trattamento con questo diserbante non potrete seminare per 6 mesi nuove colture.
Quindi quando vuoi evitare che le infestanti competano con le tue piante già...