Possiamo coltivare il Mirtifoglio in giardino sia per formare siepi sia come esemplare singolo, potato ad alberello. Tollera il freddo fino a -5°C e può essere allevata all’aperto in gran parte dell’Italia. Dove le temperature minime invernali sono ancora più rigide possiamo coltivarla in grandi vasi, da portare al riparo in inverno.
Il Mirtifoglio (Polygala myrtifolia) è un arbusto perenne sempreverde che produce delle infiorescenze molto particolari che perdurano a lungo sulla pianta. Sono di colore viola e bianco e sbocciano in primavera e perdurano sulla pianta fino a settembre.
Le foglie hanno una forma lanceolata e sono di colore verde scuro, molto simili a quelle del Mirto da cui deriva il nome myrtifolia.
Se state cercando una pianta dall’effetto wow vi consigliamo di coltivare la Oscularia deltoides. Si tratta di una pianta succulenta ed è quindi abbastanza robusta e facile da coltivare. Nelle zone con temperature miti può essere coltivata in piena terra, dove ha un portamento tappezzante ed è indicata per i giardini rocciosi e marini. È originaria del Sud Africa dove cresce spontaneamente nelle zone montane. Nel nord Italia meglio coltivarla in vaso, dove non mancherà di attirare l’attenzione dei vostri ospiti grazie alle sue foglie stranissime e le fioriture sgargianti.
È una pianta sempreverde e produce delle foglie davvero particolari, con forma geometrica triangolare e i bordi dentati, che crescono su fusti cilindri di color verde-rosaceo. Le foglie di color verde chiaro e morbide al tatto: hanno la capacità di trattenere l’umidità in eccesso e di utilizzarla in caso di siccità.
La pianta è già bella così, ma in primavera si arricchisce di grandi fiori rosa che permangono sulla pianta fino all’autunno. Non solo: i fiori si aprono all’alba e si chiudono al tramonto!
Quella di coltivare il Finocchietto selvatico o di raccoglierlo quando cresce spontaneo è una tradizione che risale alle origini degli uomini. Oltre alle tante proprietà benefiche di questa pianta, già conosciute in antichità, nel periodo buio del Medioevo è stato ammantato anche di magia e veniva usato per scacciare gli spiriti maligni.
Testimonianze dell’uso di questa pianta nell’antichità arrivano anche dal nostro linguaggio, quando usiamo il termine “infinocchiare” per indicare una truffa. Pare derivi all’antica tradizione degli osti di aggiungere semi di Finocchietto selvatico nel vino, servito con antipasti a base di Finocchio: il tutto per sfruttare l’intenso sapore di questa ombrellifera e mascherare la cattiva qualità del vino.
Il suo sapore simile al Finocchio lo ha reso poi un ingrediente fondamentale di molti piatti della cucina mediterranea, come la pasta con le sarde siciliana.
Come coltivare il Finocchietto selvatico
Il Finocchietto Selvatico (Foeniculum officinale) si distingue dalla pianta del Finocchio (Foeniculum vulgare): è una pianta erbacea perenne caratterizzata da un fusto eretto ramificato, da foglie molto sottili quasi filiformi e piccoli fiori gialli riuniti in ombrelli di 5/6 raggi. I frutti veri e propri sono verdognoli e crescono all’apice dei fiori; sono tanto piccoli che erroneamente vengono scambiati per “semi”. Tutta la pianta si può utilizzare in cucina ma i frutti sono particolarmente aromatici.
Possiamo raccogliere quello spontaneo oppure coltivarlo nell’orto. Scegliamo un luogo assolato e seminiamo da luglio a settembre per ottenere un raccolto da ottobre a dicembre.
Se abbiamo un gatto domestico dobbiamo assolutamente coltivare la Nepeta cataria: ne andrà matto! Si tratta, storicamente, della vera erba gatta infatti il suo nome deriva dal latino antico: cataria deriva da cathus e significa dei gatti. È interessante segnalare che la Nepeta cataria è molto diversa dall’erba gatta che troviamo nei supermercati ed è più simile a una piantina di menta piuttosto che a fili d’erba.
La Nepeta cataria contiene un terpene (il nepetalattone) simile ai feromoni dei gatti. L’effetto sui gatti è totalmente positivo: svolge un’azione positiva e rilassante sul sistema gastroenterico e neurologico. Se i gatti mangiano le foglie fanno le fusa e si rotolano contenti.
Le Nepete sono un genere di piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, caratterizzate da un fiore labiato.
Oltre alla Nepeta Cataria, coltivata per amore verso i gatti, possiamo scegliere tra altra varietà di Nepeta molto interessanti. La Nepeta racemosa produce in estate dei bei fiori di colore blu e lillà, la Nepeta subsessilis dona infiorescenze di colore blu brillante fino all’autunno, mentre la Nepeta faassenii produce fiori di color lavanda con punteggiature porpora da maggio fino a ottobre. Tutte le Nepete vengono utilizzate come piante aromatiche in cucina, ma la Nepeta peperina ha la particolarità di sapere di pepe.
La Nepeta cataria invece fiorisce da maggio a settembre e dona delle belle infiorescenze azzurre. Anche le api, oltre ai gatti, adorano i fiori e il polline della Nepeta...
Quest’anno dovremo curare il prato con maggiore attenzione, poiché ha vissuto una delle estati più calde e siccitose degli ultimi decenni. Senza contare l’allarme sull’uso delle risorse idriche che in molti Comuni ha portato a una riduzione delle irrigazioni.
Il nostro tappeto erboso arriva così a settembre con alcune zone senza erba, tracce di infeltrimento dovuto ai fili d’erba seccati dal sole e un suolo tendenzialmente asciutto e povero di sostanze nutritive. Sono quindi molte le azioni che possiamo intraprendere per rimettere in forma in prato durante l’autunno e l’inverno, in modo che possa presentarsi in forma la prossima primavera.
Curare il prato: iniziamo dalla semina
In settembre e ottobre le temperature ci consentono ancora di seminare per infoltire aree scoperte o danneggiate.
All’atto della scelta del miscuglio di sementi, scegliamone uno adatto al nostro giardino (per clima ed esposizione solare) e all’uso che vorremo farci (gioco, solo ornamentale, ecc.).
La scelta degli ortaggi da coltivare in autunno si sta ampliando di anno in anno a causa dell’aumento generalizzato delle temperature. Se il sole persiste, nel sud Italia si possono continuare a raccogliere Pomodori, Peperoni e Melanzane fino a ottobre! Lo stesso dicasi per alcuni ortaggi estivi che continuano a produrre se il clima e le temperature lo consentono: come per esempio le Bietole da costa, i Fagiolini, le Zucche e le Zucchine.
Naturalmente se abbiamo la possibilità di “proteggere” il nostro orto potremo ampliare ulteriormente la scelta. Se abbiamo una serra sul terrazzo per coltivare gli ortaggi in vaso, oppure se dotiamo l’orto in giardino di un “tunnel” di copertura, garantiremo alle nostre piantine un clima più controllato e caldo e potremo coltivare molte varietà non tipicamente autunnali.
Ma per continuare a rendere produttivo il nostro orto possiamo sempre contare sugli ortaggi e sulle varietà con ciclo invernale che possiamo coltivare in autunno. Ecco 10 idee per il nostro orto autunnale!
Cavolo Cappuccio autunnale
I Cavoli, i Cavolini, i Broccoli e le Verze ci possono garantire una produzione fino all’inverno inoltrato, patto di averli seminati in estate. Il Cavolo cappuccio autunnale (Brassica oleracea capitata) resiste al freddo fino a 8°C e le varietà precoci si seminano da agosto a ottobre per raccolti da marzo a giugno.
Chi sceglie di coltivare un Ciliegio lo fa sicuramente per i suoi frutti, ma anche per l’imperiosità di questa pianta, che può superare i 15 metri in altezza, e le sue spettacolari fioriture primaverili. A seconda delle varietà, più o meno tardive, in primavera si riempie di tantissimi fiorellini sui toni del bianco e del rosa, davvero incatevoli. In giapponese esiste il termine hanami che indica proprio lo stupore di fronte alla bellezza di un Ciliegio in fiore.
I Ciliegi infatti possono essere “acidi” (Prunus cerasus) come le amarene, le visciole e le marasche, oppure i più conosciuti “dolci” (Prunus avium). I Ciliegi dolci si distinguono a loro volta in duracini e tenerini.
I frutti maturano da metà maggio a metà luglio a seconda della varietà. Il Durone nero di Vignola e il Durone di Cesena maturano dalla seconda decade di giugno, mentre la Moretta di Vignola e le Ferrovia maturano nella prima metà di luglio.
Dove coltivare un Ciliegio
In genere i Ciliegi tollerano bene il freddo invernale mentre non amano gli ambienti troppo caldi e umidi. Cresce bene in zone soleggiate in collina e montagna e nelle zone fresche in pianura.
Il freddo può rappresentare un problema per le gelate tardive. Fiorendo in primavera, il rischio che una gelata possa danneggiare i boccioli è molto alto nelle regioni del nord Italia più fredde. In questo caso si tendono a privilegiare varietà tardive, che fioriscono dopo.
Anche le piogge violente e persistenti possono danneggiare la fioritura. Inoltre un alto tasso di umidità stimola l’insorgenza di patologie fungine, come...
Se abbiamo un giardino al mare possiamo coltivare facilmente la Salicornia detta anche Asparago di Mare. La Salicornia (Salicornia europaea) è infatti una pianta alofita: ha cioè la capacità di assimilare il sale (cloruro di sodio) senza danneggiare la pianta. Quindi tollera gli ambienti salmastri e anzi sono necessari per il suo sviluppo. Anche se viene chiamata “asparago” è più simile agli Agretti (Solsola soda).
È una pianta commestibile ed è anche succulenta: cioè ha la capacità di assimilare l’acqua e usarla quando serve.
In passato veniva bruciata per ricavare il carbonato di sodio dal sale in essa contenuto. Era prassi nell’industria dei saponi, della carta e del vetro.
Dove coltivare la Salicornia
Non possiamo coltivare la Salicornia nell’orto poiché richiede un suolo totalmente differente dalle piante orticole. Possiamo quindi coltivare la Salicornia se abbiamo un giardino marino con il substrato salino tipico delle zone costiere, composto da terra e molta sabbia.
Predilige posizioni molto soleggiate.
Come coltivare la Salicornia
La riproduzione si effettua per seme o con una talea raccolta nel periodo di formazione dei frutti.
La semina di effettua a marzo e in primavera si sviluppano i fusti verdi che creano dei piccoli cespugli, alti circa 20/25 cm. In estate raggiunge l’apice vegetativo ed è il periodo migliore per raccoglierla se desideriamo utilizzarla in cucina. Se aspettiamo l’autunno la Salicornia fiorirà.
Dovremo irrigare regolarmente la Salicornia evitando però i ristagni d’acqua...
Coltivare il Rhodanthemum hosmariense in vaso sul terrazzo significa avere una lunghissima fioritura dalla primavera fino alla fine dell’estate.
Il Rhodanthemum hosmariense detto anche Rodantemo o Margherita marocchina, è una pianta erbacea originaria dell’Africa del nord particolarmente resistente al caldo e al freddo.
In giardino viene utilizzato nelle bordure e nelle aiuole per sfruttare la sua lunga fioritura e il suo sviluppo tappezzante. Ma possiamo coltivare il Rodantemo con successo anche in vaso.
Le foglie creano un cespuglio fitto di color verde scuro con sfumature argentee, mentre i fiori ricordano le classiche Margherite e sbocciano da aprile fino a settembre. Il centro del fiore è scuro, mentre i petali sono bianchi con sfumature rosa. Sono profumati e apprezzati dalle api.
Dove coltivare il Rhodanthemum hosmariense
Ama il sole dove fiorisce più riccamente. Cresce bene anche in mezz’ombra ma produce più foglie.
Sopporta il gelo fino a -10°C quindi non ci sono grandi problemi in inverno.
Come rinvasare il Rhodanthemum hosmariense
Dopo l’acquisto della piantina possiamo rinvasarla nel vaso destinato a ospitare i Rodantemi. Scegliamo un vaso largo e profondo, in modo da permettere uno sviluppo armonioso delle radici e della chioma. Stendiamo sul fondo uno strato di biglie di argilla espansa per proteggere le radici dagli eccessi idrici nel sottovaso. Dopo aver posizionato le piante riempiamo il vaso con un terriccio per piante da fiore.
In seguito rinvasiamo in primavera quando le radici tendono a uscire dal vaso.