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Mag 05, 2020
Se volete arricchire il giardino di un bell'albero da frutto, vi suggeriamo di coltivare un Albicocco. L’Albicocco è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee: è quindi un parente delle Rose e dei Biancospini, ma anche di Meli, Peri, Peschi e Ciliegi. Il suo nome scientifico, Prunus armeniaca, indica la provenienza della pianta, cioè l’Armenia, prima di arrivare in Europa ai tempi dei Romani, anche se in realtà è una pianta originaria dalla Cina. In alcune province del Veneto, come Venezia e Treviso, l’Albicocco viene chiamato in dialetto ancora oggi “armellino”.
È una pianta caducifoglia (cioè rimane spoglia in inverno) e normalmente le varietà che si coltivano per ottenere i suoi dolci frutti non superano i 7-8 metri, ma con opportune potature si fa in modo che non superi i 3-4 metri di altezza per facilitare la raccolta.
Dopo aver perso le foglie in inverno, la pianta si riempie di bellissimi fiori bianco-rosei già a febbraio-marzo, che in seguito diventeranno frutti (drupe) sui toni del verde che diventeranno arancioni a completa maturazione. Generalmente i frutti maturano tra giugno e settembre, ma al sud possono maturare anche a maggio.
All’atto della scelta della pianta nel centro giardinaggio, vi suggeriamo di preferire le varietà autocompatibili che non danno problemi per l’impollinazione. Inoltre potrete scegliere anche tra varietà nane, che non superano i 150 cm di altezza e possono essere coltivate anche in vaso.
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Aprile 21, 2020
Ci sono almeno due buoni motivi per coltivare i Fagioli nell’orto. Anzitutto sono buoni e poi questa particolare pianta ha la capacità di arricchire la qualità del terreno in cui vengono coltivati.
Il Fagiolo (Phaseulus vulgaris) è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Leguminose ed è originaria dell'America centro-meridionale. In seguito ai viaggi di Cristoforo Colombo, si è diffusa immediatamente in Europa, soprattutto per l'alto valore proteico dei suoi semi che gli sono valsi il soprannome di “carne dei poveri”, adatti sia all'alimentazione umana sia a quella degli animali da allevamento.
Oggi sappiamo che queste piante migliorano anche il terreno, grazie a un batterio, il Rizobium leguminosarum, che vive in simbiosi sulle sue radici ed è in grado di fissare l’Azoto atmosferico nel terreno, rendendolo disponibile sia alle piante di Fagioli sia a quelle che verranno coltivate in seguito. I Fagioli, come tutte le leguminose, sono questa ragione una componente importante per la rotazione delle verdure nell’orto.
COLTIVARE I FAGIOLI: IMPARIAMO A SCEGLIERLI
Esistono centinaia di varietà di Fagioli, tutte correlate a linee di miglioramento varietale o a zone tipiche di produzione, che si distinguono per differenza di portamento della pianta, colore dei baccelli, forma e colore dei semi, lunghezza del ciclo di coltivazione, periodo di semina, periodo di raccolta, ecc.
Non potendo elencarle tutte e per semplificare, conviene suddividerle in base alla destinazione di consumo:
- i Fagioli mangiatutto o cornetti o fagiolini, di cui si utilizza il baccello immaturo con i semi...
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Aprile 14, 2020
Possiamo usare il Sangue di Bue in giardino se vogliamo aiutare lo sviluppo delle nostre piante con un prodotto totalmente naturale e ovviamente consentito in agricoltura biologica.
In particolare il Sangue di Bue è un concime organico a base di Azoto (N) e ricco di Ferro: ha un’azione rapida e duratura e favorisce la fioritura e lo sviluppo di un bel fogliame. Inoltre oltre a nutrire ha anche un effetto rinverdente. Una volta si utilizzava davvero sangue animale mentre oggi si utilizzano melasse ricavate dai vegetali oppure sangue secco.
L’Azoto è un elemento fondamentale per la crescita di tutte le piante e il Sangue di Bue si può utilizzare sulle colture dell’orto (come Pomodori, Patate, Carote, Zucchine, Agrumi, ecc.), sulle erbe aromatiche, sui cespugli ornamentali (come Rose, Ortensie, Oleandri, ecc.) e sui tappeti erbosi. In quest’ultimo caso si usa specialmente per la sua capacità di rinverdire i prati. È particolarmente indicato per i Pomodori, quando le foglie tendono a ingiallire, e per gli Agrumi che richiedono un alto fabbisogno di Azoto per crescere bene.
Il Sangue di Bue è anche indicato per le piante acidofile per correggere la presenza di Azoto nei terreni troppo calcarei e quindi non adatti per coltivare queste particolare piante.
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Aprile 07, 2020
Coltivare le Barbabietole o Bietole da orto è un’attività che gli uomini praticano da millenni e ci sono testimonianza sia nella cultura greca sia in quella romana nei testi di Plinio il Vecchio. La Beta, infatti, allora si coltivava sia come ortaggio ma anche come pianta medicinale. Il loro sviluppo si è accentuato nel XV secolo, quando abbiamo iniziato a mangiare anche il frutto rosso della radice, e con la scoperta dell’estrazione della sua componente dolce per ottenere zucchero che risale al 1747.
Le Barbabietole, o meglio dette Bietole da orto (Beta vulgaris), fanno parte della famiglia delle Chenopodiaceae e comprende varietà da orto, da zucchero ma anche destinate all’alimentazione degli animali.
È una pianta annuale con grosse radici fittonanti e in superficie produce delle foglie a forma di cuore lunghe 5-20 cm. Negli orti familiari si coltiva per la radice, molto gustosa: di solito si mangia cotta ma è buona anche cruda, per esempio grattugiata su un’insalata. Si possono cucinare anche le foglie, simili agli Spinaci.
Oggi possiamo contare su tante varietà di Bietola da orto, come quella d’Egitto con una polpa rosso-nerastra, la Detroit con polpa rosso scuro o quella di Chioggia con una polpa rosa chiaro con cerchi concentrici rossi. Meno diffuse, ci sono anche le varietà Albina Vereduna con polpa bianca e la Golden Burpee’s con polpa gialla.
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Marzo 31, 2020
L’atto di concimare un orto è molto importante poiché garantisce raccolti maggiori e di miglior qualità. Se non lo abbiamo già fatto a febbraio, in quella che viene definita la rifinitura del letto di semina, possiamo effettuarla anche a marzo e comunque all’atto di preparare il terreno per la semina e i trapianti.
Con una vanga e un rastrello possiamo lavorare il terreno facendo in modo di rompere le zolle più coriacee e rendere il substrato più leggero e poroso. La rottura delle zolle createsi in inverno, permette alle piogge di penetrare più a fondo nel letto di semina regalandoci, quando verranno le belle giornate, un substrato più morbido, più fine e soffice. Cioè l’ideale per seminare e trapiantare le piantine e gli ortaggi.
CONCIMARE UN ORTO IN MODO NATURALE
Mentre si lavora il letto di semina è buona norma incorporare nel terreno una buona dose di concime organico, cioè naturale e consentito in agricoltura biologica, che sarà il fondamento nutritivo del nostro orto e aiuterà nello sviluppo i semi e stimolerà l’attecchimento delle radici delle...
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Marzo 20, 2020
Realizzare un orto naturale è facile ed è un’ottima ed economica soluzione per ottenere ortaggi biologici da portare in tavola per la nostra famiglia. Vediamo tutti gli accorgimenti da adottare per ottenere un orto biologico!
REALIZZARE UN ORTO NATURALE: PROGETTIAMO LE AIUOLE RISPETTANDO LA CONSOCIAZIONE
All’atto della progettazione dell’orto, cioè quando decideremo cosa coltivare nelle varie aiuole, non dimentichiamo l’importanza della consociazione tra ortaggi.
La consociazione è una pratica biologica che tende a sfruttare appieno la fertilità del terreno e l’interazione tra le diverse piante, sia per migliorarne il gusto e le dimensioni dei frutti sia per migliorare la protezione dai parassiti. Sostanzialmente si tratta di coltivare piante diverse nelle stesse aiuole.
Per fare un esempio, i Ravanelli saranno più delicati se coltivati vicino al Crescione e più piccanti vicino al Cerfoglio. Ma non è solo una questione di gusto: alcune consociazioni riducono o annullano la presenza dei parassiti, permettendoci quindi di evitare l’uso di agrofarmaci. Un esempio classico sono le Cipolle e le Carote che si difendono a vicenda: la Cipolla infatti tiene lontana la Psila rosae (detta mosca della Carota) poiché le sue larve ne detestano l’odore e allo stesso modo la Delia antiqua (detta mosca della Cipolla) non sopporta la presenza delle Carote.
LA ROTAZIONE...
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Marzo 19, 2020
Quella di coltivare il Fico è una tradizione molto antica poiché non richiede particolari cure, conoscenze tecniche o impiego di mezzi tecnologicamente sofisticati. È una pianta resistente alle malattie e agli attacchi parassitari che porterebbero alla distruzione e alla perdita del raccolto e al tempo stesso è capace di offrire frutti in abbondanza e per un lungo periodo.
COLTIVARE IL FICO: LA DIFFERENZA TRA FIORONI E FICHI
Il Fico (Ficus carica) della famiglia delle Moracee è un albero non molto alto: arriva intorno ai 7-8 metri di altezza e forma una chioma molto espansa, avendo spazio e luce, con i rami contorti ricchi di lattice.
Le foglie sono formate da 3-5 lobi, i fiori sono piccoli e racchiusi dentro un ricettacolo carnoso della forma simile a una pera cava e per vederli bisogna aprire il ricettacolo ancora giovane e verde. I fiori, unisessuali, vengono impollinati mediante l'intervento di un piccolo imenottero, la Blastophaga psenes, che compie il suo ciclo in stretta relazione con l'evoluzione delle diverse fioriture.
Il ricettacolo, maturando, diventa molle e sugoso e costituisce il Fico, mentre i veri frutti sono richiusi nel ricettacolo e sono dei piccoli acheni immersi in una polpa formata dalla trasformazione dei tessuti del fiore. Il frutto (falso frutto) può formarsi attraverso la fecondazione oppure per partenocarpia (senza fecondazione), diventando in entrambi i casi commestibile.
Avremo due epoche di fruttificazione: nella tarda primavera i Fichi fioroni, che si formano su un ramo dell'anno precedente e nella tarda estate (agosto-settembre) i Fichi propriamente detti, prodotti dalle gemme dell'annata.
Le varietà si suddividono principalmente in due gruppi per il colore della buccia...
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Marzo 13, 2020
Molto facile da coltivare, la Valerianella è un’insalata con una grande produzione e offre il vantaggio di poter effettuare raccolti anche nei mesi più freddi.
La Valerianella (Valerianella locusta) conosciuta anche come Soncino (dal greco sonchus, cioè delicato) o Dolcinella o Gallinella, non va confusa con la Valeriana (Valeriana officinalis) che è una pianta da fiore usata in fitoterapia e farmacia.
COLTIVARE LA VALERIANELLA: UNA PIANTA CHE AMA IL FREDDO
La Valerianella resiste molto bene al freddo: la temperatura ottimale di coltivazione è compresa tra 10-15°C e può essere seminata quando le temperature salgono sopra i 5°C. Quindi può essere seminata nell’orto già a marzo-aprile per avere raccolti tra maggio e giugno, ma anche tra luglio e ottobre per avere un raccolto tra settembre e febbraio.
Non amando i climi troppo caldi, è meglio coltivare la Valerianella in zone...
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Marzo 03, 2020
Forse è un effetto del successo dei format televisivi dedicati alla cucina, ma oggi molti conoscono meglio ortaggi insoliti e dimenticati, come la Curcuma o l’Anice stellato, rispetto alle aromatiche mediterranee. Questa tendenza si riflette anche negli orti moderni, che iniziano a popolarsi di verdure, erbe e frutti strani e curiosi. Merito anche degli appassionati più giovani, abituati a viaggiare e amanti della cucina fusion, che combina creativamente i cibi e tradizioni di luoghi diversi per ottenere piatti affascinanti e sapori sconosciuti.
Accanto alle piante esotiche e in arrivo dagli altri continenti, stanno trovando nuova vita anche molte varietà appartenenti al passato dell’agricoltura italiana, in seguito abbandonati a favore di specie più “redditizie”. Come la Melanzana rossa della Basilicata o il Cocomero giallo siciliano, ma anche le Patate viola piemontesi o la Patata di Mombarcaro con la polpa rosata.
ORTAGGI INSOLITI E DIMENTICATI: LA NOSTRA SELEZIONE
In alcuni casi sono nuove varietà ma ci sono anche tanti ortaggi dimenticati della tradizione italiana. Siamo andati alla ricerca di ortaggi dalle forme e dai colori particolari, capaci di stimolare un “effetto wow” dai vostri ospiti, per chi vuole sperimentare nuove coltivazioni nell’orto!
Le Carote viola e le carote gialle sono disponibili anche in Italia. Hanno un bel colore che si associa a una polpa dolce e croccante. La coltivazione non difficile se il terreno è sufficientemente sciolto e ben drenante.
I Cavolfiori offrono molti stimoli. Sia per i colori, per esempio quelli viola, sia per le forme, con gli ipnotici...