Coltivare la Maggiorana è davvero facile: sia in giardino sia in vaso nelle zone con clima particolarmente freddo!
La Maggiorana(Origanum majorana) è quasi una sorella del comune Origano(Origanum vulgare): fanno parte della stessa famiglia, le Lamiaceae, e si assomigliano anche un po’. Anche il sapore è simile, anche se la Maggiorana ha un gusto più floreale.
È una pianta erbacea con portamento cespuglioso e raggiunge un’altezza di 20/40 cm. Le foglie sono ovali, opposte e abbastanza piccole mentre le infiorescenze, che perdurano sulla pianta per tutta l’estate, sono di colore rosa pallido.
In cucina si usano sole le foglie, che possono essere utilizzate sia fresche sia essiccate. È una spezia importante di molti piatti della cucina mediterranea, italiana e greca. Non esageriamo poiché svolge un’azione sedativa. L’olio essenziale di Maggiorana viene usato anche per profumare cassetti e armadi.
Dove coltivare la Maggiorana
Scegliamo una posizione soleggiata per ottenere fioriture più rigogliose.
Nelle zone con inverni miti possiamo coltivarla come pianta perenne anche in giardino. A fine stagione, in autunno, tagliamo la pianta a pochi centimetri dal suolo: l’anno prossimo ricrescerà.
Dove invece gli inverni sono molto rigidi la Maggiorana viene coltivata come pianta annuale. In alternativa possiamo coltivarla in vaso e proteggerla in una serra fredda durante l’inverno, dopo averla potata.
Possiamo coltivare la Heuchera sia in giardino per decorare aiuole e bordure fiorite sia in vaso come pianta d’appartamento. È particolarmente apprezzata per il suo fogliame che, a seconda della varietà, assume colorazioni davvero particolari sui toni del rosso, del rosa e dell’arancione e con venature più chiare. In particolare nei mesi freddi le foglie assumono i colori più vivi.
Si tratta di una sempreverde perenne originaria del nord America e produce anche delle infiorescenze. Verso la tarda primavera e in estate la pianta produce lunghi steli su cui sbocciano piccoli fiorellini di colore bianco, rosso o rosa a seconda della varietà. Insieme alla fioritura la Hechera produce anche molti stoloni che diventeranno nuove piante.
I biostimolanti per le piante sono sostanze naturali che, se utilizzate in piccole quantità, sostengono le piante nella corretta crescita. Non sono concimi, né ammendanti, né agrofarmaci e non li sostituiscono: sono sostanze naturali che stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal tenore di nutrienti del prodotto. In questo modo potenziano la fioritura, migliorano l’allegagione e aiutano la pianta a superare gli stress abiotici. Cioè quelli provocati da errori di coltivazione e non da parassiti o funghi.
Quali sono i biostimolanti per le piante?
Possono essere riuniti in macro categorie principali: gli acidi umidi, i sali inorganici, i prodotti contenenti ormoni (come gli estratti di alghe) e quelli contenenti aminoacidi.
Il Decreto 75/2010 indica un elenco di sostanze considerabili come biostimolanti: idrolizzato proteico di erba medica, epitelio animale idrolizzato (solido o fluido), estratto (liquido o solido) di erba medica, alghe e melasso, estratto acido di alghe Fucales, inoculo di funghi micorrizici, idrolizzato enzimatico di Fabaceae, filtrato di crema di alghe (tal quale o in soluzione), estratto umico di leonardite ed estratto fluido azotato a base di alga Macrocystis Integrifolia.
I biostimolanti più utilizzati per il giardinaggio sono a base di estratti di alghe e sono utili per migliorare la fertilità del terreno e rafforzare le difese naturali della pianta.
Troviamo poi le sostanze umiche, derivate dalla decomposizione di materiali organici, provenienti da humus fossile (come la Leonardite) o da compost.
Il Coriandolo (Coriandrum sativum), detto anche Prezzemolo cinese, è una pianta erbacea annuale Ombrellifera. Appartiene quindi alla stessa famiglia del Prezzemolo insieme a Cumino, Aneto e Finocchio.
Raggiunge un’altezza di 40/60 cm e le foglie sono composte e ricordano quelle del Prezzemolo. Se sfregate rilasciano un piacere aroma. Le infiorescenze a ombrella si usano in cosmetica per la produzione di creme, saponi e profumi. Foglie e semi su usano anche in cucina come spezia per aromatizzare i piatti. Le foglie fresche sono molto aromatiche ma hanno un retrogusto amaro e non a tutti piacciono.
Dove coltivare il Coriandolo
Scegliamo una posizione soleggiata. Teme le gelate tardive. In caso di coltivazione in vaso, spostiamo la pianta all’aperto quando le temperature minime saranno saldamente lontane dagli 0°C.
Come seminare il Coriandolo
Il Coriandolo si semina all’aperto da aprile a giugno. Benché sia una pianta poco esigente è bene preparare il letto di semina con cura. Lavoriamo...
Un buon motivo per coltivare un Kiwi ornamentale è il suo particolarissimo fogliame tricolore. Inoltre è un rampicante, rustico e rigoglioso, particolarmente adatto per ricoprire superficie orizzontali come il tetto di un pergolato.
Perché coltivare il Kiwi ornamentale
Oltra agli alberi di Kiwi ben conosciuti per i loro frutti, come la Actinidia deliciosa (o Actinidia chinensis) o l’Actinidia arguta, esiste anche una varietà di Kiwi coltivato a scopo ornamentale.
Si tratta della Actinidia kolomikta, un rampicante deciduo, caratterizzato dalla particolare colorazione delle foglie a forma di cuore. Nascono verdi per poi diventare rosa e rosse partendo dall’apice. Le foglie appaiono quindi tricolori con fasce orizzontali. Le foglie persistono sulla pianta da marzo a settembre.
Se coltivato correttamente può raggiungere i 4/5 metri d’altezza e in giugno produce tanti fiorellini bianchi profumati. Non è necessaria la presenza di piante maschili e femminili, indispensabile per i Kiwi da frutto, poiché quello della Actinidia kolomikta non è commestibile.
Dove coltivare il Kiwi ornamentale
Cresce bene in tutta Italia: tollera il caldo e sopporta il freddo fino a -10°C.
Se abitiamo nel nord Italia scegliamo una posizione soleggiata. Se invece vogliamo coltivarla al sud del Paese, meglio una posizione esposta a est o a nord-ovest per evitare il sole diretto durante le ore più calde dell’estate. Più sole c’è e più sarà vivace il colore rosso delle foglie.
È una pianta rampicante quindi necessita di un supporto. È adatta per coprire grigliati, recinzioni, pergole o colonne. Anche se...
Possiamo coltivare la Escolzia se desideriamo avere una fioritura prolunga da maggio fino a settembre con grandi infiorescenze variopinte.
Le Escolzie sono un genere di piante erbacee da fiore che comprende almeno 15 specie. Quella più diffusa nei giardini è la Eschscholzia californica, detta anche Papavero della California. È una bella pianta annuale, tollera le gelate tardive perché resiste fino a 0°C ma non il freddo prolungato.
Il fogliame è molto decorativo e spunta su fusti che possono raggiungere i 30/40 cm di altezza. Il fogliame è elegante e frastagliato mentre i grandi fiori sono composti da 4 petali bianchi, gialli, arancioni o rosso a seconda della varietà.
I semi, piccoli e numerosissimi, sono contenuti in un baccello lungo 4–5 cm.
Un altro buon motivo per coltivare la Escolzia sono le sue proprietà terapeutiche. È infatti una pianta medicinale e viene utilizzata con insonnia e stati d'ansia.
Le malattie delle Orchidee possono essere tante e di varia natura. Possiamo però ricondurle a 3 cause principali: i parassiti, le malattie fungine o le fisiopatie. Queste ultime sono alterazioni della pianta non causate da insetti o spore, ma dal clima, dalla luce, dalla temperatura e anche dai nostri errori di coltivazione.
Malattie delle Orchidee: i sintomi
L’afflosciamento delle foglie o la caduta dei boccioli possono essere provocati da un’irrigazione troppo abbondante oppure da una malattia fungina. In presenza di una alterazione della pianta, dobbiamo quindi per prima cosa escludere la presenza di insetti o funghi.
Anche con l’aiuto di una lente d’ingrandimento osserviamo attentamente tutte le parti della pianta, alla ricerca di tracce degli insetti. Puntini decolorati, microscopiche ragnatele e sostanze appiccicose (melata) sono tracce della presenza di Acari, Ragnetti rossi o gialli e Afidi. Macchie scure o necrotiche sulle foglie sono invece sintomi di una malattia fungina.
Eliminare il problema delle Lumache e delle Limacce in modo tempestivo è importante poiché tendono a riprodursi rapidamente e sono molto voraci, in particolare nell’orto.
Come eliminare il problema delle Lumache alla fonte: la prevenzione
Lumache, Limacce e Chiocciole hanno necessità di un habitat molto umido e ricco di acqua. Per spostarsi usano un velo di muco che gli permette di spostarsi velocemente solo su terreni umidi.
Sono infatti maggiormente presenti nei mesi piovosi e umidi ed escono tendenzialmente al tramonto per rosicchiare le giovani piantine del nostro orto. Nelle afose giornate estive si nascondono nel terreno in attesa del ritorno della pioggia.
Alcune soluzioni naturali che utilizziamo contro le malattie fungine, sono utili anche contro le Lumache. Per esempio la polvere di roccia, come il Caolino e la Zeolite: svolgendo un’azione disidratante, per distruggere le spore fungine, scoraggiano contestualmente anche la presenza di Lumache e Limacce che non amano gli ambienti poco umidi. Inoltre se irrorate sulle colture creano sul fogliame una barriera fisica sgradevole anche per le Lumache.
Potremmo anche ricorrere a un “natural born killer”, cioè un nemico naturale di Lumache e Limacce. I Ricci sono ghiotti di questi animali ma non è facile convincerli a costruire la tana nel nostro giardino. Anche se mettere a disposizione dei Ricci una ciotola di croccantini per gatti potrebbe essere un buon modo per attirarli. Anche alcuni uccelli selvatici, così come le Oche...
Possiamo coltivare il Fiordaliso in giardino se vogliamo ottenere delle belle fioriture sui toni dell’azzurro per tutta l’estate e fino all’autunno inoltrato.
Il Fiordaliso (Centaurea cyanus) è una pianta erbacea annuale che produce steli lunghi e rigidi che portano fiori molto decorativi e spesso utilizzati come fiori recisi. In giardino possiamo utilizzare il Fiordaliso per decorare le aiuole e le bordure. La coltivazione in gruppo, anche insieme ad altri fiori, offre un risultato più scenografico. Oltre alla specie selvatica, di colore azzurro, possiamo scegliere tra tante varietà con colori differenti: rosse, porpora e anche nere.