Il Polygonatum multiflorum è una risorsa interessante per decorare le aree del giardino più ombreggiate. I suoi fusti arcuati, le foglie ordinate e i piccoli fiori penduli bianchi conferiscono un aspetto raffinato alle bordure e alle aiuole che li ospitano.
Noto come Sigillo di Salomone, fa parte della famiglia delle Asparagaceae ed è una pianta erbacea perenne rizomatosa e decidua, caratterizzata da fusti arcuati che possono raggiungere i 100 cm. Le foglie sono lanceolate, di colore verde brillante e sono disposte in modo alternato lungo il fusto. Si tratta di una pianta caducifoglia e le foglie compaiono verso marzo o aprile, a seconda della zona climatica, e permangono sui rami fino all’autunno, quando iniziano a ingiallire e cadere progressivamente. Con l’arrivo dei primi freddi, la parte aerea secca completamente ma durante l’inverno rimane attivo il rizoma sotterraneo, che tornerà a germogliare appena tornerà il caldo.
La fioritura si manifesta da aprile a giugno. I fiori, piccoli e tubolari, pendono sotto i rami in gruppi numerosi e sono bianchi con la punta verde. In seguito si trasformano in bacche nere decorative, ma tossiche.
Nei centri giardinaggio possiamo trovare anche varietà con foglie variegate, come il Polygonatum variegatum con fogliame bordato di color bianco crema, e con fiori maggiormente profumati, come il Polygonatum odoratum. Il Polygonatum humile è invece una varietà nana, che non supera di 25 cm di altezza.
La silhouette arcuata del Polygonatum multiflorum si abbina magnificamente con piante dal fogliame più ampio o tondeggiante, come Felci, Hosta, Heuchera e Anemoni giapponesi. Nei giardini naturalistici può essere utilizzato lungo sentieri ombrosi, sotto alberi o accanto a piccoli corsi d’acqua ornamentali. Le varietà variegate illuminano visivamente gli angoli più bui del giardino.






Dove coltivare il Polygonatum multiflorum
Ama i climi freschi e umidi, tipici dei sottoboschi europei e cresce bene con temperature comprese tra i 10°C e i 24°C. Sopporta bene il freddo e il rizoma sotterraneo può resistere fino a circa -20°C in inverno. Nelle zone alpine o soggette a gelate intense è consigliabile proteggere il terreno con una pacciamatura di foglie secche o corteccia.
Il caldo intenso e prolungato oltre i 35°C può invece provocare stress idrico, disseccamento fogliare e arresto vegetativo, soprattutto nelle regioni meridionali e in assenza di irrigazioni generose.
Una caratteristica del Polygonatum multiflorum è la sua preferenza verso posizioni semi-ombreggiate e fresche: richiede solo poche ore di sole, preferibilmente al mattino, per fiorire. Invece il sole diretto nelle ore più calde può bruciare il fogliame, soprattutto in estate.
Nel nord Italia cresce senza particolari difficoltà grazie alle estati relativamente miti e all’umidità ambientale più elevata. In queste regioni può essere coltivato anche in mezz’ombra luminosa.
Nel centro Italia è preferibile scegliere posizioni fresche, magari sul lato nord del giardino o sotto alberi decidui che filtrano il sole estivo. Le varietà variegate richiedono una maggiore protezione dal sole diretto.
Nel sud Italia e nelle isole conviene orientarsi verso aree molto ombreggiate e umide, utilizzando abbondante pacciamatura organica. In questi climi risultano spesso più adatte specie affini, come Polygonatum odoratum, leggermente più tollerante al caldo.
Il trapianto in giardino
Possiamo trapiantare il rizoma già in autunno, tra settembre e novembre, oppure le giovani piantine all’inizio della primavera, tra febbraio e marzo a seconda del clima.
Richiede terreni freschi e drenanti: suoli troppo compatti possono trattenere l’acqua e causare marciumi del rizoma. È quindi importante migliorare la struttura del suolo con sostanza organica e materiali drenanti. Prepariamo le buche d’impianto con qualche settimana d’anticipo e incorporiamo nel fondo una dose di concime organico, come lo Stallatico Pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione.
Questo tipo di concimazione dovrà essere ripetuto ogni anno, alla fine dell’inverno e della primavera.
La crescita relativamente lenta può scoraggiare all’inizio: tuttavia, una volta stabilita, la pianta diventa longeva e sempre più ornamentale anno dopo anno.
Consigli per l’irrigazione
Ama terreni costantemente freschi ma non fradici. Le piantine appena trapiantate e più giovani richiedono maggiori attenzioni e dovremo prevedere irrigazioni periodiche per mantenere sempre umido il terreno.
Le piante adulte già consolidate e coltivate in posizioni ombreggiate sono quasi autonome e si accontentano delle piogge e dell’umidità del suolo. Dovremo irrigare solo in estate e in presenza di lunghi periodi siccitosi e senza precipitazioni.
Se stendiamo uno strato di pacciamatura organica, con foglie o corteccia, manterremo il terreno umido più a lungo.
La potatura
A fine autunno, lasciamo seccare completamente la pianta in giardino, in modo che le sostanze nutritive possano tornare nel rizoma. Quando il fogliame sarà secco, tagliamo i fusti a pochi centimetri dal suolo.
In questo modo terremo più in ordine il giardino e limiteremo il rischio di sviluppare patogeni fungini.
Ogni 4/5 anni può essere utile dividere i cespi troppo densi per ringiovanire la pianta e stimolare nuova vegetazione. Il Polygonatum cresce infatti tramite rizomi sotterranei orizzontali che, anno dopo anno, si allungano formando colonie sempre più ampie. Dopo la potatura drastica autunnale, estraiamo delicatamente il rizoma e separiamo le porzioni più giovani. Possiamo farla manualmente o con un coltello affilato e disinfettato. Le porzioni dovranno avere almeno 2/3 gemme sane e alcune radici attive. Trapiantiamoli subito, rispettando una distanza di circa 30/40 cm tra ogni rizoma.
Come difendere il Polygonatum multiflorum
È una pianta abbastanza rustica, ma può essere colpita da alcuni problemi fitosanitari tipici degli ambienti umidi e ombrosi.
Le Lumache e le Limacce rappresentano un problema, poiché sono ghiotte delle giovani foglie primaverili. Per limitarne la presenza stendiamo una barriera anti-lumache composta da granuli di argilla attorno ai fusti. In questo modo creiamo una zona secca che Lumache e Limacce non riusciranno ad attraversare. Non contiene sostanze pericolose per le piante e gli animali, domestici o selvatici, e non uccide le Lumache: le tiene soltanto lontane dalle nostre piante preferite.
Gli Afidi possono comparire sui giovani germogli, soprattutto in primavera. Per prevenire e combattere la presenza di questi parassiti effettuiamo trattamenti periodici con Sapone molle potassico.
In condizioni di forte umidità e scarsa aerazione possono svilupparsi malattie fungine come l’Oidio e la Ruggine. Per prevenire questo tipo di problemi dovremo evitare le irrigazioni eccessive: in primavera irrighiamo alla mattina, anziché alla sera. È inoltre importante mantenere la giusta distanza tra ogni esemplare, per garantire una buona circolazione d’aria tra le piante. Se l’infestazione di spore è già presente sulla pianta, possiamo effettuare trattamenti con un fungicida a base di Fosfonato di Potassio o con soluzioni naturali a base di Estratto d’Equiseto e di Idrogeno Carbonato di Sodio.