Il Solanum jasminoides è una tra le piante rampicanti ornamentali più generose e scenografiche che possiamo coltivare sul terrazzo. La caratteristica più evidente è la lunga fioritura, che inizia a maggio e prosegue fino a ottobre e ai primi freddi. Produce ininterrottamente una cascata di piccoli fiori stellati di colore bianco e cresce rapidamente, trasformando un semplice balcone in una parete verde luminosa ed elegante.
I Solanum sono un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae e sono dei “parenti” dei Pomodori e delle Melanzane. Esistono oltre 1.000 specie differenti di Solanum, anche molto differenti fra loro: sia per la durata (alcune sono annuali altre perenni) sia per il tipo di sviluppo, poiché alcune sono rampicanti mentre altre hanno un portamento arbustivo e cespuglioso.
Tra i più diffusi nei giardini italiani ricordiamo il Solanum abutiloides con fiori blu-violacei che diventano bacche arancioni, il Solanum rantonetii con portamento arbustivo e fiori viola o bianchi a seconda della varietà, il Solanum nigrum con bacche nere e il Solanum pseudocapsicum con bacche bianche o arancioni.
Il Solanum jasminoides ha invece la caratteristica di essere un rampicante e produce lunghi fusti sottili ma molto vigorosi che possono superano i 5 metri di lunghezza. Le foglie sono ovali, lisce, di colore verde intenso e lucide. I fiori, raccolti in grappoli, sono piccoli, stellati e generalmente bianchi con antere gialle molto evidenti; ma ci sono anche varietà con sfumature lilla o azzurre.
Dove coltivare il Solanum jasminoides
Cresce bene con temperature comprese tra i 18°C e 28°C. Tollera abbastanza bene il caldo estivo mediterraneo a patto di irrigarlo regolarmente: oltre i 40°C, specialmente se coltivato in vaso, va bagnato ogni giorno.
Ha anche una discreta tolleranza al gelo, fino a circa -5°C. Mentre nelle zone calde del sud si comporta come sempreverde, nelle zone fredde e con gelate può perdere le foglie in dicembre o gennaio. Ma torneranno a spuntare con il ritorno della primavera. Se le temperature scendono ulteriormente, dovremo spostare la pianta in una serra fredda o una veranda luminosa. Anche uno strato di pacciamatura con corteccia alla base delle piante è utile per proteggere le radici dal gelo.
Per ottenere una fioritura abbondante necessita di molte ore di sole diretto ogni giorno: più luce riceve e maggiore sarà la quantità di fiori prodotti. Per i terrazzi molto assolati del sud Italia, con temperature estive oltre i 40°C, può essere vantaggiosa una posizione con ombreggiamento leggero nelle ore più torride del pomeriggio estivo. Al contrario, nei climi più freschi conviene garantire il massimo irraggiamento possibile.
Come coltivare il Solanum jasminoides in vaso
Il travaso si effettua preferibilmente in primavera, tra marzo e maggio, quando il rischio di gelate è terminato. Scegliamo un vaso ampio e profondo, di almeno 35/40 cm di profondità e 40/50 cm di diametro, dotato di fori di drenaggio sul fondo.
Per il trapianto stendiamo sul fondo uno strato di argilla espansa, per migliorare il drenaggio e riempiamo il vaso con un terriccio specifico per piante da fiore. È una pianta rampicante con una crescita vigorosa: dovremo quindi prevedere una struttura su cui possa rampicarti, come un grigliato.
L’irrigazione
Ama terreni freschi ma non fradici. Se coltiviamo il Solanum in vaso dovremo prevedere irrigazioni periodiche puntuali, per evitare che il terriccio si secchi e la pianta patisca. Una carenza idrica prolungata provoca la caduta dei fiori, il rallentamento della crescita e l’ingiallimento delle foglie. Svuotiamo però sempre il sottovaso dall’acqua in eccesso, in particolare in primavera e in autunno, le stagioni tipiche delle malattie fungine.
Nei periodi molto caldi dovremo bagnare ogni giorno, mentre in inverno dovremo ridurre drasticamente le irrigazioni, intervenendo solo quando il terreno risulta quasi asciutto.
La concimazione
Essendo una pianta molto vigorosa e dalla fioritura prolungata, dovremo sostenerla con concimazioni regolari. Da marzo a settembre diluiamo nell’acqua per l’irrigazione una dose di fertilizzante liquido per piante da fiore ogni 15 giorni.
In alternativa possiamo usiamo un concime a bastoncino a lenta cessione, che andrà ripristinato ogni 8 settimane.
La potatura
La potatura del Solanum jasminoides è fondamentale per mantenere la pianta ordinata e per stimolare una fioritura abbondante. Il momento migliore per intervenire è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, tra febbraio e marzo.
Eliminiamo innanzitutto i rami secchi, deboli o danneggiati dal freddo. Successivamente accorciamo i getti troppo lunghi per favorire l’emissione di nuovi rami laterali, che saranno quelli più ricchi di fiori.
Durante l’estate possiamo effettuare leggere potature di contenimento per evitare che la pianta diventi troppo invasiva.
Usiamo sempre cesoie affilate e disinfettate per ridurre il rischio di trasmissione di malattie fungine.
Come curare il Solanum jasminoides
È una pianta robusta ma può essere attaccata da diversi parassiti, soprattutto in condizioni di stress ambientale.
Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi, che si concentrano sui giovani germogli e sui boccioli floreali per succhiare la linfa.
Anche la Mosca bianca (Aleurodidi) è abbastanza frequente, soprattutto nelle coltivazioni in terrazzi poco ventilati. Le foglie colpite tendono a ingiallire e a indebolirsi. In questi casi è utile migliorare la circolazione dell’aria e utilizzare trappole cromotropiche gialle per rilevarne la presenza all’inizio dell’infestazione.
Sia per gli Afidi sia per le Mosche bianche ricorriamo a trattamenti preventivi e curativi con Sapone molle potassico e con Olio di Neem. Ripetiamo i trattamenti ogni 10 giorni in primavera o in presenza dei parassiti.
In estate possono comparire anche gli Acari (ragnetti rossi), che provocano decolorazioni fogliari e sottili ragnatele. Amano gli ambienti secchi e possiamo limitarne la presenza aumentando l’umidità fogliare e con irrigazioni corrette Gli Acari possono essere combattuti con un Estratto di Ortica.
Contro tutti gli insetti parassiti e gli acari sono utili anche i trattamenti curativi con insetticidi a base di piretrine.
Fra le malattie fungine la più comune è l’Oidio (Mal Bianco), riconoscibile dalla patina biancastra sulle foglie. Si sviluppa soprattutto in presenza di umidità elevata e scarsa ventilazione: evitiamo di bagnare le foglie durante le irrigazioni, specialmente in primavera e in autunno. Trattamenti a base di Idrogeno carbonato di Sodio sono efficaci per risolvere il Mal Bianco.