La Aquilegia canadensis con i suoi fiori penduli con petali gialli e rossi, è una delle piante più eleganti e originali per decorare i nostri terrazzi e balconi.
L’Aquilegia canadensis è una specie originaria del Canada e appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Le Aquilegie sono un genere di piante erbacee perenni e comprende più di 130 specie differenti e numerosi ibridi, tutte amate per le belle fioriture. Nei centri giardinaggio possiamo facilmente trovare esemplari della Aquilegia coerulea con fiori bianchi e azzurri, della Aquilegia flabellata di piccola taglia (15/30 cm) ma molto resistente al freddo, della Aquilegia vulgaris con fiori viola e porpora, della Aquilegia alpina con fiori blu e viola e della bellissima Aquilegia chrysantha con petali giallo oro e particolarmente resistente al caldo estivo. Va detto che esistono anche numerosi ibridi con forme e colori differenti.
L’Aquilegia canadensis crea invece cespi compatti, alti circa 50/70 cm da cui spuntano i lunghi steli che portano i fiori penduli, caratterizzati da lunghi speroni nettariferi che attirano gli impollinatori. La fioritura avviene generalmente tra aprile e giugno nelle regioni settentrionali e collinari, mentre nelle zone più miti dell'Italia centrale e meridionale inizia già a marzo. Se le condizioni climatiche rimangono fresche, alcuni esemplari possono continuare a produrre fiori fino a luglio.
Con l’arrivo dell’autunno, generalmente tra ottobre e novembre, la parte aerea tenda a ingiallire e a seccare e la pianta entra in riposo vegetativo. La radice sopravvive e tornerà a germogliare la primavera successiva.
Dove coltivare la Aquilegia canadensis
La Aquilegia canadensis predilige temperature comprese tra i 10°C e i 25°C per crescere vigorosamente e fiorire con generosità. Soffre il caldo intenso, oltre i 38°C, specialmente se esposta ai raggi solari diretti e poco irrigata. Al contrario tollera bene il gelo invernale, fino a -20°C.
Per ottenere fioriture abbondanti scegliamo un posto soleggiato del terrazzo per la nostra Aquilegia canadensis. In estate, quando le temperature superano i 30°C, spostiamo il vaso in un luogo semi-ombreggiato, specialmente nelle ore centrali della giornata.
Il trapianto
Per il trapianto si effettua in autunno, tra settembre e ottobre, per permettere alla pianta di adattarsi durante il riposo invernale. In alternativa possiamo trapiantarla anche all’inizio della primavera, tra febbraio e aprile a seconda della zona, quando le gelate tardive sono scongiurate.
Scegliamo un vaso abbastanza ampio per ospitare il pane di terra della piantina e con una profondità di almeno 30 cm. Il contenitore dovrà inoltre essere dotato di fori sul fondo per facilitare il drenaggio dell’acqua in eccesso. All’atto del trapianto usiamo un terriccio specifico per piante da fiore.
Durante il trapianto attenzione a non danneggiare le radici della pianta, particolarmente delicate.
L’irrigazione
Ama un terreno costantemente umido ma non fradicio. Programmiamo irrigazioni periodiche in primavera e in estate, che tenderemo a ridurre in autunno e sospendere in inverno. Le piante coltivate in giardino sono quasi autosufficienti, poiché si giovane delle piogge e dell’umidità del suolo: il substrato contenuto nel vaso invece tende ad asciugarsi rapidamente se esposto ai raggi solari e pertanto dobbiamo irrigare periodicamente appena il terriccio superficiale risulta asciutto al tatto.
Attenzione agli eccessi che possono stimolare marciumi radicali e malattie fungine. In primavera e in autunno svuotiamo sempre il sottovaso dell’acqua in eccesso. I ristagni idrici rappresentano uno dei principali fattori di insuccesso nella coltivazione di questa specie.
La concimazione
Durante tutto il ciclo vegetativo, da marzo a settembre, dovremo prevedere un ciclo di concimazioni con un fertilizzante liquido per piante da fiore. Sarà sufficiente diluirne una dose nell’acqua per l’irrigazione ogni 15 giorni.
In alternativa possiamo utilizzare un concime in bastoncino a lenta cessione, che andrà reintegrato ogni 8 settimane.
Come curare la pianta in inverno
Durante la fioritura eliminiamo progressivamente i fiori appassiti per stimolare la produzione di nuovi boccioli e migliorare l'estetica della pianta. Se desideriamo ottenere l'autosemina naturale, lasciamo maturare alcuni steli fino alla formazione dei semi.
In autunno, quando la vegetazione ingiallisce completamente, tagliamo gli steli secchi a pochi centimetri dal terreno. Questa operazione riduce il rischio di sviluppo di malattie fungine durante l'inverno e favorisce la ripartenza vegetativa primaverile.
L’Aquilegia canadensis è una pianta resistente al freddo e generalmente non necessita di particolari protezioni invernali nella maggior parte delle regioni italiane. Quando la vegetazione dissecca completamente possiamo lasciare il vaso all'aperto. Nelle zone alpine o in località caratterizzate da gelate particolarmente intense, isoliamo il vaso con materiali protettivi, come il cartone ondulato o i fogli di pluriball, per evitare il congelamento completo del pane radicale.
Come difendere la Aquilegia canadensis
Tra gli insetti parassiti più comuni troviamo gli Afidi, che colonizzano soprattutto i giovani germogli e i boccioli floreali. Possiamo prevenire la loro comparsa con trattamenti periodici con un Sapone molle potassico; in presenza degli insetti integriamo con trattamenti con un Estratto di Ortica.
Tra le malattie fungine la più frequente è l'Oidio, detto mal bianco, che si manifesta con una caratteristica patina biancastra sulle foglie. Una buona circolazione dell'aria e trattamenti preventivi a base di Estratti di Chitosano contribuiscono a limitarne la diffusione.
Possono comparire anche maculature fogliari favorite dall'umidità persistente. In questi casi è importante eliminare le foglie infette e ridurre le bagnature della vegetazione.