Per dare un tocco originale al nostro giardino possiamo coltivare la Davidia involucrata, conosciuta comunemente come Albero dei Fazzoletti per la sua particolare fioritura. In primavera infatti si riempie di grandi infiorescenze bianche che, oscillando al vento, ricordano tanti fazzoletti appesi ai rami. Una pianta rara, elegante e di grande valore paesaggistico.
La Davidia involucrata è un albero originario della Cina appartenente alla famiglia delle Nyssaceae ed è caratterizzato da un tronco con una corteccia bruna-aranciata e da grandi foglie a forma di cuore, fino a 15 cm, vellutate nella pagina inferiore.
La caratteristica più importante è però la fioritura primaverile. I veri fiori sono piccoli, di colore rosso-violaceo e raccolti in infiorescenze rotonde, ma sono circondati da due grandi brattee bianche, lunghe fino a 20 cm, che hanno la missione di proteggerli e renderli visibili agli impollinatori. Le brattee bianche sono l’elemento distintivo, specialmente quando sono spinte dal vento. I fiori compaiono solo sulle piante adulte: in quelle più giovani la fioritura è scarsa o tardiva mentre nelle piante con oltre 8 anni è abbondante e molto appariscente. I fiori in seguito si trasformano in frutti duri, tondeggianti e ricchi di semi, inizialmente verdi ma virano al bruno fino alla maturazione.
È una pianta decidua e in inverno, verso ottobre e novembre, perde completamente le foglie. Prima di cadere assumono una tonalità giallo-dorata molto ornamentale. Riappaiono in primavera, tra marzo e aprile, con la ripresa dell’attività vegetativa. La fioritura avviene in primavera inoltrata, verso maggio e giugno.




Dove coltivare la Davidia involucrata
È una pianta montana e cresce bene con temperature comprese tra i 10°C e i 25°C, condizioni tipiche delle primavere e delle estati miti dell’Italia settentrionale e delle zone collinari. Dimostra anche un’ottima resistenza al gelo, fino a -20°C.
Al contrario, soffre il caldo eccessivo: temperature superiori ai 35°C per periodi prolungati possono causare stress idrico e bruciature fogliari.
Proprio per questa ragione è meglio scegliere una posizione in mezz’ombra luminosa, in particolare nel centro-sud Italia. Nelle zone più fredde del nord possiamo invece optare per una posizione soleggiata.
Come coltivare la Davidia involucrata
Il trapianto in giardino si effettua in autunno o in primavera, quando il terreno non è gelato. Scegliamo una posizione che permetta lo spazio necessario per lo sviluppo della pianta adulta: può crescere fino a 15 metri e sviluppa una chioma ampia.
All’atto del trapianto, creiamo una buca con dimensioni doppie rispetto al vaso di coltivazione e stendiamo sul fondo una dose di concime organico, come lo stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione specifico per piante da fiore.
Come irrigare la Davidia involucrata
Nei primi anni dopo il trapianto manteniamo il terreno costantemente fresco, specialmente in estate, ma prestando attenzione ai ristagni idrici in primavera e in autunno. Gli alberi adulti diventano più resistenti alla mancanza d’acqua e si accontentano delle piogge, ma nei mesi più caldi è bene mantenere il suolo leggermente umido.
Una pacciamatura con corteccia o foglie secche può aiutare a mantenere stabile l’umidità del terreno e a proteggere le radici dal caldo estivo. Nelle piante più giovani la pacciamatura è utile anche in inverno per proteggere le radici dal gelo.
Come concimare la Davidia involucrata
Non è una pianta particolarmente esigente, ma un terreno fertile assicura fioriture più abbondanti. All’inizio della primavera e dell’autunno distribuiamo ai piedi dell’albero un concime granulare a lenta cessione per piante da fiore, ricco di Azoto, Fosforo e Potassio.
Come potare la Davidia involucrata
Non richiede potature poiché sviluppa naturalmente una chioma armoniosa. Solo nei primi anni è utile una potatura di formazione per creare una struttura equilibrata: limitiamoci a eliminare i rami mal posizionati o concorrenti con il tronco principale.
La potatura si esegue alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa, quando la pianta è ancora in riposo. Usiamo strumenti affilati e disinfettati e proteggiamo le ferite con un mastice cicatrizzante per evitare l’insinuazione di batteri e parassiti e scongiurare il rischio di muffe e marcescenze.
Come curare la Davidia involucrata
La Davidia involucrata è abbastanza rustica e resistente ai parassiti, ma può comunque essere soggetta ad alcuni problemi fitosanitari.
Tra gli insetti più comuni troviamo gli Afidi e le Cocciniglie, che si concentrano sui germogli giovani succhiando la linfa e causando deformazioni delle foglie. In caso di infestazioni leggere sono sufficienti dei trattamenti ripetuti con un Sapone Molle di Potassio e Olio di Neem. Il primo crea sulle foglie un habitat inadatto per lo sviluppo e l’ovideposizione degli insetti, mentre il secondo svolge un effetto fagorepellente che rende immangiabili le foglie. In presenza di molti Afidi possiamo effettuare dei trattamenti con insetticidi a base di piretro.
Tra le malattie fungine, una delle più frequenti è l’Oidio, che si manifesta con una patina biancastra sulle foglie ed è causata da un’eccessiva umidità e scarsa ventilazione. Per prevenirlo è utile mantenere una buona circolazione d’aria nella chioma e, se necessario, intervenire con trattamenti periodici con un fungicida a base di Idrogenocarbonato di Sodio.