Le Peonie (Paeonia), messaggere di nobilità e gloria, in Oriente sono il simbolo di bellezza e fertilità femminile. Semplici o doppi, bianchi, rosa, gialli, viola o rossi, i fiori delle Peonie sono spettacolari e profumati, ma anche le foglie sono di grande valore ornamentale.
Esistono Peonie erbacee, come la Paeonia lactiflorao la Paeonia officinalis, adatte da sistemare in aiuole o bordure, oppure da coltivare come fiore reciso, per mazzi colorati. Ci sono anche Peonie arboree o arbustive, come ad esempio la Paeonia suffruticosae la Paeonia lutea, da piantare come esemplari isolati, in grandi vasi o vasche capienti. Le Peonie erbacee scompaiono in inverno e rinascono in primavera, mentre le arboree creano cespugli alti e larghi fino a 2 metri.
PEONIE: ATTENZIONE AI RISTAGNI D'ACQUA
Poco esigenti e adattabili, amano le posizioni fresche, sopportano il freddo intenso e vivono in quasi tutti i terreni, con una preferenza per quelli fertili e leggeri. Generalmente amano la mezz’ombra...
Coltivare le piante in casa è molto comune, ma non sempre si ottengono i risultati sperati. Importante è scegliere piante adatte al clima casalingo, come per esempio Ficus, Anthurium, Guzmania, Pothos, Felce, Dieffenbachia e Croton.
Inoltre per crescere una pianta in appartamento, ci sono una serie di consigli utili che è bene seguire:
COLTIVARE LE PIANTE IN CASA: 7 CONSIGLI PER AVERE SUCCESSO!
UNO: La luce è molto importante e spesso sottovalutata. Il vaso deve essere sistemato entro un metro dalla finestra in stanza buie e fino a 3 metri se la finestra è ben soleggiata, evitando però i raggi diretti del sole. Per ambienti poco luminosi scegliete Pothos, Schefflera, Filodendri, Sansevieria, ...
Il marciume basale è una malattia che può colpire alcune piante ornamentali ed è causata da diversi tipi di funghi. Il fungo penetra dal terreno alla pianta, avvraverso le radici o il colletto, determinandone poi la marcescenza. Una pianta malata si riconosce dalle radici e dal fusto che incominciano lentamente a marcire, acquisendo il tipico colore marrone. Se le piante colpite sono arbusti o piante erbacee, sono le foglie a seccarsi e a cadere con il conseguente deperimento di tutta la pianta.
Come tutte le malattie fungine, si propaga velocemente in presenza di umidità e alte temperature. Estate e autunno, sono il periodo migliore per lo sviluppo di questi funghi, che non sopravvivono quando il termometro scende sotto i 15° C.
I funghi possono essere già presenti nel terreno e attaccare le piante lesionate a livello radicale o basale, oppure diffondersi attraverso l'acqua di irrigazione.
MARCIUME BASALE: COME RISOLVERE IL PROBLEMA
Come al solito, la prevenzione è importante per evitare questo fastidioso problema, che può causare la perdita di intere piante: consiste nel controllare le piante frequentemente, agendo ai primi segnali di malattia.
Trattare la terra con un funghicida prima di mettere a dimora le piante, può aiutare a debellare l'eventuale fungo presente nel terreno. Il trattamento andrà ripetuto 3-5 volte all'anno al fine di effettuare una prevenzione efficace.
In caso di piante già compromesse, è necessario estirparle e bruciarle lontano dalle colture. Un altro buon consiglio per evitare l'espandersi di questa malattia è moderare la quantità di irrigazioni, migliorando il sistema di drenaggio.
Il Melograno da fiore (Punica granatum), simbolo di prosperità, ricchezza e buona sorte, è un grazioso alberello di grande eleganza, tipico delle zone mediterranee. Rustico e longevo, è molto popolare nei giardini e nei terrazzi grazie alla sua fioritura stupenda e prolungata.
Il bel fogliame verde chiaro e i frutti decorativi, compaiono sulla pianta in maggio e continuano a sbocciare per tutta l’estate. Esistono varietà con fiori bianchi, rosa, rossi e screziati e varietà nane con fiori minuscoli alte appena 50 cm, adatte alla coltivazione in vaso o in basse bordure.
Il Melograno da fiore sopporta bene il caldo e la siccità e deve essere posizionato in pieno sole; non resiste invece al freddo che talvolta ne gela la chioma. Tollera bene lo smog urbano e l’aria salmastra, ma se la temperatura scende sotto i -5° C va portato a riparo in serra.
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L'Oziorrinco è un insetto lungo pochi centimetri, di colore scuro simile a un coleottero. Anche se piccolo, è molto pericoloso per le piante perchè ne divora le foglie durante le ore notturne, agendo indisturbato, mentre durante le ore diurne rimane riparato nel terreno. Verso giugno, depone centinaia di uova che in poco tempo si schiudono diventando larve bianche, avide divoratrici delle radici delle piante.
Larve e adulti di questo parassita, possono portare alla morte delle piante a causa dei loro ripetuti morsi, per questo è necessario imparare a individuarli e debellarli tempestivamente. Le piante ornamentali più colpite sono il Gelsomino, il Frassino, il Lillà, il Tiglio, l'Acero, le Rose e le siepi come il Lauroceraso.
OZIORRINCO: COME INTERVENIRE
L'infestazione si riconosce esaminando le foglie, che presentano bordi erosi a forma semicircolare, tipica del loro morso.
L'Oziorrinco si combatte allo stadio larvale, nel periodo che va da giugno a ottobre, sistemando alla base della pianta un disinfestante specifico per il terreno. Questo metodo può essere usato solo in presenza di piante ornamentali, mentre se si trattano piante da frutto o dell'orto bisognerà adottare metodi di lotta biologici.
La lotta agli esemplari adulti è più difficile, perchè sono molto più resistenti ai pesticidi e sono presenti sulla pianta solo di notte. Uno dei metodi migliori per eliminare l'Oziorrinco è quello di scuotere la pianta quando è buio ed eliminare manualmente tutti gli esemplari che cadono dalle foglie.
Un'altra buona idea è quella di sistemare sul tronco della carta...
Realizzare un orto in vaso è una valida soluzione, soprattutto nei mesi freddi, quando il raccolto scarseggia a causa delle condizioni climatiche. Le piante possono essere coltivate in vasi e cassette, da sistemare nelle zone più soleggiate del balcone, protette dai venti gelidi e dotate di copertura nei periodi di freddo intenso.
ORTO IN VASO IN AUTUNNO: QUALI PIANTE SCEGLIERE
Purtroppo il numero di ortaggi da coltivare in vaso è molto ridotto rispetto a quelli coltivabili in orto, ma possiamo comunque puntare su ortaggi da foglia come Bietole, Cavolo nero, Spinaci, Radicchi e Lattughe invernali. La buona resistenza al freddo è la dote di Cavoli, Cime di Rapa, Ravanelli, Cicorie da taglio, Rucolae Valeriana.
Tra gli altri ortaggi invernali troviamo i Cavoli, le Verze e i Broccoli: le notti fredde ne migliorano il sapore e rendono le foglie più gustose. Tipici di questa stagione sono anche i Cavolini di Bruxelles, particolarmente resistenti a gelo e neve. Questi ortaggi, generalmente si seminano in estate e il loro ciclo breve li rende pronti per la raccolta entro dicembre.
Il Cotogno da fiore o Cotogno giapponese (Chaenomeles japonica), è una pianta arbustiva molto facile da coltivare, durevole e poco esigente.
I suoi rami formano un cespuglio intricato di piccole o medie dimensioni, sui quali a fine inverno, si aprono larghi fiori rosa o rossi. In estate e in autunno, spuntano le foglioline verdi e nascono, dove prima c'erano i fiori, piccoli pomi commestibili previa cottura.
COTOGNO DA FIORE: IN GIARDINO O IN VASO
Il Cotogno da fiore tollera bene i geli intensi e il caldo estivo, e i suoi fiori resistono anche alle gelate tardive fino a -15° C. Ama il sole, non teme il vento e lo smog urbano e ha esigenze idriche moderate; si innaffia senza eccessi in primavera e in estate, aspettando sempre che il terreno asciughi quasi del tutto prima di irrigare di nuovo.
Adatta sia alla coltivazione in vaso, sia in giardino come cespuglio o in siepi miste con altri arbusti primaverili, è caratterizzata da una crescita lenta e da una notevole longevità senza richiedere attenzioni particolari.
I suoi fiori illuminano la fine dell’inverno con il loro colore intenso...
La Palma di San Pietro o Palma nana è una pianta dalle dimensioni contenute, alta circa 3 metri e larga 2. Il suo nome scientifico è Chamaerops humilise deriva dal greco khamai (piccolo) e rhops (cespuglio), proprio a sottolineare le ridotte dimensioni della pianta. La sua altezza ridotta, permette di trapiantarla sia in giardino come esemplare singolo, sia in grandi vasche per cortili e terrazze.
Facile da coltivare e molto ornamentale, la Palma di San Pietro è caratterizzata da foglie pennate verde bottiglia che si riuniscono in un ciuffo alla sommità del fusto. La Chamaerops può crescere su fusto, ma anche come cespuglio e fiorisce in estate con pannocchie molto vistose.
Unica Palma spontanea in Europa, la Chamaerops humilis è la famosa Palma di Goethe, che lo affascinò durante una visita nell'Orto botanico di Padova e a cui dedicò il saggio Metamorfosi delle piante
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Il Mal bianco è una malattia fungina che colpisce moltissime varietà di piante ornamentali, causata da diverse famiglie di funghi, appartenenti al genere Oidium. Infatti il Mal Bianco viene anche chiamato Oidio. Molto diffuso, causa delle chiazze bianche simili a ragnatele polverose sopra foglie, fiori e frutti delle piante. In uno stadio più avanzato della malattia, il tessuto della pianta si necrotizza, seccandosi, causando così l'indebolimento della pianta e l'avvizzimento della fioritura. Oltre a rovinarne l'aspetto, il Mal bianco può diventare la causa di altre infezioni e portare la pianta a una morte prematura.
Questa malattia fungina, colpisce soprattutto durante la primavera fino al termine dell'estate, propagandosi velocemente in condizioni di umidità e con temperature superiori ai 20° C. In inverno, la malattia entra invece in uno stato di letargo, aspettando la primavera all'interno delle parti secche della pianta.
Tra le piante ornamentali più colpite dal Mal bianco troviamo la Rosa, l'Ortensia, l’Evonimo, la Begonia, il Biancospino e il Lillà.
MAL BIANCO SULLE PIANTE ORNAMENTALI: COME INTERVENIRE
Data la facilità con cui questa malattia si propaga, il modo migliore per combatterla è adottare delle strategie di prevenzione. Un buon consiglio può essere quello di annaffiare le piante cercando...