Coltivare le piante aromatiche sul terrazzo è facile: grazie alle loro dimensioni ridotte sono perfette anche per il terrazzo. Le erbe aromatiche sono tra le piante commestibili più tipiche del nostro Mediterraneo e più coltivate per dare un tocco di verde sui terrazzi delle nostre città. Alcune, come la Menta e la Citronella, possono essere coltivate anche per respingere l’assalto degli insetti molesti d’estate.
Le erbe aromatiche variano da specie a specie per caratteristiche diverse. Alcune di esse, come il Basilicoo il Prezzemolo, hanno un ciclo vitale annuale e devono essere seminate nuovamente l’anno successivo; altre, come la salvia e il rosmarino, sono perenni. Piantando specie diverse sul proprio balcone, quindi, è possibile sfruttarne le virtù un po’ in tutti i periodi dell’anno.
PIANTE AROMATICHE PER IL TERRAZZO: QUALI SCEGLIERE
Molte erbe aromatiche, come il Timo, il Rosmarino, la Maggiorana e il Dragoncello, hanno bisogno di ambienti molto soleggiati per crescere bene; altre invece, come la Menta, il Cerfoglio, la Melissa e il Prezzemolo...
Coltivare la Hebe è davvero facile ed è indicata anche per chi non ha molta esperienza nella coltivazione. Sono piante originarie della Nuova Zelanda, che prendono il loro nome suggestivo dalla dea Greca della giovinezza. Possono essere coltivate sia in aiuole nel giardino, sia in vasi e fioriere.
Solitamente le Hebe si presentano come piccoli arbusti folti, che possono raggiungere anche i due metri di altezza. Per la coltivazione in giardino o in fioriere sul terrazzo vengono utilizzate delle specie di Hebe con portamento più ridotto.
C’è chi ama coltivare le Rose in vaso per i colori dei loro petali delicati e chi per il loro profumo inebriante. Le Rose hanno da tempo conquistato lo scettro di regine dei nostri giardini, ma è possibile coltivarle con successo anche per donare un tocco di eleganza in più ai nostri balconi o ai nostri salotti.
Una Rosa in vaso può crescere in qualsiasi ambiente, purché abbia una buona esposizione al sole. Resiste bene a qualsiasi clima, ma è necessario portarla al riparo nei mesi più freddi di inverno.
COLTIVARE LE ROSE IN VASO: ATTENZIONE ALLE RISORSE LIMITATE
La Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella), detta anche Verme delle Mele, è un lepidottoro fitofago che può pregiudicare fortemente il raccolto di mele, ma anche di pere e altre piante da frutto come il pesco e la noce. Gli insetti fitofagi, contrariamente ai parassiti, sono in grado di sopravvivere in modo autonomo ma attaccano le piante (foglie, frutti, radici, ecc.) per cibarsene.
La Carpocapsa è una piccola farfalla lunga una ventina di millimetri, grigiastra con delle striature marroni sul margine delle ali. Le femmine adulte vivono circa un mese e durante questo periodo possono deporre fino a 80 uova, appena la temperatura supera i 15°C. In un anno si possono sviluppare tre generazioni. Le uove, deposte singolarmente sulle foglie o direttamamente sulle mele, generano una larva che in poco tempo penetra nel frutto per posizionarsi nella parte centrale, dove ci sono i semi. Le larve sono inizialmente bianche per poi diventare giallo-rosate. Dopo aver raggiungono il giusto stadio di sviluppo, escono in cerca di un rifugio per creare il bozzolo e completare la trasformazione in farfalla...
Coltivare la Mahonia in giardino è facile poichè resiste al freddo e al clima secco estivo. Si tratta di un arbusto sempreverde della famiglia delle Berberidacee, originario dell’Asia orientale e dell’America del nord, che comprende più di sessanta specie diverse. Solitamente vengono coltivate la Mahonia Aquifolium e la Mahonia Japonica, sia come piante ornamentali sia per comporre delle siepi.
La Mahonia forma cespugli molto ampi, che superano i 2 metri sia in altezza sia in larghezza. Le foglie, lucide e di colore verde scuro, sono ovali e con alcune spine come quelle dell’Agrifoglio. Una caratteristica che rende interessante la Mahonia per le siepi difensive. Alla fine dell’inverno sbocciano sulle punte dei rami delle infiorescenze a pannocchia, di colore giallo brillante e molto profumati. Ai fiori lasceranno il posto a dei piccoli frutti, dalla forma ovale e di colore scuro. Alcune specie sono commestibili: dal gusto acidulo, tendenti al blu o al rosso scuro, sono ben conosciute dagli erboristi che li usano per i loro infusi. Negli Stati Uniti le bacche della Mahonia Aquifolium sono usate come ingrediente per le confetture, come qualsiasi frutto di bosco.
Coltivare la Felce è un modo intelligente per donare colore alla casa e purificare gli ambienti. Le Felci sono piante molto antiche, di un’eleganza semplice ed essenziale, ideali per chi vive una vita frenetica, piena di impegni, senza avere troppo tempo da dedicare ad altro. Per questo motivo, sono particolarmente adatte per essere coltivate in appartamento. Inoltre svolgono un’azione filtrante degli inquinanti atmosferici presenti nell’aria degli appartamenti, purificando così gli ambienti nei quali vivono. L’aria delle nostre case è ricca di polveri sottili (dette Vocs) che derivano, per esempio, dall’evaporazione di pitture o adesivi, ma anche dal fumo di sigaretta. Alcune piante, tra cui la Felce, hanno la capacità di assorbire queste particelle volatili attraverso gli stomi delle foglie e di inglobarli nella lignina del tronco. In questo modo contribuiscono a pulire, filtrandola, l’aria delle nostre abitazioni.
COLTIVARE LA FELCE: ATTENZIONE AI RISTAGNI D’ACQUA
Evolute nei millenni all’ombra di foreste e ambienti tropicali, le Felci prediligono angoli a mezz’ombra, lontane da una luce diretta. Cresciute nei tanti tipi di sottobosco che si sono alternati nei secoli, le Felci nascono in un habitat naturale caldo e umido. Anche questa caratteristica le rende adatta per la crescita nelle stanze di un appartamento. Vanno però tenute lontane dai termosifoni: meglio una zona della casa in cui la temperatura non superi i 18°C e dove la pianta non soffra il soffio freddo di qualche spiffero.
Conservare i fiori recisi che molte donne riceveranno a San Valentino è facile, ma attenzione alle leggende metropolitane. Aspirine, bustine di zucchero, centesimi di rame, un dito di Coca-Cola: di trucchi per conservare i fiori recisi più a lungo ne abbiamo sentiti molti, ma è bene sapere che c’è poco di vero.
FloraHolland, la cooperativa di produttori olandesi fondata nel 1863 e specializzata nelle vendite di piante e fiori recisi, nel 2009 ha voluto vederci chiaro e ha promosso uno studio per sperimentare tutti questi rimedi fantasiosi. Riproducendo l’ambiente casalingo, sono state sperimentate su Rose e Lisianthus recisi varie soluzioni, come l’Aspirina, bibite, bibite light, aggiunta di cloro, monete con o senza rame in diversi dosaggi e anche i conservanti per fiori recisi, da aggiungere all’acqua, proposti dalle industrie del settore.
I test hanno dimostrato che tutti i vari rimedi non apportano alcun beneficio rispetto all’utilizzo della semplice acqua del rubinetto. Anzi, in taluni casi si sono manifestati effetti negativi: l’Aspirina ha un effetto disastroso sulle foglie dei Lisianthuse un alto dosaggio di cloro ingiallisce le foglie delle Rose. Gli unici risultati positivi sono arrivati dai prodotti specifici (conservanti e nutrienti per fiori recisi) e da una gazzosa (nel test hanno usato una 7Up): quest’ultima migliora l’acqua del rubinetto per il contenuto di zucchero e il livello di acidità.
Lo studio di FloraHolland comunque raccomanda di usare i conservanti per i fiori recisi reperibili in commercio, seguendo le dosi indicate sulle confezioni. Questi prodotti, infatti, prolungano la crescita in vaso, stimolano i fiori ad aprirsi e aiutano a mantenere vivo il colore più a lungo; le bibite zuccherate possono dare risultati simili...
Scegliere i Pomodori più adatti per il nostro orto è importante, poichè possiamo spaziare fra tante forme e gusti differenti. Quindi perchè non sperimentare qualche varietà meno conosciuta?
Il Pomodoro, nato in America ma da secoli diffuso in tutta Europa, è diventato il Re delle cucine e degli orti del mediterraneo, dove è stato sviluppato in una grande varietà di specie e cultivar diverse: alcune dalle grandi dimensioni e dalla polpa farinosa, come il Cuore di Bue, altre di frutti più piccoli ma molto succosi, come il San Marzano, altre ancora che ci donano grappoli di piccole biglie lucide, come il Ciliegino o il Datterino.
Non mancano varie ibridazioni recenti, come il Tiger Cherry e il Pomodoro Nero: nate negli Stati Uniti e in Australia, poco conosciute in Italia, sono fonti preziose di antiossidanti e hanno grandi benefici sulla nostra salute.
Tra i vari tipi di Pomodoro vengono distinte le piante a crescita determinata da quelle a crescita indeterminata: alle prime appartengono varietà come i Pomodori a Grappolo e i San Marzano comuni, alle seconde varietà come i pomodori di Pachino e i Saccagni. Mentre le prime crescono come i rampicanti e hanno bisogno di essere sorrette da un tutore in fase di crescita, le seconde crescono come piccoli arbusti, spesso comprendono varietà nane della prima categoria e possono essere coltivate singolarmente e facilmente in un vaso.
COME SCEGLIERE I POMODORI: CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE
Le varie specie di Pomodoro hanno caratteristiche simili per la coltivazione: tutte prediligono ambienti caldi ed esigono una buona esposizione al sole. Quasi tutte le varietà...
Coltivare la Bocca di leone è un’ottima soluzione per creare un’aiuola o una bordura fiorita in giardino. È una pianta erbacea molto comune della famiglia delle Scrophulariacee, che porta due nomi bizzarri. Il nome scientifico (Antirrhinum majus) allude alla sua forma simile a un naso, mentre il nome comune è dovuto alla sua reazione quando si preme la base del fiore: la corolla si spalanca, proprio come la bocca del re della foresta quando attacca una preda.
È diffusa su tutte le scogliere delle zone mediterranee; alcune specie sono annuali, altre possono diventare perenni nelle circostanze adeguate. Cresce in piccoli cespugli alti tra i 50 e gli 80 cm, ma in alcuni casi può arrivare anche a 120 cm. Le foglie affusolate verde scuro sullo stelo portano ad un grappolo di corolle profumate che fioriscono a giugno e donano la loro bellezza fino alla fine dell’autunno.
I colori dei fiori possono variare, a seconda delle specie: dal bianco a varie sfumature di rosso, in altri casi possono alternarsi invece sfumature di giallo fino all’arancio.