La presenza di Dollar spot nel prato è un problema di molti proprietari di giardini ed è bene intervenire tempestivamente poiché può compromettere rapidamente l’estetica e la funzionalità del tappeto erboso. Si manifesta all’inizio con piccole aree secche tondeggianti, simili appunto a una moneta da un dollaro, ma col tempo si ampliano progressivamente. Oltre a danneggiare l’estetica, indeboliscono il prato e favoriscono l’insorgere di altre patologie. Senza un intervento tempestivo e mirato quindi il danno può diventare significativo.
Come riconoscere il Dollar Spot nel prato
Sulle singole foglie possiamo notare una zona bianca o color paglierino delimitata da un margine necrotico marrone o rossiccio. È una caratteristica tipica del Dollar spot e ci permette di distinguerlo da altre malattie fungine come il Pythium e la Rhizoctonia. Nelle prime ore della mattina, in presenza della rugiada, le spore in attività producono una sostanza simile a una ragnatela o a fili di cotone sulle foglie infette.
In Italia il Dollar spot è ampiamente diffuso, soprattutto nelle aree caratterizzate da clima temperato-umido, come la Pianura Padana e le zone costiere tirreniche. La malattia si manifesta prevalentemente tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, con picchi nei periodi di elevata umidità notturna e temperature miti. È particolarmente comune nei prati ornamentali, nei campi sportivi e da golf, dove le condizioni di gestione intensiva favoriscono lo sviluppo del patogeno.
Fattori che ne promuovono lo sviluppo
Il Dollar spot è causato da un fungo appartenente al genere Clarireedia (in passato classificato come Sclerotinia homoeocarpa), che sopravvive nei residui vegetali e nel feltro del prato sotto forma di micelio.
Con l’arrivo della primavera, in presenza di umidità e temperature favorevoli, il fungo riprende l’attività colonizzando i tessuti fogliari. In particolare si sviluppa con temperature tra circa 15°C e 32°C, in particolare tra 20°C e 27°C, e in presenza di un’alta umidità. La primavera e l’autunno sono quindi le stagioni più critiche. Le spore vengono diffuse principalmente tramite l’acqua, i rasaerba ma anche il semplice calpestio. Durante la stagione vegetativa il ciclo infettivo si ripete più volte, portando a un rapido aumento del danno.
In estate, quando le temperature superano i 35°C, l’attività del fungo tende a ridursi sensibilmente, fino quasi a scomparire nei periodi di caldo intenso e prolungato.
Con l’arrivo del freddo invernale l’attività del fungo rallenta fino a cessare: sotto i 5°C si blocca completamente. Ma il patogeno sopravvive nei tessuti infettati, pronto a riattivarsi nella stagione successiva.
Il Dollar spot colpisce principalmente le Graminacee utilizzate nei tappeti erbosi: come la Festuca rubra, il Lolium (Loietto) e la Poa annua.
Come prevenire il Dollar spot
La prevenzione rappresenta l’approccio più efficace e sostenibile per limitare la comparsa del Dollar spot. Una corretta gestione agronomica del prato è infatti fondamentale:
Anzitutto è bene sapere che un’adeguata concimazione è utile per prevenire questa malattia fungina. In particolare le carenze di Azoto rendono il prato più suscettibile. L’utilizzo di integratori con micorrize, batteri della rizosfera e trichoderma è utile per prevenire le malattie fungine: incrementano la popolazione microbica benefica, utile per la degradazione del feltro e per creare un ambiente ostile e antagonista verso tutti i funghi patogeni presenti nel terreno.
Durante il periodo vegetativo, quello cui il Dollar spot è particolarmente attivo, effettuiamo irrigazioni profonde ma diradate, preferibilmente al mattino presto, per ridurre la durata della bagnatura fogliare. Le spore hanno necessità di molta umidità per svilupparsi, perciò è bene evitare irrigazioni serali o notturne in primavera.
Prima di tagliare l’erba, puliamo e disinfettiamo le lame del tosaerba per prevenire la diffusione del patogeno dalle zone infette a quelle sane.
Durante le stagioni fredde, riduciamo la presenza di feltro con operazioni di arieggiatura e scarificazione: migliorando la circolazione dell’aria e togliendo il feltro limiteremo le possibilità di svernamento del fungo.
Dollar Spot nel prato: come eliminarlo definitivamente
Tra le sostanze di base, regolate nel 2009 dalla Comunità Europea, troviamo un alleato molto importante per la lotta al Dollar spot: alludiamo agli elicitori come il Chitosano. Gli elicitori sono sostanze di origine naturale e consentite in agricoltura biologica che stimolano lo sviluppo delle difese immunitarie naturali poiché simulano l’attacco di un parassita o di un fungo. Si possono usare sulle piante da orto, da frutto, ornamentali ma anche sul tappeto erboso. Il Chitosano in particolare è un sottoprodotto dell’industria alimentare ed è estratto dai gusci dei crostacei: è stato provato che aumenta la resistenza delle piante contro diversi funghi e batteri patogeni. Pur essendo innocuo per le piante, il Chitosano ha una struttura cellulare simile a quella delle spore fungine: la pianta percepisce di essere attaccata da un fungo e risponde mettendo in campo le sue difese naturali.
Si può applicare ogni 15 giorni, da febbraio a settembre con un massimo di 8 interventi, per garantire piante sane e belle. Limita il ricorso ai prodotti fitosanitari tradizionali e non è pericoloso per l’uomo e gli animali domestici.