Coltivare la Jicama è una scelta affascinante per chi desidera sperimentare specie orticole poco diffuse ma estremamente interessanti dal punto di vista nutrizionale e agronomico. Questa pianta tropicale offre una radice croccante, dolce e rinfrescante, ideale per arricchire la dieta con un ortaggio esotico.

La Jicama ha origini antiche nell’America centrale e meridionale, in particolare nelle regioni dell’attuale Messico ed era già coltivata dalle civiltà precolombiane, come i Maya e gli Aztechi, che ne apprezzavano la radice succosa come fonte di acqua e nutrienti nelle stagioni secche.

La Pachyrhizus erosus, nota come Jicama, Xicama o patata messicana, appartiene alla famiglia delle Fabaceae (cioè le Leguminose) e, nonostante il soprannome, non ha nulla a che fare con le Patata, che sono della famiglia delle Solanaceae. È quindi una pianta più affine ai Fagioli e ai Piselli, ma la radice appare tondeggiante e ricorda le Rape e le Patate.

Si tratta di una pianta erbacea perenne, ma in Italia viene coltivata come annuale e termina il suo ciclo colturale con la raccolta delle radici. Ha un portamento rampicante e i suoi rami possono superare i 3 metri di lunghezza. Tra luglio e settembre produce dei fiori papilionacei di colore blu-violaceo o bianco che in seguito diventano baccelli, simili ai Fagioli: ma è importante ricordare che solo la radice è commestibile, mentre le parti aeree della pianta sono tossiche. Per stimolare la crescita di radici più grandi e di migliore qualità, di solito i fiori vengono tagliati appena compaiono. Per stessa ragione è utile cimare i germogli apicali per favorire una crescita più compatta.

coltivare la Jicamacoltivare la Jicama
coltivare la Jicamacoltivare la Jicama

Dove coltivare la Jicama

È una pianta che ama il caldo e cresce bene con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C. Va seminata in primavera avanzata, quando le temperature minime notturne sono stabilmente oltre i 18°C.

In autunno teme il freddo sotto i 10/15°C ed è bene procedere alla raccolta della radice.

Anche il caldo oltre i 38°C può mandare in stress la pianta, soprattutto se associato a siccità prolungata.

Scegliamo una posizione soleggiata dell’orto per ottenere radici ben sviluppate.

Come coltivare la Jicama

La semina si effettua in primavera, tra aprile e maggio, quando il rischio di gelate è completamente scongiurato. È meglio la semina diretta in piena terra, poiché la pianta non tollera bene il trapianto.

Prepariamo il letto di semina con qualche settimana d’anticipo, avendo cura di lavorare il terreno con zappa e rastrello per renderlo omogeno, morbido e friabile. Rompiamo le zolle più coriacee e togliamo sassi e residui di altre piante. In questa fase, incorporiamo nel suolo un concime organico, come lo Stallatico Pellettato, o un fertilizzante granulare a lenta cessione specifico per piante edibili.

I semi vanno interrati a circa 2/3 cm di profondità, mantenendo una distanza di almeno 30/40 cm tra le piante.

Come irrigare la Jicama

La Jicama necessita di irrigazioni regolari ma non eccessive: il terreno deve rimanere leggermente umido, evitando ristagni idrici che possono causare marciumi nella radice commestibile.

In estate le irrigazioni dovranno essere più frequenti, per compensare l’evaporazione causata dai raggi solari più caldi.

La raccolta

La raccolta delle radici si effettua dopo circa 5/7 mesi dalla semina primaverile. Indicativamente tra settembre e novembre, a seconda delle condizioni climatiche. Nelle regioni con climi più rigidi del nord Italia la raccolta si anticipa a settembre, per prevenire i problemi legati al freddo, nel sud invece possiamo aspettare fino a novembre se il clima rimane mite.

Se in autunno la pianta inizia a ingiallire, possiamo procedere alla raccolta.

Come difendere la Jicama

La Jicama è relativamente resistente, ma può essere attaccata da Afidi, Acari (ragnetti rossi) e Aleurodidi (mosche bianche).

Per prevenire e combattere la presenza di Afidi possiamo ricorrere a trattamenti con Estratti di Ortica, Olio di Neem, Sapone molle di Potassio e Saponi potassici di acidi grassi: i saponi sono utili anche per rimuovere la melata dalla pianta. In fase preventiva effettuiamo i trattamenti ogni 10 giorni, in presenza degli insetti ogni 6/7 giorni.

Contro gli Acari sono utili dei trattamenti ripetuti con gli Estratti di Ortica: ogni 10 giorni in via preventiva e ogni settimana in presenza dei parassiti.

Per monitorare la presenza di Mosche bianche nell’orto ci vengono in aiuto le trappole adesive gialle. È sufficiente posizionarle in vari posti nell’orto e, essendo adesive, cattureranno gli insetti che si posano, attratti dal colore giallo. Un'altra soluzione utile in via preventiva sono i prodotti a base di Neem (pellet e polvere). Se le piante sono già coperte di Mosche bianche dobbiamo combinare l’azione dei vari strumenti a nostra disposizione, soprattutto il Sapone molle.

Anche gli insetti terricoli, come la Dorifora e il Grillotalpa, rappresentano un nemico temibile poiché attaccano le radici e possono danneggiare i tuberi. Contro questi parassiti usiamo in modo preventivo la polvere di Neem e gli ammendanti con inoculo di micorrize e batteri della rizosfera.