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Luglio 07, 2017
Curare la Monilia è importante poiché si tratta di un fungo che colpisce alcune piante da frutto come il Pesco, il Ciliegio, il Pero, il Melo e il Nespolo. Durante il periodo primaverile e estivo, attacca principalmente i frutti che marciscono precocemente: si ricoprono di muffa di colore grigio o nocciola e in seguito cadono dai rami. Anche i fiori e le foglie si seccano, invece i rami si fessurano lasciando colare emissioni gommose e la parte apicale si necrotizza.
Spesso questo fungo è già presente sulla pianta in inverno, soprattutto se è già stata malata. Alla comparsa delle prime piogge, favorita dall’elevata umidità, la Monilia tende a ripresentarsi in primavera e in autunno.
CURARE LA MONILIA: ATTENZIONE ALLA PREVENZIONE
Per prevenire questa fastidiosa malattia, si devono eliminare subito i rami che presentano cancri, e in generale effettuare periodiche potature al fine di alleggerire la chioma e areare la pianta. Molto importante è anche garantire un buon drenaggio, in modo da non creare ristagni d’acqua e non aumentare pericolosamente l’umidità del terreno.
A scopo preventivo, è bene effettuare dei controlli all’interno dei frutteti a primavera e prima della fioritura, in modo cogliere i primissimi segnali della malattia e intervenire tempestivamente.
In presenza della malattia, possiamo intervenire con un fungicida endoterapico translaminare e di contatto, ripetendo il trattamento finché la malattia non sarà debellata. È molto importante rispettare le indicazioni d’uso indicate nella confezione e rispettare i tempi di carenza prima di consumare i frutti.
Se la pianta è già stata colpita dalla Monilia è consigliabile un trattamento preventivo in primavera, prima e dopo la fioritura, per proteggere le infiorescenze prima della comparsa del fungo...
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Novembre 15, 2016
Le Tentredini sono insetti pericolosi per le piante, in particolare allo stadio larvale quando si nutrono delle foglie con voracità. Questi imenotteri, da adulti sono simili a delle vespe nere lunghe qualche millimetro, mentre le larve sono di colore bianco/giallastro, di un centimetro circa di lunghezza.
TENTREDINI: DIVORATRICI DI FOGLIE
L'adulto depone le uova vicino alla base delle foglie e quando le larve nascono – a primavera avanzata - iniziano a divorare la pagina inferiore della foglia. Un attacco di Tentredini si può riconoscere dalle foglie scheletriche e consumate dall'azione divoratrice delle larve presenti sulla pianta.
L'infestazione è pericolosa perchè danneggia la pianta esteticamente e ne arresta la crescita, causando in casi gravi, la caduta e l'arresto di produzione di fiori.
Le larve, cibatesi delle foglie, si trasferiscono nel terreno dove crescono per poi deporre le uova la primavera successiva.
COME INTERVENIRE SULLE PIANTE ORNAMENTALI
Le piante più colpite dalle Tentredini sono le Rose e le rosacee in generale, i Salici e le Conifere, ma può danneggiare anche piante da frutto come il Melo, il Pero, il Susino, le Lattughe e i Cavoli.
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Novembre 01, 2016
Allestire un mini frutteto in vaso sul terrazzo è possibile, scegliendo le giuste varietà di piante e procurandosi vasi molto capienti. Alcuni agrumi vivono bene in vaso, per esempio i Limoni e i Mandarini nani, mentre alcune piante come l'Olivo, accettano piccoli vasi da giovani ma poi esigono contenitori profondi.
Peschi, Pruni e Ciliegi nani offrono belle fioriture primaverili e un generoso raccolto, come anche il Fico con i suoi frutti settembrini.
Le Viti per uva da tavola di sviluppo contenuto, crescono bene in terrazzo, grazie al loro portamento rampicante. Anche il Kiwi può essere coltivato vicino a pergolati, che ricopre di foglie e frutti autunnali, ma deve essere piantato in vasche grandi e profonde a causa delle sue fitte radici.
FRUTTETO IN VASO: ATTENZIONE AL CLIMA
Alcune piante temono il gelo e sono adatte solo alla coltivazione in clima mite o in serra fredda, come gli agrumi e le piante subtropicali.
In generale, gli alberi da frutto, soprattutto se coltivati in vaso, hanno bisogno di molto sole per far maturare i frutti, insieme a una buona circolazione d’aria e di protezione dai venti forti che possono ostacolare l’impollinazione.
I Meli su portainnesti nanizzanti offrono un raccolto generoso, sia in forma colonnare come nella varietà “Ballerina”, sia con chioma allargata.
Melograno, Nespolo giapponese e agrumi come il Kumquat richiedono poche cure e al nord vanno trasferiti in serra da novembre a marzo.
Il Pero è decorativo se allevato a spalliera contro un muro soleggiato, specie nelle zone con inverno rigido.
Importante è ricordarsi...
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Agosto 12, 2016
L'Afide Lanigero è un piccolo insetto lungo pochi millimetri, presente prevalentemente su Pioppi, Peri e Meli. Riconoscibile per la sua colorazione rossastra e per la produzione di un'abbondante lanugine bianca di consistenza cerosa, si nasconde nel tronco e sui rami dell'albero ospite.
A causa delle sue punture, attraverso cui succhia la linfa della pianta, si sviluppano tumori e deformazioni che indeboliscono la pianta e la rendono bersaglio di altre fastidiose malattie.
L'Afide Lanigero si presenta in primavera colonizzando rami e foglie e causando forti deperimenti, fessurazioni e bollosità, fino a causare il disseccamento dei tessuti. Verso l'estate, l'infestazione si propaga a causa della massiccia riproduzione dell'Afide; inoltre gli esemplari dotati di ali volano sugli alberi vicini rendendo l'epidemia incontrollabile.
AFIDE LANIGERO: COME RISOLVERE L'INFESTAZIONE
Questi insetti rimangono sulla pianta fino a novembre, per poi svernare all'interno del tronco, in qualche anfratto riparato. Qualora il naturale controllo biologico non funzionasse ad arginare l'Afide, diventa...
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Aprile 29, 2016
La Psilla (Cacopsylla pyri) è un parassita fitofago che colpisce le piante da frutto, sopratutto il Pero. Si presentano come piccoli insetti, lunghi appena 2-3 mm, di colore bruno e dotati di alette attraverso cui si spostano da una pianta all'altra. Presenti su germogli, foglie e rami giovani, questi insetto, durante i mesi invernali, si nascondono sotto la corteccia della pianta, per poi rispuntare in primavera (le forme giovanili si chiamano neanidi) per deporre le uova.
La colonia della Psilla è facile da notare, a causa dell'abbondante produzione di un liquido viscoso chiamato melata, che danneggia i tessuti e favorisce la proliferazione di malattie fungine. Le foglie di accortocciano e la pianta va in arresto vegetativo.
Inoltre, questi piccoli insetti ghiotti di linfa, infliggono alla pianta delle punture che causano la necrosi di germogli e foglie e l' indebolimento della pianta, rendendola soggetta ad altre malattie, come la temuta Moria del Pero.
PSILLA DEL PERO: COME INTERVENIRE
Le infestazioni di Psille sono pericolose e in rapida espansione, perchè a oggi i suoi antagonisti naturali sono sempre meno e quindi proliferano incontrastate. Per salvaguardare le nostre piante, la prima cosa da fare è evitare i ristagni idrici, mantenendo la pianta in salute e ordinata tramite regolari potature. Appena notate sulla pianta le uova o la melata, diventa necessario intervenire con un antiparassitario a ristretto spettro d'azione, per evitare di eliminare altri insetti innocui e utili.
I trattamenti devono essere sospesi qualche giorno prima del raccolto della frutta, per salvaguardare la qualità dei prodotti (leggere con attenzione il foglietto illustrativo dei prodotti). La melata può essere lavata via tramite lavaggi settimanali con un concime fogliare a base di azoto...
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Dicembre 29, 2014
La Carpocapsa del Melo (Cydia pomonella), detta anche Verme delle Mele, è un lepidottoro fitofago che può pregiudicare fortemente il raccolto di mele, ma anche di pere e altre piante da frutto come il pesco e la noce. Gli insetti fitofagi, contrariamente ai parassiti, sono in grado di sopravvivere in modo autonomo ma attaccano le piante (foglie, frutti, radici, ecc.) per cibarsene.
La Carpocapsa è una piccola farfalla lunga una ventina di millimetri, neanche tanto bella da vedere, poiché è grigiastra con delle striature marroni sul margine delle ali. Le femmine adulte vivono circa un mese e durante questo periodo possono deporre fino a 80 uova, appena la temperatura supera i 15°C. In un anno si possono sviluppare tre generazioni. Le uove, deposte singolarmente sulle foglie o direttamamente sulle mele, generano una larva che in poco tempo penetra nel frutto per posizionarsi nella parte centrale, dove ci sono i semi. Le larve sono inizialmente bianche per poi diventare giallo-rosate. Dopo aver raggiungono il giusto stadio di sviluppo, escono in cerca di un rifugio per creare il bozzolo e completare la trasformazione in farfalla.
VERME DELLE MELE: COME FARE
Poiché un'invasione di Vermi delle Mele provoca danni ingenti ai raccolti, l'agricoltura professionale utilizza metodi sofisticati che tendono a limitare l'uso di insetticidi: dalla semplice copertura dei meli con delle reti, fino all'utilizzo di trappole a base di feromoni e diffusori per la confusione e il disorientamento sessuale. Un trucco da "rubare" ai professionisti è avvolgere il piede della pianta con del cartone ondulato. Poichè le larve abbandonano il frutto in cerca di un riparo per creare il bozzolo, è provato che i fori creati dal cartone ondulato sono molto apprezzati dalla Carpocapsa: una volta individuati i bozzoli sarà facile bruciare il pezzo di cartone e sostituirlo.
Per eliminare il Verme delle Mele dal frutteto di un giardino privato possiamo ricorrere a un insetticida fosforganico specifico, che agisca per contatto o ingestione contro i principali parassiti delle piante da frutto. Sara sufficiente effettuare due o tre trattamenti all'anno, orientativamente nell'ultima decade di maggio, nella prima di luglio e verso la metà di agosto. Poichè si tratta di un agrofarmaco è importante seguire le istruzioni riportate nella confezione e rispettare i tempi...